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ValDorciaSentieriTuristici

LA NAZIONE SIENA lun, 10 nov 2014

L’IMMENSA PLATEA di Fieracavalli ha fatto da sfondo alla presentazione dei Sentieri del Nobile e della via Barlettaia, i tracciati ciclo-pedonali, liberamente percorribili in ogni stagione anche a cavallo, appena realizzati dai Comuni di Montepulciano e Pienza. E la Fondazione europea sport-natura-ambiente, che ha scelto proprio la fiera di Verona per la sua prima uscita ufficiale, ha portato ad esempio questo progetto che promuove il territorio grazie ad i suoi percorsi turistico-culturali. Alla presentazione sono intervenuti il sindaco di Montepulciano Andrea Rossi (insieme all’assessore al sistema Montepulciano Franco Rossi) e quello di Pienza Fabrizio Fè che hanno illustrato le caratteristiche e le finalità dei due sentieri. Presente anche Francesco Landi, sindaco di Sarteano, realtà che con la Giostra del Saracino e l’iniziativa Febbre da Cavallo intrattiene già intensi rapporti con il mondo dell’equitazione e che ha individuato e tracciato una rete di ben 32 percorsi. Tra gli ospiti Fabrizio Forsoni, presidente nazionale dell’Uisp – Lega attività equestri, che ha anche accolto le delegazioni presso lo stand dell’associazione. I Sindaci Rossi e Fé hanno illustrato le caratteristiche dei due nuovi tracciati senesi che hanno uno sviluppo complessivo di 40 chilometri e che mettono in collegamento due direttrici fondamentali, il Sentiero Arno – Bonifica e la Francigena. L’obiettivo è offrire un nuovo modo di fare turismo abbinando viaggio, scoperta, natura e benessere. 
I PUNTI CHIAVE dei percorsi si identificano nel Lago di Montepulciano, nel Santuario di Sant’Agnese e nel Tempio di San Biagio, il capolavoro architettonico rinascimentale dove il sentiero intitolato al Vino Nobile di Montepulciano Docg, realizzato con la collaborazione dei volontari dell’Associazione Cerro Bike, si innesta con quello che prende il nome dalla «barletta». L’itinerario attraversa poi la Val d’Orcia, transita tra Pienza e Monticchiello e si conclude alla Grancia di Spedaletto. Sabato 29 novembre, a Pienza, il progetto dei sentieri sarà presentato alle istituzioni locali e alle associazioni mentre l’inaugurazione ufficiale avverrà il 30 novembre con un raduno di podisti, ciclisti e cavalieri provenienti dai due percorsi.

LA NAZIONE SIENA lun, 10 nov 2014

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Su segnalazione di un associato di Italia Nostra di Siena pubblichiamo un bell’articolo di Laura Valdesi apparso sulla Nazione di Siena di qualche giorno fa, che era passato inosservato ai più anche perchè non apparso sulla Rassegna Stampa della Provincia di Siena. Pur comprendendo il ragionevole imbarazzo provocato dalla vicenda sull’intera Amministrazione Provinciale ed in particolare quello che il sequestro e la negazione del dissequestro da parte del Tribunale del Riesame potrebbe aver causato oltre che al Presidente in persona, anche a Gabriele Berni, Assessore all’Ambiente – Energia – Cooperazione Internazionale  ed a Anna Maria Betti , Assessore all’Agricoltura – Caccia – Aree Protette – Turismo , riteniamo che tale dimenticanza o voluta omissione non faccia lustro a chi della ‘trasparenza’ sbandierata ha sempre fatto un proprio vanto ed orgoglio.
testo integrato :”
Le 5 gabbie per la cattura dei cinghiali nelle aree naturali protette di Lucciolabella a Pienza e del Lago di Montepulciano restano sequestrate. Il Tribunale del Riesame ha infatti confermato il (altro…)

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toscana cereale

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tozzi

In primo piano il Presidente Provinciale di Italia Nostra di Siena, Prof.ssa Lucilla Tozzi; a fianco, sulla destra, il Consigliere membro del Direttivo Provinciale, Dott.ssa Laura Comi

Sono medico ufficiale sanitario e Consigliere del Direttivo della sezione di Siena di Italia Nostra, e nel portarvi i saluti della Presidente Lucilla Tozzi, esprimo le preoccupazioni della nostra Associazione per il grande impiego che si sta facendo degli impianti ad altissima temperatura, che vanno contro il protocollo di Kyoto, servano essi per trattare i rifiuti o le biomasse.

 Gli impianti ad alta temperatura per le biomasse, che bruciano anche le granaglie, vengono proposti come una conquista; la centrale a biomasse di Gallina è stata  presentata  come possibilità di guadagno per gli agricoltori; senza i certificati verdi, l’impianto non risulterebbe economicamente conveniente. Si sta facendo una politica di disincentivazione del nostro ottimo grano, uno dei migliori del mondo, venduto a prezzi infimi che non compensano neppure i costi di produzione.

Si ricorre in modo sempre più massiccio al grano di importazione, che risulta non solo di qualità inferiore, ma spesso infestato da parassiti e da funghi, contaminato da veleni, talvolta  radioattivo;  non si considera il costo ambientale dei trasporti.

In questo modo la nostra terra, vocata all’agricoltura, viene penalizzata; e la perdita dell’autonomia alimentare è una grossa sconfitta per la nostra nazione, che viene a trovarsi nella condizione di dipendere in tutto e per tutto dagli altri Paesi.

Se il nostro grano non vale più niente, anche i terreni agrari non varranno più niente: la speculazione edilizia metterà gli occhi addosso a questi terreni , che verranno abbandonati, e poi venduti per essere urbanizzati con sempre nuove costruzioni, spesso inutilizzate.

Abbiamo letto proprio ieri sul Corriere di Siena la presa di posizione del  Comune di Castiglion d’Orcia e della stessa Provincia.

Siamo rimasti sconcertati da alcune affermazioni. Questi Enti “ritengono non appropriato partecipare a iniziative programmate da altri soggetti senza un preventivo coinvolgimento delle istituzioni”: ebbene, a noi risulta che, al contrario,  i rappresentanti del Comitato si siano recati nei vari Comuni della Valdorcia per parlare con i Sindaci e con gli Assessori.  

 Si scrive che “sulla bontà della tipologia di questi impianti si sono espressi favorevolmente associazioni ambientaliste”; non certo Italia Nostra, né a livello nazionale né locale.

 E inoltre: “Il progetto in corso di realizzazione sarà fornito di abbattitori e catalizzatori che elimineranno ulteriormente le emissioni”: ma quanto costeranno le operazioni di controllo? Non sarebbe più semplice usare i certificati verdi per aiutare finanziariamente gli agricoltori che tritano la paglia lasciandola nei campi?

Leggiamo che “ In un paese <normale> la fiducia deve essere riposta sulle istituzioni preposte alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e non su soggetti che esprimono considerazioni frutto di opinioni personali più o meno interessate”; ma quali interessi si pensa che abbiano i cittadini,  se  non quelli della tutela della salute e del territorio? Quanto alla fiducia nelle Istituzioni, questa  non può essere accordata  a priori, senza le verifiche che ogni cittadino ha diritto di chiedere e di ottenere.

 Gli Amministratori, rifiutando di partecipare all’incontro proposto dal Comitato, escludono di fatto ogni dialogo non solo con i cittadini, ma, ciò che è più grave, con gli studiosi e gli esperti  in cui questi cittadini ripongono la loro fiducia 

Italia Nostra ringrazia i relatori e il Comitato organizzatore.

 

 Siena, 23 ottobre 2009

 

                                                                          Italia Nostra, sezione di Siena

                                                                          Il Consigliere Laura Comi

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ACQUA AMIATA

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Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, il seguente comunicato redatto dal Comitato Salvaguardia Ambiente Amiata  Val d’Orcia – Per Contatti:

Mariella Baccheschi, Via Mentana, 97, 53021 Abbadia San Salvatore (Siena)               Tel.         0577 778118      Tel e Fax 0577 777452   Cell.  328 4660508-  E-mail: m.baccheschi@gmail.com oppure Nadia Ranieri, Cell. 3395979316

In Val d’Orcia (Siena)  in località Gallina Comune di Castiglione d’Orcia sta per essere ultimata la prima centrale a biomasse per la produzione di elettricità (1 MW), costruita da Sorgenia  in società con Toscana Cereali (ass di coltivatori cerealicoli) del senese e del grossetano A questa ne seguiranno altre 40 Non ci soffermeremo sul progetto visibile sul sito www.perabbadia.it (ricerca su barra in alto, non su google) se non per sottolineare che i cittadini sono stati debitamente tenuti all’oscuro  Neppure in campagna elettorale se ne è discusso se non per negarne l’esistenza  La critica alla mancata partecipazione e informazione dei cittadini , sommata alle preoccupazioni per i rischi di inquinamento e per  l’incomprensibilità e lacunosità dell’intero progetto, hanno portato alla costituzione di un Comitato locale, che non si fida delle rassicurazioni delle Amministrazioni e rivendica il diritto alla salute e alla difesa delle proprie risorse ambientali e sociali. Il fatto è che il progetto p u z z a :

–         oggi dicono di voler bruciare paglia ma fino a ieri prevedevano l’uso di cereali in granella e crusca.  L’autorizzazione provinciale consente, previa richiesta, l’utilizzo di “altro” tipo di combustibile;

–         l’impianto è a 50 m. dal centro abitato e come è già successo per altri impianti di pirogassificazione  in Germania, il rischio è alto per l’instabilità  del syngas utilizzato per produrre energia elettrica;

–         si tratta di una impianto  con una tecnologia spagnola  per la prima volta sperimentato in Italia Tutti i dati sulle emissioni  prodotte da Sorgenia sono stati testati nell’impianto gemello in Spagna  (www.eqtec.es) che nessuna istituzione nazionale sembra aver mai visitato e controllato prima di fornire le autorizzazioni necessarie;

–         sono previste vasche di raccolta di acqua  oleosa  che non si giustificano con l’uso di biomasse di paglia;

–         non vengono indicate le esatte quantità di cenere residua né indicate le società che si occuperanno dello smaltimento degli inquinanti e il costo relativo;

–         non è stata realizzata una valutazione delle attuali condizioni di aria, suolo e terra così da non poter avere un termine di paragone con le condizioni ambientali che si determineranno  con l’avvio dell’impianto;

–     non si sa se la inefficiente rete elettrica locale sarà in grado di assorbire l’energia prodotta;

–         non esiste un calcolo delle emissioni attuali di Co2 e contemporaneamente si afferma un  suo abbattimento;

–         non viene valutato il costo del trasporto della paglia nelle Marche per essere pellettizzata e riportata all’impianto né si hanno indicazioni sulla Ditta che produrrà il pellet;

–    ad oggi non esistono contratti sottoscritti con gli agricoltori della Val d’Orcia per il conferimento delle biomasse Toscana Cereali afferma  l’esistenza di “patti” con i propri associati ai quali corrisponderà  2,50  al q. per rotoballe che costano 3 ai produttori.  (altro…)

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insiena.jpgItalia Nostra su Gallina Sul Corriere di Siena del 1 agosto u.s., la Confederazione italiana Agricoltori ( CIA ) prende decisamente posizione a favore della costruzione dell’impianto a biomasse di Gallina (“ La centrale a biomasse va fatta”). Eppure, si tratta di destinare 1800 ettari di territorio vergine, suolo non inquinato – proprio nella Valdorcia Unesco – a coltivazioni il cui raccolto dovrà essere bruciato allo scopo di produrre una quantità di energia elettrica che coprirà appena l’uno per cento del fabbisogno annuale provinciale; tutto ciò, mentre per la nostra alimentazione continuiamo a importare dai paesi stranieri partite di grano e di cereali, che spesso sono state sequestrate dalla Magistratura perchè inquinate. Ancora una volta, si tratta di sottrarre suolo agricolo alla produzione di cibo, e questo mentre i governi, anche quello italiano, stanno progettando di acquistare all’estero grandi superfici agrarie, per poter coltivare quello che serve per la alimentazione primaria ( cfr. La Stampa, “il caso” del 27/12/2008, e la Repubblica del 31 gennaio 2009, R2 pag. 29 ). I tecnici della Società Sorgenia S.p.A. informano che la centrale brucerà soltanto paglia; ma nella Autorizzazione Unica Provinciale dell’8 luglio 2008, si parla di “cereali in granella e prodotti derivati dalla loro coltivazione”. Dagli stessi tecnici, abbiamo anche appreso che le ceneri prodotte durante la lavorazione, stoccate in containers, verranno conferite a una ditta esterna ( non si dice quale ), che le riutilizzerà come “ammendanti”, ossia come concime per i terreni: ma come sarà questo concime, e quali garanzie avrà? ; mentre l’acqua di condensa, disoleata e privata dei catrami, sarà avviata a un depuratore. Nella medesima Autorizzazione Provinciale , al punto 5 viene specificato : “per quanto concerne il trattamento dei rifiuti speciali prodotti dalla gestione dell’impianto sotto forma di reflui e ceneri, la Società Sorgenia SpA dovrà richiedere apposita autorizzazione per il loro stoccaggio, recupero e smaltimento entro 180 giorni dalla data di avvio dell’impianto, provvedendo in tale intervallo di tempo alla effettuazione di specifiche analisi sui rifiuti stessi per la valutazione delle necessarie e possibili operazioni e trattamenti finalizzati al loro recupero/ smaltimento”: ma questo significa che le analisi specifiche sui rifiuti sono affidate direttamente a Sorgenia SpA ! Di seguito, è scritto: “ in tale intervallo di tempo i rifiuti prodotti dovranno essere trattati secondo la normativa vigente”, senza specificare se si tratta di normativa per rifiuti speciali, o altro. Quanto alle emissioni in atmosfera, gli stessi tecnici della Sorgenia ammettono che ci saranno,e del resto nell’Autorizzazione Provinciale si dice: “oltre a rispettare i parametri e le condizioni dell’allegato B….[ le emissioni ] non dovranno causare inconvenienti igienico-sanitari, né arrecare danno o molestie al vicinato “ . Come ben si comprende, gli interrogativi sono molti, ma una cosa è certa: si tratta di un’attività insalubre ; e per giunta, gli impianti per produrre “syngas “, come nel caso in questione, sono particolarmente pericolosi perché a rischio di scoppio, dato che in questo tipo di gas sono presenti molte impurità. Consideriamo che l’impianto dista 90 metri dalla prima abitazione. Ci chiediamo in ultimo, se sia mai stato fatto un bilancio costi-benefici, in cui includere sia i costi dello smaltimento, sia quelli dei trasporti; consideriamo che la pellettizzazione verrà effettuata presso il lontano impianto di Cagli, nelle Marche, e chiediamoci se è questa la “filiera corta” che viene tanto sbandierata. Si dice che in futuro verrà costruito un altro impianto di pellettizzazione più vicino; ma, come già è stato scritto da Fabio Pellegrini ( Corriere di Siena del 1 agosto ) non sappiamo nè dove, né quando. Intanto, la Società Sorgenia Bioenergy, che prevede la realizzazione di 40 impianti simili a quello di Gallina, ha stipulato con Toscana Cereali un contratto di quindici anni: giusto il tempo utile per usufruire dei famosi contributi per i certificati verdi. E dal canto suo Toscana Cereali ( cfr. Corriere di Siena del 7 luglio u.s.), parla di creare, nella stessa costruzione che ospiterà Sorgenia, un centro commerciale per la vendita di prodotti alimentari all’ingrosso, una esposizione di macchine agricole e di attrezzi per il giardinaggio, un laboratorio per le analisi dei campioni dei terreni, e chi più ne ha più ne metta; affermando addirittura : “ il venir meno [ dell’impianto ] porterebbe all’abbandono e al degrado….Darebbe un colpo mortale a un paesaggio riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità”! Peccato che le centrali a biomasse rappresentino un vero e proprio snaturamento dei territori, come scrive, fra gli altri, la dottoressa Antonella Litta, referente dell’Associazione italiana medici per l’ambiente ISDE ( International Society of Doctors for the Environment – Italia, http://www.isde.it ). Siena, 6 agosto 2009 Italia Nostra sezione di Siena La presidente Lucilla Tozzi

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