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Posts Tagged ‘Terremoto’

Abbiamo ricevuto varie richieste che ci invitano a rendere più comprensibili i dati pubblicati, e riteniamo opportuno aderire alla richiesta, rendendo esplicita la Scala Macrosismica Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS-1930) la sola utilizzata dal mondo scientifico per ricostruire e determinare l’intensità degli eventi sismici storici sulla esclusiva base degli effetti superficiali provocati dal sisma e in taluni casi ben resocontati dalle cronache dell’epoca di pertinenza.  


La scala MCS-1930 deriva direttamente dalla scala Mercalli a dodici gradi, ai quali Cancani nel 1903 aveva fatto corrispondere adeguati intervalli di accelerazione. La versione della MCS attualmente in uso è quella modificata nel 1930 da Sieberg, nel cui lavoro viene fornita sia con le specifiche per esteso (tab. 102), che in forma ridotta (tab. 103); in tab. 101 vengono inoltre forniti gli intervalli di accelerazione proposti da Cancani ed un confronto con le scale precedenti.

In generale, Sieberg (1930), rispetto alla precedente scala di Mercalli, incrementò e migliorò notevolmente le descrizioni degli effetti relativi ad ogni grado, introducendo in modo pressoché
sistematico indicazioni sulle quantità di persone che avvertono il terremoto (gradi da I a V) e sulle quantità di edifici danneggiati (gradi da VI a XII); introdusse inoltre, come si può notare dalle specifiche per esteso, i cinque livelli di danno che saranno poi considerati con piccole modifiche anche nelle scale successive.


Scala Mercalli-Sieberg illustrata nei dettagli al fine di caratterizzare l’intensità relativa delle scosse sismiche


I grado. Impercettibile: evento rilevato soltanto dai sismografi.

II grado. Molto leggero: avvertito soltanto da rare persone nervose, oppure molto sensibili, che si trovano in uno stato di assoluto silenzio e quasi sempre ai piani superiori dei caseggiati.

III grado. Leggero: anche in zone densamente abitate viene percepito come scossa soltanto da una piccola parte delle persone che si trovano all’interno delle case, così come se passasse un’automobile a velocità elevata. Da alcuni viene riconosciuto come terremoto soltanto dopo che ne hanno parlato tra loro.


 IV grado. Moderato: non molte delle persone che si trovano all’aria aperta percepiscono il terremoto. All’interno delle case il sisma viene invece riconosciuto da un maggior numero di persone, ma non da tutte, in seguito al tremolio, oppure alle lievi oscillazioni dei mobili, in conseguenza delle quali la cristalleria ed il vasellame, posti a breve distanza, si urtano come quando un autocarro pesante passa su un asfalto sconnesso; i vetri delle finestre tintinnano; porte, travi ed assi in legno scricchiolano, crepitano i soffitti. In recipienti aperti i liquidi vengono leggermente smossi. In casa si ha la sensazione che venga rovesciato un oggetto pesante (un sacco, un mobile), oppure di oscillare insieme con la sedia o il letto, come avviene su una nave con mare mosso. Questo movimento tellurico di solito non provoca paura nelle persone a meno che non siano nervose o apprensive a causa di terremoti precedenti. In rari casi si sveglia chi sta dormendo.


V grado. Abbastanza forte: il sisma viene percepito da numerose persone anche da quelle impegnate nelle attività giornaliere, in strada e, se sensibili, anche all’aria aperta. Nelle abitazioni si avverte la scossa in seguito al movimento ondulatorio dell’intero edificio. Si vedono le piante e le frasche, nonché i rami più piccoli dei cespugli e degli alberi agitarsi, come se ci fosse un vento moderato. Oggetti appesi come tendaggi, semafori, lampade e lampadari non troppo pesanti iniziano ad oscillare; dei campanelli risuonano; gli orologi a pendolo subiscono un arresto oppure un’accelerazione, a seconda che la direzione della scossa sia perpendicolare o normale al moto di oscillazione; allo stesso modo gli orologi a pendolo fermi possono riprendere a funzionare; le molle dell’orologio tintinnano; la luce elettrica si mette a tremolare o viene a mancare in seguito ai movimenti che interessano le linee della corrente; i quadri urtano rumorosamente contro le pareti, oppure si spostano; da recipienti colmi ed aperti vengono versate fuori piccole quantità di liquido; possono cadere a terra ninnoli ed piccoli oggetti, così come avviene anche per oggetti addossati alle pareti; gli arredi leggeri possono perfino essere un po’spostati; i mobili strepitano; le porte e le imposte si aprono e si chiudono sbattendo; i vetri delle finestre si infrangono. Si svegliano quasi tutti coloro che stanno dormendo. In qualche caso le persone fuggono all’aperto.

VI grado. Forte: il terremoto viene percepito da tutti con un certo panico, tanto che molti fuggono all’aperto, mentre alcuni hanno anche la sensazione di cadere. I liquidi si agitano fortemente; quadri, libri ed analoghi oggetti cadono dalle pareti e dagli scaffali; le stoviglie vanno in pezzi; le suppellettili, anche quelle in posizione stabile, e perfino singole parti dell’arredamento vengono spostati se non addirittura rovesciate; si mettono a suonare le campane di dimensioni minori nelle cappelle e nelle chiese, gli orologi dei campanili battono le ore.
In alcune case, anche se costruite in maniera solida si producono lievi danni: fenditure nell’intonaco, caduta del rivestimento di soffitti e di pareti. Danni più gravi, ma ancora non pericolosi, si hanno su edifici mal costruiti. Si può verificare la caduta di qualche tegola e pietra di camino.

VII grado. Molto forte: ragguardevoli lesioni vengono provocate all’arredamento delle abitazioni, anche agli oggetti di considerevole peso che si rovesciano e si frantumano. Rintoccano anche le campane di dimensioni maggiori. Corsi d’acqua, stagni e laghi si agitano di onde e s’intorbidiscono a causa della melma smossa. Qua e là, scivolano via parti delle sponde di sabbia e ghiaia. I pozzi variano il livello dell’acqua in essi contenuta.
Danni modesti a numerosi edifici se solidamente costruiti: piccole spaccature nei muri, caduta di parti piuttosto grandi del rivestimento di calce e della decorazione in stucco, crollo di mattoni e in genere caduta di tegole. Molti camini vengono lesi da incrinature, da tegole in caduta, dalla fuoruscita di pietre; i camini danneggiati crollano sul tetto e lo rovinano. Dalle torri e dagli edifici più alti cadono le decorazioni non ben fissate. Nelle costruzioni a traliccio, risultano ancora più gravi i danni ai rivestimenti. In alcuni casi si ha il crollo delle case mal costruite oppure riattate.


VIII grado. Rovinoso: i tronchi degli alberi ondeggiano tutti in maniera molto forte ed arrivano a spaccarsi. Anche i mobili più pesanti vengono spostati lontano dal proprio posto e a volte rovesciati. Statue, pietre miliari o cose similari poste sul terreno o anche nelle chiese, nei cimiteri e nei parchi pubblici, ruotano sul piedistallo oppure si rovesciano. Solidi muri di cinta in pietra vengono fessurati ed abbattuti.  Circa un quarto delle case riporta gravi danni; alcune di esse crollano; molte diventano inabitabili. Negli edifici costruiti con intelaiatura cade gran parte dei rivestimenti. Le case in legno vengono tirate giù o rovesciate. Specialmente i campanili delle chiese e le ciminiere delle fabbriche provocano con la loro caduta lesioni più gravi agli edifici circostanti di quanto non avrebbe fatto da solo il terremoto. In pendii e terreni acquitrinosi si formano delle crepe; dai terreni intrisi di acqua fuoriescono sabbia e melma.


IX grado. Distruttivo: circa la metà delle case in pietra sono seriamente distrutte, molte crollano, la maggior parte diviene inabitabile. Case ad intelaiatura sono divelte dalle proprie fondamenta e compresse su se stesse, in tal modo vengono tranciate le travi di supporto degli ambienti ed in presenza di tali circostanze esse contribuiscono a distruggere considerevolmente le case.

X grado. Completamente distruttivo: gravissima distruzione di circa i 3/4 degli edifici; crolla la maggior parte delle costruzioni. Perfino solidi edifici di legno e ponti ben costruiti subiscono gravi lesioni, alcuni vengono distrutti. Argini e dighe ecc., chi più chi meno, sono danneggiati in maniera considerevole; i binari vengono leggermente piegati e le tubature (gas, acqua e scarichi) subiscono troncamenti, rotture e schiacciamenti. Nelle strade lastricate e asfaltate si formano crepe e per la pressione nel suolo si creano ampi corrugamenti ondulati.
In terreni meno compatti e specialmente in quelli umidi si creano spaccature dell’ampiezza di più decimetri; in particolar modo si notano parallelamente ai corsi d’acqua fenditure che raggiungono
larghezze fino a un metro. Non solo dai pendii scivola il terreno più franoso, ma interi macigni rotolano a valle. Grossi massi si staccano dagli argini dei fiumi e dalle coste scoscese; sulle rive basse e piatte si verificano spostamenti di masse sabbiose e fangose; ciononostante il rilievo del terreno non subisce cambiamenti essenziali. Spesso i pozzi variano il livello dell’acqua. Da fiumi, canali, laghi, ecc. le acque vengono spinte contro le rispettive sponde.


XI grado. Catastrofico: crollo di tutti gli edifici in muratura, anche se alcune solide costruzioni e le capanne di legno ad incastro di grande elasticità possono ancora resistere singolarmente. Anche i ponti più grandi e sicuri crollano a causa della caduta di pilastri in pietra o del cedimento di quelli in ferro.  Argini e dighe vengono completamente staccati l’uno dall’altro, spesso anche per lunghi tratti, i binari fortemente piegati e compressi. Le tubature nel terreno vengono spaccate e rese irreparabili. Nel terreno si manifestano vari mutamenti di notevole estensione che sono determinati della natura del suolo: si aprono grandi crepe e spaccature ed il dissesto in direzione orizzontale e verticale è considerevole soprattutto in terreni soffici ed acquitrinosi. Si verifica di conseguenza la fuoriuscita di 3 acqua che pur nelle sue diverse forme di travaso porta con sé sempre sabbia e melma. Sono frequenti sfaldamenti del terreni e caduta di massi.

XII grado. Grandemente catastrofico: non resiste alcuna opera dell’uomo.  Il suolo subisce le più grandi trasformazioni. Allo stesso modo i corsi d’acqua, sia che si trovino sulla
superficie terrestre, sia che siano sotterranei, subiscono i mutamenti più disparati: si generano cascate, si formano laghi, i fiumi vengono deviati ecc.
Poiché il gran numero di segni di tal fatta rende difficoltosa la consultazione di questa scala, gli indicatori più importanti sono stati riuniti in una visione di insieme nella tabella 103. Chi invece faccia proprio il contenuto della scala in versione ampliata, troverà in generale che è più facile da ricordare il prospetto semplificato. Nelle zone ad alta sismicità, si ha per lo più cura che sia prestata attenzione solo ai possibili effetti distruttivi del terremoto, così che spesso riesce difficile, al di fuori del territorio devastato, ottenere dati utilizzabili per la classificazione del grado. Nella nuova scala si è tenuto conto soltanto in parte dei diversi modi di costruire. Ma questa carenza alla lunga non si rivela poi un elemento di grande importanza, come potrebbe sembrare a prima vista, in quanto noi non vogliamo ottenere valori assoluti, ma soltanto valori relativi, confrontabili tra loro. Pertanto come insegna anche l’esperienza, la scala Mercalli ampliata deve essere un po’ adattata, in maniera sufficiente, alle particolarità edilizie, e non soltanto, delle diverse località del mondo. A volte possono essere stimati dei mezzi gradi. Ecco perché,
come viene spiegato nel capitolo 17, si deve prestare particolare attenzione nello stimare le trasformazioni subite dal suolo.


Proponiamo adesso una tabella di conversione approssimativa tra scala MCS e Richter, che ormai ha sostituito da anni la MCS

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(Raccolta dati ed informazioni a cura di Roberto Fortini)

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Le scosse continuano crescere di numero, con una sequenza temporale serrata; la maggior parte sono rilevabili solo a livello strumentale, anche se non mancano situazioni in cui le scosse sono state nettamente avvertite dalla popolazione.

Spiegare cosa stia accadendo è cosa da ‘addetti ai lavori’, ed ovviamente non ci compete.

Come Italia Nostra possiamo però ‘raccontare’ cosa sia già accaduto in passato, per cercare di contestualizzare gli eventi anche alla luce dei più recenti studi.

Potenzialità sismica della Toscana e definizione di criteri di piorità per interventi di prevenzione

 

clicca qua per conoscere la potenzialita sismica della toscana area chianti, valdelsa e montagnola senese

Dalla analisi dei più importanti terremoti occorsi in area nel corso degli ultimi 1000 anni si desume che la nostra zona è stata interessata da importanti fenomeni sismici.

tabella terremoti in zona siena

Per saperne di più, consultare anche :

Terremoto nel Senese – la storia del nostro territorio ci racconta ….

La nostra storia ci racconta che una forte scossa di terremoto alle ore 13.10 del 26 Maggio del 1798 provocò alcune vittime e numerosi danneggiamenti agli edifici della città, incluso il Duomo. L’evento fu così importante che nel 1798 saltò anche il Palio di Luglio. Tratta da: Memorie di Palio a cavallo di tre secoli di […]

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Il nostro amato territorio è uno scrigno di fragili tesori, costantemente minacciati dall’incuria scellerata dell’uomo, ma anche da una natura non sempre benigna.  In queste ore molti si stanno chiedendo quanto siamo a rischio. Proviamo a fare un serio punto sull’argomento Sinistra: Dall’anno 0 all’anno 2002 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, versione 2004 CPTI04, Gruppo di […]

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La notizia, di fonte ANSA, lascia spazio a pochi dubbi; secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 9,6 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Buonconvento, Monteroni D’Arbia, Murlo. Fortunatamente non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose. (fonte […]

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Il Terremoto in Emilia e il Fracking , post di Elena Dorizzi

Da: Elena Odorizzi <arthea@elenafrascaodorizzi.it> Date: 05 giugno 2012 15:10 Oggetto: Il Terremoto in Emilia e il Fracking Carissimi, ho letto che in Emilia ci sarebbe una Multinazionale che vuole estrarre gas dal sottosuolo con incalcolabili rischi. Queste cose già accadono in America dove il trivellamento dei pozzi di stoccaggio è sotto accusa per i terremoti nelle stesse zone […]
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a cura di Roberto Fortini

 

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Lo sciame sismico , distintamente avvertito a Siena, sta assumendo discrete proporzioni per la nostra zona

si contano già 43 scosse di cui una buona parte distintamente avvertite dalla popolazione

ecco la distribuzione (clicca sull’immagine per ingrandire)

mappa delle scosse

 

fonte : http://cnt.rm.ingv.it/

 

 

 

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terremoto a siena - scossa massima

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Dopo le scosse del 18 marzo 2013 la terra torna a tremare in a Siena, segnatamente nell’area nord della provincia, con epicentro a 17 km in linea d’aria da Poggibonsi.

Ecco l’elenco delle scosse aggiornato alle ore 12:30 di oggi 19.12.2014

20141219 - terremoto siena

 

seguono altri post

seguiteci, vi terremo informati

Roberto Fortini

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distanza terremoto

Non siamo in grado di affermare se le due scosse possano essere in relazione tra loro, ma una debole scossa di terremoto di magnitudo 2.5 è stata registrata alle 4:58 ( a circa 1 ora e 20 minuti di distanza temporale da quella dell’area senese )  dagli strumenti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) tra Siena ed Arezzo, ad una profondità ipocentrale di 8.7 chilometri.

Il sisma, con epicentro a Monte San Savino, nell’aretino, non ha procurato danni a persone e/o cose.

Gli altri comuni più vicini all’area epicentrale sono Civitella in Val di Chiana, Lucignano e Marciano della Chiana.

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bicchernaLa nostra storia ci racconta che una forte scossa di terremoto alle ore 13.10 del 26 Maggio del 1798 provocò alcune vittime e numerosi danneggiamenti agli edifici della città, incluso il Duomo. L’evento fu così importante che nel 1798 saltò anche il Palio di Luglio.

Tratta da: Memorie di Palio a cavallo di tre secoli
di Paolo Tertulliano Lombardi
ed. Cantagalli – 2002
Luglio 1798.
Col tremito alle mani, colle lacrime agli occhi, e col palpito, e gemito di cuore vengo io Pietro Nenci aiuto cancelliere di questa Comunità Civica [vergo?] la carta col presente mio carattere per registrare a memoria dei posteri che in questo giorno non si eseguì la solita corsa di Palio nella Piazza Grande. La ragione di ciò si fu la terribile scossa di terremoto accaduta in questa città il 26 di maggio di quest’anno alle ore una, e minuti dieci pomeridiane. Tale fu il patimento delle fabbriche, e tale lo spavento, e lutto resosi padrone dell’animo di ogni ceto di persone, che il Governo non credè a proposito di permettere la consueta corsa di Palio con decidendosi differirla a tempo più confacente, e più lontano dalla seguita funestissima disgrazia, e forse al 16 agosto futuro, come in fatti accadde, e come dirò più abbasso.

 

Ma, quasi uno scoop storico, sul sito http://www.ugis.it si poteva leggere questa interessantissima nota storica:

Al tenpo de tremuoti

descrizione di un sisma di oltre cinque secoli fa,  di G.B.

“Al tenpo de tremuoti”. Comincia così il commento a questa Tavoletta di Biccherna. I terremoti cui fa riferimento sono quelli avvenuti in Siena ai primi di gennaio del 1466. Furono di una discreta intensità, se i campanili delle chiese oscillarono al punto da far rintoccare le campane. Addirittura, narra un cronista, oscillò anche la Torre del Mangia, la torre del palazzo pubblico, e si udirono i rintocchi di “Sunto”, cioè del “campanone” di bronzo del peso di alcune tonnellate, situato alla sommità.

Il territorio della provincia di Siena presenta alcune caratteristiche particolari. Una zona è di origine vulcanica; un’altra presenta caratteristiche carsiche. C’è addirittura un torrente, lo Staggia, che si ingrotta e riaffiora più volte. Insomma un territorio ideale per l’attività sismica. Per fortuna che la città è poggiata su un immenso banco di tufo che fa da ammortizzatore. I terremoti di Siena, fanno un gran rumore – dicono in città – perché il sottosuolo è pieno di gallerie naturali che fanno da amplificatore sonoro – ma pochi danni. Al massimo cade qualche comignolo. Ma quella volta non fu così. Scrive un cronista dell’epoca “…cominciarono i tremuoti in Siena, e seguitando, ognuno faceva gli alloggiamenti per le piazze. E durarono tanto li detti tremuoti che per li disagi si colse molte infermità, e morirono molte persone da bene”.

Perché accade spesso che gli sciami sismici durino diverse settimane e che il sisma abbia una dinamica da manuale: scossa di avvertimento, scossa principale, svariate repliche di parì intensità. Infine, un numero infinito di scosse di assestamento. Anche se a Siena è tradizione non aver paura dei terremoti, perché non fanno gran danno, quando parte uno sciame che si protrae un po’ troppo nel tempo, la gente finisce per avere i nervi a fior di pelle. Non c’è da stupirsi se in quel lontano 1466, i senesi offrirono le chiavi della città alla Madonna del Voto, un’immagine sacra conservata nella cattedrale, alla quale la città è dedicata.

Non resta che dire che le “Tavolette di Biccherna “, conservate presso l’Archivio di Stato di Siena, altro non sono che le copertine in legno dei libri delle entrate, delle uscite e delle gabelle della Repubblica di Siena. Come nei moderni settimanali in rotocalco, su queste copertine in legno, era raffigurato, con un dipinto ad olio, il fatto principale avvenuto nello stato senese durante l’anno. Spesso le tavolette venivano commissione ad artisti di una certa notorietà, come Ambrogio Lorenzetti, Taddeo di Bartolo, Sano di Pietro, Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, Domenico Beccafumi. Quella che riproduciano è di Francesco di Giorgio Martini, un pittore non molto noto, (spesso confuso con il più autorevole Simone Martini, vissuto oltre un secolo prima) che si impose per quel suo stile schematico e lineare che sembra imitare il Lorenzetti del “Buon governo”. 

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