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Posts Tagged ‘terremoto nel senese’

Storia sismica di Siena
[43.321, 11.328]

Numero di eventi: 117

diagramma temporale terremoti Siena

Effetti In occasione del terremoto del:
I[MCS] Data Ax Np Io Mw
NR 1293 03 Pistoia 3 8 5.57 ±0.34
7 1320 12 16 SIENA 1 7 5.14 ±0.34
6-7 1361 12 27 SIENA 1 6-7 4.93 ±0.34
7 1414 08 07 TOSCANA OCC. 8 7-8 5.61 ±0.67
5-6 1420 SIENA 1 5-6 4.51 ±0.34
6-7 1436 03 SIENA 1 6-7 4.93 ±0.34
5 1449 10 16 Asciano 2 6 4.72 ±0.34
NR 1453 09 28 22:45 Firenze 6 7-8 5.30 ±0.71
5-6 1467 08 22 20:20 Siena 1 5-6 4.51 ±0.34
6-7 1467 09 03 Siena 1 6-7 4.93 ±0.34
5-6 1486 09 30 SIENA 1 5-6 4.51 ±0.34
D 1498 04 11 Siena-Pienza 2
6 1530 11 11 SIENA 1 6 4.72 ±0.34
5 1545 11 16 Campagna Sienese 6 7-8 5.35 ±0.34
7 1558 04 13 Val d’Ambra 21 8-9 5.82 ±0.43
5-6 1603 01 25 SIENA 1 5-6 4.51 ±0.34
5-6 1679 03 24 Val d’Orcia 4 5-6 4.51 ±0.34
5-6 1697 09 20 15:50 Siena 2 5-6 4.51 ±0.34
6-7 1697 09 20 16:50 Siena 2 6-7 4.93 ±0.34
6-7 1697 09 30 12:15 Siena 2
6 1697 10 01 Siena 2
6 1697 10 28 01:00 Siena 2
6 1697 12 20 19:45 Siena 2
5 1705 04 14 19:20 Senese 2 4 3.87 ±0.34
5-6 1724 12 11 20:00 TRAVALE 5 7 5.14 ±0.34
5-6 1726 04 19 Monte Oliveto Maggiore 3
F 1737 06 11 00:30 San Casciano Val di Pesa 4 5 4.30 ±0.34
7 1741 10 01 SIENA 1 7 5.14 ±0.34
4 1742 01 27 11:20 Livorno 16 6 4.90 ±0.32
F 1770 12 27 04:00 Valdarno superiore 5 6-7 4.93 ±0.34
6-7 1779 06 26 12:30 Senese 2 5-6 4.51 ±0.34
5 1781 01 03 Monte Oliveto Maggiore 12 7-8 5.11 ±0.44
4-5 1787 10 20 Siena 1 4-5 4.09 ±0.34
4 1789 09 30 10:00 VAL TIBERINA 73 9 5.84 ±0.24
4 1796 02 05 02:00 ARETINO 10 7 5.02 ±0.59
7 1798 05 26 SIENA 15 6 4.74 ±0.68
F 1798 09 08 Val d’Orcia 4
5 1802 10 31 Val d’Orcia 11 7 4.99 ±0.53
F 1804 10 18 20:00 Val d’Elsa 4 6-7 4.93 ±0.34
F 1812 09 11 12:00 Valle del Pesa 13 7-8 5.16 ±0.58
2-3 1843 10 25 03:30 Mugello 17 6-7 5.12 ±0.29
F 1846 08 14 12:00 Toscana settentrionale 122 9 5.91 ±0.13
NF 1849 11 28 18:00 Valle del Taro 7 6 4.72 ±0.34
5 1853 05 17 15:17 Siena 1 5 4.30 ±0.34
F 1853 08 02 VOLTERRANO 6 5-6 4.62 ±0.45
3 1859 01 30 Senese 4 5-6 4.51 ±0.34
6 1859 04 12 03:28 Senese 16 6-7 4.77 ±0.67
6 1859 04 12 13:03 Senese 16 6-7 4.77 ±0.67
5-6 1867 11 01 16:15 Siena 1 5-6 4.51 ±0.34
3-4 1868 06 17 01:50 ARCIDOSSO 3 5-6 4.51 ±0.34
5-6 1869 02 07 04:52 Senese 5 5-6 4.51 ±0.34
6-7 1869 02 07 05:00 Senese 6 6-7 4.86 ±0.67
3 1869 06 25 13:58 Media valle del Reno 18 7-8 5.42 ±0.48
6 1869 09 26 20:45 Valle dell’Elsa 9 6-7 4.94 ±0.77
3 1870 10 30 18:34 Romagna 41 8 5.58 ±0.27
3-4 1871 07 29 20:45 GUARDISTALLO 14 7-8 5.16 ±0.44
4-5 1871 10 22 13:00 Chianti 4 6-7 4.64 ±0.79
4 1873 03 12 20:04 Marche meridionali 196 8 5.95 ±0.10
NF 1874 10 07 IMOLESE 60 7 5.02 ±0.18
2-3 1875 03 17 23:51 Romagna sud-orientale 144 5.93 ±0.16
3 1881 09 28 CESENA 24 6-7 4.82 ±0.27
3 1887 02 23 05:21 Liguria occidentale 1516 6.97 ±0.15
2 1887 11 14 05:48 Fiorentino 101 6 4.54 ±0.13
NF 1889 12 08 APRICENA 122 7 5.69 ±0.13
RS 1894 03 25 LESINA 29 6-7 4.75 ±0.39
RS 1895 03 23 COMACCHIO 37 6 4.74 ±0.31
5 1895 05 18 19:55 Fiorentino 401 8 5.43 ±0.08
3 1895 06 06 00:35 Fiorentino 29
RS 1895 11 01 CASTELPORZIANO 98 6 4.85 ±0.14
NF 1898 01 16 12:10 Romagna settentrionale 73 6-7 4.79 ±0.33
NC 1898 06 27 23:38 RIETI 186 8 5.49 ±0.12
3-4 1902 06 27 16:48 Casentino 21 6 4.63 ±0.46
2 1902 12 17 05:21 SANTA FIORA 30 6-7 4.86 ±0.33
2 1904 06 10 11:15 Frignano 102 6 5.03 ±0.18
F 1904 11 17 05:02 Pistoiese 204 7 5.15 ±0.14
4 1905 02 12 08:28 SANTA FIORA 61 6 4.66 ±0.29
RS 1905 08 25 20:41 SULMONA 39 6 5.16 ±0.26
RS 1905 11 26 06:48 Irpinia 136 7-8 5.21 ±0.13
3-4 1906 04 21 06:35 VAL D’ELSA 50 5-6 4.50 ±0.39
5 1907 12 15 13:06 Radda in Chianti 20 5 4.38 ±0.57
5 1907 12 20 10:29 Radda in Chianti 35 6 4.63 ±0.54
4 1909 01 13 00:45 BASSA PADANA 799 6-7 5.53 ±0.09
6-7 1909 08 25 00:22 MURLO 283 7-8 5.37 ±0.10
2 1911 02 19 07:18 Romagna meridionale 181 7 5.28 ±0.11
6-7 1911 09 13 22:29 Chianti 115 7 5.19 ±0.14
4 1914 10 27 09:22 Garfagnana 618 7 5.76 ±0.09
2 1915 01 13 06:52 Avezzano 1041 11 7.00 ±0.09
5 1916 05 17 12:49 Alto Adriatico 132 5.95 ±0.14
4 1917 04 26 09:35 Valtiberina 134 9-10 5.89 ±0.11
4 1917 12 02 17:39 GALEATA 32 6-7 5.09 ±0.20
3 1918 01 22 19:39 Corazzano 4 5 4.30 ±0.34
5 1918 11 10 15:12 Appennino romagnolo 187 9 5.88 ±0.11
5 1919 06 29 15:06 Mugello 566 10 6.29 ±0.09
2-3 1919 09 10 16:57 PIANCASTAGNAIO 67 7-8 5.32 ±0.18
2-3 1919 10 25 13:51 MONTERCHI 30 6 5.02 ±0.24
5 1920 09 07 05:55 Garfagnana 756 10 6.48 ±0.09
4 1926 01 08 09:14 ABBADIA S. SALVATORE 24 7 4.90 ±0.27
RS 1928 04 21 13:56 MONTALCINO 10 5-6 4.51 ±0.34
2 1929 07 18 21:01 Mugello 56 6-7 5.02 ±0.17
RS 1936 12 09 07:34 CALDAROLA 32 6-7 4.79 ±0.22
RS 1937 12 15 21:25 CAPITANATA 23 4-5 4.62 ±0.26
6-7 1940 01 31 11:00 SIENA 30 5-6 4.50 ±0.22
3 1940 06 19 14:10 RADICOFANI 28 6 4.77 ±0.28
3 1940 10 16 13:17 RADICOFANI 106 7-8 5.26 ±0.14
6-7 1956 02 22 22:55 Senese 29 5-6 4.34 ±0.31
5-6 1962 09 16 14:49 Valle del Greve 19 6 4.64 ±0.32
NF 1976 05 06 20:00 Friuli 770 9-10 6.46 ±0.09
F 1979 09 19 21:35 Valnerina 694 8-9 5.86 ±0.09
3 1980 11 23 18:34 Irpinia-Basilicata 1394 10 6.89 ±0.09
2 1983 11 09 16:29 Parmense 850 6-7 5.06 ±0.09
NF 1984 04 29 05:02 GUBBIO/VALFABBRICA 709 7 5.65 ±0.09
NF 1984 05 11 10:41 Appennino abruzzese 342 5.50 ±0.09
4 1997 09 26 00:33 Appennino umbro-marchigiano 760 5.70 ±0.09
4 1997 09 26 09:40 Appennino umbro-marchigiano 869 8-9 6.01 ±0.09
NF 1998 03 26 16:26 Appennino umbro-marchigiano 408 6 5.29 ±0.09
3-4 2001 11 26 00:56 Casentino 213 5-6 4.72 ±0.09
2-3 2003 09 14 21:42 Appennino bolognese 133 6 5.29 ±0.09


[download]

Reperimento dati a cura di Roberto Fortini
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La scorsa notte è passata tranquilla, così come il resto della giornata di ieri

Le scosse sono diminuite, sia come intensità che come frequenza, lasciando tranquillo il territorio anche per periodi di qualche ora consecutiva.

Ecco il riassunto delle ultime 24 ore fonte : http://cnt.rm.ingv.it/

20141221 aggiornamento intensita scosse

a cura di Roberto Fortini

 

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Per restare in tema, quasi uno scoop storico, sul sito http://www.ugis.it si poteva leggere questa interessantissima nota storica:

Al tenpo de tremuoti

descrizione di un sisma di oltre cinque secoli fa,  di G.B.

“Al tenpo de tremuoti”. Comincia così il commento a questa Tavoletta di Biccherna. I terremoti cui fa riferimento sono quelli avvenuti in Siena ai primi di gennaio del 1466. Furono di una discreta intensità, se i campanili delle chiese oscillarono al punto da far rintoccare le campane. Addirittura, narra un cronista, oscillò anche la Torre del Mangia, la torre del palazzo pubblico, e si udirono i rintocchi di “Sunto”, cioè del “campanone” di bronzo del peso di alcune tonnellate, situato alla sommità.

Il territorio della provincia di Siena presenta alcune caratteristiche particolari. Una zona è di origine vulcanica; un’altra presenta caratteristiche carsiche. C’è addirittura un torrente, lo Staggia, che si ingrotta e riaffiora più volte. Insomma un territorio ideale per l’attività sismica. Per fortuna che la città è poggiata su un immenso banco di tufo che fa da ammortizzatore. I terremoti di Siena, fanno un gran rumore – dicono in città – perché il sottosuolo è pieno di gallerie naturali che fanno da amplificatore sonoro – ma pochi danni. Al massimo cade qualche comignolo. Ma quella volta non fu così. Scrive un cronista dell’epoca “…cominciarono i tremuoti in Siena, e seguitando, ognuno faceva gli alloggiamenti per le piazze. E durarono tanto li detti tremuoti che per li disagi si colse molte infermità, e morirono molte persone da bene”.

Perché accade spesso che gli sciami sismici durino diverse settimane e che il sisma abbia una dinamica da manuale: scossa di avvertimento, scossa principale, svariate repliche di parì intensità. Infine, un numero infinito di scosse di assestamento. Anche se a Siena è tradizione non aver paura dei terremoti, perché non fanno gran danno, quando parte uno sciame che si protrae un po’ troppo nel tempo, la gente finisce per avere i nervi a fior di pelle. Non c’è da stupirsi se in quel lontano 1466, i senesi offrirono le chiavi della città alla Madonna del Voto, un’immagine sacra conservata nella cattedrale, alla quale la città è dedicata.

Non resta che dire che le “Tavolette di Biccherna “, conservate presso l’Archivio di Stato di Siena, altro non sono che le copertine in legno dei libri delle entrate, delle uscite e delle gabelle della Repubblica di Siena. Come nei moderni settimanali in rotocalco, su queste copertine in legno, era raffigurato, con un dipinto ad olio, il fatto principale avvenuto nello stato senese durante l’anno. Spesso le tavolette venivano commissione ad artisti di una certa notorietà, come Ambrogio Lorenzetti, Taddeo di Bartolo, Sano di Pietro, Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, Domenico Beccafumi. Quella che riproduciano è di Francesco di Giorgio Martini, un pittore non molto noto, (spesso confuso con il più autorevole Simone Martini, vissuto oltre un secolo prima) che si impose per quel suo stile schematico e lineare che sembra imitare il Lorenzetti del “Buon governo”. 

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fonte : http://ingvterremoti.wordpress.com/2014/05/16/speciale-i-terremoti-nella-storia-18-maggio-1895-il-grande-terremoto-di-firenze/

Grazie ad un eccellente reportage di evento sismico di 120 anni che colpì la città di Firenze, possiamo riflettere su cosa accade quando una pericolosità sismica media, come quella dell’area fiorentina, si combina con un alto valore di beni esposti come Firenze, una città di medie dimensioni con uno straordinario patrimonio edilizio, monumentale e artistico di valore inestimabile.

La scossa, accompagnata da un fortissimo boato simile a un’esplosione, in città causò la caduta generale di oggetti e suppellettili nelle case, fece suonare le campane di alcune chiese e provocò il crollo di camini e porzioni di tetti, la caduta di tegole e calcinacci nelle vie, tanto che si alzò una densa nuvola di polvere.

[…] a un tratto un rombo cupo, poderoso, qualche cosa di rassomigliabile alla scarica di moschetteria di un mezzo reggimento, si fece sentire, e una scossa violenta, improvvisa, formidabile fece balzare uomini e cose, scosse oggetti e persone […] I più uscirono dai pubblici locali, caffè e trattorie […], dalle case […] dai teatri […] e in un momento Firenze fu piena di folla che si riversava per le vie

Alle 20:55 (ora locale) del 18 maggio 1895 una forte scossa di terremoto aveva colpito quasi tutta la provincia di Firenze, causando danni diffusi, in alcune zone anche gravi. Era un sabato sera e la cittadinanza fu sorpresa dalla scossa mentre si trovava nei caffè, nelle taverne e osterie, nei teatri, o mentre era a casa ancora seduta a tavola per la cena. L’impressione fu enorme: i fiorentini a memoria d’uomo non ricordavano un terremoto così forte.

In Piazza della Signoria Palazzo Vecchio durante la scossa fu visto oscillare “come un pendolo”, ma rimase illeso. Nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il celebre duomo di Firenze, si aprirono numerose crepe nelle volte e una catena che univa gli archi laterali della navata centrale si spezzò; dalla Cupola del Brunelleschi caddero intonaci e stuccature e la croce posta sulla cuspide della lanterna si piegò verso nord. Il celebre campanile di Giotto e il vicino Battistero subirono alcune lesioni ma non riportarono danni strutturali. Fra le chiese maggiormente danneggiate ci furono quella della Badia Fiorentina, San Gervasio, San Lorenzo, San Leonardo in Arcetri e altre ancora, fra cui quella di Santa Maria del Carmine; gli affreschi del Masaccio nella Cappella Brancacci, invece, non furono danneggiati. Il complesso di Santa Croce fu danneggiato soprattutto nell’area dell’ex-convento, mentre la chiesa riportò danni lievi. Danni prevalentemente leggeri subirono anche le chiese di Santa Maria Novella, San Miniato al Monte e Santo Spirito (SGA, 2007). Numerosi danni interessarono l’edilizia residenziale e privata della città, con lesioni diffuse e cadute di soffitti. Uno stabile crollò in Via Pier Capponi. Complessivamente circa 100 edifici risultarono inagibili. A Firenze non vi furono vittime e si contarono solo 6 feriti non gravi (Cioppi, 1995).

Molto peggio andò invece a diverse località nella zona posta immediatamente a sud di Firenze: i danni più gravi, infatti, furono registrati nell’area collinare estesa tra Sant’Andrea in Percussina, l’Impruneta, Grassina e Bagno a Ripoli, a ridosso dei rilievi del Chianti. NellaCertosa del Galluzzo crollò l’intero lato nord-occidentale del Chiostro Grande, distruggendo sedici preziose opere Robbiane che ornavano gli archi del porticato. Nell’abitato del Galluzzo, inoltre, crollarono alcuni edifici e diverse persone rimasero senza casa. Crolli e gravi danni si ebbero anche a Tavarnuzze, Impruneta, Sant’Andrea in Percussina, Croce a Varliano, Osteria Nuova, Pozzolatico e ai Falciani.

Le rovine di una casa colonica a Lappeggi [foto da Cioppi, 1995].

La zona dove si concentrarono i danni maggiori fu quella di Grassina, popolosa frazione del comune di Bagno a Ripoli. In località Lappeggi, sede di una Villa Medicea (anch’essa gravemente danneggiata), una ventina di case coloniche subirono crolli e danni talmente gravi da risultare inagibili; tre di queste crollarono completamente e fra le loro macerie morirono tre persone. Un’altra fattoria crollò nei pressi di San Martino a Strada, uccidendo una donna che vi abitava. Molto danneggiate furono le chiese e le ville storiche. Ci furono danni ingenti alle Ville Medicee di Lappeggi e dell’Ugolino e alla villa Demidoff di San Casciano Val di Pesa. Fra le chiese più colpite quelle di San Martino a Strada, Sant’Andrea in Percussina, Sant’Andrea a Morgiano, il Santuario dell’Impruneta e la chiesa dei SS. Stefano e Caterina aPozzolatico, il cui campanile dovette essere demolito perché pericolante (fu poi ricostruito nella sua forma medievale). Ancora oggi all’interno della chiesa di Pozzolatico è visibile una lapide in ricordo del terremoto del 1895, posta sotto l’altare della cappella votiva dedicata alla Madonna di Loreto. Crolli e dissesti non risparmiarono neppure il versante opposto delle colline fiorentine, a nord della città. Lesioni e danni interessarono chiese e ville storiche di tutta la collina fiesolana, da Settignano alla villa-castello di Poggio Gherardo (in cui crollò parzialmente la torre) a San Domenico fino alla Badia Fiesolana, seriamente danneggiata.Fiesole e le ville circostanti invece ebbero solo danni lievi.

Consigliamo fortemente la lettura del testo integrale su : http://ingvterremoti.wordpress.com/2014/05/16/speciale-i-terremoti-nella-storia-18-maggio-1895-il-grande-terremoto-di-firenze/

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Anche la notte appena trascorsa si è contraddistinta da una nutrita schiera di scosse

ecco di seguito la tabella dettagliata della sequenza di scosse di magnitudo superiore a 2.0 della scala Richter far tempo dalle ore 20:00 di ieri sera 19.12 sino a stamani

20141220 aggiornamento intensita scosse

 

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Aggiornamento blog sullo specifico tema a cura di Roberto Fortini

Nuovo comunicato dell’INGV.  Ecco la mappa aggiornata delle scosse

aggiornamento INGV delle ore 19

Al momento (ore 18.00) sono più di 130 i terremoti avvenuti in questa zona da ieri (18 dicembre), tutti di magnitudo minore di 3.0, tranne i 7 elencati in tabella:

tabella19.12.14ore17

per saperne di più:

http://ingvterremoti.wordpress.com/2014/12/19/terremoti-in-provincia-di-firenze-aggiornamento-e-approfondimento/

 

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logo INGV Terremoti

Cliccando sul link di seguito indicato potrete collegarvi al sito ufficiale dell’INGV e leggere il comunicato relativo all’evento sismico che ha interessato il senese ed il fiorentino quest’oggi

http://ingvterremoti.wordpress.com/2014/12/19/evento-sismico-in-provincia-di-firenze-m4-1-19-dicembre-ore-11-36/

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