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da La Repubblica 23 Luglio 2015

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da La Repubblica 23 Luglio 2015

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Che si abbandoni l’inutile progetto del “Sottoattraversamento TAV di Firenze” per destinare quelle risorse al potenziamento della rete ferroviaria regionale e interregionale.

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A Firenze c’è un progetto delle Ferrovie dello Stato per costruire sotto il centro della città un doppio tunnel di 7 km ed una stazione sotterranea dedicati unicamente all’Alta Velocità. È una infrastruttura totalmente inutile per il sistema dei trasporti.
Il progetto, già appaltato dalle Ferrovie dello Stato a Nodavia (società, con Coopsette capofila, vincitrice dell’appalto), si presenta di problematica realizzazione sia per le pessime condizioni economiche dell’appaltatore, sia per le molteplici criticità irrisolte. Ricordiamo anche il pesante intervento della magistratura che ha rilevato gravi reati quali corruzione, associazione a delinquere, infiltrazioni di camorra, smaltimento abusivo di rifiuti, pessima qualità dei materiali utilizzati che avrebbero compromesso la sicurezza dei cittadini e delle stesse ferrovie (oltre 30 gli indagati tra i quali presidente Italferr, AD di Coopsette, dirigenti ministeriali).
Come cittadini contrari a questo progetto, lanciamo questa petizione perché l’opera è:

  • inutile: i treni “Alta Velocità” già passano da Firenze in superficie dal 14 dicembre 2009 senza alcun problema;
  • dannosa: rischi ambientali altissimi sia per il patrimonio abitativo che per quello monumentale, per il quale Firenze è conosciuta in tutto il mondo. Infatti ad ottobre 2013, il monitoraggio dell’ARPAT ha rilevato che  la falda acquifera nella zona di Campo Marte si è già alzata di circa 1,5 mt. con oggettivi pericoli alle fondamenta degli edifici sia  a monte che a valle;
  • costosa: circa 2 miliardi di €, che, per le esperienze italiane di grandi opere, sono destinati ad aumentare.

Stante questa situazione, chiediamo alla politica nazionale e locale di annullare l’inutile progetto del “Sottoattraversamento TAV di Firenze” e destinare le risorse al potenziamento della rete ferroviaria regionale e interregionale per un migliore servizio sia  per i pendolari, che rappresentano la stragrande maggioranza degli utenti dei treni, sia per coloro che si spostano su piccole tratte.
Una risorsa siffatta consentirebbe la realizzazione a Firenze di un servizio metropolitano di superficie che favorirebbe i cittadini diminuendo il traffico automobilistico e quindi l’inquinamento che raggiunge spesso livelli altissimi.

Firma la PETIZIONE clicca QUI

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LA_REPUBBLICA_19_MARZO_2013

LA REPUBBLICA
MARTEDÌ, 19 MARZO 2013 Firenze
Tav, cancellate le assoluzioni per discariche e traffico di rifiuti
La Cassazione: danni in Mugello, nuovo processo per i 27 imputati
FRANCA SELVATICI

DOVRÀ essere nuovamente celebrato in corte di appello il processo per i danni causati al territorio del Mugello dai lavori di costruzione della linea di alta velocità ferroviaria Firenze – Bologna. La Corte di Cassazione ha infatti annullato in parte la sentenza della corte di appello di Firenze che il 27 giugno 2011 aveva cancellato le condanne inflitte in primo grado a 27 imputati, fra cui i vertici del Consorzio Cavet, controllato da Impregilo, che ha realizzato la tratta ferroviaria di 79 km, di cui 73 in galleria, fra Firenze e Bologna, finiti sotto processo per illecito smaltimento delle terre di risulta degli scavi e dei fanghi di lavorazione, per traffico di rifiuti e per i danni al territorio e ai corsi d´acqua. Accogliendo in parte il ricorso dei pm Giulio Monferini e Gianni Tei, la Cassazione ha annullato la sentenza di appello che aveva dichiarato prescritti i reati di gestione abusiva di discariche e aveva assolto nel merito gli imputati accusati di omessa bonifica delle discariche e di traffico organizzato di rifiuti. Ora una nuova sezione della corte di appello dovrà riesaminare i fatti. L´avvocato Nino D´Avirro, che difende numerosi imputati del Cavet, si riserva di commentare la decisione della Suprema Corte dopo aver letto le motivazioni. Per effetto di questo rinvio, i giudici fiorentini si troveranno a riesaminare le accuse contro l´esecuzione dei lavori della Tav in Mugello mentre la procura, con gli stessi pm Monferini e Tei e con il Ros Carabinieri, sta indagando sui lavori di costruzione del tunnel dell´alta velocità ferroviaria a Firenze, gestiti dal Consorzio Nodavia controllato da Coopsette. In primo grado, il 3 marzo 2009, il giudice Alessandro Nencini aveva condannato 27 imputati a pene comprese fra i 5 anni di reclusione (inflitti ai vertici del Consorzio Cavet) e i 3 mesi di arresto. In sentenza il giudice scrisse che i lavori dell´alta velocità ferroviaria in Mugello erano responsabili del più rilevante inquinamento ambientale che avesse mai interessato la Toscana e che era stata commessa «una quantità enorme» di reati ambientali – inquinamento di vastissimi terreni agricoli, di pascoli, di boschi, di falde acquifere – per effetto «di una sistematica e ripetitiva violazione delle norme poste a tutela della salute pubblica». E se i dirigenti del Cavet rivendicavano «con orgoglio di aver eseguito un´opera pubblica mai realizzata prima», il giudice osservava amaramente: «Come se l´esecuzione di un´opera pubblica di estremo rilievo e complessità tecnica dovesse prescindere dal rispetto della legge o, per meglio dire, non potesse essere eseguita nel rispetto dei diritti delle popolazioni». Secondo il giudice Nencini, i dirigenti e i tecnici del Cavet avevano operato nella «assoluta ignoranza, o ritenuta irrilevanza, delle norme prudenziali e di legge, soprattutto in tema di discariche di rifiuti». I danni complessivi inflitti al Mugello sono stati valutati in 741 milioni di euro. In alcune aree sono stati dispersi fanghi sterili, da cui non possono nascere piante. Particolarmente drammatici, per un territorio ricchissimo di acque, gli effetti degli scavi sui fiumi. Secondo le accuse, sono stati disseccati o gravemente impoveriti 81 corsi d´acqua, 37 sorgenti, 30 pozzi e 5 acquedotti. In alcune zone è morta la vegetazione. Le falde acquifere sono sprofondate di 200 metri, perché sono state realizzate gallerie drenanti prive di sistemi di raccolta e di convogliamento delle acque verso l´esterno. Fino a pochi anni fa in Mugello l´acqua si attingeva dalle sorgenti o dai pozzi; ora gli acquedotti devono andarla a cercare in profondità. Tuttavia – sembra quasi un controsenso – le assoluzioni per i danni ai corsi d´acqua sono divenute definitive, in parte perché i reati sono stati dichiarati prescritti, in parte perché i danneggiamenti sono stati ritenuti colposi e perciò non costituenti reato. Però molti imputati e il Consorzio Cavet, citato come responsabile civile, sono stati condannati a risarcire il Ministero dell´Ambiente, la Regione Toscana, la provincia di Firenze, i Comuni di Borgo San Lorenzo, Firenzuola, Scarperia, Vaglia e San Piero a Sieve, la Comunità montana del Mugello, Italia Nostra, Idra, Wwf e Legambiente Toscana.

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maria rita signorini

Italia Nostra Firenze è sempre stata assolutamente contraria al sottoattraversamento TAV di Firenze e ne ha sempre denunciato le criticità.
Mariarita Signorini

Italia Nostra Onlus – Sezione di Firenze posted: “L’inchiesta partita dalla Toscana ipotizza i reati di truffa, corruzione, gestione abusiva dei rifiuti e associazione a delinquere. Coinvolti tecnici e funzionari del ministero delle Infrastrutture. Fonte: La Repubblica Firenze Di: Franca Selvatici e La” Rispondi a questo post replicando sopra di questa linea

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Sono scattate questa mattina in diverse città italiane le perquisizioni per un’inchiesta partita dalla procura di Firenze sulla Tav. Trentuno indagati, fra questi funzionali del ministero delle Infrastrutture, dirigenti delle ferrovie. Tra i nomi di spicco Maria Rita Lorenzetti, ex governatore dell’Umbria e attuale presidente dell’Italferr e Valerio Lombardi, dirigente Italferr in qualità di responsabile unico del procedimento. I reati contestati ad alcune delle persone coinvolte vanno dalla truffa ai danni della pubblica amministrazione, alla corruzione, alla gestione abusiva dei rifiuti e all’associazione a delinquere. Sono una trentina le perquisizioni e trentuno gli indagati, tecnici e funzionari del ministero. I carabinieri hanno sequestrato la maxi trivella (chiamata Monnalisa) del cantiere fiorentino che stava scavando il grande tunnel per il passaggio dei treni che dovrebbero poi arrivare alla stazione ferroviaria sotterranea. (altro…)

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Andrea Malan sul Sole24ore  Berlino frena i treni ad alta velocità.   –  In un’intervista al periodico «Wirtschaftswoche» il presidente delle ferrovie tedesche, Rudiger Grube, ha annunciato che la prossima generazione degli Ice – equivalenti ai TGV francesi e agli Etr 500 italiani – non viaggerà più a 300 chilometri all’ora, ma “solo” a 250. «Per la Germania la velocità di 250 chilometri all’ora è più che sufficiente – ha spiegato Grube -, tanto più che le tratte dove gli Ice possono raggiungere i 300 all’ora sono solo due: Colonia-Francoforte e Norimberga-Ingolstadt».

Costruirne di nuove costerebbe troppo.
Il rallentamento da 300 a 250 della velocità massima comporta una serie di vantaggi: minor costo di produzione e di manutenzione dei treni, e minor costo di manutenzione delle linee. Grube ha inoltre ricordato che la minore velocità riduce i ritardi dovuti alle perturbazioni del traffico, e rende più facile il rispetto delle coincidenze.

Meno velocità in cambio di maggiore affidabilità, insomma. La strategia annunciata da Grube rappresenta un dietrofront rispetto a quella del suo predecessore, Hartmut Medhorn; secondo Grube, inoltre, è stata oggetto di accese discussioni all’interno della società, soprattutto con i vertici della divisione che gestisce il traffico a lunga percorrenza.

La Deutsche Bahn ha assegnato l’anno scorso alla Siemens una commessa da 6 miliardi di euro per 220 nuovi treni Ice, che dovrebbero entrare in servizio entro il 2020 in sostituzione di quelli di prima e seconda generazione e anche degli attuali convogli Intercity; la loro velocità – è già stato annunciato – sarà di 230 o 250 chilometri l’ora a seconda del tipo. Secondo «Wirtschaftswoche» anche la francese Sncf avrebbe per ora deciso di rinunciare al previsto aumento della velocità massima dei Tgv dagli attuali 300-320 kmh a 350.

Nel nostro Paese Trenitalia ha appena assegnato a Bombardier e Ansaldo Breda la commessa per i nuovi treni ad alta velocità. In quell’occasione l’amministratore delegato Mauro Moretti ha annunciato che i supertreni italiani sfrecceranno a 360 all’ora.

Ma quanto si perde davvero ad andare un po’ più piano? Nel caso del nostro Paese, per esempio, le due tratte più lunghe che i treni possono percorrere a 300 all’ora sono quelle da Tavazzano (tra Milano e Lodi) a Modena (circa 150 chilometri) e tra Roma e Napoli (poco meno di 200). Su 150 chilometri di percorso la perdita di tempo rallentando da 300 a 250 all’ora è di sei minuti, che può essere compensata in parte da una maggiore accelerazione. Tenuto conto che da Bologna a Firenze la differenza è irrisoria e che da Firenze a Roma la linea è comunque limitata a 250 all’ora, la perdita di tempo da Milano a Roma sarebbe dunque compresa tra i 5 e i 10 minuti.

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