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Posts Tagged ‘san gimignano’

La Nazione Siena 24 Novembre 2015

San Gimignano – Alberi caduti sulle mura 5 Stelle all’attacco

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IL VENTO dei giorni scorsi ha abbattuto alcuni cipressi nel giardino di Santa Chiara, l’ex conservatorio ora galleria d’arte moderna e contemporanea «R. De Grada», dove da giorni erano stati sospesi gli scavi per la posa della ‘scala’ di ferro opera dell’artista Cildo Meireles a causa del ritrovamento di alcuni reperti archeologici (vasellame). Su questo argomento torna il Movimento Cinque Stelle che ha contestato la posa dell’opera d’arte: Una operazione – scrivono i 5 Stelle – «voluta dall’assessorato alla cultura, centrata sull’installazione (artistica) di una scala metallica di oltre trenta metri sostenuta da cinque plinti di cemento armato nell’area dove sono caduti, per il vento, alcuni cipressi». Il cantiere è stato fermato nei giorni scorsi in seguito a una interrogazione dei 5 Stelle in Consiglio, un blocco confermato dalla Soprintendenza Archeologica per la Toscana, «interpellata dai nostri consiglieri i quali avevano accertato l’assenza dei permessi di scavo e i danni al deposito archeologico, probabilmente costituito da fornaci, da ceramica o da scarichi con abbondante materiale riferibile al periodo tra il XV e XVII secolo.» La nota dei «grillini» puntualizza che «alcuni cipressi del giardino, ai quali gli scavi avevano reciso parte dell’apparato radicale, si sono abbattuti sulle mura duecentesche a seguito del vento rendendo necessario l’intervento urgente dei vigili del fuoco. Un disastro senza fine – fanno sapere – che completa la devastazione di un luogo prezioso e delicato del centro storico». Il Movimento 5 stelle «sta valutando le responsabilità di questa gravissima situazione, che non pare esimere neppure la Soprintendenza di Siena, e i conseguenti atti da intraprendere».
R. F

La Nazione Siena 24 Novembre 2015

SanGimignanoScaviSenzaAutorizzazioni

ScalaSGimignano

 

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da gonews 04 Ottobre 2015

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“Una tranquilla domenica quella appena trascorsa a San Gimignano, animata però da un gruppo di giovani che nella mattina hanno attraversato le piazze del centro con un flash mob ideato per contestare le misure previste in materia di rifiuti nello Sblocca Italia del governo Renzi.

Un carro trasformato in un inceneritore fiabesco che ingurgita rifiuti portati a spalla dalle regioni italiane, un sindaco che tranquillizza le folle, un santone che declama le sue previsioni (attuali, più che apocalittiche) e dottori che distribuiscono mascherine: personaggi caricaturali per raccontare la contrarietà a quel decreto in cui i “termovalorizzatori” si definiscono “strategici”, oltre alle trivellazioni petrolifere e alle infrastrutture per il gas.

Il decreto del governo Renzi ne prevede 12 di nuova costruzione, uno dei quali sarà acceso a Firenze e in attesa dei nuovi inceneritori, si assisterà anche al trasferimento dei rifiuti da quelle Regioni ormai congestionate da discariche sature verso quelle che l’inceneritore già lo hanno, ma che non raggiungono un conferimento massimo da bruciare. Succederà quindi che, anche i territori che riusciranno a produrre meno quantitativi di rifiuti da incenerire, respireranno una buona quantità di nanoparticelle grazie agli altri territori che invieranno le loro eccedenze. La premialità per comunità più attente non è contemplata: tutti i termovalorizzatori dovranno bruciare al massimo delle loro capacità. Tirando in ballo la direttiva Ue del 2008 (che propone riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riuso, riciclaggio e impianti Tmb per trattamenti “a freddo”), si cerca di attuare un rimedio a un problema che costa all’Italia ingenti penali dovute al mancato raggiungimento del 65% di differenziata.

Per questi ragazzi, testimoni di un tempo governato da una politica sorda e autoritaria, incrementare l’incenerimento dei rifiuti si presenta come una contraddittoria soluzione per i seguenti motivi: innanzitutto perché gli impianti devono restare in funzione di 20-30 anni per ammortizzare i costi d’investimento, poi per la questione dei “minimi garantiti di rifiuti” conferiti dai comuni ai gestori degli impianti (quantitativi che, se non rispettati, comportano il pagamento di penali e conseguente rallentamento nell’attuazione di programmi per la raccolta differenziata). Senza contare poi la produzione di ceneri altamente pericolose, da gestire in speciali discariche che vanno ad aggiungersi ai costi di bolletta, rimanendo poi in eredità alle future generazioni assieme a una qualità dell’aria ormai compromessa.

“Tenendo a mente la legge di Lavoisier “nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma” e le trasformazioni che gli stessi impianti ci regalano, oggi siamo stati noi a trasformarci in quello che più spaventa. Siamo stanchi di esser continuamente presi in giro (spacciando gli inceneritori come una strada obbligata per chiudere le discariche), siamo stanchi di sentirci ripetere da istituzioni cittadine solo frasi uscite dalla bocca di un premier che, fra l’altro, nessuno ha eletto democraticamente e che governa grazie a una legge giudicata incostituzionale, stanchi di vedere sempre prevalere l’interesse economico sfruttando quelli che ci sono stati lasciati dai nostri nonni come beni comuni da difendere e proteggere””.

Organizzatori del flash mob

da gonews 04 Ottobre 2015
http://www.gonews.it/2015/10/04/san-gimignano-flash-mob-per-dire-no-alla-politica-degli-inceneritori/

Altri articoli sull’inceneritore di Poggibonsi:

Italia Nostra di Siena partecipa al presidio davanti all’inceneritore dei Fosci a Poggibonsi

ALTRI RIFIUTI ALL’INCENERITORE DI POGGIBONSI: NO GRAZIE. PIU’ RACCOLTA DIFFERENZIATA MENO INCENERITORI!

Poggibonsi – San Gimignano: Inceneritore Foci in arrivo rifiuti della Calabria

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RifiutiCalabriaTestata

da La Nazione Siena 19 Agosto 2015

FociRifiutiCalabriaTesto

da La Nazione Siena 19 Agosto 2015

INCENERITORE FOCI (POGGIBONSI) IN ZONA INDUSTRIALE FRA LE FABBRICHE.

InceneritoreFociFabbriche

EMISSIONI INCENERITORE POGGIBONSI

ETNA PLUS

ETNA PLUS

RifiutiCalabria

Per saperne di più: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/14/rifiuti-toscana-smaltira-quelli-di-liguria-e-calabria-polemiche-in-regione-business-per-gli-amici-del-pd/1957730/

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San Gimignano – Una tangenziale che non serve e che danneggia una delle aree più belle a ridosso delle torri

da Corriere di Siena 30 maggio 2015

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da Corriere di Siena 30 maggio 2015

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ALCUNE FOTO:

Dove dovrà passare

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Primi scavi di vie di cantiere (2012) con il taglio di parte del bosco di Santa Chiara, bosco prossimo al centro abitato.  Sotto tir con il carico di alberi abbattuti

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Cellole

Escursione del 24 maggio 2015
Anche quest’anno la Sezione di Siena di Italia Nostra invita i Soci alla gita di primavera.
I luoghi delle visite saranno a San Gimignano e dintorni, iniziando dalla Pieve di Cellole.
Il luogo di ritrovo sarà il piazzale davanti alla Pieve di Cellole, per le ore 9,30 del giorno domenica 24 maggio 2015.  Per motivi organizzativi, preghiamo di volerci comunicare entro mercoledì 20 maggio 2015, la Vostra partecipazione alla gita ed al pranzo, telefonando ai seg. Numeri: 0577 286847 – cell. 3202342981 ( Lucilla Tozzi ) oppure cell. 3335338489 ( Sandra Sembianti )

Per saperne di più leggere l’allegato cliccando qui

DONA IL TUO 5×1000 A ITALIA NOSTRA ONLUS – C.F. 80078410588
A TE NON COSTA NULLA, PER NOI PUO’ FARE MOLTO!

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da La Nazione Siena 17/03/2015 di Romano Francardelli

San Gimignano, controversi interventi sui monumenti medievali

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L’OSSERVAZIONE critica dell’amministratore delegato di Telecom Italia, Marco Patuano, relativa alle antenne della telefonia mobile collocate sulla torre Rognosa che ha espresso durante la commissione trasporti alla Camera è stata commentata dai sangimignanesi come «una commedia dell’assurdo». E gli abitanti del borgo hanno concordato con il sindaco Bassi, che ha risposto all’ad di Telecom facendogli notare che sulla torre in questione ci sono anche le sue’ antenne. Patuano in Commissione alla Camera aveva detto: «Quando a San Gimignano ho visto su una torre un’antenna di telefonia mobile mi sono sentito male. A Siena non ce ne fanno più mettere. E hanno ragione.» Il lato comico della vicenda è che le antenne Tim sono proprio lì, su quella torre. Vedere le antenne sulla Rognosa è un brutto spettacolo. Ma quella collocazione sembra accettata senza fiatare. Gli amministratori spiegano di non hanno commesso alcun errore’ perchè il progetto delle antenne sulla Rognosa è stato approvato dalla competente Soprintendenza ai beni architettonici. Quindi tutto a posto. E gli esperti della Soprintendenza, che dovrebbe tutelare i monumenti storici, c’entrano anche in un’altra vicenda. La vecchia torre dei Becci restaurata dopo la caduta di una pietra su un’auto in sosta, esibisce in bella evidenza alcune strisce orizzontali di stuccature di malta bianco latte visibili da molto lontano. «Questo speciale collante per sigillare e proteggere le fessure da infiltrazioni di acqua piovana dove la struttura si restringe – spiega il proprietario del monumento, Sinibaldo Campinoti – è stato proposto e approvato dalla Soprintendenza. Con il tempo le strisce si scuriranno’ è stata l’argomentazione degli esperti. Mi sono invece preoccupato – aggiunge – per la ripulitura delle colate del collante sulla facciata.» Un altro elemento che stride con il rispetto dell’aura medievale di San Gimignano è accanto alle due porte d’ingresso del Duomo. Da almeno sette anni sono stati sostituiti i quattro corrimano in ferro battuto con moderni corrimano in plexiglass trasparenti. Intervento, anche in questo caso, approvato dagli esperti della Soprintendenza. «Una scelta non troppo felice e molto, ma molto discutibile» commenta l’architetto Luciano Nencioni, che attivo proprio in restauri di palazzi e torri medievali.

da La Nazione Siena 17/03/2015 di Romano Francardelli

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SangiAntenne_DaViaSanMatteo

Antefatto: articolo de LA NAZIONESIENA mer, 11 mar 2015

SAN GIMIGNANO

«Antenna sulla torre E’ brutta»

«QUANDO a San Gimignano ho visto un’antenna di telefonia mobile su una torre mi sono sentito male, perché, oggettivamente, era brutta. A Siena non ce ne fanno più mettere una e secondo me hanno ragione». L’avesse detta un altro, una frase così sarebbe passata quasi inosservata, ma pronunciata dall’amministratore delegato di Telecom Italia Marco Patuano colpisce con l’effetto di una bomba. Anche perché, essendo stata detta nel corso di un’audizione alla commissione trasporti della Camera, finisce per dare quasi una certificazione istituzionale alla deturpazione delle torri più famose del mondo. Patuano parlava in un contesto più generale di potenza delle antenne (sottolineando l’esigenza di adeguare la normativa italiana a quella dell’Europa, dove la potenza media è 20 volt al metro, in Germania e Francia addirittura 30, mentre da noi è 6 e costringe ad installare molte più antenne per dare lo stesso segnale, creando, così, il problema dell’inquinamento visivo) ma se il contesto era generale, il riferimento a San Gimignano era particolare e il sindaco Giacomo Bassi è sceso in campo: «Le antenne sulla torre Rognosa, fra cui anche quella Telecom, non sono per nulla visibili da terra: bisogna allontanarsi molto, ma a grande distanza non disturbano la percezione del paesaggio afferma Inoltre la loro collocazione su un monumento così importante e celebre è stata autorizzata dalla Soprintendenza, che prima di decidere ha valutato ogni aspetto della questione». Conclude: «A voler essere maliziosi, si potrebbe anche pensare che la frase rispondesse a un intento non proprio paesaggistico: più antenne da 6 volt per coprire lo stesso territorio di una da 20 o da 30, significano più affitti da pagare invece di uno». A.V.

articolo de LA NAZIONESIENA mer, 11 mar 2015

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Alcune foto delle torri per evidenziare l’impatto visivo delle antenne (cerchiate in rosso)

SangiAntenne_DaViaSanMatteo

SangiAntenne_DalGiardinoRocca

SangiAntenne_DaPiazzaDellaCisterna

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La Nazione Siena mar, 17 feb 2015
Clicca sopra l’articolo per leggere.
FontiSGimignano

FontiSGimignano_GoogleMaps2009  FontiSGimignano_GMapsCarta

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LA NAZIONE SIENA dom, 1 feb 2015

Provinciale tra Colle e San Gimignano – Qui un tempo i turisti si fermavano per ammirare il profilo del paese.

DiscaricaBibbainoColleBelvedereINDECENZA. Indifferenza e trascuratezza di chi dovrebbe osservare, mantenere e proteggere l’ambiente e la natura. Non ci sono altre parole per descrivere la foto che pubblichiamo della discarica a cielo aperto realizzata sulla Strada Provinciale. Parla da sola. Ogni commento resta (quasi) inutile. Non si può trattare così la natura in un angolo della Toscana che viene preso ad esempio in tutte le guide per la propria bellezza. Il fatto è che nessuno si preoccupa di rimuovere tutto

DiscaricaBibbainoCollequel sudicio in maniera da rendere quel luogo accogliente e decoroso. Come era una volta. Non solo. Il nome di questo spicchio di terreno sotto la provinciale per Colle ha un nome che, guardando la foto, sembra una beffa: località Belvedere. Un tempo piazzola di sosta per ammirare il panorama. Oggi invece diventato un bruttovedere’. Una discarica a cielo aperto proprio nei suggestivi tornanti di Poggio alla Staffa, poco dopo il bivio di Bibbiano, sul territorio colligiano, dove in lontananza, in mezzo al sudiciume, si incontra il panorama delle torri di San Gimignano. Un’offesa a chi si adopera invece per tenere come un gioiello questa terra. «Purtroppo qui non fa più sosta nessuno. O meglio dicono quelli che ogni giorno che si spostano da San Gimignano a Colle si fermano solo coloro che intendono sgomberare casa dalle cose inutili e buttano tutto lì. Nella vecchia piazzola di sosta della Provinciale». LA DOMANDA viene naturale: ma il turista, ne passano tanti di qui, che giudizio si farà della nostra educazione? Passeremo come i soliti italiani». E nessuno si preoccupa, dicono ancora, per rimuovere questa pattumiera dove c’è di tutto e di più. E’ arrivato il momento che qualcuno si preoccupi di riportare all’antica bellezza questo scorcio di Senese veicolando tutto, magari, all’inceneritore dei Foci.

LA NAZIONE SIENA dom, 1 feb 2015 di Romano Francardelli

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SangiTorracciadiChiusiSabato 3 Gennaio 2015 AgenziaImpress.it

I resti della villa romana in località Aiano, databile tra il IV e il VI secolo d.C., sono di proprietà dell’amministrazione comunale di San Gimignano. Si è concluso nei giorni scorsi l’annoso iter burocratico per l’acquisizione del sito archeologico che desta in stato di abbandono e che presenta mosaici e strutture di assoluto pregio culturale, storico e artistico.

Una firma per far ripartire la campagna di scavo Davanti al Giudice del Tribunale di Siena per le esecuzioni immobiliari è stato infatti siglato il contratto di compravendita, fra il proprietario ed il Comune di San Gimignano, che trasferisce la proprietà dell’area all’ente pubblico per una cifra di circa 40mila euro. Potranno così riprendere gli scavi interrotti nel 2012 e il progetto di recupero e valorizzazione dell’intero sito archeologico conosciuto anche come “Torraccia di Chiusi”.

Al via progetto di studio in collaborazione con le università toscane Si chiude una vicenda nata quasi 4 anni fa quando il Consiglio Comunale di San Gimignano deliberò l’acquisizione dell’area archeologica dando inizio ad un lungo iter burocratico giudiziario che, di recente, è stato al centro dell’interesse dei media nazionali ed anche oggetto di interrogazioni parlamentari dal momento che il sito, dopo gli scavi della metà degli anni duemila, versa oggi in condizioni di abbandono. «Sono estremamente felice

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LA NAZIONE SIENA mar, 2 dic 2014

DiscaricaAbusivaSangi

CARTOLINA con amianto. Una discarica abusiva nel cuore della campagna valdelsana, nota che più stonata non si più in un paesaggio di grande pregio, al centro tutto l’anno di un ininterrotto via vai di turisti. Siamo sulla ex provinciale Poggibonsi-San Gimignano. In località Casa alla Terra, su una piazzola, mani incivili hanno scaricato di tutto: bottigliette di plastica, profilattici e, purtroppo, anche pannelli di eternit, almeno 7. Preso atto del pericolo amianto, reale, temibilissimo, come ci confermano le cronache nazionali di questi giorni, alcuni passanti hanno informato del problema la polizia municipale di San Gimignano, che ha competenza su quella zona, a due passi da Poggibonsi ma per poche centinaia di metri nel comune turrito. Si tratta di una discarica di circa 60 metri quadrati ben visibile dalla ex provinciale. Ci sono problemi di immagine, visto che siamo in un territorio a forte vocazione turistica, ma a preoccupare è soprattutto la presenza di quei «fogli» di eternit. Dire eternit è dire amianto, di conseguenza il problema non va sottovalutato. Anzi, va risolto quanto prima rimuovendo quei pannelli. Non è la prima volta che la Valdelsa accadono fatti simili. Un anno fa la polizia municipale di Poggibonsi e di San Gimignano scoprirono cinque discariche abusive piene zeppe di laterizi e vecchi sanitari in altrettante zone della campagna valdelsana, denunciando tre persone: il titolare di un’azienda e altre due persone. Non era facile risalire alle persone che li avevano abbandonati dove non si può, ma alcuni indizi concreti avevano messo gli agenti municipali dei due comuni sulle tracce dei tre valdelsani, che erano stati rintracciati e deferiti all’autorità giudiziaria. La mappa delle zone dove erano stati lasciati i laterizi comprendeva Santa Maria, Strada (nel territorio di San Gimignano), ancora la campagna circostante la ex provinciale per San Gimignano e la 429 da Poggibonsi per Castellina in Chianti. Si tratta di zone di alto pregio ambientale e paesaggistico e al centro da sempre di un flusso turistico che rappresenta una grossa risorsa economica per la Valdelsa. Da qui, l’assoluta necessità di contribuire in vari modi a evitare il ripetersi di questi episodi e a diffondere un senso civico che a quanto pare segna il passo. La repressione fa di sicuro da deterrente, ma il resto dovranno farlo i cittadini, rispettando maggiormente i luoghi dove vivono. Anche perché l’amianto è un gravissimo pericolo per tutti, anche per chi lo scarica in aperta campagna.

LA NAZIONE SIENA mar, 2 dic 2014 di MARCO BROGI

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