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Posts Tagged ‘San Gimignanano’

Domenica 24 maggio 2015 si è svolta la gita annuale dei soci di Italia Nostra Siena, con la visita della Chiesa romanica di Cellole e una visita di monumenti importanti ma poco conosciuti a San Gimignano. CelloleGita20151 (9) La mattinata è stata dedicata a Cellole, località prossima a San Gimignano, con la visita della bellissima chiesa romanica e con le spiegazioni fornite dal  frate della comunità di Bose, che ci ha guidato nella visita della chiesa da loro gestita. Inoltre sempre a  Cellole siamo stati a visitare la torre di Collemucioli e ci siamo intrattenuti a vedere i bei panorami della campagna e i roseti che ornano i giardini delle casette prossime alla torre. Per saperne di più della chiesa di Cellole clicca qui Qui sotto alcune foto che evidenziano la bellezza dalla chiesa e i panorami che si vedono.

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Dopo la visita è proseguita in San Gimignano, con la chiesa di San Jacopo, e una passeggiata in luoghi non toccati dal turismo di massa: la porta delle fonti e le fonti stesse e con un giro delle mura medievali, che in qualche punto presentano purtroppo problemi di staticità perché alla base del muro mancano delle pietre. CelloleGita20151 (5)

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Dopo la lunga passeggiata abbiamo pranzato in un ristorante locale e dopo abbiamo proseguito la visita con la zona più turistica di via San Giovanni, le piazze e via del Castello con il fondo l’ex carcere che era all’origine un convento e la visita alla chiesa di San Lorenzo in ponte, che però abbiamo ammirato solo da fuori essendo questa chiusa da lungo tempo: un vero peccato essendoci all’interno dei bellissimi affreschi.

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Clicca qui per saperne di più sulla Chiesa di San Jacopo e San Lorenzo in ponte La visita si è conclusa con la via San Matteo e la relativa porta, che purtroppo versa in una brutta situazione ormai da anni, in quanto è contornata da ponteggi dopo le lesioni a quanto sembra subite per infiltrazioni di acqua piovana. OLYMPUS DIGITAL CAMERA

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di Tomaso Montanari

Meta di un turismo mordi e fuggi da tre milioni di visitatori all’anno. Ha perso più di un terzo dei suoi abitanti e sembra una Disneyland del Medioevo. I cinesi ne faranno una copia a Chongqing. E sarà davvero molto simile all’originale

Difficile dimenticare un’alba tra le torri di San Gimignano, a buon diritto definita dall’Unesco (che nel 1990 ne ha incluso il centro storico nel patrimonio dell’umanità) un “capolavoro del genio creativo umano”. Ma se uno fa l’errore di rimanerci fino alle 11 di mattina, sarà indimenticabile anche l’invasione turistica che fa della cittadina medioevale della Val d’Elsa una piccola Venezia. Nei giorni di punta anche ventimila consumisti della vista marciano a passo di corsa lungo le due strade e nelle due piazze in cui consiste la meravigliosa ruota da criceti in cui si autoconfina questo rito di conformismo di massa. Quasi ventimila pullman e due milioni di auto fanno sbarcare – spesso dopo chilometri di coda – tre milioni di persone all’anno (anzi in otto mesi: perché dai Morti a Pasqua non c’è quasi nessuno) in un centro che conta poco più di mille residenti.

Qualche anno fa il costante aumento di queste cifre da capogiro aveva indotto l’Unesco a chiedere (inutilmente) un numero chiuso, per difendere i monumenti dall’usura: ma il vero problema non riguarda le pietre , riguarda la qualità della vita dei cittadini. Il sito web del Comune è una gigantesca excusatio non petita: “Se un viaggiatore, entrando in San Gimignano, avesse l’impressione che la dimensione prevalente è quella a misura di turista farebbe bene a ricredersi alla svelta”, perché “San Gimignano non è solo le sue splendide torri, né solo il tessuto urbano, o l’ingente patrimonio artistico che chiese , palazzi e musei conservano, ma è anche un corpo vivo e attivo”. Quel corpo è ancora vivo, sì: ma non lo sarà ancora per molto. Negli ultimi trent’anni, il centro storico ha perso due terzi dei suoi residenti: man mano che il turismo è diventato la monocultura economica e l’unica dimensione esistenziale, San Gimignano ha progressivamente perso i connotati della città per assomigliare sempre più a una quinta cinematografica, a una Disneyland del Medioevo, con tanto di ben tre ‘musei’ della tortura.

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Ecco la delibera della Giunta Provinciale del 6 giugno 2014, con la quale si decide di riprendere i lavori per la Tangenziale di San Gimignano; da notare che non si menziona neppure la caduta del macigno dall’area di cantiere del 15 marzo 2012 

Clicca qui per leggere integralmente la delibera

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