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Posts Tagged ‘REGOLAMENTO URBANISTICO SIENA’

SIENA. Dal Coordinamento Cittadino IDV di Siena e dal Coordinamento Provinciale IDV di Siena riceviamo e pubblichiamo.

“In vista della discussione in Consiglio Comunale delle osservazioni al Regolamento Urbanistico di Siena e preso atto dell’enorme quantità di dette osservazioni, chiaro sintomo di un fronte esteso di cittadini ed enti (a partire dalla Provincia e dalla Regione) ,che non condividono detto Regolamento, l’Italia dei Valori torna a chiedere con forza che la presente amministrazione si astenga dal procedere all’approvazione.

È del tutto evidente che l’attuale Amministrazione Comunale in scadenza non abbia ormai più il necessario consenso politico per procedere all’emanazione di uno strumento di tale importanza per la città, che vincolerebbe e condizionerebbe pesantemente l’azione della prossima Amministrazione.

Inoltre è altrettanto evidente che il Regolamento Urbanistico sia da rivedere profondamente, sia perché fuori dal contesto della crisi economica che si è nel frattempo manifestata in tutta la sua gravità, sia perché non estraneo ad interessi speculativi che l’Italia dei Valori intende contrastare con la massima determinazione”.

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Da : www.impegnopersiena.com E’ in corso, da lunedì 10 gennaio 2011, il consiglio comunale-fiume per l’approvazione del regolamento urbanistico ed in particolare per l’esame e la votazione delle 813 osservazioni (parecchie delle quali articolate in più punti, da votare separatamente) presentate dai cittadini e dagli enti. Dopo cinque giorni di lavoro, alla sera di venerdì 14 gennaio le osservazioni votate erano 455, quindi poco oltre la metà del totale. I lavori proseguiranno da lunedì 17 gennaio ad oltranza, fino alla conclusione ed alla votazione finale dell’atto.

Massacrante il lavoro dei consiglieri, che tuttavia non si sottraggono, e quelli delle Liste Civiche Senesi hanno più volte affermato di rendere con orgoglio questo servizio ai cittadini, sforzandosi di rappresentarli tutti, e non soltanto i propri elettori. Sono già tantissimi gli argomenti di interesse politico generale emersi durante il dibattito, e nei giorni prossimi avremo modo di sottolinearne alcuni.

Particolarmente interessante il dibattito introduttivo sulla delibera. Traendolo da tale dibattito, presentiamo oggi l’intervento pronunciato in aula da Marco Falorni, consigliere delle Liste Civiche Senesi e capogruppo di Impegno per Siena. Qui di seguito pubblichiamo il testo dell’intervento.

Questa approvazione del regolamento urbanistico costituisce l’ultimo, spero di poter dire l’ultimo, dispetto alla città da parte di questa amministrazione. Di dispetti per la verità l’amministrazione ne ha fatti tanti, in dieci anni. L’amministrazione ha trovato una città ricca, e la lascia molto più povera, sotto tutti i punti di vista, soprattutto in senso stretto, in senso economico, ma anche più povera dal punto di vista ambientale. La città è stata violentata con oltre 120 varianti al piano regolatore Secchi e il territorio è stato cementificato a tappeto. E ci si appresta a continuare a farlo con questo atto, che prevede un consumo di suolo spaventoso. Del resto l’amministrazione è politicamente delegittimata, per il fatto di essere ormai a fine corsa, tanto che è praticamente in vacanza, il sindaco è addirittura tornato al lavoro, eppure si vuole condizionare la futura maggioranza, di qualunque colore politico sia. Non resta che prenderne atto. (altro…)

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 L’approvazione del Regolamento Urbanistico da parte del Consiglio comunale di Siena è stata rinviata ai primi giorni del mese di gennaio. Questo è ciò che si legge sul Corriere di Siena in un articolo del 14 dicembre scorso, nel quale vengono evidenziate alcune possibili motivazioni alla base di tale rinvio, tra cui le assenze dei consiglieri per le vacanze natalizie, la mole delle osservazioni e la conseguente lunghezza della seduta, ma soprattutto i “temi spinosi, …… ostici per qualcuno”, che riguardano l’essenza del regolamento.

Se ciò vuol dire che le maggiori difficoltà che gli amministratori stanno incontrando risiedono nelle divergenze interne alla maggioranza, Italia Nostra ne prende atto di buon grado, perché può significare una presa di coscienza rispetto a problemi importanti che riguardano il governo del territorio. Del resto, da più parti – anche autorevoli – erano state sollevate preoccupazioni e perplessità sui contenuti del Regolamento. Ad esempio, l’architetto Augusto Mazzini aveva rilevato, tra l’altro, l’eccessiva quantità di elaborati grafici e di scritti, che certamente non giova, con la sua complicatezza, alla gestione urbanistica, ricordando che il piano regolatore Piccinato, “padre di tutti i piani”, era composto soltanto di una relazione di 8 pagine, più 4 di presentazione e  17 articoli di norme tecniche; e aveva inoltre osservato :“Entro un quadro demografico che vede Siena diminuire di abitanti mentre l’area senese è da decenni, nel suo insieme, ferma a circa 90.000 abitanti, ha senso fare leva, come invece si propone, sull’edilizia residenziale? La produzione di abitazioni non genera, di per sé, un aumento demografico”, mentre può generare “un fenomeno speculativo e, oggi, anche aperto a pericolosi inquinamenti finanziari”.

L’euro-parlamentare prof. Roberto Barzanti aveva in più occasioni manifestato perplessità su uno sviluppo urbano sempre più approssimativo; a proposito della città dell’Arbia, aveva paventato il realizzarsi di “una Città più grossa e ingombrata che veramente Grande…una Città grossa – e grossolana, frusta, ovvia – al posto della Città Grande prospettata; con un centro antico che manterrebbe magari la sua intangibile conformazione, ma quale oggetto prezioso dentro un tessuto convulso e senza direzione, senza disegno”.

Ma, soprattutto, la mole delle osservazioni presentate dai cittadini (in totale 1.127), e l’importanza delle tematiche in discussione, inducono a riflettere su quanto sia legittimo da parte di un’amministrazione uscente approvare “in extremis” un regolamento urbanistico così pesante e così contrastato, capace di trasformare irreversibilmente il territorio e di condizionare per sempre la qualità della vita dei cittadini.

Per di più, l’approvazione influenzerebbe l’operato della futura amministrazione, indipendentemente dal suo colore politico, quando invece sarebbe giusto che scelte di tale importanza venissero direttamente dibattute e adottate dal nuovo Consiglio Comunale insediato.

Per il bene della città, Italia Nostra, che da parte sua ha inoltrato diverse osservazioni, non comprendendo neanche le ragioni di tanta fretta nel deliberare a fine mandato su un argomento di tale portata, si augura un ripensamento della maggioranza e il rinvio dell’approvazione del Regolamento Urbanistico: rinvio che appare doveroso dal punto di vista politico e “in primis” del rispetto dei cittadini.

17 dicembre 2010

Italia Nostra sezione di Siena      La presidente Lucilla Tozzi

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Al SINDACO del COMUNE DI SIENA
Ufficio Posta in Arrivo
P.zza Il Campo, n.7
53100 SIENA
OGGETTO:  OSSERVAZIONE AL REGOLAMENTO URBANISTICO
adottato con D.C.C. n 131 del 18/05/2010
Il sottoscritto 
Cognome Nome
TOZZI LUCILLA
Nato a Nato il  Codice Fiscale
SIENA 30-04-1939 TZZLLL39D70I726F
Comune residenza Via/loc. N° civico C.A.P.
SIENA VIA CAPPUCCINI 21 53100

in qualità di

proprietario, legale rappresentante, altro
Presidente della Sezione Senese dell’Associazione Italia Nostra Onlus

In relazione alla previsione urbanistica  Volte Basse- Scheda Progetto TU 1

PREMESSA

Tra le campagne più vicine alla Città, quella compresa tra Costafabbri, le Volte Alte e Le Volte Basse offre il maggior pregio storico-paesaggistico: caratterizzata da una viabilità antica scarsamente alterata e da una morfologia collinare con elevata permanenza di sistemazioni vegetali storiche e di coltivazioni agricole ancora tradizionali, vede la presenza di case padronali, di casolari isolati e di antiche ville; basti pensare alle due ville peruzziane delle Volte Alte, quella dell’Università e quella Piccolomini ora adibita a Casa di Riposo; al complesso dell’Agazzara con la prospiciente Chiesa; al palazzo di Certano appollaiato sulla cima della collina; al complesso La Chiusa, definito nella scheda come un nucleo insediativo isolato “di notevole interesse storico e tipologico”.
 Si tratta quindi di un’area particolarmente pregevole e strategica sotto il profilo della conservazione dei paesaggi storici della campagna urbanizzata ( Le Masse ), legata strettamente alla città murata e sviluppatasi soprattutto a partire dal ‘400.

                                                      OSSERVAZIONE

Ora, leggendo la Scheda Progetto e guardando la relativa pianta, sommaria ma purtroppo
sufficientemente esplicativa, viene fuori una previsione di ben 15 edifici con 72 alloggi, con altezze anche di 11 metri, per una superficie fondiaria  di 18215 metri quadrati, con  parcheggi di 6730 metri quadrati, nuovi tracciati viari e un’area sportiva “dotata di campo polivalente”.
Si tratta di una urbanizzazione che sconvolgerà completamente il sereno paesaggio tra Siena e  Sovicille, con conseguenze irreversibili. Come si fa a non rendersi conto che la  risorsa più preziosa di Siena  (e della Toscana tutta) è proprio il paesaggio?
E come si fa a credere che solo continuando a costruire si potrà dare risposta alla domanda abitativa, quando in tutta Siena, e proprio anche alle Volte Basse, sono stati costruiti molti appartamenti, di cui molti risultano ancora invenduti?
Lo scempio del paesaggio che seguirebbe all’attuazione di questo progetto, non a caso chiamato “di trasformazione”, non potrebbe in nessun caso essere giustificato , e non risponderebbe ad alcuna necessità o motivazione. Inoltre, le persone che andassero ad abitare in quei 15 edifici, vivrebbero in una specie di periferia urbana, senza avere però nessuno dei “vantaggi” della città, e nel contempo senza godere di alcun vantaggio della campagna,  peggiorando così la qualità della loro vita.
A proposito di qualità della vita, notiamo che nel R.U. , a fronte della previsione di ben 440 mila metri cubi di residenze, manca una valutazione globale sul consumo di suolo, sulla sua impermeabilizzazione, sul consumo delle riserve idriche. Eppure, la legge 1/2005 specifica (art.3) che “ nessuna delle risorse essenziali del territorio….può essere ridotta in modo significativo e irreversibile in riferimento agli equilibri degli ecosistemi di cui è componente”:  anche il suolo è una risorsa essenziale, e per giunta, al contrario di quello che si vuole far apparire, non rinnovabile . Il 15 luglio u.s., Legambiente ha presentato, nel corso di un convegno a Roma, un dossier sul consumo di suolo in Italia, con allegate diverse tabelle e una piantina della penisola, dalla quale risulta che in Toscana, negli anni fra il 2000 e il 2006, si sono consumati 3762 ettari di suolo, superando perfino la Campania, la Calabria, la Sicilia e altre regioni.
A Siena, la sopracitata entità del consumo di suolo prevista dal R.U., oltre a non tener conto dei richiami e delle considerazioni che giungono ormai da tempo non solo da tutte le Associazioni ambientaliste, ma anche da qualificati giornalisti e da autorevoli esponenti delle istituzioni (basti citare Salvatore Settis), si pone in contraddizione con i termini del   perseguimento dello sviluppo sostenibile di cui parla la legge 1/2005, e soprattutto  appare antieconomica,  perché distrugge il patrimonio paesaggistico-storico che costituisce l’unica nostra risorsa.
A fronte di trasformazioni che ammontano a 1.469.365 metri quadrati sul territorio comunale, almeno non si dica che si tratta di sviluppo sostenibile !
Italia Nostra chiede che il Progetto Volte Basse TU 18  non venga attuato.
  
Siena, 31 luglio 2010                                                  

 Italia Nostra sezione di Siena – La presidente Lucilla Tozzi

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Al SINDACO del COMUNE DI SIENA
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OGGETTO:  OSSERVAZIONE AL REGOLAMENTO URBANISTICO
adottato con D.C.C. n 131 del 18/05/2010

Il sottoscritto 

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In relazione alla previsione urbanistica RP27 MOBILITA’ CIMITERO DELL’OSSERVANZA
 
Premessa
La Basilica dell’Osservanza, universalmente conosciuta, in Italia e anche all’estero, “è certamente la più importante Chiesa di Siena fuori le mura, sia come struttura architettonica che come contenitore di opere d’arte. Sorge sul Colle della Capriola,….di fronte allo splendido panorama nord di Siena”: così scrive il critico d’arte e Soprintendente Piero Torriti nel suo libro “Tutta Siena contrada per contrada”. Sul Colle della Capriola esisteva, fin dal medioevo, un piccolo convento che fu scelto da San Bernardino come dimora abituale: qui egli raccolse in composizioni i suoi sermoni latini, qui formò alla vita francescana e alla predicazione non pochi discepoli e attese al governo dei religiosi e allo sviluppo della Famiglia Osservante d’Italia. Dal Colle della Capriola, specialmente dopo il 1430, fu spesso in relazione di consulenza diretta e qualche volta di partecipazione consiliare col Comune, la classe dirigente, il clero e i vari istituti, per la vita e il buon governo della città. Dopo la glorificazione del Santo, i Senesi progettarono una più grande fabbrica i cui lavori si protrassero fino al 1490. Gli architetti Francesco di Giorgio Martini e Giacomo Cozzarelli applicarono alla costruzione i canoni rinascimentali fiorentini di Filippo Brunelleschi; verso la fine del ‘400, il magnifico despota Pandolfo Petrucci in persona  dette incarico al Cozzarelli di costruire la sagrestia e la sottostante cripta da adibire a tomba di famiglia. Scrive ancora Piero Torriti: “ Al Magnifico si devono anche gli ampliamenti del Convento che raggiunse il suo massimo sviluppo sui primi del ‘500 con la costruzione della foresteria, dell’infermeria e di un quarto chiostro ….”. La chiesa venne rimaneggiata in epoca barocca, quando fu innalzato anche il campanile (1719); ai primi del ‘900, fu attuato un restauro per ripristinare il primitivo stile rinascimentale, ma la Basilica riportò gravissimi danni dal bombardamento aereo del 23 gennaio 1944. Fra il 1945 e il 1949, fu fedelmente ricostruita rispettando i canoni rinascimentali, ben percepibili ancora oggi: l’isolamento e la chiara determinazione volumetrica dei corpi,  il loro inserimento nello spazio unitario e definito, secondo il nuovo principio della visione prospettico-spaziale.
Una testimonianza preziosa dell’assetto originario del complesso conventuale e della campagna circostante, ce la forniscono alcune planimetrie della metà del ‘600,  e soprattutto il disegno con una preziosa veduta della chiesa dell’Osservanza e del Colle della Capriola ritratti  dalla Villa San Sedonio; sia le piante che il disegno sono conservati  nell’Archivio Chigi della Biblioteca Vaticana a Roma. Il Colle della Capriola forma con la Basilica e con la Villa Chigi di San Sedonio un paesaggio storico che, in una medesima uniforme tessitura agraria, risulta ancora oggi meritevole di ogni possibile conservazione. Oltretutto, è ancora oggi visibile un sentiero fra i campi  (identificabile nel Catasto Generale Toscano del 1812), cui si accede dall’antica via dell’Osservanza attraverso  un cancello monumentale; tale cancello si trova proprio nel punto dove si immetterebbe la nuova progettata bretella viaria di circonvallazione del piccolo Cimitero. 
Il 27 giugno 2003, Italia Nostra organizzò una Conferenza-Dibattito dal titolo “La Basilica dell’Osservanza tra passato, presente, futuro”, cui parteciparono, oltre alla dott.ssa Cecilia Alessi, funzionario della Soprintendenza, studiosi dell’Università di Siena; il dibattito aveva lo scopo di analizzare le disastrose conseguenze dell’eventuale realizzazione del progetto per la nuova viabilità  Osservanza-Scacciapensieri-Botteganova, previsto dal Comune di Siena.
Il 25 agosto 2003, le Associazioni senesi Italia Nostra, Legambiente, WWF  e i Verdi, chiesero alle Autorità competenti di disporre la sospensione dei lavori stradali all’Osservanza, il cui inizio era stato annunciato per il 1 settembre. Appunto il 1 settembre, Italia Nostra organizzò una manifestazione pacifica di protesta contro l’avvio dei lavori; ma quel giorno nessuno del Comune si presentò, mentre, inaspettatamente,  le ruspe arrivarono il giorno dopo: fu sbancata l’oliveta, nonostante che l’avvocato di Italia Nostra, intervenuto sul luogo, legge alla mano, avvisasse i tecnici del Comune che l’occupazione era illegittima. [ Il proprietario fu costretto a ricorrere all’Autorità Giudiziaria per vedere finalmente riconosciuti i propri diritti e il pregio ambientale del luogo ].
Dal 28 al 30 settembre 2003, presso il Graduate College Universitario di Santa Chiara,  si svolse un Convegno sul Rinascimento Senese del Quattrocento; in questa occasione fu proiettata  la fotografia dello sbancamento del Colle della Capriola, da poco tempo avvenuto, e gli studiosi, che provenivano da diverse università (le statunitensi New York e Columbia, l’inglese Warwick, le olandesi Amsterdam e Groningen, l’Università di Firenze), rimasero dolorosamente colpiti ; alcuni
si recarono sul luogo,  e tutti vollero firmare la petizione promossa da Italia Nostra, che chiedeva il ripristino e la salvaguardia del Colle della Capriola; tale petizione raggiunse le 450 firme e fu inviata alla Soprintendenza e al Sindaco  di Siena, alla Direzione Regionale Toscana per I Beni Culturali e Paesaggistici e al Ministero.

OSSERVAZIONE

Nonostante tutto quanto esposto in premessa, fra le Schede Progetto della Reticolarità è presente quella relativa alla MOBILITA’ CIMITERO DELL’ OSSERVANZA – RP 27, nella quale il progetto del 2001, tanto contestato e combattuto, viene riproposto tale e quale, con modifiche addirittura peggiorative dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Infatti, l’antica e  stretta strada dell’Osservanza viene allargata in prossimità del Cimitero, e accanto al parcheggio è prevista una seconda corta bretella, che non ha senso, perché congiunge la strada dell’Osservanza al nuovo tratto viario, il quale di lì a pochi metri si immette direttamente nella suddetta via (a ridosso del cancello monumentale di cui abbiamo scritto sopra). Oggi, valgono quindi più che mai le considerazioni esposte dall’architetto Mario Preti, docente di Estimo nella facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, nella sua relazione del 14 aprile 2003, di cui  riportiamo  uno stralcio :
“ Il progetto prevede la realizzazione di una strada di circonvallazione a due corsie (7.00 metri) intorno al piccolo cimitero che si diparte con uno svincolo immediatamente ad est del medesimo; la creazione di un parcheggio di 16,00×35,00 metri a terrazzo a sud della costruzione e l’innesto successivo sulla strada dell’Osservanza (che rimane poi con la sezione odierna). Il tutto per uno sviluppo stradale di circa 150 metri dalla strada di Scacciapensieri, rispetto ai circa 110 della strada attuale che va a sostituire. Il Cimitero è un piccolo complesso compatto con il corpo principale di circa m.35×35, circondato da un muro di cinta dove su tre lati si aprono cappelle mentre il quarto, verso la valle rimane libero. Il lato nord è accostato con una banchina di circa 8.00 metri alla strada di Scacciapensieri; quello ovest si accosta alla strada dell’Osservanza (piccola, di circa 5,00 metri di larghezza) interponendovi un cortile aperto di circa 15,00 metri di larghezza). La posizione della Costruzione rispetto al paesaggio è di cresta, alla sommità delle ondulazioni collinari percorse longitudinalmente dall’antica strada di Scacciapensieri, anch’essa di cresta in questo tratto. Quindi i lati est e sud sono rivolti verso la valle che guarda direttamente Siena, verso cui scendono con ondulazioni in un’unicità di paesaggio e da Siena si vede la basilica dell’Osservanza e il complesso collinare circostante. La valle che si trova ad est della Basilica e sale fino alla cresta collinare dove è situato il cimitero è coperta da un’uliveta che la caratterizza. Se dal lato di ingresso della Basilica guardiamo verso il Cimitero vediamo la striscia della strada dell’Osservanza con i suoi alberi e subito al di là il verde dei campi punteggiato dagli ulivi, fino a lambire i muri del Cimitero, che si affossano direttamente nella terra. Questo rapporto terra-ulivi-Cimitero è una unità di paesaggio che non può essere alterata, ma che viene invece manomessa dal progetto della “circonvallazione” del complesso, in modo del tutto squalificato: la strada passa a circa 10,00 metri dal delicato muro di cinta, taglia le curve di livelllo del terreno provocando asterri e riporti, e prevede nuove alberature in modo sconclusionato alterando anche in questo modo la esistente unità di paesaggio. La necessità di realizzare i nuovi piani stradali e il piano del parcheggio crea dei terrazzamenti nel profilo vallivo e modifica il rapporto..fra la costruzione e il terreno. L’aumento di funzionalità, a parte tutto, è modesto: sia perché il tratto a valle della strada dell’Osservanza continua (per ora)a limitare l’accesso delle auto,; sia perché il modesto afflusso dei visitatori al cimitero non giustifica un parcheggio come quello previsto o comunque non giustifica la squalificante scelta della posizione del parcheggio che va ad intaccare una visuale privilegiata di paesaggio, in modo del tutto contrario alle più normali regole di progettazione paesaggistica……In sostanza, questa opera di variante della strada dell’Osservanza, pur nella sua limitata estensione, è capace di creare un impatto insostenibile pure a questa scala, tanto che anche in questo caso siamo autorizzati a pensare che ci troviamo in una situazione di danno irreversibile al territorio tutelato con vincolo imposto con l’allora Legge 1497/39 co D.M. 14 05 1956.”
E Italia Nostra ricorda anche l’ordinanza del Tribunale di Siena del 18 giugno 2005, dove il Giudice Ordinario del Tribunale di Siena descriveva con queste parole il Colle della Capriola : un terreno agricolo “ destinato dal Comune di Siena alla realizzazione di un ampio parcheggio per turisti e fedeli della Basilica dell’Osservanza, uno storico complesso architettonico situato in un magnifico ambiente paesaggistico legalmente tutelato e – fino ad oggi – incontaminato”.
Italia Nostra chiede che venga rispettata la sentenza del Consiglio di Stato del 22 giugno 2006, la quale ingiunge al Comune la rimessa in pristino del luogo e la risistemazione dell’area, devastata  dalle ruspe il 2 settembre 2003; che venga ritirato il progetto di nuova viabilità presente nel R.U., e che non vengano traditi  i principi di tutela dei valori paesaggistici e storici del territorio, enunciati nel  P.S. dallo stesso Comune.  I turisti che vengono a visitare l’Osservanza, e gli stessi senesi, devono poter apprezzare questo importante monumento nel suo contesto storico e naturale, non mortificato dall’asfalto, dagli sbancamenti e dai riporti di terreno, con alberi fittizi ripiantati al posto degli ulivi secolari.
Se Siena non saprà ripristinare il paesaggio del Colle della Capriola all’Osservanza, come può pensare di candidarsi a capitale europea della Cultura?

Siena, 28 luglio 2010                                                     
Italia Nostra Sezione di Siena
La presidente Lucilla Tozzi

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Al SINDACO del COMUNE DI SIENA
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in relazione al Parcheggio Porta Romana – Scheda Progetto della Particolarità RP 1

Premessa
Al termine della Via Roma, segmento urbano della Via Francigena, si trova la Porta Romana, opera del 1327 attribuita ad Agnolo di Ventura, munita di merli e di un grandioso antemurale di difesa; è la più grande fra tutte le porte di Siena, ed è ancora ornata, sopra mensoloni, da due lupe in pietra commissionate nel 1467.
L’area oggetto dell’intervento interessa gli orti dell’ex convento del Santuccio e  un campo coltivato ad ulivi, e “l’accesso carrabile al parcheggio è previsto su via Roma, preferibilmente dallo slargo adiacente alla Porta” (Sezione III della Scheda Progetto).

Osservazione

Chiunque si sia anche solo soffermato in via Roma e presso la Porta Romana, e  minimamente  ricordi il contesto del luogo dove dovrebbe nascere la “struttura multipiano interrata” non può non rimanere sgomento nel leggere la Scheda Progetto.
Innanzitutto la scelta dell’accesso dallo slargo adiacente alla Porta : immaginiamo che da qui debba iniziare lo sbancamento  per la rampa a doppio senso di marcia .  Ognuno può facilmente comprendere la pericolosità e il rischio di  mettersi a scavare nelle immediate vicinanze della cinta muraria medioevale e di una Porta monumentale, e del resto anche nella Scheda è scritto: “si ritiene necessario che a corredo del progetto sia presente un programma di monitoraggio relativo alla stabilità dei fronti di scavo, delle opere di sostegno e delle opere murarie circostanti” (Sezione IV) ; e si parla di installazione di piezometri per “valutare l’eventuale presenza di una falda freatica”. Ma, a parte gli sbancamenti,  a parte la eliminazione dell’uliveto e dello spazio verde, si ha idea  della mole di traffico che comporterà, in una zona già congestionata, un parcheggio per trecento auto, cosiddetto “di attestazione”, le cui superfici coperte sono dimensionate in 10800 metri quadrati?
Eppure, credevamo che fosse ormai un indirizzo consolidato e acquisito quello di scegliere di progettare i parcheggi, veri e propri attrattori-calamita per le auto, non all’interno delle  mura, ma fuori; credevamo che per il piano del traffico, dovessero essere privilegiati i parcheggi scambiatori.
C’è poi l’enigma della “realizzazione  di un percorso pedonale della larghezza minima di tre metri lungo le mura storiche con accesso dal paramento murario a lato della Porta Romana ripristinando l’apertura di cui è presente l’impronta” (Sezione III). Abbiamo constatato di persona, che l’impronta di cui si parla indica uno stretto rettangolo (poco più di mezzo metro) evidentemente un’apertura tamponata, uguale alla porticina corrispondente che si apre nell’altro slargo della Porta: come si concilia tale apertura con la larghezza minima di tre metri indicata per il percorso? Comunque, tre metri paiono veramente troppi per un percorso pedonale , anche se “dovrà garantire un adeguato spazio di mitigazione e rispetto delle mura da mantenere a prato” .
A proposito di mitigazione, per favore non si  si dica che “si prevede il ripristino degli elementi fisici, formali e delle essenze arboree costituenti il parco” : nessuno può credere che sulla copertura del parcheggio, a verde quanto si vuole, vengano ripiantati gli ulivi o qualsivoglia altra “essenza arborea”, che non sia (forse) qualche centimetro di erba o qualche cespuglietto.
Inoltre, dal contorno del disegno di massima allegato, non è chiaro dove sia l’ingresso al percorso pedonale (almeno per noi).
Sempre nella Sezione III, c’è  un’altra frase che lascia interdetti: “ Il parcheggio potrà essere collegato pedonalmente con l’area del complesso San Niccolò tramite un adeguato percorso interrato sottopassante via Roma” : ma vogliamo scherzare? Ma quanto vogliamo scavare, e soprattutto quali sono i motivi e l’utilità? Se qualcuno vuole recarsi nell’area del San Niccolò, potrà passare dal cancello principale, si spera, e del resto ci sarebbe (o c’era) anche un’altra apertura subito fuori della Porta, sul lato sinistro venendo da Via Piccolomini.
Italia Nostra  chiede che venga reperita un’altra area per il parcheggio, se è proprio necessario, e abbandonato questo progetto, che porterebbe  danno alla monumentale Porta Romana , e aggraverebbe ulteriormente il traffico in una zona già congestionata.

Siena, 29 luglio 2010                                       
Italia Nostra sezione di Siena
La presidente Lucilla Tozzi

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