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Posts Tagged ‘Regione Toscana’


ira di rossi

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permessi regione geotermia

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Snap_2013.01.17 17.40.39_007clicca per leggere : decreto geotermia casole

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staccioli sulle biomasse – clicca per leggere

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staccioli sulle biomasse – clicca per leggere

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Quando abbiamo formulato la richiesta, avevamo fondati dubbi che la richiesta sarebbe stata respinta, perchè milioni di euro di investimenti immobiliari non possono attendere il tempo strettamente necessario a rivedere, valutare, riconsiderare, esaminare, soppesare, intuire gli effetti, i risultati, le implicazioni, le conseguenze, le ricadute sul tessuto sociale, economico, produttivo, residenziale di uomini, donne, giovani, vecchi, bambini che vivono nel territorio,nell’ ambiente, ecosistema, contesto, paesaggio……..

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Dal Blog di Casole Nostra

Nelle osservazioni della Regione Toscana alla Variante Pii-Blanco si legge:

In riferimento al dimensionamento per i cambi di destinazione d’uso in area agricola, la previsione di 10.500 mq di superfice netta per l’intero territorio rurale comunale, è del tutto priva dei necessari approfondimenti, studi ed analisi di settore, ed appare carente delle specifiche valutazioni di sostenibilità e delle verifiche di coerenza rispetto alla disciplina paesaggistica del PIT.
In considerazione di quanto sopra si ritiene opportuno effettuare le necessarie verifiche, valutando anche la possibilità di effettuare una riduzione consistente della previsione indicata.

Ci si domanda su che base la Giunta di Piero Pii abbia scelto questo numero, e non si comprende perché queste osservazioni (che il Comune di Casole tiene nel cassetto dal febbraio scorso) non siano mai state mostrate ai cittadini.
Non si è neanche mai svolta una vera assemblea pubblica per discutere di come siano state prodotte le stime del comune (completamente sbagliate secondo gli urbanisti della Regione) a meno che non si consideri valida un’assemblea alla quale hanno partecipato solo due (2) cittadini.
Eppure tra due giorni la Variante verrà approvata.

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dal Blog di CasoleNostra:

La Regione Toscana, fa osservare pesanti incongruenze tra la Variante di Casole d’Elsa e La legge Regionale.
Ma il Comune di Casole non ha messo a disposizione dei cittadini questo documento né lo ha letto in assemblea pubblica. Tuttavia domani approverà la Variante al Piano Strutturale e il Comune di Casole d’Elsa diventerà l’Eldorado dei costruttori.
Perché questo documento non è stato distribuito a tutti i cittadini?
In questo modo gli abitanti di Casole d’Elsa gli abitanti di Casole d’Elsa non hanno potuto avere per tempo una idea della spaventosa trasformazione del territorio che li aspetta.
Eppure erano stati gli stessi abitanti a raccogliere firme per bloccare la Variante.
E’ partecipazione questa?

Si legge nelle osservazioni della Regione Toscana:

Per quanto riguarda il dimensionamento dei cambi di destinazione d’uso in territorio rurale, l’art.29 co.8 e l’art. 95 co.17 della disciplina del Regolamento Urbanistico affermano che tale dato, espresso per ciascuna u.t.o.e., ha solo valore orientativo mentre risulta prescrittivo il dato dimensionale riferito all’intero territorio comunale che costituisce il valore massimo ammissibile.
Tale indicazione risulta in contrasto con la L.R.1/2005, che indica come prescrittiva la definizione delle quantità nell’ambito delle u.t.o.e. ed inoltre non consente la verifica della effettiva sostenibilità della previsione residenziale rispetto alla consistenza territoriale ed alle risorse presenti nelle singole u.t.o.e.

Di conseguenza tale indicazione potrebbe determinare l’inserimento dell’intero dimensionamento residenziale, previsto in 10.500 mq., in un’unica Utoe, determinando una concentrazione volumetrica eccessiva ed incongruente rispetto al contesto insediativo, priva delle specifiche valutazioni di sostenibilità.

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GOVERNO DEL TERRITORIO, MARSON ILLUSTRA IN CONSIGLIO REGIONALE LINEE DELLA NUOVA LEGGE

(ASCA) – Chiarire la disciplina di alcuni istituti dopo sei anni di applicazione della legge, razionalizzando e procedendo a una revisione utile a ridurre le incertezze interpretative. Sono queste, in estrema sintesi, le linee guida della revisione della legge per il governo del territorio, che l’assessore all’urbanistica della Regione Toscana Anna Marson ha illustrato in aula, presentando il relativo documento preliminare. Il documento è articolato in due parti: la pianificazione territoriale e la disciplina edilizia. In merito alla pianificazione territoriale, l’assessore ha sottolineato “la volontà di privilegiare il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, insieme alla valorizzazione dei centri storici, con strumenti operativi adeguati”. In questa prospettiva saranno meglio definiti alcuni istituti legati ai contenuti paesaggistici dei piani ed alle invarianti strutturali. Saranno, inoltre, differenziate le procedure a seconda che si tratti di recupero del patrimonio o di nuove espansioni. Previste anche “pianificazioni separate “semplificate, mentre sarà eliminato il Piano complesso di intervento, “che si è rivelato di scarsa e controversa applicazione”. Sul fronte della disciplina edilizia, l’assessore ha precisato che la revisione della legge punta a correggere le parti non coerenti con il Testo unico dell’edilizia. Saranno semplificate le procedure per l’acquisizione del Durc, che non dovrà essere più presentato a chiusura dei lavori. Saranno inoltre integrate le norme per il riutilizzo abitativo dei sottotetti. Alcuni interventi di lieve entità non avranno più bisogno del parere della Commissione per il paesaggio, che, insieme alla Commissione edilizia, sarà rivista nelle regole di funzionamento e nella composizione, specificando i requisiti professionali richiesti e le modalità di selezione dei componenti. “Vorremmo predisporre un regolamento edilizio-tipo, con valenza di linee guida di livello regionale – ha infine dichiarato Marson – Un regolamento regionale dovrebbe anche indicare la documentazione tecnica minima obbligatoria per la formazione dei titoli edilizi”.

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dal Blog di Casole Nostra

Le Osservazioni della Regione Toscana alla Variante al Piano Strutturale di Casole d’Elsa non possono essere liquidate con le poche modifiche che il Comune ha mostrato nell’Assemblea Deserta del 21 giugno.
Le Osservazioni della Regione sono una sostanziale bocciatura di tutta la variante.
Il dovere di un comune in cui c’è partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche (come prescrive la legge) è quello di adottare una nuova variante e rincomiciare l’iter procedurale.
Questo dovrebbe fare il Comune di Casole d’Elsa nell’interesse pubblico.
Si legge per esempio nelle osservazioni degli urbanisti della Regione Toscana a proposito dell’area tra la scuola e il cimitero:

La variante adottata vi inserisce un intervento di carattere prevalentemente commerciale per circa 400 mq di superfice netta.
Tale area, oltre a ricadere in una zona sottoposta al vincolo paesaggistico di cui al DM 20/02/72, relativo al centro abitato di Casole, risulta essere particolarmente sensibile, in quanto costituisce un cuscinetto inedificato tra il centro più storicizzato di Casole e le parti di più recente edificazione, poste nella frazione di Orli.
Occorre pertanto verificare la coerenza dell’intervento rispetto alle prescrizioni di cui all’art. 10 bis della disciplina del PIT che, al fine di tutelare il valore storico dei paesaggi urbani nelle loro conformazioni antiche e moderne, intende evitare la perdita delle scansioni che correlano e distinguono gli spazi edificati ed inedificati, che compongono la pluralità paesaggistica del tessuto urbano.

Insomma un intervento inutile, dannoso e che non rispetta il vincolo paesaggistico.
Se l’avesse proposto uno speculatore edilizio si sarebbe capito, ma come fa un comune a proporre una cosa del genere?
E perché il sindaco non ha immediatamente informato i cittadini di Casole di questa importante osservazione della Regione Toscana?
La scuola, il cimitero e lo spazio contiguo non sono un luoghi pubblici?

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dal Blog di CasoleNostra

E’ assolutamente incomprensibile perché il Comune di Casole abbia adottato un faraonico piano che raddoppia la popolazione e il cemento di tutto il comune. Il raddoppio dei volumi esistenti non trova alcuna giustificazione, mentre sarebbe obbligatoria la motivazione.
Ma questa motivazione non c’è.
Le reali motivazioni di tale anomalia non sono trasparenti, e sembrano portare vantaggi solo a chi si occupa di speculazione finanziaria basati sull’effetto Toscana che costituisce (ma fra poco dovremo dire costituiva) la caratteristica fondamentale del territorio del comune di Casole e della provincia di Siena.

La pratica speculativo-urbanistica messa in atto dall’amministrazione comunale sembra determinante per distruggere l’integrità del paesaggio che costituisce la caratteristica basilare dell’effetto Toscana e provocherà un danno irreversibile a tutta l’economia del territorio con effetti devastanti sul turismo.

La Regione Toscana fa osservare che a Monteguidi:

L’aumento indicato, pari a quasi il 500%, determina praticamente il raddoppio della frazione, evidenziando possibili motivi di incoerenza rispetto alle azioni e agli obiettivi stabiliti dalla scheda di paesaggio del PIT relativa all’ambito n.31 “Area Valdelsa” che, sulla base degliindirizzi del PTC, stabilisce la limitazione e il controllo dei completamenti e delle espansioni dei centri e dei nuclei storici, soprattutto in relazione alla dimensione dell’intervento rispetto alla consistenza dell’insediamento storico esistente, garantendo altresì la conservazione dei margini urbani storicizzati.

 

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