Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Poggibonsi’

da Greenreport.it 5 gennaio 2016

Dopo un dicembre soffocante l’Agenzia fornisce il quadro aggiornato della situazione. Nei primi giorni del 2016 già 14 nuovi sforamenti per il Pm10. Elevato anche il Pm2.5

La pioggia NON cancella il problema dello smog in Toscana: nelle 32 centraline della rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria in Toscana attive per la misurazione del Pm10 nel mese di dicembre si sono registrati 303 superamenti del limite di 50 µg/m3; superamenti che in alcuni casi ci sono stati quasi tutti i giorni e che hanno interessato 24 centraline Il numero massimo di 35 superamenti annui del limite giornaliero per le Pm10, previsto dalla normativa, è stato superato in 5 stazioni, con un «netto peggioramento» rispetto al 2014 (quando lo sforamento fu di una sola stazione).

È questo lo sconsolante quadro della situazione fornito dall’Arpat sulla qualità dell’aria dopo un dicembre terribile per lo smog in Italia (e altrove ben più che in Toscana). Adesso le «mutate condizioni (altro…)

Read Full Post »

InceneritoreCo2_Mont (2)

dal il fatto quotidiano del 5 agosto 2015 di Patrizia Gentilini*
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/05/rifiuti-inceneritori-e-gestione-virtuosa-sono-in-antitesi/1935082/

Rifiuti: inceneritori e gestione virtuosa sono in antitesi

Il 4 agosto la Conferenza di Servizi della Provincia di Forlì-Cesena ha concluso il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dando parere favorevole per la trasformazione della classificazione dell’inceneritore di Forlì gestito da Hera (già industria insalubre di 1a classe A) da D10 (smaltimento a terra) a recupero energetico (R1). Questa modifica consentirà l’aumento di portata dell’impianto, il trattamento rifiuti speciali e di rifiuti urbani provenienti da tutta Italia in barba ai precedenti vincoli che consentivano l’incenerimento massimo di 120.000 tonnellate/anno di rifiuti urbani della sola provincia e vanifica l’impegno degli amministratori di ridurre la portata dell’impianto a fronte di un contestuale aumento della raccolta differenziata.

In concomitanza con questa decisione si sono registrate le immediate dimissioni dell’assessore all’Ambiente, Alberto Bellini che dal 2009 si era impegnato per promuovere la raccolta domiciliare e ridurre la quantità di rifiuti da incenerire. Quanto successo il 4 agosto a Forlì non è certo un caso isolato ma un esempio paradigmatico di quanto si sta registrando un po’ in tutta Italia “grazie” alle innovazioni dello “Sblocca Italia” che, specie all’art.35, hanno spianato completamente la strada all’incenerimento dei rifiuti.

Tutto questo appare nettamente in contrasto con ciò che le norme europee (Direttiva quadro 2008/98/CE) hanno da tempo delineato, stabilendo una precisa gerarchia per una corretta gestione dei rifiuti. Tale direttiva è stata recepita in Italia con il D.Lgs 205/2010, in cui in particolare l’Articolo 179, al comma 1, si stabiliscono le priorità secondo cui deve essere gestita qualsiasi frazione merceologica dei rifiuti: prevenzione; preparazione per il riutilizzo; riciclaggio; recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; smaltimento.

Il legislatore ha voluto comunque chiaramente sancire la priorità del recupero di materia rispetto al recupero di energia affermando che: “nel rispetto della gerarchia del trattamento dei rifiuti le misure dirette al recupero dei rifiuti mediante la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio o ogni altra operazione di recupero di materia sono adottate con priorità rispetto all’uso dei rifiuti come fonte di energia”. Ciò è perfettamente logico se si considera l’analisi del ciclo di vita dei vari materiali o Lca (Life Cycle Assessment) che dimostrano come il risparmio in termini di consumi energetici ed emissioni inquinanti delle operazioni di riciclaggio e recupero di plastiche, alluminio, acciaio, carta etc. sia estremamente più vantaggioso rispetto alla loro produzione ex-novo.

Del resto è sotto gli occhi di tutti che incenerimento e gestione virtuosa dei rifiuti sono antitetici perché è ovvio che per ammortizzare i costi imponenti di costruzione di un inceneritore deve essere garantita per decine di anni una congrua quantità di rifiuti da bruciare. Tutto questo in barba ancora una volta agli obiettivi previsti per la raccolta differenziata ed al fatto che il nostro Paese si collochi fra i 12 peggiori (Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Italia, Lituania, Lettonia, Malta, Polonia, Romania e Slovacchia) per gestione dei rifiuti urbani fra i 27 dell’Ue Paesi con punteggio inferiore alla media. Per non parlare delle multe a noi comminate – in particolare per la cattiva gestione dei rifiuti in Campania – che ammontano ormai a diverse centinaia di milioni di euro.

Per quanto poi riguarda l’impatto ambientale e sanitario degli inceneritori esiste ormai una corposa letteratura scientifica prodotta sia nel nostro Paese che a livello internazionale: nessuno può negare che dalla combustione dei rifiuti vengano emesse sostanze tossiche e cancerogene: ossidi di azoto e di zolfo, polveri fini e ultrafini, diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), metalli pesanti (cadmio, arsenico, berillio, nickel) che sono comunque pericolosi anche se a basse dosi, anche se “entro i limiti di legge”, nonché enormi quantità di scorie, ceneri e fanghi.

Le popolazioni che vivono e/o lavorano nei pressi degli inceneritori, anche se di ultima generazione, sono soggette ad una maggior mortalità e/o incidenza di patologie, in particolare tumori, come riscontrato di recente anche a Vercelli, malformazioni, alterazioni degli esiti riproduttivi umani (maggior incidenza di aborti spontanei, di nati pretermine e basso peso), contaminazione della catena alimentare.

Possiamo davvero pensare che, per miracolo, una volta che inceneritori, in precedenza classificati come “industria insalubre di I classe” sono stati riconvertiti in “insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente“ tutto questo non accada più? E le centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti che viaggeranno su camion su e giù per l’Italia contribuiranno al miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo?

Patrizia Gentilini
Medico oncologo ed ematologo, membro di Isde e Medicina Democratica

dal il fatto quotidiano del 5 agosto 2015

Clicca qui per un articolo da Leggere/Stampare (in pdf) sul solito argomento pubblicato su Gaia

Read Full Post »

da gonews 04 Ottobre 2015

san_gimignano_flash_mob_no_inceneritore_2015_10_04_SCritta

“Una tranquilla domenica quella appena trascorsa a San Gimignano, animata però da un gruppo di giovani che nella mattina hanno attraversato le piazze del centro con un flash mob ideato per contestare le misure previste in materia di rifiuti nello Sblocca Italia del governo Renzi.

Un carro trasformato in un inceneritore fiabesco che ingurgita rifiuti portati a spalla dalle regioni italiane, un sindaco che tranquillizza le folle, un santone che declama le sue previsioni (attuali, più che apocalittiche) e dottori che distribuiscono mascherine: personaggi caricaturali per raccontare la contrarietà a quel decreto in cui i “termovalorizzatori” si definiscono “strategici”, oltre alle trivellazioni petrolifere e alle infrastrutture per il gas.

Il decreto del governo Renzi ne prevede 12 di nuova costruzione, uno dei quali sarà acceso a Firenze e in attesa dei nuovi inceneritori, si assisterà anche al trasferimento dei rifiuti da quelle Regioni ormai congestionate da discariche sature verso quelle che l’inceneritore già lo hanno, ma che non raggiungono un conferimento massimo da bruciare. Succederà quindi che, anche i territori che riusciranno a produrre meno quantitativi di rifiuti da incenerire, respireranno una buona quantità di nanoparticelle grazie agli altri territori che invieranno le loro eccedenze. La premialità per comunità più attente non è contemplata: tutti i termovalorizzatori dovranno bruciare al massimo delle loro capacità. Tirando in ballo la direttiva Ue del 2008 (che propone riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riuso, riciclaggio e impianti Tmb per trattamenti “a freddo”), si cerca di attuare un rimedio a un problema che costa all’Italia ingenti penali dovute al mancato raggiungimento del 65% di differenziata.

Per questi ragazzi, testimoni di un tempo governato da una politica sorda e autoritaria, incrementare l’incenerimento dei rifiuti si presenta come una contraddittoria soluzione per i seguenti motivi: innanzitutto perché gli impianti devono restare in funzione di 20-30 anni per ammortizzare i costi d’investimento, poi per la questione dei “minimi garantiti di rifiuti” conferiti dai comuni ai gestori degli impianti (quantitativi che, se non rispettati, comportano il pagamento di penali e conseguente rallentamento nell’attuazione di programmi per la raccolta differenziata). Senza contare poi la produzione di ceneri altamente pericolose, da gestire in speciali discariche che vanno ad aggiungersi ai costi di bolletta, rimanendo poi in eredità alle future generazioni assieme a una qualità dell’aria ormai compromessa.

“Tenendo a mente la legge di Lavoisier “nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma” e le trasformazioni che gli stessi impianti ci regalano, oggi siamo stati noi a trasformarci in quello che più spaventa. Siamo stanchi di esser continuamente presi in giro (spacciando gli inceneritori come una strada obbligata per chiudere le discariche), siamo stanchi di sentirci ripetere da istituzioni cittadine solo frasi uscite dalla bocca di un premier che, fra l’altro, nessuno ha eletto democraticamente e che governa grazie a una legge giudicata incostituzionale, stanchi di vedere sempre prevalere l’interesse economico sfruttando quelli che ci sono stati lasciati dai nostri nonni come beni comuni da difendere e proteggere””.

Organizzatori del flash mob

da gonews 04 Ottobre 2015
http://www.gonews.it/2015/10/04/san-gimignano-flash-mob-per-dire-no-alla-politica-degli-inceneritori/

Altri articoli sull’inceneritore di Poggibonsi:

Italia Nostra di Siena partecipa al presidio davanti all’inceneritore dei Fosci a Poggibonsi

ALTRI RIFIUTI ALL’INCENERITORE DI POGGIBONSI: NO GRAZIE. PIU’ RACCOLTA DIFFERENZIATA MENO INCENERITORI!

Poggibonsi – San Gimignano: Inceneritore Foci in arrivo rifiuti della Calabria

Read Full Post »

La Nazione Siena 02 Agosto 2015

La rabbia dei cittadini: «Tanta gente non sa che vengono a ritirare la spazzatura a casa»

clicca sopra per leggere

PoggibonsiRifiuti02082015

La Nazione Siena 02 Agosto 2015

Read Full Post »

da la Nazione Siena 29 Maggio 2015

AMIANTO ALLE PIAGGIOLE SCATTA L’ESPOSTO

Clicca sotto per leggere

AmiantoPiaggiolePoggi

da la Nazione Siena 29 Maggio 2015

Read Full Post »

da La Nazione Siena 07 Aprile 2015

FonteFatePoggi

da La Nazione Siena 07 Aprile 2015

Read Full Post »

LA NAZIONE SIENA mar, 25 nov 2014

Poggibonsi – LA ROCCA di Staggia Senese apre le sue porte ai visitatori.

StaggiaCastelloSabato 29 e domenica 30 novembre alle ore 10, infatti, sarà effettuata una visita guidata al complesso monumentale della frazione di Poggibonsi, con visita ad antiche cantine e possibilità di acquisto di vino ed olio. Il programma prevede anche un momento conviviale presso il ristorante Taverna Squarcialupi, a Castellina in Chianti, e successiva visita alle antiche cantine del palazzo, residenza quattrocentesca della potente famiglia Squarcialupi, dove, immersi in un’atmosfera d’altri tempi, si potranno degustare raffinati piatti ispirati all’olio nuovo e alla stagionalità creati dallo chef Francesco Fineo. Il maitre di sala Mauro Maestrini accompagnerà gli ospiti nella degustazione dei pregiati vini della Fattoria La Castellina, prodotti negli antichi possedimenti degli Squarcialupi. Le prenotazioni sono già aperte e si ricevono ai numeri telefonici 0577/741405 e 366/4792092.

LA NAZIONE SIENA mar, 25 nov 2014

 

Read Full Post »

Il Sindaco di Poggibonsi, Lucia Coccheri

Siena, 8 settembre 2012 – La tutrice della regolarità amministrativa messa alla gogna, come un qualsiasi ‘furbetto’, proprio dallo stesso Comune che amministra. Accade a Poggibonsi, in provincia di Siena, dove il sindaco Pd, Lucia Coccheri, è finita nell’elenco dei cittadini rei di aver commesso irregolarità edilizie affisso all’albo pretorio.

Trasparenza allo stato puro, senza sconti per nessuno, si potrebbe pensare. Un esempio per migliaia di amministratori, in tempi in cui soffia forte il vento dell’antipolitica. Peccato, però, che, nel dare spiegazioni, subito dopo la stessa Coccheri abbia precisato: «La vicenda riguarda un terreno agricolo di cui sono comproprietaria dal 1996 insieme ad altre tre persone e che è condotto da altri, non da me».

Ah, rieccoci: è sempre colpa di qualcun altro. Un’occasione persa, allora. Anche perché stiamo parlando di un capanno in legno («presente già da 40 anni», parola di sindaco), un ricovero per pale e vanghe come ce ne sono tanti nelle nostre campagne. Ben venga, quindi, la trasparenza, ma che sia totale. Perché altrimenti, dopo esser finita alla berlina, la ‘sindachessa’ rischia di scivolare sulla buccia di banana delle giustificazioni.

Tommaso Strambi – http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2012/09/08/769419-commento-poggibonsi-tommaso-strambi.shtml

Read Full Post »

Riproponiamo un vecchio post del mese di gennaio, corredandolo di alcuni interessanti commenti apparsi. Leggendoli attentamente, si colgono aspetti per certi versi inquietanti…….

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa ennesima segnalazione di urbanistica ‘disinvolta’ da parte di un lettore del blog.  Le foto sono state anticipate da una breve telefonata che segnalava un altro caso di lottizzazione in piena campagna toscana. 

Contesto Paesaggistico

Nello specifico caso sembrerebbe trattarsi di una riconversione di cubaggi preesistenti nelle immediate vicinanze di Poggibonsi (SI), ma questo blog non dispone – allo stato attuale – di informazioni precise sugli esatti volumi precedenti, quelli attualmente edificati, le precedenti destinazioni d’uso, le previsioni urbanistiche della specifica area e così via ……

Nell’attesa che l’autore delle foto ci faccia avere maggiori informazioni, quello che certamente salta evidente agli occhi è che un altro pezzo di paesaggio toscano è stato cementificato…. sappiamo bene che questo non fa più notizia, ma è nostro dovere segnalare comunque e pubblicamente ogni nuova colata di cemento, e vigilare su eventuali abusi. La vicenda di san Severo di Casole è tuttora emblematica di certe prassi vigenti sul nostro territorio, e le immagini richiamano- tra l’altro –  una qualche similitutine visiva tra le due lottizzazioni.   Inoltre il problema non è solo quanto si costruisce, ma anche come…..
Osservate bene le foto: che il grande Oliviero Toscani avesse ragione quando addossava la responsabilità della compromissione del nostro paesaggio a categorie professionali ben precise?
 
M.A.G. scrive, il 23.01Si riconosce in questo intervento la lottizzazione residenziale operata in luogo delle ex Cupole di Coniano dove imbottigliavano l’acqua minerale di Cinciano.
Prima c’erano due calotte semisferiche, che tutto possono essere definite tranne che volumi.
In ogni caso, anche se lo fossero, provate voi a rimettere dentro quelle calotte semisferiche tutto il volume (fuori terra e sicuramente anche interrato) che si vede nelle foto.
E pensare che il piano strutturale di Poggibonsi non consente alcuna volumetria residenziale in campagna, né come nuova edificazione, né come ristrutturazione.
E pensare … ma è meglio non pensare troppo perchè si fa peccato anche se spesso ci si indovina (vero Giulio ?).

Andrea Pagliantini risponde il 29.01Poggibonsi non è geograficamente Chianti, solo questo.
Poi tutela del paesaggio sempre.

ma J.J. l’11.03 affermando, tutto sommato in modo innocuo, quanto segue:Volevo solo precisare che in quella zona il comune è di Barberino val ‘elsa e non Poggibonsi.
Comunque ci tenevo a dire che volumi o non volumi, credo che un panorama così come è adesso, dopo la ricotruzione, si presenta meglio, di quando vi si vedevano solo quelle due orrende cupole in cemento armato ROSSE che si vedevano da lontano..i classici eco-mostri costruiti negli anni sessanta (potremmo citare gli ex mulini Niccolai a Castellina in Chianti, dove anche li forse starebbero meglio delle case disegnate in stile in sostuituzione).
Ma è solo un mio parere….

e provoca così l’interessante reazione di M.A.G., che appena il 13.03 replica piuttosto duramenteUna precisazione, una informazione ed una constatazione per J.J.

La precisazione.
Il comune interessato è Poggibonsi. Le case sono state costruite in luogo delle Cupole. Il comune di Barberino Val d’Elsa inizia al di là del torrente Drove di Sotterra.

L’informazione.
La lottizzazione residenziale ha aumentato a dismisura i volumi, sia in termini quantitativi che in termini di carico urbanistico, gettando i presupposti per l’urbanizzazione dell’intero comprensorio (vedasi le ulteriori villette che stanno costruendo dove c’era la Pacciani Auto).
Sempre che si possano qualificare come volumi due calotte semisferiche di considerevole altezza le cui superfici utilizzate erano solamente quelle al piano terreno perchè non erano suddivise al loro interno da solai.

La constatazione.
Esistono sistemi perequativi di trasposizione volumetrica che consentono ai proprietari degli immobili da demolire di recuperarne il valore in termini di diritti edificatori da far atterrare su aree poste nei centri abitati o in estrema prossimità degli stessi. Si avrebbe avuto sicuramente un effetto ancora migliore senza avere una nuova villettopoli nell’agro che scimmiotta gli stilemi del passato. Queste case le potresti mettere anche nel centro di Poggibonsi. Anzi a ben rifletterci sembra che ce ne siano di recenti che gli assomigliano parecchio. Se i proprietari fossero dei tedeschi metterebbero sicuramente nei giardini i sette nanetti di biancaneve.

il Blog attende con piacere altri commenti



 

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: