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Posts Tagged ‘paesaggio’

socini_scempio

da La Repubblica 20 Luglio 2015 di Tomaso Montanari

IL DISEGNO di legge Madia sulla riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato contiene un pericolo per la tutela del «paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione » (art. 9 Cost.) anche più grave del già grave silenzio-assenso. La legge decide (all’articolo 7) la trasformazione delle prefetture in «uffici territoriali dello Stato, quale punto di contatto unico tra amministrazione periferica dello Stato e cittadini» sotto la direzione del prefetto.
 E quindi delega il governo a disporre la «confluenza nell’Ufficio territoriale dello Stato di tutti gli uffici periferici delle amministrazioni civili dello Stato». Tradotto in pratica, vuol dire che anche le soprintendenze

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da Nove Firenze – sabato 28 marzo 2015

Approvazione definitiva con i voti favorevoli del centrosinistra e quelli contrari del centrodestra. L’assessore regionale Anna Marson ha preso la parola dopo il voto di approvazione. “Il Piano ha subito imboscate. Interessi collettivi contrapposti a interessi privati”. Gianluca Parrini (Pd): “Se ci fosse un Nobel per la stupidità politica, lei assessore lo vincerebbe”. Cave: istituita commissione regionale valutazione paesaggistica. Il presidente Monaci pronuncia il saluto a conclusione dei lavori dell’Ultima seduta.

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Firenze – Definitivamente approvato nella tarda serata di ieri dal Consiglio Regionale, il Piano Paesaggistico della Toscana, dopo mesi di ‘battaglie’ e revisioni. Anna Marson ce l’ha fatta. Le novità principali che emergono dal nuovo impianto normativo sono un deciso contrasto al consumo di suolo agricolo; la semplificazione sostanziale delle procedure per la realizzazione dei manufatti necessari all’attività agricola; lo stop alle interferenze della pianificazione territoriale e paesaggistica sulle scelte imprenditoriali degli agricoltori. Il piano, malgrado i ripetuti attacchi è stato accompagnato nella sua formazione da una straordinaria mobilitazione sociale, dentro e fuori le sedi istituzionali.

Il “tetto” a salvaguardia della Toscana ha incassato i voti favorevoli della maggioranza e di tutto il centrosinistra (32) e quelli contrari del centrodestra (15). Il lungo dibattito iniziato ieri mattina e protrattosi fino ad oltre le 20 ha registrato gli interventi di 24 consiglieri e la replica del governatore Enrico Rossi. Quindi è iniziata la votazione degli ordini del giorno (in tutto 61) presentati da Forza Italia e Fratelli d’Italia interrotta per cercare un punto di incontro per superare l’ostruzionismo, alla fine trovato su un emendamento alla legge che introduce modifiche alle norme regionali per il governo del territorio (65/2014). Respinti tutti gli emendamenti presentati dal centrodestra, e due proposte di risoluzione a firma Forza Italia. Passata invece quella presentata dal Gruppo Pd che “impegna la Giunta ad un aggiornamento della cartografia ricognitiva delle aree tutelate per legge. Approvato, infine, il maxiemendamento di cui è primo firmatario il presidente Rossi, e con lui capogruppo e vice capogruppo Pd Ivan Ferrucci e Lucia De Robertis, e gli altri capigruppo della maggioranza.

“Il Piano paesaggistico ha subito imboscate non derivate da un conflitto fra ambiente e sviluppo, come molti hanno sostenuto, ma tra interessi collettivi e interessi privati”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale Anna Marson, appena dopo il voto di approvazione. “Ciò – ha continuato – è testimoniato dal fatto che chi si è mosso a difesa del Piano non rappresenta interessi particolari o privati. Tutti coloro che a vario titolo hanno sollevato richieste di modifiche, l’hanno fatto mossi da interessi privati finalizzati al profitto, mascherato da occupazione e sviluppo”. Marson ha quindi dichiarato di accogliere il voto con “sentimento contradditorio”. “Non mi sento – ha concluso – di fare alcuna celebrazione clamorosa, né retorica. Raggiungere questo risultato è stato difficile e aspro, né sono state risolte tutte le contraddizioni”. “Spero che l’alto livello di mobilitazione attivatosi a livello regionale e nazionale intorno a questo Piano e l’allarme sul rischio del suo annullamento, serva a mantenere l’attenzione intorno all’interpretazione che nei giorni e negli anni a venire sarà data anche sui suoi contenuti”.

“Se ci fosse un nobel della stupidità politica lei, assessore, lo vincerebbe”. Lo ha dichiarato Gianluca Parrini, Pd, intervenuto subito dopo Marson. Il consigliere si è definito “esterrefatto” e ha sottolineato di non aver “mai visto una

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da QuiNews Elba.it 17 03 2015

PIT_ArcheologoFCambiFIRENZE — La discussione sul Piano è stata rinviata alla settimana prossima e Rossi e Marson in queste ore stanno dibattendo a Roma con il ministro Franceschini. Come archeologo trovo tutto questo allarmante; come persona che ha lavorato tre anni al Piano trovo tutto questo deludente; come cittadino toscano sono irritato, perché era un bel Piano davvero.

E’ tempo di dire che il Piano Paesaggistico della Regione Toscana, si spera in via di approvazione, è il frutto di un lavoro condotto in équipe, da quattro anni a questa parte, da diverse decine di persone, fra le quali vanno ricordati, oltre a docenti, ricercatori e assegnisti di ricerca delle cinque Università toscane (Pisa, Firenze, Siena, Scuola Normale, Scuola sant’Anna) anche i valenti funzionari e tecnici sia della Regione medesima sia delle Soprintendenze. In questo Piano hanno cooperato le competenze più diverse: urbanisti, archeologi, storici, geografi, storici dell’arte, geologi, ecologi, giuristi. Si è detto che lo strumento scaturito da questi quattro anni di lavoro sia troppo complesso e lungo. E’ facile rispondere che la Toscana è un comprensorio di per sé complesso e che soltanto assumendo un approccio globale impostato sulla analisi delle molte differenze e complessità si può, alla fine, arrivare ad un testo che sia più sintetico e più accessibile. All’altra critica, sempre rivolta agli estensori del Piano, di una scarsa comunicazione e pubblicità, si può rispondere che, in realtà, questa c’è stata: on line, sulla stampa e con conferenze appropriate tenute nei diversi ambiti

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Giu'LeManiPIT

GIU’ LE MANI DAL PIANO PAESAGGISTICO DELLA TOSCANA

Le associazioni di tutela ambientale difendono il testo
originario dai tentativi di aggressione delle lobby

Gli emendamenti contro il Piano Paesaggistico della Toscana rappresentano un attacco gravissimo a danno di uno strumento di pianificazione urbanistica regionale che non ha precedenti negli ultimi 20 anni. Le associazioni di tutela ambientale – CAI, FAI, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, ProNatura, Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, Slow Food Toscana, WWF –riunite oggi a Firenze, tutte concordi difendono il testo originario del piano dai continui emendamenti che, per come concepiti, appaiono chiaramente suggeriti da alcune lobby e che mirano a distruggerlo.
Le associazioni vigileranno con molto scrupolo l’iter in corso per evitare che ciò accada. Il Piano che, per la prima volta, prende in esame il territorio nel suo insieme di natura, storia, società civile, è frutto di una straordinaria concertazione e co-pianificazione con il MiBACT che ora la politica, con un atto di arroganza, intende calpestare annientando quattro anni di lavoro di quanti, a questo strumento, hanno sapientemente lavorato con capacità, professionalità e rigore.
Gli emendamenti presentati in consiglio regionale dalla stessa maggioranza che lo scorso anno approvò il Piano, puntano, dunque, a stravolgere e demolire quella rete di protezione disegnata con intelligenza e responsabilità. Il contenimento al consumo di suolo, di coste, di spiagge, le limitazioni all’estrazione del marmo, alla distruzione dei monti, la regolamentazione dell’agricoltura, così come posti nel testo originario, esprimono una gestione intelligente del territorio il cui sviluppo è possibile e sostenibile solo andando oltre lo sfruttamento di risorse ambientali. Un disegno che può diventare motore di sviluppo e dare ulteriore valore alla Toscana, con una visione strategica che non risponde più solo ad interessi e aspettative di breve respiro.
“Se il piano dovesse passare snaturato rispetto alla sua origine, chiederemo al MiBACT di non approvarlo” dichiarano le associazioni. “Con la nostra azione compatta abbiamo già ottenuto un primo importante risultato: il ritiro del maxi-emendamento del PD” afferma Fausto Ferruzza, Presidente Legambiente Toscana. “Chiediamo all’assessore Marson che non si dimetta e che combatta fino in fondo – sostiene il presidente di Italia Nostra -. Renzi difenda il piano della sua Regione e intervenga sul suo partito in Toscana perché lo conservi così come licenziato dalla giunta Rossi, in ragione della copianificazione avvenuta proprio fra Regione e MiBACT. Non immaginiamo che possa accettare un piano dannoso per il paesaggio, per l’agricoltura e per i beni culturali della Toscana e, quindi, per la sua immagine”. Il FAI ha sottolineato l’importanza della difesa delle coste. “Vigileremo sull’iter di approvazione affinché non venga stravolto” ha detto Daniela Burrini, Lipu Toscana. CAI, ProNatura e Mountain Wilderness ribadiscono “l’assoluta necessità di difendere la tutela delle montagne e delle acque”. Mauro Chessa, presidente della Rete dei Comitati per la difesa del territorio ha ricordato come, “a fronte di tanta distruzione, la realtà è che il 50% delle cave è detenuto dalla famiglia di Bin Laden che controlla anche il 70% della produzione totale del marmo”. “A quanti ci accusano di mettere a rischio tanti posti di lavoro – afferma Antonio Dalle Mura, presidente Italia Nostra Toscana – si deve dire che i moderni metodi di lavoro, con l’uso di lame diamantate e alta tecnologia dei macchinari, permettono di velocizzare i processi di lavoro aumentando le quantità estratte ed escludendo di fatto molta manodopera. A questo si aggiunga che la maggior parte del marmo non viene lavorato in loco, ma trasportato all’estero con un danno economico sia per la comunità locale che per il fisco”.
Dichiara Marcello Demi, delegato WWF Toscana: “Il WWF ribadisce che ulteriori modifiche al piano, peraltro già fin troppo smussato nella fase delle osservazioni, ne inficerebbero i contenuti innovativi. Ricordiamo che oltre al paesaggio toccano il piano tutela ambienti unici come le Apuane e la biodiversità regionale nel suo complesso, capitale naturale sul quale si dovrebbe fondare l’economia di una Toscana sostenibile. E’ compito delle associazioni ambientaliste dare voce a chi voce non ha, ed è compito della politica ascoltarla e considerarla alla pari delle altre. Non verremo mai meno al nostro dovere, che la politica faccia altrettanto”.
“Sosteniamo questo piano – dichiara Stefano Beltramini di Slow Food Toscana– a maggior ragione dopo aver manifestato già a Natale quando il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge regionale toscana 65/14 dichiarando che alcune norme di indirizzo sui centri commerciali medio grandi contravverrebbero ai principi della libera concorrenza, in pratica sostenendo che la media e grande distribuzione sarebbe stata minacciata dalla tutela paesaggistica e ambientale della stessa legge”.
Il Piano paesaggistico della Toscana coinvolge città storiche e periferie, pianure e rilievi con un assetto del territorio in cui la storia si connette al lavoro, alla cultura e alla natura. Le ragioni della tutela si affiancano alle istanze del lavoro e della sicurezza, l’agricoltura incide sull’economia e quindi sulla società e la cultura è volano del turismo. E sì che le scelte di Piano avevano trovato il loro fondamento e la loro legittimazione in un quadro conoscitivo ben impostato, dettagliato e approfondito, articolato in 20 “ambiti di paesaggio.

ITALIA NOSTRA Ufficio Stampa, Maria Grazia Vernuccio cell.335.1282864 – mariagrazia.vernuccio@gmail.com

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«Una svolta per l’agricoltura. Con questi principi si approvi il Piano paesaggistico»

da Greenreport  30.10.2014

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E’ stata approvata la nuova legge urbanistica della Toscana che riforma quella del 2005, una normativa che punta sulla pianificazione di area vasta ed a frenare il consumo di nuovo suolo, a riqualificazione il costruito esistente ed a tutelare il territorio agricolo dalle trasformazioni non agricole.

Il presidente della Regione, Enrico Rossi, si è detto soddisfatto per «Una legge di profonda svolta, e non scontata, che mette la Toscana all’avanguardia nelle politiche del governo del territorio. Con questa legge la Toscana potrà andare a testa alta nel dibattito nazionale e essere di esempio. Con l’approvazione di questa legge lungimirante che consentirà alla Toscana uno sviluppo di qualità, diamo dignità e forza alle istituzioni. La Toscana ce la fa ad andare oltre gli interessi particolari e afferma un punto di vista più alto. Nel tutelare il territorio per le prossime generazioni, sembra quasi ispirarsi a una idea di politica come “arte del rimedio” secondo la formulazione di Machiavelli».

L’assessore regionale all’urbanistica, Anna Marson, porta a casa un risultato che svelenisce il clima creatosi intorno al Piano Paesaggistico ed ha sottolineato che «Questa nuova legge pone la Toscana come innovatrice rispetto a un dibattito nazionale che vede più proposte di norme per contrastare il consumo di suolo. Una innovazione intesa come riforma delle regole che avvicina la Toscana alle più avanzate normative europee. Il lavoro che ha portato all’approvazione di questa legge è stato lungo e dialettico e ha visto l’impegno di molte persone. In questo percorso ci sono state modifiche che non hanno però inficiato l’impostazione iniziale, e sono orgogliosa che alcuni principi e dispositivi siano divenuti, come e’ emerso da molti degli interventi in aula, patrimonio comune».

Sempre in tema di territorio, il consiglio regionale ha anche approvato all’unanimità una norma che modifica la legge sulla protezione civile per velocizzare ulteriormente gli affidamenti dei lavori per le opere di ripristino e mitigazione dei rischi idraulici in caso di eventi alluvionali o franosi. Rossi, che ha proposto la norma che modifica l’articolo 25 della legge regionale 67, ha spiegato che «giunge dopo le ultime ondate di maltempo causate dai cambiamenti climatici e alla situazione della Maremma dove l’urgenza degli interventi non è ‘ procrastinabile: La norma consente di affidare gli appalti fino a 5 milioni e 200mila euro (la soglia europea) con procedura negoziata che consiste nel chiamare 10 imprese a presentare un preventivo oppure la gara aperta con tempi dimezzati. Inoltre snellisce le procedure legate alla conferenza dei servizi in modo da abbreviare i tempi di approvazione del progetto.

Due indubitabili colpi messi a segno da Rossi, che però non ha rinunciato a togliersi un sassolino dalle scarpe riguardo alle polemiche avanzate negli ultimi giorni da parte di alcune organizzazioni agricole, spalleggiate da ordini e lobby economiche-politiche, ricordando che «Da oggi i cambiamenti di coltura si potranno fare senza licenza. E lo sottolineo soprattutto ai sindaci del Chianti che tante polemiche hanno fatto sul piano del paesaggio. Non piace a nessuno essere identificato come nemico dell’agricoltura, tanto più che oggi presentiamo una legge che il territorio agricolo lo tutela».

Non a caso uno dei primi apprezzamenti alla nuova legge urbanistica della Toscana viene proprio dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia) della Toscana che conferma che «Per le aree rurali la Legge sul governo del territorio è davvero una svolta. Finalmente si riconosce il valore produttivo dell’agricoltura, tutelando le aree rurali dal consumo di suolo». E Luca Brunelli, presidente della Cia Toscana, dice che «Si apre una pagina nuova per l’agricoltura con una legge che presenta novità importanti e positive. Stop al consumo di suolo, semplificazioni per realizzare gli annessi agricoli, stop alla pianificazione delle coltivazioni negli strumenti urbanistici: tre grandi risultati in grado di favorire il rilancio dell’agricoltura».

Secondo Brunelli, «Questa Legge stabilisce con chiarezza che le scelte colturali ed agronomiche delle aziende sono libere e non possono essere soggette alla pianificazione urbanistica, accogliendo una proposta che è stata per anni un cavallo di battaglia della Cia Toscana. Finalmente si semplifica la realizzazione degli annessi e delle strutture per l’agricoltura, mandando praticamente in pensione i “piani di miglioramento”, che restano solo per alcune realizzazioni. Ci auguriamo che le innovazioni introdotte dalla legge trovino ora immediata e piena applicazione da parte di Comuni, Unione dei Comuni e Province».

La Cia Toscana sottolinea che «Le nuove norme sono il frutto di un confronto positivo ed intenso avviato nel 2011 tra la Regione Toscana ed il mondo agricolo, che ha visto accogliere gran parte delle proposte avanzate dalla Cia. Da tempo si chiedeva una disciplina che garantisse una semplificazione radicale delle procedure e per le realizzazione di manufatti funzionali all’attività aziendale, insieme ad un rigoroso contrasto alla speculazione ed alla rendita. Il risultato raggiunto con la nuova disciplina è positivo ed è stato reso possibile anche grazie all’integrazione forte tra l’Assessore al territorio, Anna Marson e l’Assessore all’agricoltura Gianni Salvadori. Così come si deve riconoscere il ruolo importante svolto dal Consiglio Regionale, ed in particolare dai Presidenti della sesta e della seconda Commissione, Gianfranco Venturi e Loris Rossetti. L’approvazione della Legge sul governo del territorio, assume in questa fase un altro significato rilevante, fornendo una chiave di lettura ed un orientamento chiaro per la discussione in atto sul piano paesaggistico».

Brunelli conclude: «Concordiamo con le affermazioni del presidente Rossi, il Piano paesaggistico va approvato, in caso contrario le conseguenze per l’agricoltura sarebbero pesanti. Se il lavoro di revisione dei documenti del piano avviato dalla Regione si ispirerà ai principi sanciti dalla Legge sul governo del territorio, crediamo che si possa arrivare rapidamente ad approvare un Piano paesaggistico in grado di coniugare, per quanto riguarda l’agricoltura e le aree rurali, le esigenze di tutela del paesaggio e di sviluppo dinamico e competitivo del settore. In questo senso l’approvazione della nuova Legge urbanistica ci consente di essere ottimisti, in quanto chiarisce in maniera netta, attraverso un atto legislativo del massimo rilievo, la scelta della Regione di puntare sull’agricoltura come settore produttivo strategico e come asse portante dello sviluppo economico delle aree rurali».

da Greenreport  30.10.2014

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Viticoltori e paure immotivate per gli indirizzi del PIT regionale

di Leonardo Rombai – Professore Ordinario di Geografia nell’Università di Firenze
Presidente di Italia Nostra, Sezione di Firenze

Vigneto (2)   VignetiFitofarmaci

Un fronte agguerrito di speculatori edilizi, industriali del marmo delle Apuane e imprenditori enologici, singoli e associati – purtroppo con il sostegno convinto o interessato di molti amministratori locali – da giorni sta manifestando, a mezzo stampa, la sua insofferenza e la sua contrarietà per qualsiasi nuova regola di governo del territorio che sia finalmente e responsabilmente dettata da criteri razionali di compatibilità con gli equilibri dell’ambiente e del paesaggio, del resto in totale coerenza con le normative europee, italiane e toscane.

Tale martellante e sconcertante levata di scudi contro il primo Piano di Indirizzo Territoriale della Regione Toscana con valenza di piano paesaggistico, approvato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e adottato dal Consiglio Regionale (ora nella fase della raccolta delle osservazioni), sta assumendo le dimensioni di una vera e propria crociata, che contrasta radicalmente con le richieste dei cittadini e delle associazioni che hanno a cuore la tutela e la valorizzazione sostenibile dei beni comuni a base paesistico-ambientale (secondo il dettato dell’art. 9 della Costituzione e di tante leggi vigenti, a partire dalla Convenzione Europea del Paesaggio).

Siamo di fronte ad una prepotente pretesa da parte di precise forze economiche di eliminare non solo qualsiasi prescrizione ma addirittura qualsiasi direttiva-indirizzo o anche suggerimento presente nel PIT, al fine di avere mani completamente libere di potere trasformare a piacimento il territorio rurale – vincolato o non vincolato che sia – da parte di palazzinari, scavatori e viticoltori-agricoltori: una pretesa del tutto inaccettabile per i cittadini e le associazioni sensibili per le sorti del nostro patrimonio già abbondantemente degradato. E’ facile (altro…)

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FabbrichinaNOmessaSicurezza

LA DECISIONE quasi unanime del consiglio comunale di non intervenire sulla NewColle Srl per un’immediata messa in sicurezza del cantiere della Fabbrichina, abbandonato da oltre un anno e ricoperto dall’acqua per un’altezza di quasi sei metri (hanno votato in questo senso la lista Su per Colle e il Pd, contrario il 5Stelle) ha scatenato le proteste di molti colligiani, che ora chiedono a gran voce la spiegazione di una scelta che non riescono a comprendere né, tantomeno, a condividere. «Una decisione del genere equivale a soprassedere al problema – affermano Caterina e Fausto –. Non si riesce a capire come un consiglio eletto dai cittadini possa decidere di non fare nulla di fronte ad una situazione di assoluto disagio per chi lo ha eletto».
«DOVREBBE operare — proseguono i due colligiani — nel nostro interesse, ma non può essere che decidere di lasciare La Fabbrichina nel degrado totale in cui si trova sia nel nostro interesse. Né in quello della città, che è condannata a restare con questo enorme un macigno sulla testa per chissà quanto tempo ancora e offre a chi ci arriva uno spettacolo di sé degradante e umiliante».
Soprattutto fanno arrabbiare alcune posizioni espresse durante il dibattito in consiglio: «E’ stato detto che è bene che l’acqua non sia tolta perché ciò potrebbe provocare cedimenti del terreno e che il cantiere è in perfetta sicurezza – sostiene Maria – . Affermazioni come queste dovrebbero essere il risultato di uno studio geologico e ingegneristico e non posizioni politiche: è difficile credere che i tecnici, per quanto bravi, possano aver capito tutto osservando la scena da un’altezza di sette-otto metri (il cantiere, privato, è chiuso e inaccessibile e può essere osservato solo dal parapetto di via Livini ndr). Senza trascurare il problema igienico-sanitario-ambientale: cosa c’è in quell’enorme quantità di acqua in cui da mesi macera un ex cantiere edile? Che effetti nocivi nel sottosuolo per ruggine e liquami? Come elettori abbiamo il diritto di sapere le vere ragioni di questa scelta incomprensibile e gli eletti hanno il dovere di dircele».
da La Nazione Siena –  A.V.

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A Siena, nel corso dell’ultima serata della Festa dell’Unità, c’è stata una contestazione all’Assessore all’Urbanistica Regionale Anna Marson.

MarsonViticoltura_Corriere di Siena 21 settembre 2014

L’Assessore si è trovata davanti un pubblico ostile che pareva essersi riunito solo per contestare, e non ha potuto fare altro che ripetere la propria disponibilità a valutare le proposte dei viticoltori. Ma di proposte non se ne sono sentite, bensì solo una richiesta: aumentare sempre più il territorio coltivato a vigneti.

Ma i produttori di vino dovrebbero rendersi conto che, prima dei loro interessi economici, c’è il cosiddetto “bene comune”, che è l’habitat dove tutti noi viviamo: l’industrializzazione delle produzioni di vino non porta da nessuna parte; è la qualità che paga, qualità che purtroppo anche con la truffa di pochi giorni fa sul principe dei vini, il Brunello, viene messa in dubbio.

Siamo convinti che l’antica arte di fare il vino debba coesistere con le altre colture tipiche toscane, e non essere invasiva a tal punto da cambiare il paesaggio, che è il nostro segno distintivo e porta turismo forse più delle altre attrattive di cui la Toscana è ricca. Molti turisti alloggiano presso gli agriturismi ricercando tranquillità e benessere, ma oggi troppo spesso queste strutture sono a diretto contatto dei vigneti, belli da vedere, ma che abbisognano di trattamenti con fitofarmaci, considerati prodotti potenzialmente pericolosi per la salute. Questo è un problema molto sentito dai turisti, soprattutto stranieri: infatti molti, prima di prenotare, si informano presso i gestori o attraverso internet sulla vicinanza o meno di colture intensive a vigneto. Quindi, c’è il rischio reale che si vada incontro a un consistente calo di presenze nella nostra regione, che potrebbe frenare non solo la permanenza in agriturismo o in casa vacanza, ma anche lo stesso acquisto di bottiglie del nostro vino di qualità.

Italia Nostra non può che apprezzare il lavoro svolto dall’Assessore Regionale Anna Marson, la quale oltretutto ha dichiarato, anche a Siena, la sua disponibilità a valutare possibili integrazioni o migliorie al Piano Paesaggistico Toscano.

Italia Nostra Siena

Siena 19 settembre 2014

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articolo: il CittadinoOnLine 16/09/2014 – foto: Corriere della Sera 08/09/2014

Intervento di Paolo Benvenuti, direttore dell’Associazione Nazionale Città del Vino

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Il dibattito – con punte di forte criticità – che si è sviluppato intorno al Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Toscana, approvato di recente all’unanimità dal Consiglio Regionale, fa pensare ad alcune considerazioni.

Il paesaggio ha un valore strategico per il nostro Paese e, in particolare, per quei territori che – come accade in Toscana – ne hanno fatto un carattere distintivo. Le immagini del paesaggio toscano sono ben riconoscibili e costituiscono uno strumento di identificazione (e di identità) di straordinaria efficacia per la comunicazione e la promozione delle tante qualità della regione, ed è esso stesso percepito come sinonimo di “bellezza”. Tra queste qualità ci sono la viticoltura e il vino; il paesaggio vitato – infatti – costituisce l’elemento più caratterizzante dell’immagine della Toscana nel mondo ed è anche grazie ai vignaioli che oggi ammiriamo tanta bellezza.

Questo paesaggio, perché mantenga questi suoi caratteri di unicità che lo rendono simbolo di una intera regione, ha bisogno di essere ben gestito e per farlo occorrono delle regole, anche “minime”, che consentano di stabilire cosa sia giusto fare – o non fare – affinché questa sua caratteristica non venga meno.

Il richiamo dei Consorzi dei produttori (tra i più critici) ad una presunta offesa libertà di azione nella gestione dell’attività vitivinicola in relazione alle norme previste dal Piano, appare assai rischioso. Il tema, infatti, non può essere solo la “libertà di impresa” ma anche la qualità di questa attività imprenditoriale che nello specifico non può non tener conto dell’intreccio, ad esempio, tra l’andamento dei mercati e dei consumi con il problema dei cambiamenti climatici e della tutela dell’ambiente; si rischia di ragionare sul contingente ma di non farlo a sufficienza per quanto riguarda gli scenari futuri, per quello che potrà essere la viticoltura toscana (ma anche italiana) e come si potrà modificare in funzione di oggettive necessità di adeguamento.

Il Piano Paesaggistico territoriale non contiene prescrizioni aggiuntive; prende atto dei vincoli già esistenti e offre – e qui sta il suo oggettivo valore – una analisi la più approfondita possibile del territorio toscano. Mai uno studio di questo genere era stato realizzato con tale dettaglio e precisione. (altro…)

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