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Posts Tagged ‘Paesaggio Urbano’

Soprintendente_Emanuela_CarpaniPA030017Il 3 ottobre u.s., presso l’Accademia dei Rozzi, che ringraziamo per la gentile ospitalità, in presenza di numerosi cittadini, si è svolto l’incontro di Italia Nostra sul tema “Paesaggi sensibili urbani”; l’iniziativa era promossa dal Nazionale e patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

La Soprintendente Emanuela Carpani: ringrazio Italia Nostra per questo tema di riflessione. Non si tratta di governo cattivo, o di politici insensibili alla cultura (che è l’integrazione tra paesaggio, storia e arte). Le risorse sono poche perché agli italiani non interessano i beni culturali: l’investimento non avrebbe un supporto di condivisione. La tutela del paesaggio è stata delegata dallo Stato alle Regioni con il D.P.R. 616/1997; la Regione ha poi subdelegato, con la legge regionale 18/1997, la tutela agli Enti locali. In quest’ultimo decennio il Testo Unico dei Beni Culturali, come provvedimento normativo, ha riunito importanti leggi esistenti e cioè quelle del 1939 (n.1089 e n.1497), e la legge Galasso. La Convenzione europea sul paesaggio ha determinato la necessità di riscrivere nel 2001 il Codice dei BB.CC. Gli strumenti regionali a supporto delle sub-deleghe sono buoni, ma nella prassi sono sostanzialmente ignorati: hanno solo una funzione di indirizzo. La valutazione del Ministero segue un differente binario parallelo, per cui l’esercizio della tutela può negare l’autorizzazione paesaggistica anche a progetti compatibili con le previsioni urbanistiche (la subdelega ai Comuni per la tutela paesaggistica è stata annullata da una sentenza della Corte Costituzionale).

[ Vengono proiettate immagini su problemi critici dell’urbanistica della Lombardia, regione da dove proviene la Soprintendente] .

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Claudio GreppiIl 3 ottobre u.s., presso l’Accademia dei Rozzi, che ringraziamo per la gentile ospitalità, in presenza di numerosi cittadini, si è svolto l’incontro di Italia Nostra sul tema “Paesaggi sensibili urbani”; l’iniziativa era promossa dal Nazionale e patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Claudio Greppi: dirigo un Dipartimento di Storia all’Università di Siena; volevo riportare la discussione su come mai possono succedere queste cose. Mi sono occupato  della redazione dei quadri conoscitivi per il Piano Provinciale, che sono una occasione importante (ma non condivido la delega ai Comuni sulla autorizzazione paesaggistica). Per la redazione del Piano Provinciale, fu fatto un censimento dei Beni Culturali, e quel materiale (mille schede) è un contributo fondamentale, che è servito anche per il Piano Regolatore di Siena. Sono state schedate tutte le costruzioni fuori delle Mura: questa ricerca, informatizzata, consente di capire quello che sta succedendo al di fuori di Siena. Le “Masse”, cuscinetto tra la Campagna e la Città murata, costituivano un fascia di agricoltura di grande qualità (il paesaggio era bello come la città, le Masse erano una diretta proiezione della città di Siena). Questa situazione è stata descritta nell’800, ma anche Emilio Sereni, negli anni cinquanta, distingueva l’alternanza di campi e di costruzioni che consentivano l’esistenza di un tessuto di rara qualità. Oggi la parte extraurbana , con i guasti prodotti dagli urbanisti (il Piano Secchi e l’attuale Piano Strutturale), e con una logica di mercato, diffonde la città fuori delle mura. Le “Masse agricole” sono un’area abbandonata, terra di nessuno, che i proprietari aspettano di valorizzare con l’edificazione. E’ illuminante l’esempio delle edificazioni all’interno di un’area protetta,  vicina alla Grancia di Cuna, dove, al posto di una fabbrichetta dismessa, è stata realizzata una lottizzazione, col consenso della Soprintendenza.

La  documentazione sull’area delle “Masse di Siena” costituisce una base incoraggiante per cercare di conservare almeno i residui aspetti significativi .

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ascheri 2

Prof. Mario Ascheri

Il 3 ottobre u.s., presso l’Accademia dei Rozzi, che ringraziamo per la gentile ospitalità, in presenza di numerosi cittadini, si è svolto l’incontro di Italia Nostra sul tema “Paesaggi sensibili urbani”; l’iniziativa era promossa dal Nazionale e patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del MareMario Ascheri, partendo proprio dalle miserevoli condizioni di queste Fonti, denuncia il fatto che il Comune spreca le sue  risorse per l’effimero. La Mostra di Sgarbi, che egli giudica di scarso valore, è costata due milioni e mezzo di euro , e le manifestazioni sul “Buon Governo” sono costate  mezzo milione di euro ogni anno negli ultimi due anni. Le TV locali magnificano solo le sorti del Monte dei Paschi; nella manifestazione odierna a Roma sulla libertà di stampa, è comparso uno striscione con la scritta: “Siena è sotto censura”. Recentemente il Consiglio Comunale, senza aspettare il Piano Regolatore, ha approvato tre piani complessi di intervento: la Città dell’Arbia, detta “Siena 2”, la lottizzazione al Renaccio e l’ampliamento della sede di Novartis a Torre Fiorentina. Per il nuovo stadio si prevede una spesa di 103 milioni di euro. Alle Liste Civiche è stata negata, in Consiglio Comunale, l’inchiesta amministrativa sulla frana dei Pispini, ma vi sono stati sei sequestri di documenti su altrettante pratiche edilizie. L’edificazione alla Stazione e a Colonna di san Marco è stata negativa, e non c’è neppure la giustificazione di uno sviluppo demografico: le case rimangono invendute. L’Università, sotto il profilo economico, è la peggiore di Italia, e si sopperisce ai grandissimi debiti con la vendita degli immobili di pregio; nello stesso tempo, il Consiglio di Amministrazione dell’Università si riunirà lunedì per approvare un piano di sviluppo di nuova edilizia didattica e sportiva. Così, per ripianare i debiti si vendono gli edifici di pregio e poi si vogliono realizzare costruzioni nuove; l’unica spiegazione è che questo Piano di nuova edilizia universitaria rinforzerà i Piani del Comune. Proporre Siena come Capitale Europea della Cultura equivale a un sogno di tipo elettorale, per coprire una situazione negativa e confermare “questo magnifico Buon Governo”. Si percepisce uno stato di degrado culturale: non è questione di reazione politica (che ormai è morta), ma di impoverimento culturale al quale è difficile reagire. Italia Nostra è l’unica voce libera, e il giornalino “Zoom” delle Liste Civiche costituisce  l’unica critica alla politica comunale. Queste cose si devono far sapere, si devono discutere nelle scuole.

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Brogi,Olla_e_Sestini_PA030015Il 3 ottobre u.s., presso l’Accademia dei Rozzi, che ringraziamo per la gentile ospitalità, in presenza di numerosi cittadini, si è svolto l’incontro di Italia Nostra sul tema “Paesaggi sensibili urbani”; l’iniziativa era promossa dal Nazionale e patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Franco Sestini inizia a proiettare le immagini, per la cui raccolta hanno collaborato Graziano Brogi e Pierluigi Olla.  La prima foto riguarda l’area scoscesa adiacente alla ex Socini, situata tra via Sardegna, via Simone Martini e la Strada fiume, destinata ad una imponente serie di costruzioni: sono già stati tagliati  alberi di alto fusto, e tutto il verde che faceva da polmone agli abitanti. Altre immagini riguardano le nuove costruzioni nell’area dell’ex Consorzio Agrario, con lo sbancamento della pendice olivata e boscata. La trasformazione dell’area ex-Tiro a Segno è cosa positiva, commenta Olla, ma viene interrotto dalla Presidente che deplora il taglio di molti alberi e l’asfaltatura della strada interna. Segue una lunga serie di foto che documenta la trascuratezza nella manutenzione ordinaria del centro storico: tubature e fili di ogni genere, spesso penzoloni, attraversano tetti e facciate; le cassette per i contatori dell’acqua, con gli sportelli divelti, rimangono aperte sulla strada; sui campanili crescono  piante di fico che sciupano i mattoni, e vi sono antenne sui tetti, talvolta camuffate; depositi di materiali di scarico negli androni di antichi palazzi, facciate scrostate. Hanno suscitato sconcerto le immagini delle medioevali “Fonti di Follonica”, che versano in uno stato di incredibile incuria: a seguito di lavori di scavo, eseguiti circa due anni fa, è franata per una lunghezza di 50-60 metri l’adiacente secolare galleria che convogliava le acque meteoriche, le quali adesso tracimano nelle fonti sottostanti, con pesanti conseguenze, oltre che per il monumento, anche ambientali.

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mariarita signoriniIl 3 ottobre u.s., presso l’Accademia dei Rozzi, che ringraziamo per la gentile ospitalità, in presenza di numerosi cittadini, si è svolto l’incontro di Italia Nostra sul tema “Paesaggi sensibili urbani”; l’iniziativa era promossa dal Nazionale e patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Maria Rita Signorini, Consigliere nazionale di I.N., è stata delegata dalla Presidente  a rappresentare l’Associazione nelle numerose manifestazioni toscane sui “Paesaggi sensibili”.  In futuro, avendo sposato un senese , spera di trasferirsi a Siena: ma quale Siena ci sarà allora ? Sono stati mangiati troppi pezzi di territorio e bellissimi orti. Signorini  parla della frana dei Pispini, e delle costruzioni a Colonna San Marco. Nell’agosto scorso, con l’aiuto dei Comitati Toscani, I.N. Regionale ha inoltrato le osservazioni all’adozione del PIT della Regione Toscana, e la sezione di Siena ha dato il suo contributo. Ricorda la cementificazione di Casole d’Elsa, di una gravità inaudita, e l’insensato ampliamento dell’ aeroporto di Ampugnano, voluto anche da Novartis; il territorio senese è interessato anche dalla realizzazione di nuovi impianti per la produzione di energia ( biomasse) che preoccupano sia per l’inquinamento, sia per l’utilizzo di granaglie, sia  per la diminuzione della superficie agricola destinata all’alimentazione.

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Nicola Caracciolo e Lucilla Tozzi durante il Convegno organizzato da Italia Nostra di Siena sulla Cava di Montegrossi (Gaiole in Chianti, 27 Gennaio 2007)

Nicola Caracciolo e Lucilla Tozzi

Il 3 ottobre u.s., presso l’Accademia dei Rozzi, che ringraziamo per la gentile ospitalità, in presenza di numerosi cittadini, si è svolto l’incontro di Italia Nostra sul tema “Paesaggi sensibili urbani”; l’iniziativa era promossa dal Nazionale e patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Nicola Caracciolo, Vicepresidente nazionale di Italia Nostra, parla della frana di Messina, che ha causato un grave disastro ambientale con 21 morti e 35 dispersi; il Presidente della Repubblica Napolitano ha ritenuto responsabile della sciagura la incongrua cementificazione del territorio, e il premio Nobel per l’Economia  Krugman ha affermato che non si può sperare nel futuro del pianeta senza un  cambiamento radicale: no al nucleare,  no all’inquinamento, no al consumo di suolo. A Siena, non si devono impiegare per opere faraoniche quelle risorse economiche, che sono  necessarie ad assicurare opportuna tutela al territorio e al patrimonio artistico-culturale, peculiare della terra senese. Italia Nostra di Siena è perfettamente in linea con l’azione del Nazionale, è tra le sezioni più attive e più numerose.

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tozziIl 3 ottobre u.s., presso l’Accademia dei Rozzi, che ringraziamo per la gentile ospitalità, in presenza di numerosi cittadini, si è svolto l’incontro di Italia Nostra sul tema “Paesaggi sensibili urbani”; l’iniziativa era promossa dal Nazionale e patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

 

Inizia un ciclo di 9 post che relaziona sinteticamente gli interventi dei relatori, riproposti nella misura di 3 al giorno e nell’ordine con il quale sono intervenuti.

 

La Presidente della Sezione Senese Lucilla Tozzi, dopo aver comunicato che il 20 settembre scorso il Consiglio Direttivo Nazionale ha eletto quale Presidente dell’Associazione la dott.ssa Alessandra Mottola Molfino, esprime riconoscenza al Presidente uscente, il magistrato Giovanni Losavio; egli ha posto l’accento sul “Primato della Tutela”, un primato generalmente non riconosciuto, insidiato e anche contestato, nonostante sia sancito dall’articolo 9 della Costituzione e più volte ribadito dalla Corte Costituzionale. Il valore primario e assoluto della Tutela Ambientale e Paesaggistica, precede e costituisce un limite agli altri interessi pubblici, in particolare al governo del territorio; neppure il Governo è sciolto dal precetto di tutela, e deve dare conto di averlo osservato. I Governi locali collocano al primo posto il cosiddetto Sviluppo Sostenibile, che sostenibile non è. La Toscana non è più l’isola felice del recente passato; l’Assessore Regionale Riccardo Conti parla di “attrattività della Toscana”, ma la nostra Regione è mortificata da sempre nuove infrastrutture, lottizzazioni abitative e industriali che la rendono sempre meno “attrattiva”. La neoeletta Presidente Nazionale, nella sua prima intervista, riferisce che, attraversando in treno la Toscana, ha visto paesaggi sfigurati, e parla di “Italia mangiata”. A Siena, negli ultimi dieci anni, il suburbio è stato interamente edificato: nel 1995, l’Unesco aveva inserito il centro storico nella lista del Patrimonio dell’Umanità con questa motivazione: “L’intera città di Siena, costruita intorno a Piazza del Campo, fu progettata come un capolavoro che si fonde nel paesaggio”. Dove sono ora quella campagna e quel paesaggio? Fra via Simone Martini, via Sardegna e la Strada Fiume, perfino l’ultimo spazio verde , uno scoscendimento alberato che faceva da polmone per gli abitanti, sta per essere riempito di costruzioni. Nella relazione redatta dalla Commissione di Orientamento per il Piano Regolatore Piccinato !954) era scritto   che la difesa di Siena comincia col preservare il territorio fuori di Siena. Che dire allora degli ultimi progetti, come la Città dell’Arbia? Se Siena vuole candidarsi a capitale europea della Cultura, gli amministratori devono dimostrare di comprendere il valore del territorio e rinunciare al consumo di suolo e ai costosi impattanti progetti, concentrando le risorse sulla gestione oculata del patrimonio paesaggistico e architettonico esistente.

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