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Oltre alla rovina del paesaggio, quanto è costato lo sbancamento del crinale del Colle della Capriola all’Osservanza! Quanti soldi pubblici sperperati  per uno squallido parcheggio che offende la Basilica!

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E’ finalmente pervenuta la risposta del Comune di Siena alla interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena, in merito alla spesa complessiva sostenuta dal Comune per la nuova viabilità presso la basilica dell’Osservanza. Di tale interrogazione a risposta scritta era già stata data notizia su IPS in data 18 febbraio 2014.

La risposta fornita dall’assessore ai lavori pubblici Paolo Mazzini, per quanto dettagliata, non è però ancora completa. Infatti, mancano alcune notule di un avvocato, per quanto riguarda le spese legali. Già dai dati pervenuti, tuttavia, si evince che la spesa sostenuta dal Comune per realizzare la nuova viabilità all’Osservanza è veramente consistente, e si può calcolare in oltre un milione di euro, se si considera che alle spese per lavori dichiarate dal Comune (quasi 800 mila euro) va aggiunta l’IVA, e che a parte vanno considerate le spese di acquisto del terreno (100 mila euro), e le spese legali (oltre 17 mila euro già sostenute), con queste ultime che sono ancora da completare con la prevista notula in arrivo.

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Ma ecco, qui di seguito, il testo della risposta scritta a Falorni (IPS), fornita dall’assessore Paolo Mazzini.

“I lavori in oggetto furono approvati con determinazione dirigenziale SR 3109 del 14.12.2001 per un importo complessivo di euro 1.334.337,00, di cui euro 1.000.940,00 per i lavori e 343.397,00 per somme a disposizione.
I lavori furono affidati, a seguito di asta pubblica, alla ditta ANFRADO di Sora (FR) per un importo netto di euro 878.986,39 oltre all’IVA.
A seguito di ricorsi dei vicini e intervento della magistratura i lavori furono sospesi e successivamente interrotti con la risoluzione bonaria del contratto di appalto per un importo complessivo corrisposto all’impresa di euro 375.249,00 oltre all’IVA. I lavori eseguiti dalla ditta prima della risoluzione del contratto consistevano nelle opere di sbancamento e sagomatura del terreno, oltre alla realizzazione delle fognature e predisposizione per la pubblica illuminazione.
Successivamente e a seguito delle varie fasi giudiziarie del caso, l’Amministrazione acquistò l’area chiudendo di fatto la fase espropriativa per un importo di euro 100.000,00, giusto contratto di rep. 57287 del 26.03.2010.
A seguito di ciò, con determinazione dirigenziale SL 619 del 28/03/2012 veniva approvato il progetto esecutivo per il completamento delle opere in oggetto, per un importo complessivo di euro 479.792,21 di cui euro 313.811,10 per lavori.
I lavori venivano affidati con determinazione dirigenziale n. 1074 del 08/06/2012 per un importo netto di euro 291.672,13 oltre all’IVA, giusto contratto di rep. 4262 del 07/09/2012.
I lavori stessi avevano inizio in data 20 agosto 2012 e venivano regolarmente conclusi in data 03/12/2013 per un importo definitivo di euro 291.574,26 oltre IVA e quindi entro il limite contrattuale previsto.
Vanno altresì considerate come spese sostenute le seguenti voci, già comprese nell’importo complessivo:
– Rifacimento linea della pubblica illuminazione e corpi illuminanti: euro 21.209,80 IVA compresa;
– Lavori di potatura e sistemazione piante esistenti in zona e lungo la strada principale: euro 15.125,00 IVA compresa;
– Spese tecniche relative a progettazione, direzione lavori, contabilità, collaudo e sicurezza euro 75.384,95 IVA e oneri previdenziali. Incarico iniziale risalente al 1998.

E’ in corso di approvazione l’atto finale di chiusura del quadro economico, dal quale risulta una economia di euro 44.497,63 rispetto alla spesa complessiva di euro 479.792,21.
Rimangono da computare, per il raggiungimento dell’importo complessivo (che per quanto riguarda i lavori non supera la previsione iniziale di euro 1.334.337,00), le spese per le varie vertenze legali: la ricostruzione da parte degli uffici competenti ha evidenziato le seguenti voci:
– Con determina dirigenziale n. 4111/2003, in esecuzione della deliberazione della G.C. n. 454/2003, è stata liquidata all’avv. Fabio Pisillo, legale incaricato, la somma di euro 5.973,82 a titolo di acconto spese legali.
– Con determina dirigenziale n. 4165/2003, in esecuzione della deliberazione della G.C. n. 491/03 è stata liquidata all’avv. Fabio Pisillo, la somma di euro 3.096,72 a titolo di acconto spese legali.
– Con determina dirigenziale SI n. 722/2009, in esecuzione della deliberazione della G.C. n. 410/06, è stata liquidata all’avv. Monica Passalacqua la somma di euro 8.247,50 a titolo di refusione spese processuali.
Si specifica, per completezza, che deve ancora pervenire a questa Amministrazione il progetto di notula dell’avv. Fabio Pisillo, a saldo delle competenze spettanti per i giudizi dinanzi al T.A.R. Toscana (2004), Consiglio di Stato (2005) e Corte di Cassazione (2006)”.

da: Impegnopersiena – Mercoledì 23 Aprile 2014 

 

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In riferimento all’articolo pubblicato su ZOOM, n. 59 del 20 ottobre, intitolato: “Opinione diversa sull’Osservanza”, in primo luogo rispondiamo che non è accettabile il criterio di stabilire una differenza tra “scempi paesaggistici a scopo speculativo” e scempi paesaggistici a scopo non speculativo: il danno ambientale rimane lo stesso, sia che venga perpretato per interesse pubblico sia che venga perpretato  per interesse privato.

In secondo luogo, al bivio dell’Osservanza ci risulta che l’installazione di un sistema di semafori abbia risolto i problemi e che, ad oggi, non  esistano “situazioni di grave rischio per i cittadini”. Quanto ai “molti incidenti anche mortali” causati negli ultimi anni dalla pericolosità dell’incrocio,  a noi risulta che il loro numero sia stato statisticamente irrilevante, e senza nessun caso mortale.  Ormai,  nulla giustifica la reiterata richiesta di realizzare un progetto così discutibile.

Il 2 settembre 2003, fu attuato un massiccio sbancamento del Colle della Capriola, e furono brutalmente estirpati molti olivi, che non erano solo dodici e non erano morenti; il fatto che alcuni siano poi stati spostati lungo il muro del cimitero, non diminuisce la gravità dell’operato del Comune, sia perché lo spostamento di una pianta non ne garantisce l’attecchimento, sia perché l’alterazione del luogo rimane immutata. (altro…)

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Nel regolamento urbanistico adottato dal Consiglio Comunale il 18 maggio 2010, fra le “Schede Progetto della Reticolarità”, viene riproposto il progetto per la viabilità all’Osservanza, che sembra la fotocopia di quello del 2001, salvo alcuni particolari: la strada dell’Osservanza viene ulteriormente allargata in corrispondenza del cimitero, ed è prevista una seconda corta bretella (assente nel progetto del 2001) di congiunzione col  nuovo tratto, che peraltro, di lì a poco, già si immette nella suddetta via.

Stupisce la riproposizione tout court di un progetto su cui l’architetto Mario Preti, docente alla Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, nell’aprile 2003 si  espresse  in questi termini: si tratta di  “una unità di paesaggio che non può essere alterata, ma che viene invece manomessa dal progetto della circonvallazione del complesso, in modo del tutto squalificato…l’aumento di funzionalità, a parte tutto, è modesto: sia perché il tratto a valle dell’Osservanza continua a limitare l’accesso delle auto, sia perché il modesto afflusso dei visitatori al cimitero non giustifica un parcheggio come quello previsto, o comunque non giustifica la squalificante scelta della posizione del parcheggio che va ad intaccare una visuale privilegiata di paesaggio, in modo del tutto contrario alle più normali regole di progettazione paesaggistica… Quest’ opera di variante della strada dell’Osservanza, pur nella sua limitata estensione, è capace di creare un impatto insostenibile, tanto che anche in questo caso siamo autorizzati a pensare che ci troviamo in una situazione di danno irreversibile al territorio tutelato con il  vincolo della legge 1497/39 con decreto ministeriale 14.05.1956”. 

E, nell’ordinanza del Tribunale di Siena del 18.06.2005, il Giudice Ordinario così descriveva  il Coll (altro…)

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