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logo in sienaAl  SINDACO

del  Comune di Sovicille

piazza Marconi 1,   SOVICILLE

 

 

Siena, 14 settembre 2009

 

La sottoscritta Lucilla Tozzi, rappresentante della sezione senese di Italia Nostra Onlus, Associazione per la tutela del patrimonio Storico, Artistico e naturale della nazione,

                                                      CHIEDE

 

di acquisire copia della eventuale risposta che la ditta Novartis Vaccines § Diagnostics s.r.l. ha inviato ai Comuni di Siena e di Sovicille, a seguito dell’invito da parte di questi due Enti, ad avviare urgentemente il procedimento amministrativo per ottenere l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

 Nella speranza di un sollecito riscontro, inviamo distinti saluti

 

                                                                     LUCILLA TOZZI

                                                      Presidente sezione senese Italia Nostra

 

 

Via Cappuccini 21, Siena

Tel.0577286847

Cell.3202342981

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Dal CorrSiena del 2 settembre scorso un inquietante articolo apparso a firma di Sonia Maggi

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HPIM3167Facciamo riferimento all’articolo, non firmato, pubblicato sul Corriere di Siena del 30 aprile 2009, dal titolo ”I timori di alcuni abitanti della strada di Marciano – Due enormi querci rischiano di cadere”.
Abbiamo fatto un sopraluogo, ma non abbiamo visto piante i cui tronchi incombono sulla strada; se mai, solamente qualche ramo che sporge sulla carreggiata.
Purtroppo, abbiamo già avuto occasione di scrivere recentemente sul taglio di un’enorme quercia in strada di Marciano (10 marzo u.s.) : ci siamo informati presso il Comune e presso la Forestale, e ci è stato detto che è stata seguita una “procedura d’urgenza” stante la pericolosità della pianta; abbiamo chiesto l’accesso agli atti per verificare tale procedura , ma, a tutt’oggi, non ci è stato ancora risposto.
La strada di Marciano, come abbiamo già scritto, è soggetta a tutela paesaggistica dal maggio 1956, in virtù di un Decreto Ministeriale che è stato poi recepito in tutti gli Atti legislativi che si sono succeduti nel tempo, fino al Codice Urbani del 2004; tale Decreto sancisce la dichiarazione d’interesse pubblico per questa zona, con la motivazione che “oltre a formare un quadro naturale di singolare bellezzza panoramica, offre numerosi punti di vista accessibili al pubblico dai quali si può godere lo spettacolo di quella bellezza”. Per tagliare le querci è necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza.
Le antiche querci in questione sono veri e propri monumenti tutelati dalla legge: anche se fossero ammalate – ma in questo caso non lo sono – dovrebbero restare vive alla stregua di un uomo vecchio che abbisogna di cure. La legge, prescrivendo che tali piante non vengano abbattute, richiede la convocazione di vari esperti (non di uno solo, che potrebbe essere di parte), i quali hanno il compito di trovare i rimedi opportuni e devono motivare per scritto il loro parere.
Un’altra considerazione è la seguente: gli alberi servono specificatamente alla tenuta delle scarpate; la scarpata di Marciano, priva delle radici vive delle piante, rischia a sua volta di franare pericolosamente. Quanto all’intensità del traffico, se c’è qualcosa che può contrastare l’inquinamento, questa è proprio la presenza delle querci, che con la loro vegetazione ossigenano l’aria e migliorano il microclima.
E infine: questi grandi alberi sono valori aggiunti, che portano ricchezza al territorio e favoriscono il turismo.

Siena 4 maggio 2009 Italia Nostra sezione di Siena
La presidente Lucilla Tozzi

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Il Presidente di Italia Nostra Siena, Lucilla Tozzi, ai piedi di ciò che resta della grande quercia di Marciano

Il Presidente di Italia Nostra Siena, Lucilla Tozzi, ai piedi di ciò che resta della grande quercia di Marciano

Ironia della sorte: avevamo appena finito di scrivere sul taglio degli alberi in via Montebello, quando siamo stati avvertiti (10 marzo) che era stata tagliata in gran fretta la quercia più bella e più grande della strada di Marciano, quella che affacciava le sue braccia maestose poco prima del Park Hotel. Ci siamo recati sul luogo: l’enorme ceppo rimasto, era ubicato nella parte alta della scarpata, di proprietà Novartis; dal basso non si poteva verificare la condizione del tronco, ma, sul ciglio opposto della strada, era ancora appoggiata una “fetta” che mostrava di essere in stato di perfetta salute.
E’ vero che le grosse radici sporgevano dalla scarpata (certo da più di un secolo); ma perché, prima di decretare la morte della pianta, non si è valutata la possibilità di un consolidamento? Eppure siamo negli anni della tecnologia avanzata, e ci vantiamo di poter risolvere tutti i problemi di costruzione e di statica ! Si trattava di un bene della collettività, di un albero secolare che nel tempo aveva resistito a mille intemperie, che rappresentava un pezzo di storia e che soprattutto faceva parte integrante del paesaggio: anzi, “era” il paesaggio di Marciano, quello dipinto da Telemaco Signorini, ospite di Villa Gori a fine ottocento. La zona è soggetta a tutela dal Decreto Legislativo n.42 del 2004, e una grande azienda come Novartis, famosa in tutto il mondo per le ricerche in campo farmaceutico, che ha speso 25 milioni di euro per acquistare la villa Gori con i sei ettari di terreno, si avvantaggerebbe in prestigio ed immagine se rispettasse i vincoli e il contesto paesaggistico, e valorizzasse lo splendido immobile, ricco d’arte e di storia.
Oppure dobbiamo pensare che ci sia un vero e proprio accanimento contro le querci di Marciano? Non più di qualche anno fa, dall’altra parte della strada, prospiciente la Novartis, c’era la piscina dismessa “Delle Quattro Querci”: ebbene, al posto della piscina, il Comune ha autorizzato una costruzione talmente a ridosso delle lussureggianti querci , che adesso le povere piante fanno pietà, nere e scheletrite, ed è facile prevedere che fra breve tempo neanche una rimarrà in piedi.

Siena 14 marzo 2009 Lucilla Tozzi
Presidente sezione senese Italia Nostra

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