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Posts Tagged ‘marmo’

da Italia Nostra Nazionale

 

ChiMangiaLeApuaneClicca sopra l’immagine per scaricare il bollettino in pdf (7MB)

“Chi mangia le Alpi Apuane?”

“Il tema del governo dei bacini marmiferi e dell’influenza che le nuove tecnologie estrattive hanno sul territorio conta decenni di dibattito. Già nel 1976 Italia Nostra aveva dedicato a questo tema un convegno con l’intento di contribuire ‘ad arginare un’aggressione del territorio da tutti giudicata allarmante’ osservando che ‘se i pubblici poteri sono immobili, ben si muovono i cavatori: sbranano i campi, divorano gli alvei, inghiottono le colline con le ruspe e le macinano nei frantoi… mentre nella foresta legislativa non si trovano le disposizioni essenziali per moderare gli eccessi in un settore produttivo insostituibile, ma pieno di insidie per l’assetto del territorio’. Da allora, sono passati quasi quarant’anni durante i quali gli attori che tempo fa si aggiravano nello scenario di una delle nostre più meravigliose ricchezze, costituite da un patrimonio capace di raccontare milioni secoli di storia naturale, decine di secoli di intelligenza del lavoro e talento d’arte, hanno perso ogni identità. Al posto di persone, oggi a coltivare le Alpi Apuane ci sono le imprese, le aziende, le multinazionali che non hanno alcun rapporto con il territorio inteso come ‘elemento ….

qui per continuare la lettura: http://www.italianostra.org/?p=44830

 

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La Repubblica 26 Luglio 2015

La Terra bianca di Giulio Milani Laterza pagg. 220, euro 19

MarmoChimicaMalaffareFoto

George Orwell ha scritto che «per vedere ciò che abbiamo di fronte al naso serve uno sforzo costante». Il meraviglioso e atroce libro di Giulio Milani fa esattamente quello sforzo. E il risultato è agghiacciante, perché racconta – in prima persona, in un intreccio narrativo riuscito e implacabile – una Toscana rimossa da chi la governa e anche da chi ci vive.
Siamo tra Massa e Carrara, dove la qualità della vita è agli ultimi posti delle graduatorie nazionali, e dove si muore di cancro da sviluppo insostenibile quanto e più che nella Terra dei Fuochi (due distretti, d’altra parte, strettamente connessi da una rete impressionante di potere mafioso). «Da noi – dice uno dei protagonisti di questa inchiesta in forma di racconto – è sempre stato così: negli anni Trenta si fonda la zona industriale perché il marmo va in crisi, e poi si torna al marmo quando collassa la chimica». Il marmo e la chimica: le due facce di un disastro ambientale e umano il cui conto è ancora tutto da pagare. La terra bianca andrebbe adottato nelle scuole. Per non doverlo riscrivere tra trent’anni.

La Repubblica 26 Luglio 2015 – Tomaso Montanari

Un video sull’argomento:
https://youtu.be/dwkldkIHrVU

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da Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio  6 febbraio ’15

MarmoCava

Il caso Apuane: gli interessi delle cave non mettano a rischio l’intero piano paesaggistico.

La Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, il Fondo Italiano per l’Ambiente in Toscana, Italia Nostra sezione toscana, Legambiente toscana e la Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano del CAI rivolgono un appello ai Consiglieri regionali affinché il Piano paesaggistico sia approvato “presto e bene” dopo le controdeduzioni fatte proprie dalla Giunta Regionale.

CaveMarmo

L’approvazione del Piano Paesaggistico è auspicabile, urgente e necessaria, sebbene il piano presenti tuttora punti di debolezza da migliorare per rendere più efficace la nuova disciplina paesaggistica, punti che potrebbero essere discussi ed emendati in Consiglio Regionale nella fase di approvazione finale. Rivolgiamo, quindi, un appello ai consiglieri affinché si impegnino a confermare e a perfezionare la disciplina di piano, richiamando l’attenzione, in particolare, sulla necessità di una rigorosa tutela delle Alpi Apuane.

Le associazioni ambientaliste continuano ad esprimere le loro riserve su alcuni punti, come la possibilità di riaprire le cave dismesse da non più di venti anni a quote superiori a 1.200 m., anche se queste saranno sottoposte a verifica di compatibilità paesaggistica, ma apprezzano che sia stata elaborata una carta molto precisa dei crinali principali e secondari del complesso montuoso, che renderà più coerente tale valutazione.

Inoltre, ritengono che i piani attuativi di bacino, strumento fondamentale per la tutela, anche se di iniziativa privata – come previsto – debbano garantire in ogni caso il controllo pubblico e la massima trasparenza, soprattutto se verranno introdotte anche qui le opportunità partecipative previste dalla LR 65/2014.

Sottolineano, peraltro, che l’approvazione senza ulteriori arretramenti della normativa per le Alpi Apuane avrà – grazie agli accordi con il Ministero dei Beni Culturali – anche l’effetto di garantire in tutti i Comuni della Toscana l’auspicata semplificazione delle procedure relative agli interventi edilizi nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico: una serie di interventi minori, volti alla riqualificazione dell’edificato esistente, non necessiteranno dell’autorizzazione da parte della Soprintendenza. Sarebbe molto negativo se questo risultato venisse messo in crisi soltanto perché alcuni Comuni apuani, sollecitati da imprese private, continuano ad opporsi a qualsiasi forma di regolazione e di disciplina delle attività di cava, rendendo così impossibile la copianificazione e l’approvazione del Piano da parte del Mibact e facendo cadere, così, i dispositivi di semplificazione meritoriamente introdotti.

Ritengono, infine, che vada sostenuto con forza un approccio volto a snellire le procedure di tanti piccoli progetti che riguardano la stragrande maggioranza della popolazione toscana, per dedicare invece la massima attenzione alle grandi operazioni che veramente comportano consumo di suolo e ferite nel paesaggio, quelle che traggono maggior vantaggio dal vuoto normativo che caratterizza la situazione attuale.

da Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio  6 febbraio ’15
http://www.territorialmente.it/2015/02/comunicato-stampa-su-cave-e-pit/

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IL Tirreno – Massa – 14 gennaio 2015

Anna Marson, assessore regionale all’urbanistica, spiega il cuore del documento: è una sintesi tra le istanze della tutela ambientale e quelle dell’occupazione.

cave carrara

I sindaci dell’Alta Versilia hanno bocciato l’ultima versione del Piano paesaggistico della Regione Toscana. Un piano che a loro avviso mette a repentaglio la sopravvivenza dell’industria lapidea sulle Apuane. Sull’argomento interviene Anna Marson, l’assessore regionale all’urbanistica, pianificazione del territorio e paesaggio. Ecco il suo intervento.

“L’obiettivo del Piano paesaggistico è per definizione la tutela del paesaggio. Per questo riteniamo quanto affermato dai sindaci e dagli imprenditori dell’Alta Versilia nelle cronache locali del “Tirreno” concettualmente assai lontano dall’attenzione con cui la Regione ha inteso trattare il tema e dagli effettivi contenuti della proposta di controdeduzioni alle osservazioni pervenute sul Piano approvato dalla giunta nello scorso mese di dicembre.

Per ciò che concerne le Apuane il Piano ha ricercato faticosamente, nel rispetto dei vincoli paesaggistici statali presenti e fra i molti conflitti sul tema, una sintesi il più possibile avanzata fra

(altro…)

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Ancora piu’ lontana la possibilita’ di lavorare il marmo in loco e creare economia locale.
Si globalizza il marmo di Carrara, fra l’Arabia Saudita e la Cina:

MarmoGlobalizzato
Comitato per la salvaguardia della Montagnola Senese CMS

http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2014/10/23/news/il-socio-arabo-di-henraux-compra-laboratorio-in-cina-1.10171414

Il socio arabo di Henraux compra laboratorio in Cina
L’operazione commerciale crea preoccupazione in Versilia: il marmo apuano potrebbe finire all’estero anziché essere lavorato dalle imprese del territorio

23 ottobre 2014

QUERCETA. La Cpc Holding, manager della quale è El Sawaf El Mouthaz (socio al 20% di Henraux Spa), non arresta la sua espansione a livello globale nel settore dell’oro bianco. La società della famiglia Bin Laden, appena diventata titolare delle concessioni di cava di una bella fetta del bacino di Carrara, ha infatti da poco acquistato in Cina un enorme laboratorio di marmo. Considerato che si parla di una società di costruzioni che opera a livello mondiale, questa forse non è una novità. Ma lo è invece per il territorio della Versilia e di Massa Carrara, dopo che la Cpc Holding è approdata dall’oggi al domani nel mondo del lapideo, ed è destinata a diventarne una protagonista, date le capacità economiche e la forza azionaria.

La Cpc Holding è la società al 100% della Saudi BinLaden Group (azienda di costruzioni) che si occupa del reperimento delle materia prime per quest’ultima. El Sawaf El Mouthaz ne è stato l’ideatore, e si è scoperto che la Cpc ha acquistato da circa un anno «il suo primo laboratorio di marmo di alta qualità in Cina interamente controllato da loro». La notizia è stata riportata dal Saudi Gazette nel settembre 2013. «Si tratta di uno stabilimento – scrive il Saudi Gazette -, considerato come la più grande fabbrica in Cina, che comprende 66 mila metri quadrati di spazio e prevede di produrre 400.000 metri quadrati di pavimenti da interno e esterno, pannelli a muro e tutte le decorazioni d’interni per tutti i tipi di edifici».

La Cpc Holding ha pagato lo stabilimento 15 milioni di euro. Spiccioli per la società Araba, considerato che ha stanziato 3 miliardi di euro per l’acquisizione di aziende. Come aveva fatto sapere Roberto Pucci, ex sindaco di Massa e consigliere delegato per la famiglia Bin Laden all’interno della Marmi Carrara di cui la Cpc è diventata azionista al 50%. E quindi proprietaria delle concessioni di buona parte delle cave di Carrara. Tra le dichiarazioni fatte c’è sempre stata anche la garanzia che la società della famiglia Bin Laden avrebbe investito sul territorio per la lavorazione del materiale estratto. «La Cpc Holding esporta solo il 20-30% del valore in blocchi e il 70% in lavorati o semilavorati» aveva sostenuto Pucci.

Ma oggi, dopo questa notizia, c’è già chi è pronto a scommettere il contrario.

D’altronde, la vendita diretta in blocchi dell’oro bianco che scende dalla Apuane è sempre stata una delle piaghe maggiori del mondo del lapideo. E oggi, l’arrivo di un grande investitore estero fa ancora più paura.

Tiziano Baldi Galleni

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Comitato per la salvaguardia della Montagnola Senese CMS
comitatomontagnolasenese@gmail.com

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Verrà un giorno in cui le Alpi Apuane saranno come i dinosauri: sparite. Con la differenza che dovremo spiegare ai nostri figli che siamo stati noi a distruggere un pezzo straordinario del nostro territorio e della nostra vita. Parlare delle Apuane vuol dire descrivere – attraverso un caso estremo, e dunque più comprensibile – la situazione di tutto ciò che la Costituzione chiama «paesaggio e patrimonio storico e artistico della nazione». Le Apuane sono cancellate da una industria che crea sempre meno occupazione; sono cancellate in violazione delle leggi vecchie e nuove….. [cliccare sull’articolo per ingrandirlo]

ApuaneLeRuspeCancellanoMonti

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Italia Nostra Toscana apprezza l’impianto generale e i contenuti del PIT e del Piano Paesaggistico. Nella fattispecie, del PIT si apprezza l’art. 7, commi 3 e 4 (Disciplina del Piano), che prevede che il rilascio delle autorizzazioni di attività estrattive e di recupero ambientale e paesaggistico sia subordinato al preventivo parere favorevole di conformità del PIT con valenza di Piano Paesaggistico, e che le attività estrattive nelle aree contigue intercluse nel territorio del Parco Regionale delle Alpi Apuane, in applicazione delle direttive  correlate agli obiettivi 1, 2 e 3, vengano progressivamente ridotte. Che non siano ulteriormente alterati la morfologia e il profilo delle vette, le linee di crinale, le visuali del paesaggio storico, le antiche vie di lizza e gli antichi sentieri; che ci si limiti a estrarre il materiale di eccellenza tipico; che si eviti l’apertura di nuove cave e si promuova la chiusura progressiva e la riqualificazione delle cave di crinale e di alta quota; che si tutelino le risorse idriche superficiali e sotterranee e la natura carsica della montagna, sono tutti obiettivi che devono essere assolutamente perseguiti.

Per continuare la lettura: http://www.italianostra.org/?p=34820

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