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Posts Tagged ‘maremma’

da Repubblica.it 17 Marzo 2016

Sabato mobilitazione degli ambientalisti per fermare l’asfalto tra Capalbio e Grosseto. Il tracciato rischia di passere tra vigneti, oliveti, agriturismi: minacciato uno dei paesaggi più belli d’Italia

di ANTONIO CIANCIULLO

SalviamoMaremmaMarzo2016

ROMA – Ricomincia il braccio di ferro sull’autostrada che dovrebbe attraversare la Maremma. Per sabato è stato organizzato un convegno all’auditorium di Orbetello per lanciare la mobilitazione contro l’ultimo tratto contestato, quello che va da Capalbio a Grosseto. All’appuntamento promosso da Italia Nostra hanno aderito Legambiente , Fai, Wwf e molti comitati locali. Tra gli interventi previsti quelli di Ferdinando Imposimato e Tomaso Montanari.

“Per Capalbio sembra sia già pronto un piano estremamente dannoso: tutta la bellezza del territorio ne verrebbe compromessa e il paese sarebbe separato dal mare”, accusa Nicola Caracciolo, presidente onorario di Italia Nostra. “Per Orbetello, che ha un territorio delicatissimo danneggiato dall’ultima alluvione che ha fatto dei morti e distrutto una scuola, la minaccia è di far passare l’autostrada all’interno, come e dove non si sa, ma certo con un impatto ambientale molto alto vista la qualità del paesaggio che verrebbe brutalizzato. Si rischia di distruggere una delle zone d’Italia in cui l’economia, tra turismo e agricoltura di qualità, funziona”.

Per comprendere la posta in gioco conviene fare un passo indietro. Dell’autostrada tirrenica si comincia a parlare nel 1982 con il piano decennale…..

Il resto dell’articolo qui:

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/03/17/news/maremma_autostrada_convegno-135701060/

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dal Tirreno 31 Maggio 2015

LaTerraButteri

La terra dei Butteri dove cemento e asfalto NON sono graditi.

Clicca QUI per leggere/stampare l’articolo (pdf)

dal Tirreno 31 Maggio 2015

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Fra i numerosi luoghi della Maremma meritevoli di un’attenta tutela, e insieme di un’intelligente opera di valorizzazione in chiave turistica, c’è il parco naturalistico della Biancane, situato nel cuore delle Colline Metallifere, poco distante dal borgo medioevale di Monterotondo Marittimo.

Si tratta di un sito capace di suscitare grandi suggestioni, in quanto l’energia proveniente dal sottosuolo ha plasmato profondamente il territorio, creando un paesaggio spettacolare, che sembra appartenere a un pianeta extraterrestre. Non per nulla il Parco delle Biancane è stato inserito nei percorsi di visita del Geoparco della Maremma, un’importante realtà facente parte della rete dei geoparchi europei organizzata dall’Unesco.

Nella realtà, invece dello sviluppo sostenibile previsto dalla Charta dei Geoparchi, Monterotondo Marittimo è da tempo sottoposto alle mire di una società, la multiutility ACEA di Roma, che vuole a tutti i costi ottenere dal Comune l’autorizzazione a triplicare in quella località, a breve distanza dall’abitato, l’impianto di compostaggio Solemme esistente. Impianto che, com’è noto, ricicla la parte umida dei rifiuti urbani e fanghi di depuratori, trasformandoli in ammendante di discutibile qualità.

La lavorazione, per nulla rispettosa delle prescrizioni e normative vigenti, delle montagne di rifiuti che affluiscono in quell’impianto, produce nella zona odori – per non dire miasmi – assolutamente insopportabili, così com’è ovvio che l’andirivieni di autotreni carichi di immondizie fra le incontaminate Colline Metallifere siano il peggiore biglietto da visita che la Maremma offra ai suoi visitatori.

Questa tipica storia italiana non è finita qui. Le preoccupazioni della cittadinanza di Monterotondo, forti già da tempo, si sono recentemente aggravate di fronte alla notizia della tragica morte di due operai, avvenuta nell’impianto di compostaggio Kiklos di Aprilia di proprietà sempre di ACEA, dichiarato “gemello” di Solemme.

Di conseguenza, Il sindaco di Monterotondo ha creduto opportuno sospendere ogni decisione in merito alle richieste della società, in attesa dei risultati dell’inchiesta.

Di fronte a una situazione a tal punto allarmante e sconfortante, Geo Ambiente, il piccolo ma battagliero comitato ambientalista di Monterotondo, ha rivolto dure critiche alla lobby dei rifiuti che vuole a tutti i costi trasformare la Maremma in un immondezzaio e Solemme in un megaimpianto da 70 mila tonnellate con digestore anaerobico e cogeneratore.

Le ha risposto indignato Claudio Ceroni, presidente di Aquaser, società del gruppo ACEA. “Il nostro Paese ha già visto troppe volte i danni che un ambientalismo assolutista, un fronte del «no» sordo a tutte le istanze, può generare,“. ha tuonato Ceroni. “Per fortuna i cittadini hanno ben compreso che quella strada non porta da nessuna parte.”

Caro Ceroni, i cittadini ai quali sta a cuore il futuro della Maremma sanno perfettamente che cosa servirebbe davvero alla Maremma. Servirebbero serie politiche di sviluppo sostenibile, cioè rispettoso dell’ambiente e del paesaggio, che sono le vere grandi risorse di questa terra. Perché,allora, continuate a fare il diavolo a quattro per infestare la Maremma di impianti puzzolenti, inquinanti e degradanti?

Come potete pensare che la Maremma si rassegni al destino che, non certo a favore del bene comune, le volete assegnare?

Michele Scola, presidente della Sezione di Grosseto di Italia Nostra

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Clicca l’immagine sotto per ingrandirlaBIOGAS NEL PARCO biogas nel parco (1)

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Quali aggettivi tra questi utilizzereste per promuovere il Parco della Maremma? “Bello, sano, silenzioso, profumato, naturale, verde e azzurro, oppure industriale, inquinante, rumoroso, puzzolente, pericoloso per la salute e speculativo”. Sicuramente i primi e non i secondi. Un impianto per la produzione di energia è una struttura molto complessa sia nella fase costruttiva che in quella gestionale; ad esempio in pochi ci dicono che mal si conciliano con la richiesta di installare un impianto a biogas nel Parco Naturale della Maremma, anche se può sembrare noioso vorrei spiegare, in modo che tutti possano sapere che cosa è un impianto a biogas ad evitare che si possa essere tratti in inganno da un nome così accattivante.

–    Il substrato (cioè il materiale utilizzato per la produzione del gas) è composto da liquami, prodotti agricoli e scarti agroindustriali che non sono, come si usa dire, a chilometri zero, ma devono essere trasportati dai ….

Per saperne di più clicca qui

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salviamo la maremma dalla sat

salviamo la maremma SAT

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