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Posts Tagged ‘Le Vigne’

Dal Corriere di Siena 13 Ottobre 2015

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Dal Corriere di Siena 13 Ottobre 2015
http://corrieredisiena.corr.it/news/home/199355/Abusi-edilizi–prescrizione–ma.html

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Addetti del CFS in azione durante il sequestro del complesso immobiliare de Le Vigne a Casole d'Elsa

Addetti del CFS in azione durante il sequestro del complesso immobiliare de Le Vigne a Casole d’Elsa

Nuovo rinvio per esaminare la perizia al 1 ottobre 2015… poi ci sarà un nuovo rinvio… poi un altro…e un altro e via di questo passo…

RIFLESSIONE: come si legge nell’ordinanza il Comune è parte in causa nella richiesta danni (e. 6.500.000,00) da parte della proprietà ed è lo stesso Comune che deve dare parere per tutti questi rinvii…. la Giustizia che cosa complessa ed a volte incomprensibile…… ma noi continuiamo a vigilare e rendere pubbliche notizie che l’Amministrazione di Casole si guarda bene di divulgare… alla faccia della TRASPARENZA che loro con orgoglio continuano a sbandierare ad ogni occasione!!!

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si legge nell’ordinanza ….

…..Vista la richiesta inoltrata dal C.T.U.,….. nella quale si legge: (…) premesso che in data 23/3/15 …. chiese una proroga a codesto Comune in modo che le demolizioni non venissero effettuate prima del 30 luglio 2015, che la bozza della perizia è stata inviata alle parti il 15 luglio e che le parti hanno 30 giorni per fare le loro osservazioni, che il legale di parte attrice, con pec del 28/7/15, ha richiesto se fosse possibile l’invio al Comune di un’ulteriore richiesta di proroga dell’esecuzione delle demolizioni non essendo ancora scaduto il termine per le eventuali osservazioni dei ctp da cui potrebbe sorgere l’esigenza di un nuovo sopralluogo sul posto, che un consulente tecnico di parte ha fatto rilevare che il periodo del mese di agosto, salvo verifica, sarebbe soggetto a sospensione processuale e quindi al prolungamento dei termini per le osservazioni, (…) chiede che venga concessa un’ulteriore proroga dei termini di demolizione fissati nell’ordinanza comunale in oggetto, in modo che le demolizioni non vengano effettuate prima del 30 settembre 2015. (…) Ritenuto opportuno accogliere la richiesta di proroga dei termini di inizio delle opere di demolizione nei termini richiesti dal C.T.U……. in considerazione della non conclusione della consulenza tecnica attivata nel …. presso il Tribunale di Siena e quindi di prorogare al 1 ottobre 2015 il termine per l’inizio delle opere di demolizione,….

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Altro articolo per saperne di più:
https://italianostrasiena.wordpress.com/2010/09/19/iniziato-liter-giudiziario-per-san-severo-e-le-vigne-quindici-imputati-sonia-maggi-sul-corriere-di-siena-sabato-18-settembre-2010/

 

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15 Giugno 2015

LottVigneRuspa

Un altro rinvio per l’applicazione della sentenza del G.U.P. del tribunale di Siena: demolizione del complesso Le Vigne di Casole d’Elsa.

Con Ordinanza n. 16 del 1 aprile 2015, il Responsabile del Servizio Urbanistica ed edilizia privata del Comune, vista la richiesta dell’Ingegnere delegato alla C.T.U., proroga i termini di demolizione fissati nell’ordinanza al 30 luglio 2015 in quanto devono essere ultimati accertamenti, rilievi peritali e misurazioni in loco indispensabili per poter rispondere ai quesiti posti dal Giudice per la causa civile intentata dalla Proprietà contro il Comune di Casole d’Elsa e Altri. Una vicenda iniziata il 19-09-2007, quando l’Amministrazione Comunale avviò la procedura per la revoca delle concessioni edilizie e la notifica di sanzioni amministrative per oltre 100 mila euro per “danno forestale”.

Italia Nostra, costituitasi parte civile nella causa penale, si augura che, dopo otto anni dall’inizio delle indagine che evidenziarono diverse fattispecie di irregolarità ( vincolo ambientale, vincolo idrogeologico, violazione urbanistico-edilizie ), si possa finalmente sanare uno degli abusi più grande mai avvenuto sul nostro territorio. Quelle villette, costruite sbancando e trasformando una consistente fetta di bosco, asportando piante forestali e ceppaie, sono una ferita a tutto il territorio.

La vicenda Le Vigne di Casole d’Elsa ci insegna che l’urbanistica è un’altra cosa. Ci insegna che il territorio, i boschi, lo straordinario patrimonio della nostra regione si difendono con le norme, i piani regolatori, le scelte condivise.

Quando la demolizione sarà finita, avremo tutti vinto una battaglia più grande dando sostegno all’idea che si possa, nelle regole e nella legalità, pianificare ancora il futuro e la salvaguardia ambientale.

ITALIA NOSTRA Sez. Siena – Casole d’Elsa 10 giugno 2015

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Viticoltori e paure immotivate per gli indirizzi del PIT regionale

di Leonardo Rombai – Professore Ordinario di Geografia nell’Università di Firenze
Presidente di Italia Nostra, Sezione di Firenze

Vigneto (2)   VignetiFitofarmaci

Un fronte agguerrito di speculatori edilizi, industriali del marmo delle Apuane e imprenditori enologici, singoli e associati – purtroppo con il sostegno convinto o interessato di molti amministratori locali – da giorni sta manifestando, a mezzo stampa, la sua insofferenza e la sua contrarietà per qualsiasi nuova regola di governo del territorio che sia finalmente e responsabilmente dettata da criteri razionali di compatibilità con gli equilibri dell’ambiente e del paesaggio, del resto in totale coerenza con le normative europee, italiane e toscane.

Tale martellante e sconcertante levata di scudi contro il primo Piano di Indirizzo Territoriale della Regione Toscana con valenza di piano paesaggistico, approvato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e adottato dal Consiglio Regionale (ora nella fase della raccolta delle osservazioni), sta assumendo le dimensioni di una vera e propria crociata, che contrasta radicalmente con le richieste dei cittadini e delle associazioni che hanno a cuore la tutela e la valorizzazione sostenibile dei beni comuni a base paesistico-ambientale (secondo il dettato dell’art. 9 della Costituzione e di tante leggi vigenti, a partire dalla Convenzione Europea del Paesaggio).

Siamo di fronte ad una prepotente pretesa da parte di precise forze economiche di eliminare non solo qualsiasi prescrizione ma addirittura qualsiasi direttiva-indirizzo o anche suggerimento presente nel PIT, al fine di avere mani completamente libere di potere trasformare a piacimento il territorio rurale – vincolato o non vincolato che sia – da parte di palazzinari, scavatori e viticoltori-agricoltori: una pretesa del tutto inaccettabile per i cittadini e le associazioni sensibili per le sorti del nostro patrimonio già abbondantemente degradato. E’ facile (altro…)

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A Siena, nel corso dell’ultima serata della Festa dell’Unità, c’è stata una contestazione all’Assessore all’Urbanistica Regionale Anna Marson.

MarsonViticoltura_Corriere di Siena 21 settembre 2014

L’Assessore si è trovata davanti un pubblico ostile che pareva essersi riunito solo per contestare, e non ha potuto fare altro che ripetere la propria disponibilità a valutare le proposte dei viticoltori. Ma di proposte non se ne sono sentite, bensì solo una richiesta: aumentare sempre più il territorio coltivato a vigneti.

Ma i produttori di vino dovrebbero rendersi conto che, prima dei loro interessi economici, c’è il cosiddetto “bene comune”, che è l’habitat dove tutti noi viviamo: l’industrializzazione delle produzioni di vino non porta da nessuna parte; è la qualità che paga, qualità che purtroppo anche con la truffa di pochi giorni fa sul principe dei vini, il Brunello, viene messa in dubbio.

Siamo convinti che l’antica arte di fare il vino debba coesistere con le altre colture tipiche toscane, e non essere invasiva a tal punto da cambiare il paesaggio, che è il nostro segno distintivo e porta turismo forse più delle altre attrattive di cui la Toscana è ricca. Molti turisti alloggiano presso gli agriturismi ricercando tranquillità e benessere, ma oggi troppo spesso queste strutture sono a diretto contatto dei vigneti, belli da vedere, ma che abbisognano di trattamenti con fitofarmaci, considerati prodotti potenzialmente pericolosi per la salute. Questo è un problema molto sentito dai turisti, soprattutto stranieri: infatti molti, prima di prenotare, si informano presso i gestori o attraverso internet sulla vicinanza o meno di colture intensive a vigneto. Quindi, c’è il rischio reale che si vada incontro a un consistente calo di presenze nella nostra regione, che potrebbe frenare non solo la permanenza in agriturismo o in casa vacanza, ma anche lo stesso acquisto di bottiglie del nostro vino di qualità.

Italia Nostra non può che apprezzare il lavoro svolto dall’Assessore Regionale Anna Marson, la quale oltretutto ha dichiarato, anche a Siena, la sua disponibilità a valutare possibili integrazioni o migliorie al Piano Paesaggistico Toscano.

Italia Nostra Siena

Siena 19 settembre 2014

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articolo: il CittadinoOnLine 16/09/2014 – foto: Corriere della Sera 08/09/2014

Intervento di Paolo Benvenuti, direttore dell’Associazione Nazionale Città del Vino

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Il dibattito – con punte di forte criticità – che si è sviluppato intorno al Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Toscana, approvato di recente all’unanimità dal Consiglio Regionale, fa pensare ad alcune considerazioni.

Il paesaggio ha un valore strategico per il nostro Paese e, in particolare, per quei territori che – come accade in Toscana – ne hanno fatto un carattere distintivo. Le immagini del paesaggio toscano sono ben riconoscibili e costituiscono uno strumento di identificazione (e di identità) di straordinaria efficacia per la comunicazione e la promozione delle tante qualità della regione, ed è esso stesso percepito come sinonimo di “bellezza”. Tra queste qualità ci sono la viticoltura e il vino; il paesaggio vitato – infatti – costituisce l’elemento più caratterizzante dell’immagine della Toscana nel mondo ed è anche grazie ai vignaioli che oggi ammiriamo tanta bellezza.

Questo paesaggio, perché mantenga questi suoi caratteri di unicità che lo rendono simbolo di una intera regione, ha bisogno di essere ben gestito e per farlo occorrono delle regole, anche “minime”, che consentano di stabilire cosa sia giusto fare – o non fare – affinché questa sua caratteristica non venga meno.

Il richiamo dei Consorzi dei produttori (tra i più critici) ad una presunta offesa libertà di azione nella gestione dell’attività vitivinicola in relazione alle norme previste dal Piano, appare assai rischioso. Il tema, infatti, non può essere solo la “libertà di impresa” ma anche la qualità di questa attività imprenditoriale che nello specifico non può non tener conto dell’intreccio, ad esempio, tra l’andamento dei mercati e dei consumi con il problema dei cambiamenti climatici e della tutela dell’ambiente; si rischia di ragionare sul contingente ma di non farlo a sufficienza per quanto riguarda gli scenari futuri, per quello che potrà essere la viticoltura toscana (ma anche italiana) e come si potrà modificare in funzione di oggettive necessità di adeguamento.

Il Piano Paesaggistico territoriale non contiene prescrizioni aggiuntive; prende atto dei vincoli già esistenti e offre – e qui sta il suo oggettivo valore – una analisi la più approfondita possibile del territorio toscano. Mai uno studio di questo genere era stato realizzato con tale dettaglio e precisione. (altro…)

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“Finalmente caso delle ville a San Severo è arrivato in tribunale” – Italia Nostra ammessa al processo come parte civile `Riconosciuto all’associazione l’interesse alla tutela del territorio’

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CASOLE D’ELSA – Si è svolta il 2 aprile la prima udienza al tribunale di Siena del processo unificato “San Severo – Le Vigne”.

CON CARLO RIPA DI MEANA  – “Ricordiamo – scrive Italia Nostra – che la vicenda è iniziata nel 2007, quando la Procura della Repubblica di Siena iniziò a indagare, nel Comune di Carole d’Elsa, su alcuni casi di presunti abusi edilizi, dando origine ad una serie di sequestri immobiliari: San Severo, Le vigne, Poggio Marino, Pietralata di Berignone, Cavallano ed altri.

San Severo, il primo abuso edilizio in ordine temporale, fu anche il più eclatante: praticamente un intero villaggio nato al posto di un casolare.

Fu la sezione senese di Italia Nostra ad accendere i riflettori su questo caso, e a portare, nel gennaio 2007, a Casole d’Elsa l’allora presidente dell’associazione Carlo Ripa di Meana; il quale, preso atto della situazione, prese dure posizioni in merito”.

SEQUESTRO DEL CANTIERE – “Anche a seguito dell’allarme lanciato da Italia Nostra – proseguono gli esponenti dell’associazione -, nel maggio dello stesso anno ebbe luogo il sequestro del cantiere di San Severo da parte della Magistratura e della Guardia Forestale. Anche la Rai e altre emittenti private si interessarono della vicenda, continuando a seguirla nel tempo, come Ambiente Italia del Tg3.

A Italia Nostra viene ascritto il merito di aver contribuito al più grosso abbattimento immobiliare ad oggi avvenuto in Toscana, con gli oltre 5.000 mc di palazzine del complesso di San Severo demoliti nel novembre del 2009”.

TRIBUNALE – “Oggi, finalmente – conclude l’intervento di Italia Nostra – la vicenda approda nelle aule di giustizia, e Italia Nostra di Siena, patrocinata dall’avvocato Raffaele Sanpoli, è stata ammessa come parte civile nel procedimento penale. La sezione di Siena accoglie con soddisfazione il fatto di essere stata ammessa nel processo come parte civile; infatti in questo modo è stato pienamente riconosciuto all’associazione l’interesse specifico
alla tutela del territorio e dell’ambiente”

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