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Posts Tagged ‘Inquinamento’

dal CittadinoOnLine.it 02 Dicembre 2015 di lexdc

CentralinaPM10

SIENA. PM 10 o peggio ancora PM 2,5 le famigerate polveri sottili. Ci ha impressionato lo sconcerto dei governanti italiani, ministro Lorenzin in testa, di fronte ai numeri dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea): la Penisola nel 2012 ha registrato 84.400 decessi da inqui9namento, su un totale di 491mila a livello Ue. E l’area leader, in Italia, risulta essere la Pianura Padana. Per verificare i danni che queste particelle possono arrecare ci vogliono 40 anni circa. Normale che le aree più e da più tempo industrializzate al NordItalia lo scoprano prima. Fra venti anni arriverà la certificazione anche per la Terra dei Fuochi in Campania o anche prima: lì i rifiuti li hanno bruciati senza passare per l’inceneritore, in cui si aggiunge per tonnellata di rifiuti un mix di acqua e gesso di 700 chilogrammi. Con reazioni chimiche immaginabili e non.

E noi? Almeno in questo siamo rimasti un’isola felice? Lo scorso 10 ottobre Ilaria Ciuti, sulle pagine della Repubblica, edizione Firenze, scopre con stupore – pari a quello della Lorenzin?, ci chiediamo – che l’ultima ordinanza di blocco del traffico del Comune risale al 20 dicembre 2013. E giustamente si chiede: perché? Politiche per la riduzione dell’inquinamento non sono state predisposte, eppure c’è una relazione, sottoscritta da Arpat, che spiega come la qualità dell’aria sia migliorata. Un colpo di bacchetta magica? Quasi. Secondo l’assessore all’ambiente Alessia Bettini sarebbero la tramvia e le condizioni climatiche favorevoli ad aver fatto precipitare nei rilevamenti delle centraline dell’aria la quantità di polveri sottili sotto i limiti di legge. Quale legge? La Regione Toscana, con la scusa di adeguamenti legislativi che l’Europa ci chiede, ha cambiato le regole con la legge del 2011, provvedendo alla chiusura delle centraline più “cattive” riposizionandole dentro parchi pubblici (Boboli e l’Istituto ciechi di via Bassi a Firenze, come nota la Ciuti). Nel frattempo che si provvedeva materialmente allo spostamento delle attrezzature – ci vuole tempo anche per quello – le centraline spesso si guastavano e, nei periodi più difficili dal punto di vista dell’inquinamento, potevano anche smettere di funzionare.

Ma a Siena, si sa, siamo più bravi. Già nel 2011 vi avevamo raccontato (leggi) della chiusura a Poggibonsi della “cattiva” centralina di Largo Campidoglio, quella che segnalava inquinamento a raffica, che la giunta Coccheri ignorava bellamente – tanto i risultati con i malati di tumore si conosceranno tra non meno di 30 anni. Adesso, nei giardini pubblici di via De Amicis, non potrà più infastidire nessuno: via Pisana è diventata strada cittadina di scarsa consistenza di traffico e l’ospedale non esiste più. Pensiamo che tanti a Poggibonsi non sappiano dov’è via De Amicis e a suo tempo andammo a fotografarla dopo aver consultato lo stradario, visto che non trovavamo chi ce lo sapesse dire.

Bravi anche nel capoluogo: la centralina dei Due Ponti, strategicamente posizionata a monitorare i bus dell’allora Tra-In, è stata cancellata insieme con tutti i dati pessimi sulla qualità dell’aria che registrava. Delle giunte che hanno ignorato cosa ne venisse fuori è inutile parlarne, ignoravano di tutto dal Monte all’Università, figuriamoci qualcosa che non si vede. Ci dispiace solo che il vento trasporti questi particolati verso il Ruffolo, proprio a ridosso degli uffici dell’Arpat di Siena. Ma, tanto, non si vedono e per le conseguenze ci vorranno anni ancora da venire: non sapendo viviamo tranquilli, no? Meglio spostarsi allora in viale Bracci, strada non frequentata da camion, senza siti produttivi, con poca popolazione e quindi poche caldaie: la centralina adesso è lì, ed è molto più rassicurante per un sindaco distratto. Negli ultimi sei mesi è andata vicino ai limite di legge una sola volta, a settembre.
Ma è come aver messo il rilevatore di incendi dentro il frigorifero.

dal CittadinoOnLine.it 02 Dicembre 2015 di lexdc

SuvInquinamento.JPG

 

 

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InceneritoreCo2_Mont (2)

dal il fatto quotidiano del 5 agosto 2015 di Patrizia Gentilini*
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/05/rifiuti-inceneritori-e-gestione-virtuosa-sono-in-antitesi/1935082/

Rifiuti: inceneritori e gestione virtuosa sono in antitesi

Il 4 agosto la Conferenza di Servizi della Provincia di Forlì-Cesena ha concluso il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dando parere favorevole per la trasformazione della classificazione dell’inceneritore di Forlì gestito da Hera (già industria insalubre di 1a classe A) da D10 (smaltimento a terra) a recupero energetico (R1). Questa modifica consentirà l’aumento di portata dell’impianto, il trattamento rifiuti speciali e di rifiuti urbani provenienti da tutta Italia in barba ai precedenti vincoli che consentivano l’incenerimento massimo di 120.000 tonnellate/anno di rifiuti urbani della sola provincia e vanifica l’impegno degli amministratori di ridurre la portata dell’impianto a fronte di un contestuale aumento della raccolta differenziata.

In concomitanza con questa decisione si sono registrate le immediate dimissioni dell’assessore all’Ambiente, Alberto Bellini che dal 2009 si era impegnato per promuovere la raccolta domiciliare e ridurre la quantità di rifiuti da incenerire. Quanto successo il 4 agosto a Forlì non è certo un caso isolato ma un esempio paradigmatico di quanto si sta registrando un po’ in tutta Italia “grazie” alle innovazioni dello “Sblocca Italia” che, specie all’art.35, hanno spianato completamente la strada all’incenerimento dei rifiuti.

Tutto questo appare nettamente in contrasto con ciò che le norme europee (Direttiva quadro 2008/98/CE) hanno da tempo delineato, stabilendo una precisa gerarchia per una corretta gestione dei rifiuti. Tale direttiva è stata recepita in Italia con il D.Lgs 205/2010, in cui in particolare l’Articolo 179, al comma 1, si stabiliscono le priorità secondo cui deve essere gestita qualsiasi frazione merceologica dei rifiuti: prevenzione; preparazione per il riutilizzo; riciclaggio; recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; smaltimento.

Il legislatore ha voluto comunque chiaramente sancire la priorità del recupero di materia rispetto al recupero di energia affermando che: “nel rispetto della gerarchia del trattamento dei rifiuti le misure dirette al recupero dei rifiuti mediante la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio o ogni altra operazione di recupero di materia sono adottate con priorità rispetto all’uso dei rifiuti come fonte di energia”. Ciò è perfettamente logico se si considera l’analisi del ciclo di vita dei vari materiali o Lca (Life Cycle Assessment) che dimostrano come il risparmio in termini di consumi energetici ed emissioni inquinanti delle operazioni di riciclaggio e recupero di plastiche, alluminio, acciaio, carta etc. sia estremamente più vantaggioso rispetto alla loro produzione ex-novo.

Del resto è sotto gli occhi di tutti che incenerimento e gestione virtuosa dei rifiuti sono antitetici perché è ovvio che per ammortizzare i costi imponenti di costruzione di un inceneritore deve essere garantita per decine di anni una congrua quantità di rifiuti da bruciare. Tutto questo in barba ancora una volta agli obiettivi previsti per la raccolta differenziata ed al fatto che il nostro Paese si collochi fra i 12 peggiori (Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Italia, Lituania, Lettonia, Malta, Polonia, Romania e Slovacchia) per gestione dei rifiuti urbani fra i 27 dell’Ue Paesi con punteggio inferiore alla media. Per non parlare delle multe a noi comminate – in particolare per la cattiva gestione dei rifiuti in Campania – che ammontano ormai a diverse centinaia di milioni di euro.

Per quanto poi riguarda l’impatto ambientale e sanitario degli inceneritori esiste ormai una corposa letteratura scientifica prodotta sia nel nostro Paese che a livello internazionale: nessuno può negare che dalla combustione dei rifiuti vengano emesse sostanze tossiche e cancerogene: ossidi di azoto e di zolfo, polveri fini e ultrafini, diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), metalli pesanti (cadmio, arsenico, berillio, nickel) che sono comunque pericolosi anche se a basse dosi, anche se “entro i limiti di legge”, nonché enormi quantità di scorie, ceneri e fanghi.

Le popolazioni che vivono e/o lavorano nei pressi degli inceneritori, anche se di ultima generazione, sono soggette ad una maggior mortalità e/o incidenza di patologie, in particolare tumori, come riscontrato di recente anche a Vercelli, malformazioni, alterazioni degli esiti riproduttivi umani (maggior incidenza di aborti spontanei, di nati pretermine e basso peso), contaminazione della catena alimentare.

Possiamo davvero pensare che, per miracolo, una volta che inceneritori, in precedenza classificati come “industria insalubre di I classe” sono stati riconvertiti in “insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente“ tutto questo non accada più? E le centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti che viaggeranno su camion su e giù per l’Italia contribuiranno al miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo?

Patrizia Gentilini
Medico oncologo ed ematologo, membro di Isde e Medicina Democratica

dal il fatto quotidiano del 5 agosto 2015

Clicca qui per un articolo da Leggere/Stampare (in pdf) sul solito argomento pubblicato su Gaia

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da SOS geotermia

NO Geotermia Speculativa e Inquinante giovedì 5 novembre 2015 a Roma

NoGeSiNov2015

E’ possibile prenotarsi anche per partecipare al Convegno che si terrà all’interno della Camera dei Deputati; è necessario accreditarsi fornendo i propri dati (nome e cognome) all’indirizzo e-mail: nogesi@inventati.org entro improrogabilmente sabato 31 ottobre 2015 (per gli uomini è obbligatorio indossare la giacca).

20151105_programma_nogesi-montecitorio

da http://sosgeotermia.noblogs.org/2015/10/25/5-novembre-2015-iniziativa-della-rete-nazionale-nogesi-a-montecitorio-tutti-a-roma/

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da La Nazione – Siena 24 Ottobre 2015

A TALE proposito ieri a Sovicille, nei locali della Banca Cras, si è svolto in incontro pubblico con la cittadinanza.
«Siamo qui perché crediamo di essere arrivati alla definizione del progetto di bonifica dell’area – sottolinea Elisabetta Menchetti, presidente del coordinamento Merse, formato da associazioni ambientaliste e culturali della zona che dal 2001 si occupa di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa tematica – Ci sono stati molti progressi, ma non sono stati diffusi in maniera soddisfacente nei confronti della popolazione.

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Clicca sotto per leggere l’articolo

MerseBonificaOttobre2015

da La Nazione – Siena 24 Ottobre 2015

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Assemblea/convegno sulle problematiche della bonifica della Val di Merse venerdì prossimo, 23 ottobre, alle 16.30  a Sovicille – Auditorium Banca CRAS Via del Crocino 2, Sovicille – Si

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Auditorium Banca CRAS Via del Crocino 2, Sovicille – Si

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da gonews 04 Ottobre 2015

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“Una tranquilla domenica quella appena trascorsa a San Gimignano, animata però da un gruppo di giovani che nella mattina hanno attraversato le piazze del centro con un flash mob ideato per contestare le misure previste in materia di rifiuti nello Sblocca Italia del governo Renzi.

Un carro trasformato in un inceneritore fiabesco che ingurgita rifiuti portati a spalla dalle regioni italiane, un sindaco che tranquillizza le folle, un santone che declama le sue previsioni (attuali, più che apocalittiche) e dottori che distribuiscono mascherine: personaggi caricaturali per raccontare la contrarietà a quel decreto in cui i “termovalorizzatori” si definiscono “strategici”, oltre alle trivellazioni petrolifere e alle infrastrutture per il gas.

Il decreto del governo Renzi ne prevede 12 di nuova costruzione, uno dei quali sarà acceso a Firenze e in attesa dei nuovi inceneritori, si assisterà anche al trasferimento dei rifiuti da quelle Regioni ormai congestionate da discariche sature verso quelle che l’inceneritore già lo hanno, ma che non raggiungono un conferimento massimo da bruciare. Succederà quindi che, anche i territori che riusciranno a produrre meno quantitativi di rifiuti da incenerire, respireranno una buona quantità di nanoparticelle grazie agli altri territori che invieranno le loro eccedenze. La premialità per comunità più attente non è contemplata: tutti i termovalorizzatori dovranno bruciare al massimo delle loro capacità. Tirando in ballo la direttiva Ue del 2008 (che propone riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riuso, riciclaggio e impianti Tmb per trattamenti “a freddo”), si cerca di attuare un rimedio a un problema che costa all’Italia ingenti penali dovute al mancato raggiungimento del 65% di differenziata.

Per questi ragazzi, testimoni di un tempo governato da una politica sorda e autoritaria, incrementare l’incenerimento dei rifiuti si presenta come una contraddittoria soluzione per i seguenti motivi: innanzitutto perché gli impianti devono restare in funzione di 20-30 anni per ammortizzare i costi d’investimento, poi per la questione dei “minimi garantiti di rifiuti” conferiti dai comuni ai gestori degli impianti (quantitativi che, se non rispettati, comportano il pagamento di penali e conseguente rallentamento nell’attuazione di programmi per la raccolta differenziata). Senza contare poi la produzione di ceneri altamente pericolose, da gestire in speciali discariche che vanno ad aggiungersi ai costi di bolletta, rimanendo poi in eredità alle future generazioni assieme a una qualità dell’aria ormai compromessa.

“Tenendo a mente la legge di Lavoisier “nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma” e le trasformazioni che gli stessi impianti ci regalano, oggi siamo stati noi a trasformarci in quello che più spaventa. Siamo stanchi di esser continuamente presi in giro (spacciando gli inceneritori come una strada obbligata per chiudere le discariche), siamo stanchi di sentirci ripetere da istituzioni cittadine solo frasi uscite dalla bocca di un premier che, fra l’altro, nessuno ha eletto democraticamente e che governa grazie a una legge giudicata incostituzionale, stanchi di vedere sempre prevalere l’interesse economico sfruttando quelli che ci sono stati lasciati dai nostri nonni come beni comuni da difendere e proteggere””.

Organizzatori del flash mob

da gonews 04 Ottobre 2015
http://www.gonews.it/2015/10/04/san-gimignano-flash-mob-per-dire-no-alla-politica-degli-inceneritori/

Altri articoli sull’inceneritore di Poggibonsi:

Italia Nostra di Siena partecipa al presidio davanti all’inceneritore dei Fosci a Poggibonsi

ALTRI RIFIUTI ALL’INCENERITORE DI POGGIBONSI: NO GRAZIE. PIU’ RACCOLTA DIFFERENZIATA MENO INCENERITORI!

Poggibonsi – San Gimignano: Inceneritore Foci in arrivo rifiuti della Calabria

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da La Nazione 09 Agosto 2015

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da La Nazione 09 Agosto 2015

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CeramicaSenese2015

da La Nazione 09 Agosto 2015

 

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