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Posts Tagged ‘inceneritori’

da Il Cambiamento di Redazione – 21 Gennaio 2016

È passato con il sì di 15 Regioni e il no di 5 il cosiddetto “decreto inceneritori”, con cui il governo punta a costruire in Italia altri nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti. Un paese, il nostro, piantato nelle paludi degli interessi privati!

5 Regioni contro1

5 Regioni contro2

5 Regioni contro3

da Il Cambiamento di Redazione – 21 Gennaio 2016

Qui articolo originale

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da Greenreport.it 5 gennaio 2016

Dopo un dicembre soffocante l’Agenzia fornisce il quadro aggiornato della situazione. Nei primi giorni del 2016 già 14 nuovi sforamenti per il Pm10. Elevato anche il Pm2.5

La pioggia NON cancella il problema dello smog in Toscana: nelle 32 centraline della rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria in Toscana attive per la misurazione del Pm10 nel mese di dicembre si sono registrati 303 superamenti del limite di 50 µg/m3; superamenti che in alcuni casi ci sono stati quasi tutti i giorni e che hanno interessato 24 centraline Il numero massimo di 35 superamenti annui del limite giornaliero per le Pm10, previsto dalla normativa, è stato superato in 5 stazioni, con un «netto peggioramento» rispetto al 2014 (quando lo sforamento fu di una sola stazione).

È questo lo sconsolante quadro della situazione fornito dall’Arpat sulla qualità dell’aria dopo un dicembre terribile per lo smog in Italia (e altrove ben più che in Toscana). Adesso le «mutate condizioni (altro…)

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da Altra Economia – –di Luca Martinelli – 12 novembre 2015

Campagne Igiene urbana: gli abitanti serviti dal “porta a porta” sono 11.898 su circa 13.500

Nuove case popolari in un ex Magazzino, rifiuti zero e pasti biologici nelle mense scolastiche: le buone pratiche del “Comune virtuoso” dell’anno, in provincia di Lucca. La biblioteca ha sede nel Palazzo mediceo, ristrutturato nel corso degli ultimi anni, che è stato riconosciuto dall’UNESCO nel Patrimonio mondiale dell’Umanità

SeravezzaLe dodici nuove case popolari di Valventosa sono state ricavate dal recupero di un ex magazzino comunale, lungo il fiume Vezza. La luce entra dai finestroni di quest’officina nata nel Settecento per la lavorazione del ferro, e illumina il grande atrio, uno spazio comune sotto gli archi. Il 28 settembre tutti i cittadini di Valventosa e Ruosina, due frazioni del Comune di Seravezza, in provincia di Lucca, sono stati invitati qui dall’amministrazione comunale, per la presentazione del progetto “porta a porta”, cioè l’estensione della raccolta a domicilio dei rifiuti solidi urbani che, partita nel 2008 in pianura, risale verso le frazioni collinari. “Ad oggi, gli abitanti serviti sono 11.898 su circa 13.500. Da ottobre si aggiungeranno altre 110 famiglie” spiega l’ingegner Consuelo Belluomini, responsabile dell’ufficio ambiente dell’ente. L’edilizia sociale e l’attenzione al ciclo dei rifiuti sono solo due degli elementi che hanno portato a Seravezza il riconoscimento di “Comune virtuoso dell’anno”, con il premio assegnato il 19 settembre 2015 dall’associazione dei Comuni virtuosi (http://comunivirtuosi.org).

“Dal 2006 lavoriamo per restituire un’identità a un territorio importante, oscurata da quelli vicini” racconta il sindaco Ettore Neri. È nel centro storico di Seravezza, dall’incontro tra il Vezza e il Serra, che nasce il fiume Versilia, ma il mare dell’omonima riviera -quello famoso di Viareggio e del Forte dei Marmi- qui non c’è. Neri amministra un Comune nell’entroterra, il cui territorio sale dai 3 metri sul livello del mare di Querceta fino ai quasi 1.600 del monte Altissimo, nel cuore delle Alpi Apuane. ……

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da Altra Economia  –di Luca Martinelli – 12 novembre 2015

MansaBambini

 

 

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InceneritoreCo2_Mont (2)

dal il fatto quotidiano del 5 agosto 2015 di Patrizia Gentilini*
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/05/rifiuti-inceneritori-e-gestione-virtuosa-sono-in-antitesi/1935082/

Rifiuti: inceneritori e gestione virtuosa sono in antitesi

Il 4 agosto la Conferenza di Servizi della Provincia di Forlì-Cesena ha concluso il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dando parere favorevole per la trasformazione della classificazione dell’inceneritore di Forlì gestito da Hera (già industria insalubre di 1a classe A) da D10 (smaltimento a terra) a recupero energetico (R1). Questa modifica consentirà l’aumento di portata dell’impianto, il trattamento rifiuti speciali e di rifiuti urbani provenienti da tutta Italia in barba ai precedenti vincoli che consentivano l’incenerimento massimo di 120.000 tonnellate/anno di rifiuti urbani della sola provincia e vanifica l’impegno degli amministratori di ridurre la portata dell’impianto a fronte di un contestuale aumento della raccolta differenziata.

In concomitanza con questa decisione si sono registrate le immediate dimissioni dell’assessore all’Ambiente, Alberto Bellini che dal 2009 si era impegnato per promuovere la raccolta domiciliare e ridurre la quantità di rifiuti da incenerire. Quanto successo il 4 agosto a Forlì non è certo un caso isolato ma un esempio paradigmatico di quanto si sta registrando un po’ in tutta Italia “grazie” alle innovazioni dello “Sblocca Italia” che, specie all’art.35, hanno spianato completamente la strada all’incenerimento dei rifiuti.

Tutto questo appare nettamente in contrasto con ciò che le norme europee (Direttiva quadro 2008/98/CE) hanno da tempo delineato, stabilendo una precisa gerarchia per una corretta gestione dei rifiuti. Tale direttiva è stata recepita in Italia con il D.Lgs 205/2010, in cui in particolare l’Articolo 179, al comma 1, si stabiliscono le priorità secondo cui deve essere gestita qualsiasi frazione merceologica dei rifiuti: prevenzione; preparazione per il riutilizzo; riciclaggio; recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; smaltimento.

Il legislatore ha voluto comunque chiaramente sancire la priorità del recupero di materia rispetto al recupero di energia affermando che: “nel rispetto della gerarchia del trattamento dei rifiuti le misure dirette al recupero dei rifiuti mediante la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio o ogni altra operazione di recupero di materia sono adottate con priorità rispetto all’uso dei rifiuti come fonte di energia”. Ciò è perfettamente logico se si considera l’analisi del ciclo di vita dei vari materiali o Lca (Life Cycle Assessment) che dimostrano come il risparmio in termini di consumi energetici ed emissioni inquinanti delle operazioni di riciclaggio e recupero di plastiche, alluminio, acciaio, carta etc. sia estremamente più vantaggioso rispetto alla loro produzione ex-novo.

Del resto è sotto gli occhi di tutti che incenerimento e gestione virtuosa dei rifiuti sono antitetici perché è ovvio che per ammortizzare i costi imponenti di costruzione di un inceneritore deve essere garantita per decine di anni una congrua quantità di rifiuti da bruciare. Tutto questo in barba ancora una volta agli obiettivi previsti per la raccolta differenziata ed al fatto che il nostro Paese si collochi fra i 12 peggiori (Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Italia, Lituania, Lettonia, Malta, Polonia, Romania e Slovacchia) per gestione dei rifiuti urbani fra i 27 dell’Ue Paesi con punteggio inferiore alla media. Per non parlare delle multe a noi comminate – in particolare per la cattiva gestione dei rifiuti in Campania – che ammontano ormai a diverse centinaia di milioni di euro.

Per quanto poi riguarda l’impatto ambientale e sanitario degli inceneritori esiste ormai una corposa letteratura scientifica prodotta sia nel nostro Paese che a livello internazionale: nessuno può negare che dalla combustione dei rifiuti vengano emesse sostanze tossiche e cancerogene: ossidi di azoto e di zolfo, polveri fini e ultrafini, diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), metalli pesanti (cadmio, arsenico, berillio, nickel) che sono comunque pericolosi anche se a basse dosi, anche se “entro i limiti di legge”, nonché enormi quantità di scorie, ceneri e fanghi.

Le popolazioni che vivono e/o lavorano nei pressi degli inceneritori, anche se di ultima generazione, sono soggette ad una maggior mortalità e/o incidenza di patologie, in particolare tumori, come riscontrato di recente anche a Vercelli, malformazioni, alterazioni degli esiti riproduttivi umani (maggior incidenza di aborti spontanei, di nati pretermine e basso peso), contaminazione della catena alimentare.

Possiamo davvero pensare che, per miracolo, una volta che inceneritori, in precedenza classificati come “industria insalubre di I classe” sono stati riconvertiti in “insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente“ tutto questo non accada più? E le centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti che viaggeranno su camion su e giù per l’Italia contribuiranno al miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo?

Patrizia Gentilini
Medico oncologo ed ematologo, membro di Isde e Medicina Democratica

dal il fatto quotidiano del 5 agosto 2015

Clicca qui per un articolo da Leggere/Stampare (in pdf) sul solito argomento pubblicato su Gaia

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da QUINEWS Firenze 15 Ottobre 2015

FIRENZE — Al grido basta inceneritori sono scesi per le strade firenze calando striscioni davanti a Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita, per protestare contro la realizzazione del termovalorizzatore di Case Passerini…..

NoInceneritorePonteVecchio2

Articolo e altre foto qui: http://www.quinewsfirenze.it/no-inceneritore-striscioni-su-ponte-vecchio.htm

da QUINEWS Firenze 15 Ottobre 2015

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da QuiNews Valdelsa 06 Ottobre 2015

Il Comune di Certaldo quello più “riciclone” della Toscana grazie ad una attenta gestione della raccolta differenziata

DifferenziataCertaldo

CERTALDO — Più svuoti il contenitore grigio e meno paghi: funziona più o meno così la politica messa in atto dall’amministrazione comunale di Certaldo riguardo alla raccolta differenziata. Rifiuti indifferenziati per i quali è quindi possibile ottenere delle riduzioni che per le utenze domestiche sono del 15 o del 30 per cento a patto che si rispettino alcuni requisiti, come ad esempio quelli di non avere ricevuto sanzioni o segnalazioni per abbandono di rifiuti.

La riduzione del 30 per cento sarà applicata alle famiglie che svuoteranno il contenitore grigio fino ad 80 litri per abitante l’anno, con la riduzione che scende al 15 per cento se vengono conferiti da 81 a 120 litri per abitante l’anno. Tanto per fare alcuni esempi, ad una famiglia di 3 persone dotata di un contenitore del grigio da 35 litri viene applicata una riduzione del 30 per cento se effettua fino a 6 svuotamenti, così come la stessa famiglia ottiene una riduzione del 15 per cento se effettua tra 7 e 10 svuotamenti nel corso dell’anno.

“Certaldo è stato premiato come Comune riciclone lo scorso 7 luglio per avere ottenuto il primo posto in Toscana per i comuni sopra 10mila abitanti. Il premio va visto però come uno stimolo per proseguire con impegno sulla strada della riduzione – ha detto l’assessore di riferimento Piero Di Vita – e di una migliore gestione dei rifiuti”.

Politiche che hanno un peso non soltanto sulle tasche dei cittadini, ma che fanno si che anche l’ambiente venga rispettato nella giusta maniera: “Considerato che l’utilizzo del contenitore grigio domestico è non solo un dovere sottoscritto nel momento in cui l’utenza viene attivata, ma è anche necessario per ottenere le riduzioni previste per la Tari”.

da QuiNews Valdelsa 06 Ottobre 2015

http://www.quinewsvaldelsa.it/rifiuti-piu-svuoti-meno-paghi.htm

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da gonews 04 Ottobre 2015

san_gimignano_flash_mob_no_inceneritore_2015_10_04_SCritta

“Una tranquilla domenica quella appena trascorsa a San Gimignano, animata però da un gruppo di giovani che nella mattina hanno attraversato le piazze del centro con un flash mob ideato per contestare le misure previste in materia di rifiuti nello Sblocca Italia del governo Renzi.

Un carro trasformato in un inceneritore fiabesco che ingurgita rifiuti portati a spalla dalle regioni italiane, un sindaco che tranquillizza le folle, un santone che declama le sue previsioni (attuali, più che apocalittiche) e dottori che distribuiscono mascherine: personaggi caricaturali per raccontare la contrarietà a quel decreto in cui i “termovalorizzatori” si definiscono “strategici”, oltre alle trivellazioni petrolifere e alle infrastrutture per il gas.

Il decreto del governo Renzi ne prevede 12 di nuova costruzione, uno dei quali sarà acceso a Firenze e in attesa dei nuovi inceneritori, si assisterà anche al trasferimento dei rifiuti da quelle Regioni ormai congestionate da discariche sature verso quelle che l’inceneritore già lo hanno, ma che non raggiungono un conferimento massimo da bruciare. Succederà quindi che, anche i territori che riusciranno a produrre meno quantitativi di rifiuti da incenerire, respireranno una buona quantità di nanoparticelle grazie agli altri territori che invieranno le loro eccedenze. La premialità per comunità più attente non è contemplata: tutti i termovalorizzatori dovranno bruciare al massimo delle loro capacità. Tirando in ballo la direttiva Ue del 2008 (che propone riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riuso, riciclaggio e impianti Tmb per trattamenti “a freddo”), si cerca di attuare un rimedio a un problema che costa all’Italia ingenti penali dovute al mancato raggiungimento del 65% di differenziata.

Per questi ragazzi, testimoni di un tempo governato da una politica sorda e autoritaria, incrementare l’incenerimento dei rifiuti si presenta come una contraddittoria soluzione per i seguenti motivi: innanzitutto perché gli impianti devono restare in funzione di 20-30 anni per ammortizzare i costi d’investimento, poi per la questione dei “minimi garantiti di rifiuti” conferiti dai comuni ai gestori degli impianti (quantitativi che, se non rispettati, comportano il pagamento di penali e conseguente rallentamento nell’attuazione di programmi per la raccolta differenziata). Senza contare poi la produzione di ceneri altamente pericolose, da gestire in speciali discariche che vanno ad aggiungersi ai costi di bolletta, rimanendo poi in eredità alle future generazioni assieme a una qualità dell’aria ormai compromessa.

“Tenendo a mente la legge di Lavoisier “nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma” e le trasformazioni che gli stessi impianti ci regalano, oggi siamo stati noi a trasformarci in quello che più spaventa. Siamo stanchi di esser continuamente presi in giro (spacciando gli inceneritori come una strada obbligata per chiudere le discariche), siamo stanchi di sentirci ripetere da istituzioni cittadine solo frasi uscite dalla bocca di un premier che, fra l’altro, nessuno ha eletto democraticamente e che governa grazie a una legge giudicata incostituzionale, stanchi di vedere sempre prevalere l’interesse economico sfruttando quelli che ci sono stati lasciati dai nostri nonni come beni comuni da difendere e proteggere””.

Organizzatori del flash mob

da gonews 04 Ottobre 2015
http://www.gonews.it/2015/10/04/san-gimignano-flash-mob-per-dire-no-alla-politica-degli-inceneritori/

Altri articoli sull’inceneritore di Poggibonsi:

Italia Nostra di Siena partecipa al presidio davanti all’inceneritore dei Fosci a Poggibonsi

ALTRI RIFIUTI ALL’INCENERITORE DI POGGIBONSI: NO GRAZIE. PIU’ RACCOLTA DIFFERENZIATA MENO INCENERITORI!

Poggibonsi – San Gimignano: Inceneritore Foci in arrivo rifiuti della Calabria

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