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Posts Tagged ‘Gaiole in Chianti’

Riceviamo da WWF Siena e volentieri diffondiamo:

Domenica 14 aprile 2019 è la Marcia STOP Pesticidi!

Marcia nel Chianti Senese da Radda in Chianti a Gaiole in Chianti, partenza alle ore 14.00

In Europa si consumano 400.000 TONNELLATE di pesticidi all’anno. L’Italia è al terzo posto in Europa per consumo di sostanze chimiche in agricoltura. I residui di queste sostanze si concentrano nell’ambiente e nei nostri piatti: il 67% delle acque superficiali, il 33% delle acque sotterranee, il 66% della frutta e il 40% degli ortaggi che mangiamo risultano contaminati!

I rischi per l’ambiente e la biodiversità sono molteplici e ancora non del tutto conosciuti, mentre molti studi hanno ormai accertato conseguenze per la salute umana dall’esposizione “cronica” ai pesticidi, ovvero all’esposizione a dosi piccole e prolungate nel tempo, spesso con interazione di diversi principi attivi, rilevando un aumento dell’incidenza di vari tipi di tumori (cerebrali, alla mammella, al pancreas, ai testicoli, al polmone, sarcomi, leucemie, linfomi non Hodgkin e mielosi) e di malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer.

L’inquinamento degli alimenti è un problema sempre più concreto, che – oltre ai lavoratori direttamente esposti e a chi vive accanto ai campi trattati – colpisce soprattutto i più piccoli. Alcune sostanze possono infatti arrivare al feto attraversando la placenta mentre i lattanti assorbono fitofarmaci attraverso il latte materno.

Per combattere la distruzione dell’ambiente e della biodiversità, per combattere il pericolo che incombe sulla salute di tutta la popolazione il 14 Aprile non mancare, facciamo sentire la nostra voce!

Il cambiamento siamo noi. Smettiamo di comprare cibo industriale. Compriamo prodotti biologici e locali, favoriamo le aziende che non usano pesticidi. La natura e i nostri figli ci ringrazieranno.

Con il patrocinio dei Comuni di Radda in Chianti e Gaiole in Chianti

PROGRAMMA:

h 14.00     Ritrovo presso i giardini pubblici di Radda in Chianti e partenza della marcia per circa 9 km lungo strade asfaltate e sterrate con il seguente percorso: Radda – La Villa – Vistarenni –                             Donato in Perano – Vertine – Gaiole in Chianti.
h 17.30     Arrivo in piazza a Gaiole con l’accompagnamento di Bandão e interventi delle associazioni partecipanti.

Dopo la marcia sarà garantito un servizio navetta gratuito da Gaiole a Radda per il ritorno. Su prenotazione (tel. 3479811892 Nola o 3402183813 Gaia) e con un contributo minimo di 2 euro sarà inoltre disponibile un collegamento via bus da Siena a Radda in Chianti (ritrovo a Siena, al parcheggio Acqua Calda, alle 13.15) e ritorno in serata.

un’importante iniziativa a cui il Comitato aderisce

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da Cittadinoonline  1 giugno 2015

Gaiole in Chianti  Adine  – Annientare una collina per coprirla di cemento

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da Cittadinoonline  1 giugno 2015

http://www.ilcittadinoonline.it/lettere/annientare-una-collina-per-coprirla-di-cemento/

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Forse ricorderete la vicenda che nello scorso settembre aveva riguardato il sequestro dell’Hotel Le Corta di San Giusto. Si era trattato di un caso apparso subito grave. In calce al post troverete l’elenco di tutti i contributi apparsi e pubblicati sull’argomento. Ciò che scaturisce dalla lettura è la solidità dell’impianto accusatorio formulato dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, la cui professionalità è stata passata al vaglio attento dei supremi giudici della Corte di Cassazione e ne è uscita totalmente rafforzata. Complimenti a questi difensori della legalità ambientale. In provincia di Siena chi ha veramente a cuore la tutela dell’ambiente può ancora dormire sonni tranquilli. [Nota di I.N.Siena] 

Ecco il testo apparso sul quotidiano La Nazione:
“La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso per il dissequestro di un Hotel. I sigilli dopo un controllo della Forestale e del Nipaf. L’Hotel in località ‘Le Corta’ nel comune di Gaiole in Chianti rimane sotto sequestro.
A stabilirlo sono stati i giudici della Corte di Cassazione chiamati ad esprimere un giudizio dopo il ricorso presentato dal legale del titolare della struttura ricettiva.  I sigilli erano scattati nel mese di settembre dell’anno scorso a fronte di un sopralluogo da parte della Forestale della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della repubblica e dei loro colleghi del Nipaf.  Gli uomini in divisa avevano accertato un abuso edilizio.  L’hotel si trovava in un sito di importanza comunitaria.  Il Pubblico Ministero titolare dell’inchiesta aveva ordinato, dopo aver letto i verbali degli uomini della Forestale, che venissero apposti i sigilli. Il proprietario della struttura attraverso i propri avvocati impugnò il provvedimento e fece ricorso al Tribunale del Riesame. Quest’ultimo dette ragione al sostituto procuratore della Repubblica.  Il passo successivo è stato sottoporre la questione ai giudici della Suprema Corte.  Anche questi hanno confermato il sequestro.  La loro decisione è arrivata nella giornata del 29 Aprile.  Le motivazioni saranno depositate verosimilmente tra qualche settimana.”  

In considerazione dell’importanza della cosa, e per chi volesse approfondirla , di seguito riproponiamo i links ai vari post da noi pubblicati nei mesi scorsi sull’argomento 

1) RESPINTO IL RICORSO DEI LEGALI PER FAR TOGLIERE I SIGILLI A «LA CORTE DI S.GIUSTO» – Prestigioso albergo rimane sequestrato: parola dei giudici 

2) “Gaiole, paghi chi ha sbagliato” – “CORRIERE SIENA” del 26/09/2009 – Pag. 12  

3) Parte II Le Corta di San Giusto (Gaiole in Chianti) come Le Vigne (Casole d’Elsa) ?

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Le Corta San Giusto - PrimaLe Corta San Giusto - DopoRESPINTO dal tribunale del Riesame il ricorso per dissequestrare il prestigioso albergo a quattro stelle di Gaiole in Chianti, “Le Corta di San Giusto” eseguito lo scorso 21 settembre dagli uomini della Forestale. La decisione è stata notificata ieri alle parti dopo che i giudici avevano preso in esame il fatto il 6 ottobre e si erano riservati di decidere. Il provvedimento era scattato dai lavori di ristrutturazione del complesso ricettivo (dispone anche di ristorante, piscina e centro benessere; ha undici camere e tre appartamenti) che avevano portato la Forestale ad accertare «un irregolare e cospicuo ampliamento delle volumetrie». Secondo te indagini il piano di recupero dell’area «era stato realizzato sulla base di atti adottati illegittimamente dal Comune, cioè dall’ente preposto al rilascio dei permessi». L’immobile è ubicato in un sito di importanza comunitaria e come tale sottoposto a regole rigidissime.

L’OPERAZIONE della Forestale, oltre al sequestro aveva portato anche alla denuncia di quattro persone: funzionari pubblici, professionisti e imprenditori che in concorso fra loro avrebbero reso possibile l’ampliarnento. Gli atti del Comune che hanno consentito la realizzazione delle opere oggetto di sequestro erano per la Forestale «illegittimi».  [Da “La Nazione” del 10 ottobre 2009]

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corrsiena-gaiole

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La foto aerea di seguito riprodotta è di pubblico dominio; è reperibile nel sito web della Amministrazione Provinciale di Siena, nel sottosistema informativo “Limiti Amministrativi e Centri Abitati”. La procedura di navigazione non è immediata, ma comunque accessibile ai più, collegandosi all’indirizzo : http://geoserver.consorzioterrecablate.it/website/intergeo/viewer.htm

Selezionando l’area geografica in questione ed indicando il Volo Aereo IT98 (anno 1998) è possibile vedere lo stato dei luoghi in tale anno.

E’ evidente la densità del tessuto boschivo, che si sviluppa sino a pochi metri dal corpo di fabbrica dell’edificio principale. Non sono particolarmente evidenti neppure strade di particolare ampiezza.

Le Corta San Giusto - Prima

La foto seguente, invece, è facilmente scaricabile tramite un qualsiasi strumento di esplorazione fotografica satellitale (tipo Google Earth o VisualMap) mostra con evidenza come l’area edificata fosse in precedenza boscata. Anche la viabilità sembra essere stata potenziata nell’area, che secondo le indagini della Procura di Siena è risultata, in base agli strumenti urbanistici in vigore, non edificabile. Inoltre vi risulta vietata ogni riduzione dell’estensione dei boschi, cosa che invece è emersa con indiscutibile chiarezza.

Nonostante ciò, è stato approvato un Piano di Recupero che ha consentito di raddoppiare i volumi rispetto a quelli preesistenti, eliminando una porzione di area boscata. L’intervento dell’Autorità Giudiziaria è stato determinato, quindi, da fondati motivi paesaggistico-ambientali, visto il pregio della zona in piena campagna senese.Le Corta San Giusto - Dopo

Molto apprezzabile quindi l’attività di tutela ambientale espletata dal Corpo Forestale di Siena, cui vanno i sinceri complimenti di Italia Nostra di Siena.

A completamento di quanto detto per l’area chiantigiana, di seguito si può invece osservare l’evoluzione dell’area boschiva compresa tra Le Vigne e La Selva, nel Comune di Casole d’Elsa.  Le similitudini sembrano essere molteplici.

Anche in questo caso risulta evidente la devastazione del tessuto boschivo conseguente all’intervento edilizio.  L’area esboscata è molto estesa, addirittura superiore a quella di Le Corta di San Giusto.  In questo caso le autorità comunali non si sono accorte di niente, così come per San Severo (cfr il Video) . Italia Nostra di Siena si interroga sul fatto se il sindaco di Casole d’Elsa Piero Pii abbia già provveduto – o meno –  all’annullamento del titolo stesso ai sensi dell’art. 21 nonies della L. 241/1990, ravvisando le ragioni di interesse pubblico nel corretto adempimento dei compiti di controllo e gestione dei beni paesaggistici. Nella relazione dell’Arch.De Zordo si legge – infatti – che “i numerosi livelli di irregolarità riscontrati e sopra descritti non possono che portare ad una valutazione di totale illegittimità del titolo abilitativo, che costituisce la base per un provvedimento di autotutela da parte dell’Amministrazione Comunale che provveda all’annullamento del titolo stesso ai sensi dell’art. 21 nonies della L. 241/1990, ravvisando le ragioni di interesse pubblico nel corretto adempimento dei compiti di controllo e gestione dei beni paesaggistici.” cfr. La Relazione dell’arch. De Zordo sul complesso edilizio Le Vigne reperibile integralmente su www.casolenostra.org

Le Vigne - Primasopra lo stato dei luoghi prima dell’intervento edilizio; di seguito quella dopo; è particolarmente evidente “il buco nel bosco” Le Vigne - dopo

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Da quanto ci è dato leggere nei comunicati del CFS e nell’articolo del CorrSiena, sembra che i due tipi di intervento edilizio abbiano alcune somiglianze.  Il blog CasoleNostra fa un esplicito riferimento alla cosa iniziando il post “Il Buco nel Bosco” con queste esatte parole : “A Gaiole uno scempio con molti tratti in comune con quello delle Vigne a Casole d’Elsa.”

Nel prossimo post tenteremo una valutazione di tipo tecnico, basata su dati fotografici aerei oggettivi (aereofotogrammetrie). Per chi non conosca la storia del complesso de Le Vigne, riportiamo un video tratto dal TG 3 della Toscana datato 20 Giugno 2007 

Clicca per Lanciare il Video

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Le Corta 02

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Il piano di recupero dell’area, che si trova nel Comune di Gaiole in Chianti, era stato posto in essere sulla base di atti adottati illegittimamente dall’ente preposto al rilascio dei permessi. Quattro le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria.  Fonte: Ispettorato Generale http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/144021

Oggi il personale del NIPAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) di Siena ha dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo, disposto dal Tribunale Ordinario di Siena, di un complesso ricettivo nel Comune di Gaiole in Chianti, con sgombero degli edifici.
Le opere poste sotto sequestro, infatti, erano state costruite secondo atti della Pubblica Amministrazione risultati illegittimi.
L’area sulla quale si è costruito è risultata, in base agli strumenti urbanistici in vigore, non edificabile e inoltre vi risulta vietata ogni riduzione dell’estensione dei boschi. Nonostante ciò, è stato approvato un Piano di Recupero che ha consentito di raddoppiare i volumi rispetto a quelli preesistenti e di eliminare una porzione di area boscata.
La struttura a cui sono stati apposti i sigilli era utilizzata già da diversi mesi per accogliere turisti italiani e stranieri e pubblicizzata anche su internet.
L’intervento dell’Autorità Giudiziaria è stato determinato, oltre che da motivi paesaggistico-ambientali, visto il pregio della zona in piena campagna senese, anche da motivi di sicurezza pubblica. Infatti, i locali, in parte interrati completamente, non erano stati né collaudati, né dichiarati agibili.
Per questo l’esecuzione del sequestro ha reso necessario l’immediato sgombero dei locali con interruzione dell’attività ricettiva.
Le ipotesi investigative del personale del Corpo forestale dello Stato di Siena, che hanno consentito di ricostruire il complesso quadro giuridico-amministrativo, sono state accolte dall’Autorità Giudiziaria di Siena, che ha quindi disposto il sequestro preventivo degli immobili.
Quattro sono le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria di Siena, tra funzionari pubblici, professionisti ed imprenditori, in concorso tra di loro. I reati ipotizzati sono abuso d’ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, lottizzazione abusiva ed esecuzione dei lavori edilizi in totale difformità o assenza del permesso a costruire, e di prosecuzione nonostante l’ordine di sospensione. settembre 2009

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san giustoGAIOLE IN CHIANTI – Fa discutere il sequestro attuato lunedì nel cuore del Chianti ai danni di un complesso ricettivo i cui gestori, in seguito al provvedimento del Gip, si vedono costretti a sospendere l’attività. E’ vero che il periodo di alta stagione sta per finire, ma il danno per i prossimi mesi e per le eventuali prenotazioni resta elevato.

Oltretutto in molti si domandano perché mai una realizzazione per la quale i primi permessi risalgono al 2002, venga colpita solo oggi dal provvedimento di sequestro con delle ipotesi di reato piuttosto pesanti. E ancora sfugge, a chi conosce la zona e l’albergo Le Corta di San Giusto, la percezione immediata dell’impatto ambientale. Insomma, dal punto di vista paesaggistico quella struttura, a prima vista, non appare come una ferita lacerante nel territorio, almeno non così invasiva come altre realtà.

Eppure la indagini della procura, coordinate dal pm Francesca Firrao e condotte dagli uomini del Corpo Forestale, hanno prodotto un fascicolo di migliaia di pagine ipotizzando la violazione di una norma molto importante che riguarda i siti di interesse comunitario.

L’albergo posto sotto sequestro infatti sorge all’interno del Sito di Importanza Comunitaria “Monti del Chianti” istituito per la tutela della biodiversità. Chi decide di edificare in questo tipo di aree è obbligato a presentare uno “studio” sul possibile impatto che l’intervento può avere sugli habitat tutelari. Lo studio deve poi essere vagliato dalla Regione chiamata a valutare l’incidenza degli interventi richiesti sulla base dello studio presentato.

Nel caso del complesso del Chianti questa procedura non è mai stata attivata.

L’inchiesta è partita da un esposto scaturito proprio dallo stesso comune di Gaiole, pare, su un elemento di difformità all’interno del complesso. Da qui sono scattate le indagini della Forestale che si sono poi allargate a tutta una serie di altre inadempienze che hanno finito per coinvolgere lo stesso ufficio tecnico del Comune. Le concessioni edilizie sarebbero state rilasciate senza ottemperare alle imposizioni di legge. E, cosa grave, sarebbe stato rilasciato il permesso per edificare nel bosco, eliminando parte della

superficie boschiva. Il piano di recupero inoltre avrebbe aumentato i volumi, da qui il reato di abuso edilizio, portando i preesistenti 4000 metri cubi ai 10mila attuali. Le nuove volumetrie sono in parte interrate, quindi non immediatamente individuabili e riguardano per buona parte un centro benessere realizzato all’interno del complesso alberghiero.

Quanto ai tempi, e dunque come mai per un progetto che risale al

2002 e una struttura già attiva da tempo si ipotizza un reato a distanza di sette anni, tutto sarebbe legato al fatto che il completamento delle realizzazioni è attuale.

Intanto sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Gaiole Michele Pescini. “A nome mio e di tutta l’amministrazione comunale – ha detto – esprimo la piena fiducia nelle autorità inquirenti, chiedendo che sia fatta chiarezza, nel più breve tempo possibile, sui presunti abusi riscontrati sul complesso ricettivo ‘La Corta di San Giusto’, con sede a Gaiole in Chianti”. “Da parte nostra – ha continuato Pescini – c’è una totale disponibilità a collaborare affinchè lo svolgimento delle indagini possa contribuire a ripristinare, il prima possibile, una situazione di trasparenza e certezza, nel pieno rispetto dei cittadini di Gaiole e di tutto il territorio. Il Comune, in caso di accertamento della sussistenza di reati, è pronto a costituirsi parte lesa nella vicenda”.

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