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CupolaAereoSETTE DOMANDE SULL’AEROPORTO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA ENRICO ROSSI

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Le Associazioni firmatarie di questa lettera si rivolgono a Lei in qualità di governatore della Regione Toscana e quindi di garante della salute e della sicurezza dei cittadini, affinché chiarisca i punti più controversi del progetto e rassicuri gli abitanti della Piana, sul fatto che, una volta realizzato, l’aeroporto non peggiorerà le loro condizioni di vita.

Qui sotto tutto il documento da leggere/stampare in pdf

SETTE DOMANDE SULL’AEROPORTO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA ENRICO ROSSI

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da QUINEWS Firenze 15 Ottobre 2015

FIRENZE — Al grido basta inceneritori sono scesi per le strade firenze calando striscioni davanti a Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita, per protestare contro la realizzazione del termovalorizzatore di Case Passerini…..

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Articolo e altre foto qui: http://www.quinewsfirenze.it/no-inceneritore-striscioni-su-ponte-vecchio.htm

da QUINEWS Firenze 15 Ottobre 2015

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Da La Gazzetta di Firenze 16 Ottobre 2015

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da http://www.gazzettadifirenze.it/71807/

per l’articolo in PDF clicca qui

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da La Repubblica 30 Settembre 2015

74 perquisizioni in tutta Italia, 24 indagati. Al setaccio dei magistrati della Procura di Firenze appalti per opere stradali. Il procuratore: “Mazzette del 5 per cento dell’importo dei lavori”. E “sfruttavano le emergenze”

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fonte articolo  La Repubblica 30 Settembre 2015
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/09/30/news/corruzione_inchiesta_sui_vertici_di_anas_toscana_4_arresti-123975723/

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da La Repubblica 23 Luglio 2015

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da La Repubblica 23 Luglio 2015

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Firenze – Sabato 9 maggio 2015 ore 10-17 – via dei Servi,51
Palazzo Butini Gattai

Microsoft Word - ASSEMBLEA DELLA RETE DEI COMITATI PER LA DIFESA

Cliccare qui per leggere/stampare il comunicato in pdf

Italia Nostra Siena – 07 maggio 2015

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fonte : http://ingvterremoti.wordpress.com/2014/05/16/speciale-i-terremoti-nella-storia-18-maggio-1895-il-grande-terremoto-di-firenze/

Grazie ad un eccellente reportage di evento sismico di 120 anni che colpì la città di Firenze, possiamo riflettere su cosa accade quando una pericolosità sismica media, come quella dell’area fiorentina, si combina con un alto valore di beni esposti come Firenze, una città di medie dimensioni con uno straordinario patrimonio edilizio, monumentale e artistico di valore inestimabile.

La scossa, accompagnata da un fortissimo boato simile a un’esplosione, in città causò la caduta generale di oggetti e suppellettili nelle case, fece suonare le campane di alcune chiese e provocò il crollo di camini e porzioni di tetti, la caduta di tegole e calcinacci nelle vie, tanto che si alzò una densa nuvola di polvere.

[…] a un tratto un rombo cupo, poderoso, qualche cosa di rassomigliabile alla scarica di moschetteria di un mezzo reggimento, si fece sentire, e una scossa violenta, improvvisa, formidabile fece balzare uomini e cose, scosse oggetti e persone […] I più uscirono dai pubblici locali, caffè e trattorie […], dalle case […] dai teatri […] e in un momento Firenze fu piena di folla che si riversava per le vie

Alle 20:55 (ora locale) del 18 maggio 1895 una forte scossa di terremoto aveva colpito quasi tutta la provincia di Firenze, causando danni diffusi, in alcune zone anche gravi. Era un sabato sera e la cittadinanza fu sorpresa dalla scossa mentre si trovava nei caffè, nelle taverne e osterie, nei teatri, o mentre era a casa ancora seduta a tavola per la cena. L’impressione fu enorme: i fiorentini a memoria d’uomo non ricordavano un terremoto così forte.

In Piazza della Signoria Palazzo Vecchio durante la scossa fu visto oscillare “come un pendolo”, ma rimase illeso. Nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il celebre duomo di Firenze, si aprirono numerose crepe nelle volte e una catena che univa gli archi laterali della navata centrale si spezzò; dalla Cupola del Brunelleschi caddero intonaci e stuccature e la croce posta sulla cuspide della lanterna si piegò verso nord. Il celebre campanile di Giotto e il vicino Battistero subirono alcune lesioni ma non riportarono danni strutturali. Fra le chiese maggiormente danneggiate ci furono quella della Badia Fiorentina, San Gervasio, San Lorenzo, San Leonardo in Arcetri e altre ancora, fra cui quella di Santa Maria del Carmine; gli affreschi del Masaccio nella Cappella Brancacci, invece, non furono danneggiati. Il complesso di Santa Croce fu danneggiato soprattutto nell’area dell’ex-convento, mentre la chiesa riportò danni lievi. Danni prevalentemente leggeri subirono anche le chiese di Santa Maria Novella, San Miniato al Monte e Santo Spirito (SGA, 2007). Numerosi danni interessarono l’edilizia residenziale e privata della città, con lesioni diffuse e cadute di soffitti. Uno stabile crollò in Via Pier Capponi. Complessivamente circa 100 edifici risultarono inagibili. A Firenze non vi furono vittime e si contarono solo 6 feriti non gravi (Cioppi, 1995).

Molto peggio andò invece a diverse località nella zona posta immediatamente a sud di Firenze: i danni più gravi, infatti, furono registrati nell’area collinare estesa tra Sant’Andrea in Percussina, l’Impruneta, Grassina e Bagno a Ripoli, a ridosso dei rilievi del Chianti. NellaCertosa del Galluzzo crollò l’intero lato nord-occidentale del Chiostro Grande, distruggendo sedici preziose opere Robbiane che ornavano gli archi del porticato. Nell’abitato del Galluzzo, inoltre, crollarono alcuni edifici e diverse persone rimasero senza casa. Crolli e gravi danni si ebbero anche a Tavarnuzze, Impruneta, Sant’Andrea in Percussina, Croce a Varliano, Osteria Nuova, Pozzolatico e ai Falciani.

Le rovine di una casa colonica a Lappeggi [foto da Cioppi, 1995].

La zona dove si concentrarono i danni maggiori fu quella di Grassina, popolosa frazione del comune di Bagno a Ripoli. In località Lappeggi, sede di una Villa Medicea (anch’essa gravemente danneggiata), una ventina di case coloniche subirono crolli e danni talmente gravi da risultare inagibili; tre di queste crollarono completamente e fra le loro macerie morirono tre persone. Un’altra fattoria crollò nei pressi di San Martino a Strada, uccidendo una donna che vi abitava. Molto danneggiate furono le chiese e le ville storiche. Ci furono danni ingenti alle Ville Medicee di Lappeggi e dell’Ugolino e alla villa Demidoff di San Casciano Val di Pesa. Fra le chiese più colpite quelle di San Martino a Strada, Sant’Andrea in Percussina, Sant’Andrea a Morgiano, il Santuario dell’Impruneta e la chiesa dei SS. Stefano e Caterina aPozzolatico, il cui campanile dovette essere demolito perché pericolante (fu poi ricostruito nella sua forma medievale). Ancora oggi all’interno della chiesa di Pozzolatico è visibile una lapide in ricordo del terremoto del 1895, posta sotto l’altare della cappella votiva dedicata alla Madonna di Loreto. Crolli e dissesti non risparmiarono neppure il versante opposto delle colline fiorentine, a nord della città. Lesioni e danni interessarono chiese e ville storiche di tutta la collina fiesolana, da Settignano alla villa-castello di Poggio Gherardo (in cui crollò parzialmente la torre) a San Domenico fino alla Badia Fiesolana, seriamente danneggiata.Fiesole e le ville circostanti invece ebbero solo danni lievi.

Consigliamo fortemente la lettura del testo integrale su : http://ingvterremoti.wordpress.com/2014/05/16/speciale-i-terremoti-nella-storia-18-maggio-1895-il-grande-terremoto-di-firenze/

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Che si abbandoni l’inutile progetto del “Sottoattraversamento TAV di Firenze” per destinare quelle risorse al potenziamento della rete ferroviaria regionale e interregionale.

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A Firenze c’è un progetto delle Ferrovie dello Stato per costruire sotto il centro della città un doppio tunnel di 7 km ed una stazione sotterranea dedicati unicamente all’Alta Velocità. È una infrastruttura totalmente inutile per il sistema dei trasporti.
Il progetto, già appaltato dalle Ferrovie dello Stato a Nodavia (società, con Coopsette capofila, vincitrice dell’appalto), si presenta di problematica realizzazione sia per le pessime condizioni economiche dell’appaltatore, sia per le molteplici criticità irrisolte. Ricordiamo anche il pesante intervento della magistratura che ha rilevato gravi reati quali corruzione, associazione a delinquere, infiltrazioni di camorra, smaltimento abusivo di rifiuti, pessima qualità dei materiali utilizzati che avrebbero compromesso la sicurezza dei cittadini e delle stesse ferrovie (oltre 30 gli indagati tra i quali presidente Italferr, AD di Coopsette, dirigenti ministeriali).
Come cittadini contrari a questo progetto, lanciamo questa petizione perché l’opera è:

  • inutile: i treni “Alta Velocità” già passano da Firenze in superficie dal 14 dicembre 2009 senza alcun problema;
  • dannosa: rischi ambientali altissimi sia per il patrimonio abitativo che per quello monumentale, per il quale Firenze è conosciuta in tutto il mondo. Infatti ad ottobre 2013, il monitoraggio dell’ARPAT ha rilevato che  la falda acquifera nella zona di Campo Marte si è già alzata di circa 1,5 mt. con oggettivi pericoli alle fondamenta degli edifici sia  a monte che a valle;
  • costosa: circa 2 miliardi di €, che, per le esperienze italiane di grandi opere, sono destinati ad aumentare.

Stante questa situazione, chiediamo alla politica nazionale e locale di annullare l’inutile progetto del “Sottoattraversamento TAV di Firenze” e destinare le risorse al potenziamento della rete ferroviaria regionale e interregionale per un migliore servizio sia  per i pendolari, che rappresentano la stragrande maggioranza degli utenti dei treni, sia per coloro che si spostano su piccole tratte.
Una risorsa siffatta consentirebbe la realizzazione a Firenze di un servizio metropolitano di superficie che favorirebbe i cittadini diminuendo il traffico automobilistico e quindi l’inquinamento che raggiunge spesso livelli altissimi.

Firma la PETIZIONE clicca QUI

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FERROVIE E SINDACATI – TAV E FIRENZE

ITALIA NOSTRA FIRENZE – CITTADINI AREA FIORENTINA – COMITATI DEI CITTADINI – FIRENZE

«DIPINTE  IN  QUESTE  RIVE SON  DELL’UMANA  GENTE LE  MAGNIFICHE  SORTI  E  PROGRESSIVE»
(Giacomo Leopardi, La ginestra, vv. 49-51)

L’appello alle Istituzioni, lanciato il 22 dicembre dai sindacati dei  ferrovieri Filt CGIL e Fit CISL affinché sull’Alta velocità a Firenze “non si perda più tempo” e “si dia rapida attuazione alle scelte già effettuate”, è giunto in soccorso ai sostenitori del tunnel proprio mentre le magnifiche sorti e progressive delle Grandi opere rischiavano di venir  travolte dal disastro tecnico e comunicativo di Ferrovie dello Stato, compiutosi proprio in quei giorni in seguito all’ondata di gelo e di neve.
La presa di posizione della Camera del Lavoro di Firenze mira anche a indebolire il sindaco Renzi nel suo meritevole seppur fragile tentativo di ridimensionare la stazione Foster, spostandola dall’area dei Macelli in una posizione di minor impatto sulla falda acquifera e più vicina a S. M.  Novella.
Secondo i sindacati, nell’attuale incertezza sarebbe a rischio l’occupazione: “Avanti o perderemo posti!”.
Com’è noto però le grandi opere non producono alcun aumento di manodopera, sostituita piuttosto dalle “talpe”e da una pratica dei subappalti che sfugge a qualsiasi controllo. Esse avvantaggiano solo cartelli di grandi imprese (per esempio Coopsette) che poco spazio lasciano alle piccole aziende. Non risulta, tra l’altro, che queste opere producano un’occupazione qualificata conducendo ad uno sviluppo tecnologicamente avanzato.
In questo senso subire i ricatti che l’Ad Moretti esercita, condizionando cinicamente all’avvio dei lavori per il tunnel il decollo dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria e il Polo dell’Osmannoro col suo centro sperimentale, significa, tra l’altro, non difendere nemmeno la tradizione ferroviaria della città. Nel secolo scorso, ma non tanti anni fa, Firenze ospitava oltre alle Officine di Porta a Prato, il Centro studi di progettazione dei rotabili, il Centro di dinamica sperimentale del Romito, le Officine per la riparazione dei motori di trazione termica, nonché importanti squadre di rialzo per la manutenzione dei locomotori elettrici: tutti centri che nel tempo sono stati smantellati. (altro…)

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