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Posts Tagged ‘fanghi’

Ricordate solo qualche giorno la notizia apparsa sui giornali ?

e ricordate l’articolo del Corriere di Siena? rileggetelo bene !

lo avete riletto attentamente ? 

adesso leggete la raccomandata di 3 pagine inviata dalla società Finagri, indirizzata a Italia Nostra di Siena

Siamo esterrefatti, ma la pubblichiamo ugualmente per deontologia

Abbiamo già pronta da tempo la risposta ma prima di pubblicarla (tra breve tempo) la stiamo facendo esaminare ai consulenti legali dell’associazione 

FINAGRI 1

FINAGRI 2

FINAGRI 3

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Grazie anche all’intervento della nostra Associazione, la Provincia ha redatto un nuovo regolamento che disciplina lo spargimento dei fanghi in zone rurali

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Il processo per gli spandimenti di fanghi nelle Crete si è concluso ieri con una ordinanza che, considerate le responsabilità emerse nel processo, consente agli imputati di avvalersi dell’istituto della oblazione, ovvero della possibilità di pagare una salata sanzione pecuniaria (5.000 euro per ognuno dei tre imputati) per estinguere il reato commesso. Gli imputati, oltre alle sanzioni pecuniarie, dovranno inoltre pagare le spese di giustizia. Il giudice, nonostante la formulazione da parte della Procura di Siena di una accusa iniziale tecnicamente imprecisa, poi in parte ridimensionata dalla stessa Procura, ha quindi ritenuto che le procedure e le modalità degli spandimenti abbiano violato le prescrizioni contenute nell’autorizzazione provinciale (violazioni sanzionate dalla legge sullo spandimento dei fanghi), stabilendo un importante precedente nella materia nel Tribunale di Siena.  Nel processo, i consulenti tecnici del pubblico ministero e delle parti private avevano denunciato la pratica degli spandimenti facili, realizzati utilizzando fanghi non stabilizzati (perciò incredibilmente puzzolenti e non idonei ad essere usati in agricoltura), provenienti anche da depuratori privi dei macchinari occorrenti per gli opportuni trattamenti, coprendo per di più distanze che da sole non giustificherebbero il costo del trasporto. La vicenda ha anche contribuito a ricompattare l’opinione pubblica e il fronte delle opposizioni a tali pratiche, trovando dalla stessa parte Comune e Provincia a fianco di associazioni quali Italia Nostra ed il Comitato Vivere le Crete. In particolare la Provincia ha redatto un nuovo regolamento che disciplina meglio l’intera materia degli spandimenti, il che fa bene sperare (sempre che ai buoni propositi facciano seguito fatti) alla luce (o meglio all’odore) di poco edificanti eventi quali la fuga dei turisti avvenuta quest’estate in Val d’Orcia a causa degli ammorbanti ”fanghi”: ci mancherebbe anche che, nel senese, dopo la crisi economica generale e le note vicende che hanno interessato le maggiori istituzioni locali, andasse in crisi pure l’industria del turismo, che sembra essere rimasta l’unica risorsa ancora funzionante.

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Lucilla Tozzi e Carlo Ripa di Meana (già Ministro Italiano dell'Ambiente e per ben 2 volte Commissario Europeo all'Ambiente)

Carissimi Soci, Vi annuncio con piacere che il giorno 5 novembre, presso il Tribunale di Siena, nel corso dell’udienza per il processo penale relativo allo spandimento di fanghi nel comune di Asciano, il Giudice ha ammesso tutte le Costituzioni di Parte Civile, compresa Italia Nostra.

Ringraziamo l’avvocato Raffaele Sampoli, membro del Consiglio Direttivo della sezione senese di Italia Nostra, per l’ottimo lavoro svolto e l’impegno profuso.
Cordiali saluti
Lucilla Tozzi

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Qualche giorno fa, per la precisione il 13 ottobre scorso, presso il Tribunale di Siena, ha avuto luogo la prima udienza del processo per gli spandimenti dei fanghi da depurazione nel territorio di Asciano, avvenuto in località Mezzavia, nelle vicinanze del Castello di Leonina.

Insieme al Comitato “Vivere le Crete”, si sono presentati per la costituzione di  parte civile sia la Sezione Senese di Italia Nostra, sia l’Associazione Nazionale.

Il procedimento è stato tutto rimandato al 5 novembre, per dare tempo al Giudice di valutare se accettare  le Parti Civili oppure no.

Italia Nostra ha seguito la vicenda fin dalla primavera 2009, e si è impegnata a livello di Consiglio Direttivo e di Soci,  giudicando immorale che fosse presentato come “ammendante” per i terreni agricoli, qualcosa che non lo era, e che anzi poteva essere dannoso per la salute dei cittadini e dell’ambiente.

Mentre la Magistratura compie il proprio lavoro, Italia Nostra chiede alla Provincia e ai Comuni interessati, di porre fine a questo scempio.

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La sezione di Siena di Italia Nostra ha lanciato il primo allarme sui fanghi da depurazione in provincia di Siena oltre un anno fa, quando fu interessato allo spandimento il comune di Asciano, in località Mezzavia. In quel caso, la Procura della Repubblica bloccò le attività a seguito delle irregolarità riscontrate dal Corpo Forestale; ne è conseguito il rinvio a giudizio degli spanditori e del proprietario del terreno agricolo, con l’imputazione di “discarica abusiva di rifiuti”.

Ben venga dunque la presa di posizione di Massimo Magrini, sindaco di Radicofani, che nella pubblica assemblea del 2 settembre u.s. si è posto delle condivisibili domande . “Perché fare così tanti chilometri per scaricare fanghi provenienti da tutte le regioni d’Italia? Dov’è la convenienza di portarli nella nostra provincia? E poi: saranno veramente innocui o dobbiamo preoccuparci per la salute pubblica? Di certo l’immagine del nostro territorio, facente parte del Parco della Val d’Orcia, patrimonio UNESCO, subirà un danno tanto più grave quanto più alta sarà l’eco della vicenda”.

Invece il sindaco di Asciano, nel maggio scorso, seppure invitato ad un incontro pubblico organizzato dal comitato “Vivere le Crete” con l’ausilio di questa sezione di Italia Nostra, né si è presentato, né ha inviato alcun suo collaboratore a farne le veci. E’ vero che il primo cittadino del più importante centro delle Crete senesi aveva fatto approvare una delibera consiliare nel luglio 2009 per vietare gli spandimenti nel territorio comunale, ma tale delibera – che apportava una variante al regolamento urbanistico – era stata dichiarata illegittima dal TAR Toscana, cui erano ricorsi i proprietari del terreno autorizzati allo spandimento. Dopo la delibera, il sindaco di Asciano non ha fatto più sentire la sua voce, seppure più volte sollecitato da questa Associazione.

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INTERVENTO DI ITALIA NOSTRA PER L’INCONTRO DEL 28 MAGGIO AD ASCIANO – Di Asciano, la sezione senese di Italia Nostra si è occupata fin dal 2006, quando denunciò alle Autorità competenti lo stato di degrado della Pieve di San Vito in Versuris; purtroppo, le nostre segnalazioni rimasero inascoltate, e in questi quattro anni il degrado della Pieve si è ulteriormente aggravato; adesso la costruzione è recintata, e all’ingresso è stato apposto un grosso cartello con scritto “edificio pericolante”. Sappiamo che di recente, probabilmente a seguito di una nostra ulteriore segnalazione, questa volta con richiesta di intervento urgente, è stato fatto un sopraluogo congiunto tra la Soprintendenza ai Beni Architettonici di Siena e la Curia; sembra che l’Istituto Interdiocesano per il Sostentamento del Clero, a causa di difficoltà finanziarie, voglia restituire la proprietà alla Curia. Abbiamo chiesto un incontro alla Soprintendente Emanuela Carpani, per capire come le Autorità competenti intendano procedere. 

Metteremo in atto tutte le nostre risorse affinchè i provvedimenti del caso vengano presi al più presto e affinchè per San Vito non si ripeta quello che è successo per Abbadia a Rofeno. 

Per questa splendida e sfortunata Abbazia olivetana, appena avuta notizia del cedimento strutturale del  campanile, che si era staccato dalla chiesa il 6 gennaio u.s., ci eravamo recati sul posto e avevamo fotografato quanto possibile; era il 21 di marzo, e pochi giorni dopo inviammo  segnalazione e foto in Soprintendenza, dove mi fu comunicato che tutto era sotto controllo, perchè era stato concordato con il proprietario un piano di consolidamento, che era stato preparato da ingegneri e da tecnici e concordato con il proprietario; l’attuazione del piano,  però, non era stata neanche iniziata. Avendo compreso l’urgenza , e con la consapevolezza che il campanile poteva crollare da un giorno all’altro, la sottoscritta ritenne opportuno rivolgersi direttamente al Nucleo di Tutela Ambientale dei Carabinieri di Firenze, i quali si recarono sul luogo, intenzionati ad effettuare un sopraluogo anche all’interno del Monastero. Ma la sera del 13 maggio, dopo soli trenta minuti da un sopraluogo congiunto di Soprintendenza e Carabinieri, il campanile è crollato. 

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