Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘energie rinnovabili’

Due note per cercare di chiarire da che tipologia proviene la produzione di energia elettrica in Italia.
La disinformazione sull’argomento è massima, soprattutto sul geotermico, che tra le tipologie rappresenta una piccolissima percentuale di produzione.
Pertanto sfatiamo il mito che con il geotermico si può produrre tanta energia elettrica tale da soddisfare quasi i bisogni dell’Italia, come viene riportato in un articolo de La Nazione Siena del 23/01/2015, parole a quanto sembra pronunciate da un politico.
(vedere sotto)

EnergiaElettrica2013GraficoProduzioneNetta

Per termica si intende quella prodotta da centrali elettriche a gas, petrolio, carbone, ecc.

I dati provengono da Terna pertanto affidabili, qui il link.
http://www.terna.it/LinkClick.aspx?fileticket=JThzisRlWb8%3d&tabid=418&mid=2501

GeotermicoEnergiaItalia

La Nazione Siena del 23/01/2015

Annunci

Read Full Post »

Energie rinnovabili da piccoli impianti domestici per salvare il territorio

Le energie rinnovabili sono il futuro: oltre a liberarci dalla pesante dipendenza dalle fonti fossili di importazione e dall’inquinamento, consentono di superare la centralità di interessi forti e grandi impianti devastanti. Come? Con la produzione locale di energia.

LEGGI ARTICOLO >

Read Full Post »

clicca per aprire il dossier

rubbia

Read Full Post »

In seguito al Consiglio nazionale di ieri e su richiesta di vari Presidenti regionali inoltro i documenti inviati al MISE (Ministero dello sviluppo economico) e ad altri Ministeri da Italia Nostra nazionale.
Sono documenti che costituiscono la linea dell’associazione sull’energia e che saranno di supporto ai regionali e alle singole sezioni per fronteggiare i nuovi enormi problemi territoriali legati al tema energetico.
Si prega di darne diffusione.

saluti Mariarita Signorini
Referente in Giunta nazionale settore energia

 

docum 1

Documento SEN

Read Full Post »

In seguito al Consiglio nazionale di ieri e su richiesta di vari Presidenti regionali inoltro i documenti inviati al MISE (Ministero dello sviluppo economico) e ad altri Ministeri da Italia Nostra nazionale.
Sono documenti che costituiscono la linea dell’associazione sull’energia e che saranno di supporto ai regionali e alle singole sezioni per fronteggiare i nuovi enormi problemi territoriali legati al tema energetico.
Si prega di darne diffusione.

saluti Mariarita Signorini
Referente in Giunta nazionale settore energia

Nuovo-1

 

osservazioni-alla-sen

Read Full Post »

Vari articoli sono stati pubblicati dal Corriere di Siena sulle centrali a biogas di Buonconvento.

La Presidente della Federazione Regionale dei Dottori Agronomi e Forestali dott.ssa Monica Coletta scrive (articoli dell’8 e  del 15 agosto) che non si debbono avere pregiudizi sulle centrali, le quali possono migliorare il reddito delle aziende agricole, e propone  l’utilizzo di colture come mais, sorgo, grano, orzo e triticale, con richiesta giornaliera di circa 45 tonnellate di materiale vegetale per ogni impianto; aggiunge tuttavia che è necessaria “una attività di valutazione di sostenibilità degli interventi”. Invece il Capogruppo di Centrosinistra di Buonconvento Roberto Vivarelli (articolo del 10 agosto) scrive di nutrire “ragionevoli dubbi sugli impianti”, che sono tre, con fabbisogno di biomassa giornaliera di 120-135 tonnellate, impossibile da reperire in un raggio di 30-35 Km, affermando che si tratta di “impianti non di filiera corta ma di tipo industriale”.

Le centrali a biogas funzionano col principio della fermentazione anaerobica (col criterio della antica concimaia), producendo metano che poi viene bruciato per fornire energia localmente, a piccoli agglomerati abitativi. Per essere veramente sostenibili, gli impianti   dovrebbero utilizzare soltanto gli scarti delle attività agrocolturali e boschive, da reperire nel territorio limitrofo.

Ma quando si progettano ben tre centrali di un  megawatt ciascuna, come nel caso di Buonconvento, con un fabbisogno di 120-135 tonnellate al giorno di biomassa, ecco che non bastano più gli scarti  agro-forestali, i soli che producono energia veramente rinnovabile; occorrono invece colture dedicate alla produzione energetica, da seminare in aree fresche e umide di pianura. Ma in questo modo viene sottratto all’agricoltura terreno destinato alla produzione di cibo: eppure, già da molti anni l’Italia è costretta a importare cereali. Il Ministro dell’Agricoltura Mario Catania ha dichiarato sul Corriere della Seradel 17.08.2012 (supplemento SETTE/33): “Ci abbiamo messo del tempo a capire che cosa di positivo c’è nell’avere una certa agricoltura, con un certo paesaggio, con una certa qualità dei prodotti della terra e dell’ambiente….Tutto questo va difeso…Abbiamo perduto la nostra autosufficienza alimentare. Se per assurdo si chiudessero le frontiere non avremmo di che sfamare un quarto della popolazione…non produciamo nemmeno abbastanza olio di oliva per i consumi interni. E pagheremo sempre di più….”

Noi rileviamo a questo proposito che nel comune e nella provincia di Siena vengono sistematicamente distrutti  gli oliveti per le motivazioni più diverse: dalla costruzione di nuove residenze, a quella di centri commerciali, di parcheggi e di strade talvolta inutili.

E’ di questi giorni la notizia, trasmessa sui media, che negli USA, a causa della siccità, è diminuita drasticamente la produzione di colture alimentari, che non risulta più sufficiente al fabbisogno della popolazione: così ci si è accorti che si è utilizzata troppa parte del territorio per le colture dedicate all’energia.

In Italia, la sottrazione di terreno fertile per l’energia si aggiunge a quella dovuta alla edificazione selvaggia .

Un’ altra considerazione: se gli agricoltori preferiscono coltivare cereali per la produzione di biogas anziché per uso alimentare, vuol dire che i finanziamenti pubblici  per le energie rinnovabili (i Certificati Verdi, che pagano l’energia prodotta a prezzi tre volte superiori a quelli di mercato)  sono più convenienti dei contributi dati dalla PAC (Politica Agricola Comune) per le colture ad uso alimentare; il grano viene venduto a prezzi assai bassi, che spesso non permettono neanche di ammortizzare le spese.

Ultima considerazione: le biomasse hanno una bassissima resa energetica: “per coprire il 10% dei consumi energetici italiani, servirebbe una superficie agricola tre volte superiore a quella attualmente arabile nel nostro paese” , ha scritto il Prof. Gianni Tamino, docente di biologia all’Università di Padova, sulla rivista Gaia n.47 del 2011).

 

Siena, 19 agosto 2012

Italia Nostra Sezione di Siena

Laura Comi

Read Full Post »

Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi

COMUNICATO STAMPA del 5 aprile 2012


SI FERMI UNA VOLTA PER TUTTE L’INCENTIVAZIONE ALLA GREEN ECONOMY CHE DISTRUGGE I TERRITORI.
Vogliamo energia veramente “pulita”: quella prodotta dai pannelli ubicati sui tetti degli edifici recenti e quella che si risparmia!
Opportuno anche un taglio retroattivo agli incentivi concessi

agli impianti ubicati in aree naturali o agricole.


A beneficio del clima e del Protocollo di Kyoto, si crei invece soprattutto un piano di riforestazione nazionale, area per area con l’uso di piante naturali da ceppi autoctoni, utile davvero anche contro il dissesto idrogeologico e per la biodiversità!

 

Invitiamo il Governo ad andare avanti senza indugi e tentennamenti sulla “strada dell’ equità” che passa oggi da una severa riforma degli incentivi alle energie rinnovabili, riteniamo, però, che sia molto importante che l’Esecutivo non si faccia guidare esclusivamente dalle pur doverose considerazioni di salvaguardia dell’economia e della finanza pubblica: altrettanto fondamentali sono le ragioni di sostenibilità ambientale e paesaggistica.  È quindi opportuno proseguire incisivamente sulla strada virtuosa del TAGLIO TOTALE degli incentivi pubblici agli impianti di energie rinnovabile ubicati al di fuori dei tetti degli edifici recenti e delle aree industriali. Impianti che ledono l’integrità delle aree naturali, rurali o eufemisticamente dette “abbandonate – marginali – in attesa” ma sempre recuperabili (o già recuperate) alla natura e all’agricoltura. Il danno è purtroppo palese e sotto gli occhi di tutti: la salvaguardia dell’economia più vera (quella del settore primario, delle produzioni agro-silvo-pastorali e del settore culturale-turistico) del nostro Paese, il Belpaese per antonomasia, e della finanza pubblica, mai come in questo caso si intrecciano alla salvaguardia di ambiente, paesaggio e salute dei cittadini, le cui vite nelle aree rurali vengono oppresse e distrutte dai grandi impianti industriali selvaggi di eolico e fotovoltaico. L’opportunità rappresenta dalle rinnovabili è andata largamente sprecata e ha lasciato dietro di se una gigantesca bolla finanziaria e una distesa di rovine paesaggistiche che deturperanno l’Italia per decenni se non secoli. Questa furia devastatrice che passa sotto il nome di “Green Economy” deve essere fermata, deve essere fermato l’assurdo consumo di territorio, di natura, di paesaggi. Lo stato non può incentivare la distruzione paesaggistica e disattendere gli articoli 9 e 32 della nostra Costituzione.
È giunto il momento di invertire completamente la rotta: bisogna dare massima priorità al risparmio, all’efficienza energetica e all’autoproduzione di energia rinnovabile con tecnologie non invasive quali, ad esempio, i pannelli solari e fotovoltaici ubicati sui tetti degli edifici recenti che almeno sfruttano in positivo il dramma della cementificazione selvaggia del paese, anch’essa da arrestare, utilizzando queste superfici estesissime e biologicamente morte che hanno consumato troppo suolo e troppa natura. Ci vuole un nuovo Piano Energetico Nazionale unito ad un Piano Paesaggistico Ambientale Nazionale. Chiediamo al Governo, ai legislatori, a tutte le persone oneste e di buona volontà di realizzare i seguenti punti. (altro…)

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: