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Posts Tagged ‘Corpo Forestale Stato di Siena’

VIDEO IN ALTA DEFINIZIONE-CLICKARE SUL SIMBOLO IN BASSO A DESTRA CHE PERMETTE L’ESPANSIONE ‘A TUTTO SCHERMO’-CHIUDERE ANCHE LA BARRA PUBBLICITARIA

Ma il Bosco delle Vigne c’era o non c’era? Questo dilemma shakespeariano turba i sonni di molti cittadini casolesi, e li divide in 2 fazioni. Nelle sale di aspetto di medici e dentisti il tema tiene banco, e nei bar, tra un caffè e l’altro, la polemica si fa rovente. Non si parla più di Milan e di Juve ma se il bosco delle Vigne c’era, o non c’era. E come ai tempi dei Guelfi e Ghibellini, dei fans di Coppi e Bartali, le polemiche si alzano di tono. Con questo video, nell’arco di soli 6 minuti, ripercorriamo il sequestro del complesso immobiliare de Le Vigne, ubicato nel Comune di Casole d’Elsa, avvenuto nel giugno del 2007  per ordine della Procura della Repubblica di Siena. Si ripropone un resoconto da parte della stampa locale e del TG3 Toscana, ma soprattutto si analizzano alcuni aspetti sconcertanti contenuti nella Delibera 110 del 19/05/2010 del Comune di Casole d’Elsa relativi ad aspetti silvicolo forestali collegati con il sequestro. L’Associazione CasoleNostra ha parlato diffusamente del problema, (vedi Il Bosco Percepito e le Palle di Torricelli) esprimendo notevoli perplessità sull’operato della Giunta Comunale di Casole d’Elsa. Con questo video in alta definizione, basato su immagini ufficiali estratte dal Sistema Cartografico Nazionale del Ministero dell’Ambiente  cerchiamo di stabilire una verità oggettiva, e tutti, dopo la visione, potranno autonomamente darsi una risposta. Per quanto ci riguarda, l’amletico quesito se il bosco delle Vigne , appunto, ‘ c’era o non c’era’, è risolto e per Italia Nostra di Siena la questione è definitivamente chiusa. Restano sul tavolo quindi interrogativi di altra natura, certamente non silvicolo-forestale.

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Pubblichiamo con piacere questo articolo intitolato  ‘Operazione Legalità’.  Perchè questo nostro territorio non avrebbe bisogno di particolari e dure leggi di tutela ambientale per essere salvaguardato. Basterebbero (o quasi) quelle esistenti, a patto che venissero rispettate.    Ma così non è, purtroppo.     Il sistema mediatico ci restituisce uno spaccato inquietante del nostro quotidiano, tutti i giorni assediato da notizie di abusi, tangenti, corruzione, concussione, di arresti di imprenditori,  di politici e di faccendieri.    Monteriggioni come Casole e come Campagnatico, Campi Bisenzio, Montespertoli etc. L’importante è però non cadere nell’assuefazione, e mantenere intatta la nostra capacità di indignarci oggi, così come ci indignavamo ieri. Dobbiamo riuscire a sottrarci a questa malinconica deriva che vede il nostro territorio ed il nostro paesaggio come una ‘cava’ da cui estrarre ‘camionate’ di soldi (metafora non casuale). Pertanto un plauso a colui il quale ha scelto questo titolo, tutto sommato forse anche troppo ‘importante’ in relazione al reato raccontato nel corpo dell’articolo, ma che ha richiamato l’attenzione su questa parola, la ‘legalità’, che insieme ad altre come etica, morale e rispetto (tanto per citarne alcune) ultimamente sembra uscita dal lessico contemporaneo. Un grazie soprattutto ha chi permesso  con il proprio operato quotidiano (spesso osteggiato e bistrattato) di riaffermare la supremazia dello Stato (che siamo noi!) nei confronti dei tanti, anzi troppi, ‘furbetti del quartierino’, del ‘poderino’ e del ‘capannino’.  Un ‘Grazie!’  quindi alla Magistratura ed alle forze dell’ordine che la affiancano come i Carabinieri e , nella fattispecie,  al Corpo Forestale dello Stato che districandosi tra abusi edilizi e discariche abusive, sta divenendo un vero punto di riferimento per coloro i quali  la difendere l’ambiente sta particolarmente a cuore.

VOLUMI AUMENTATI – Gli accertamenti erano partiti nell’estate 2009 per poi avere una svolta alla fine dei lavori che di fatto avevano portato, ne è convinto il Pm, ad un aumento dei volumi.

Il piccolo, quanto meraviglioso, borgo di Fungaia non trova pace. Proprio in questi giorni nell’ immobile che è stato ristrutturato per ultimo rispetto a tutto il resto è comparso un cartello dove testualmente si legge: «Area sottoposta a sequestro preventivo» ed è firmato dal Corpo Forestale dello Stato.    Sei gli iscritti nel registro degli indagati, alcuni sono accusati di per abuso d’ufficio e altri di abuso edilizio in concorso tra loro.
Il provvedimento adottato dalla nostra autorità giudiziaria è relativo ad un manufatto che una volta era una capanna dove i contadini riponevano il fieno per i loro animali. Secondo il pubblico ministero, titolare dell’indagine portata avanti dai carabinieri e dagli uomini della Forestale delle rispettive sezioni di polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica, c’è stato un aumento considerevole dei volumi. In particolare: la capanna era originariamente ad un piano e in corso di ristrutturazione sono diventati due. E ancora: è stato realizzato un garage in base alla così detta «legge Tonioli» quando questa normativa è possibile applicarla solo nei centri urbani e non nelle aree definite «rurali» e sarebbero state ricavate delle stanze sotto il piano strada. E così alla fine dei lavori alla vecchia capanna è arrivato il sequestro.

NEL REGISTRO degli indagati sono stati iscritti i tre proprietari dell’immobile, il loro tecnico, il responsabile della ditta che a suo tempo aveva eseguito gli scavi e quello dell’impresa a cui era stata data l’opera e l’ex responsabile dell’ufficio tecnico dell’amministrazione comunale di Monteriggioni.

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A quest’ultimo, in particolare, il sostituto procuratore della Repubblica contesterebbe di aver autorizzato dei lavori che non si potevano fare in base all’attuale normativa, mentre per tutti gli altri sarebbe scattata l’accusa di aver eseguito lavori che non erano stati autorizzati.

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Il piano di recupero dell’area, che si trova nel Comune di Gaiole in Chianti, era stato posto in essere sulla base di atti adottati illegittimamente dall’ente preposto al rilascio dei permessi. Quattro le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria.  Fonte: Ispettorato Generale http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/144021

Oggi il personale del NIPAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) di Siena ha dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo, disposto dal Tribunale Ordinario di Siena, di un complesso ricettivo nel Comune di Gaiole in Chianti, con sgombero degli edifici.
Le opere poste sotto sequestro, infatti, erano state costruite secondo atti della Pubblica Amministrazione risultati illegittimi.
L’area sulla quale si è costruito è risultata, in base agli strumenti urbanistici in vigore, non edificabile e inoltre vi risulta vietata ogni riduzione dell’estensione dei boschi. Nonostante ciò, è stato approvato un Piano di Recupero che ha consentito di raddoppiare i volumi rispetto a quelli preesistenti e di eliminare una porzione di area boscata.
La struttura a cui sono stati apposti i sigilli era utilizzata già da diversi mesi per accogliere turisti italiani e stranieri e pubblicizzata anche su internet.
L’intervento dell’Autorità Giudiziaria è stato determinato, oltre che da motivi paesaggistico-ambientali, visto il pregio della zona in piena campagna senese, anche da motivi di sicurezza pubblica. Infatti, i locali, in parte interrati completamente, non erano stati né collaudati, né dichiarati agibili.
Per questo l’esecuzione del sequestro ha reso necessario l’immediato sgombero dei locali con interruzione dell’attività ricettiva.
Le ipotesi investigative del personale del Corpo forestale dello Stato di Siena, che hanno consentito di ricostruire il complesso quadro giuridico-amministrativo, sono state accolte dall’Autorità Giudiziaria di Siena, che ha quindi disposto il sequestro preventivo degli immobili.
Quattro sono le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria di Siena, tra funzionari pubblici, professionisti ed imprenditori, in concorso tra di loro. I reati ipotizzati sono abuso d’ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, lottizzazione abusiva ed esecuzione dei lavori edilizi in totale difformità o assenza del permesso a costruire, e di prosecuzione nonostante l’ordine di sospensione. settembre 2009

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