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Posts Tagged ‘consumo di territorio’

Firenze – Sabato 9 maggio 2015 ore 10-17 – via dei Servi,51
Palazzo Butini Gattai

Microsoft Word - ASSEMBLEA DELLA RETE DEI COMITATI PER LA DIFESA

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Italia Nostra Siena – 07 maggio 2015

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da La Repubblica 04 maggio 2015 di TOMASO MONTANARI

ConsumoSuoloItalia

Allarme dell’Ispra: basta costruire o sarà troppo tardi “Nel solo 2014 coperti 200 chilometri quadrati di suolo”

Record negativo in Lombardia e in Veneto. Seguono Campania e Puglia

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da La Repubblica 04 maggio 2015 di TOMASO MONTANARI

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CaseFranaIl CittadinoOnLine 11/11/2014

TOSCANA. «Non servono solo le opere di contenimento realizzate nell’emergenza. Noi geologi lavoriamo per prevenire sventure prevedibili, lavoriamo per mitigarne i rischi, non vogliamo congelare il territorio con fanatismo ecologista, ma lavoriamo per evitare che, abbandonato, ci crolli addosso». Dopo quanto accaduto a Carrara con l’argine crollato o dopo la Maremma, Maria Teresa Fagioli, presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana, fa il punto sulla necessità di intervenire per non far correre rischi a cittadini e attività produttive.

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dal : Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio 28/09/2012

Le nostre osservazioni al DDL sul consumo di suolo del Ministro Catania

Il nostro lungo e analitico documento ha voluto sottolineare innanzitutto il plauso che il nostro Forum nazionale ha inteso tributare all´azione del Ministro Catania e alla decisione del Consiglio dei Ministri del 14 settembre scorso, che ha visto l’approvazione del Disegno di Legge  per la valorizzazione delle aree agricole e il contenimento del consumo di suolo.

Abbiamo inizialmente affermato che “il Disegno di Legge coglie nel segno: il consumo di suolo, agricolo e forestale, rappresenta la sottrazione di una risorsa fondamentale per il benessere della Comunità nazionale. Le tendenze in atto prefigurano un futuro critico per le generazioni attuali e future, verso le quali abbiamo un obbligo di responsabilità. Diversi accordi internazionali, dalla Convenzione di Rio alla Convenzione Europea del Paesaggio, pongono l’accento sul patto transgenerazionale, che è alla base della definizione stessa di sviluppo sostenibile. La prassi amministrativa e di pianificazione territoriale deve oggi iniziare a confrontarsi con la finitezza delle risorse e dei beni comuni. Per questo, riteniamo fondamentale che la norma acquisisca al suolo il senso e il riconoscimento di bene comune. I tempi sono maturi perché valori quali la sicurezza e l’autonomia alimentare, il paesaggio, i servizi ambientali e le funzioni ecosistemiche e la tutela di principi costituzionali quali quelli che afferiscono alla proprietà pubblica o privata delle superfici e alle potestà amministrative delle autonomie territoriali confluiscano nella disciplina di settore”.

E abbiamo aggiunto: “Anche nell’attuale legislatura, purtroppo, continuiamo ad assistere alla proposizione di programmi infrastrutturali ridondanti (ad esempio in materia di grande viabilità) e non mirati al superamento di reali e prioritarie carenze del Paese. In particolare, la legge in discussione in questi giorni, che dispone regimi urbanistici derogatori straordinari motivati dalla realizzazione di nuovi stadi sportivi, appartiene alla peggior tradizione di deregulation urbanistica e, se approvata, determinerà ferite profonde nel paesaggio rurale del nostro Paese”. (altro…)

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fonte: http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/08/17/news/il_caso_cemento_consumo_suolo-39841671/

Una superficie artificializzata grande quanto il Friuli Venezia Giulia. Nonostante la stabilità demografica in 50 anni c’è stato un forte incremento del territorio urbanizzato: 8.500 ettari all’anno. Un aumento del 500% dal Dopoguerra ai primi anni Duemila. Siamo i primi produttori di cemento in Europa e il business alimenta anche la diffusione delle cave di calcare sui fianchi di colline e montagne

Cinquecento per cento. Di tanto è aumentata la superficie impermeabilizzata dal cemento o dall’asfalto in Italia tra il 1956 e il 2001. Questo crescente consumo di suolo è avvenuto a prescindere dallo sviluppo economico o demografico. Il caso del Molise, la cui popolazione ha una consistenza numerica pressoché costante dal 1861, è significativo: la superficie urbanizzata è passata dai circa 2.316 ettari del 1956 ai 12.030 del
2002, con una variazione positiva quindi di circa 9.700 ettari, pari a un consumo giornaliero di circa mezzo ettaro. Lo stesso si può dire però per tutta l’Italia dove la stabilità demografica contraddistingue gli ultimi decenni, ma dove, tra il 1991 e il 2001, l’Agenzia Ambientale Europea rileva un incremento di quasi 8.500 ettari l’anno di territorio urbanizzato (il doppio della media europea) e l’Istat ben tre milioni di ettari di territorio, un terzo dei quali agricolo, perso tra il 1990 e il 2005. Gli ultimi anni non sono serviti affatto a invertire questa tendenza.

L’allarme, lanciato da Fai e Wwf nel recente dossier “Terra Rubata”, arriva in un momento in cui a livello globale si riscontra la stessa tendenza. La Cina, ad esempio, cerca di accaparrarsi terreni agricoli in Africa per sopperire alle proprie necessità di produzione alimentare. È il suicidio dell’Italia agricola, giardino d’Europa, che ha rinnegato le proprie origini per inseguire l’industrializzazione e che ora, nell’epoca postindustriale, continua a disseminare il territorio di capannoni, invece di recuperare le aree dismesse ed evitare nuovo consumo di suolo.
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Consumo del suolo, Catania: costruire meno e costruire meglio per salvare i terreni agricoli anche nel Comune di Roma
(06/08/2012)

“Negli ultimi 40 anni in Italia sono stati persi 5 milioni di terreni agricoli e si continuano a impermeabilizzare 100 ettari ogni giorno. Oltre tutto il consumo di suolo agricolo e la cementificazione interessano i nostri terreni migliori, i più fertili. Dobbiamo invertire immediatamente questa tendenza che ha avuto degli effetti deleteri anche sul territorio di Roma, che è un comune agricolo molto importante. Ecco perché ho firmato oggi questo referendum”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania dopo aver firmato questa mattina, presso Campo dei fiori a Roma, il referendum, promosso dal comitato ‘Roma Sì Muove’. Nello specifico, il Ministro ha sottoscritto il quesito numero 6, con il quale si chiede che ‘Roma Capitale adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie a predisporre e attuare, attraverso la revisione delle previsioni edificatorie del Piano Regolatore Generale e le conseguenti misure di salvaguardia, un piano straordinario finalizzato allo stop del consumo di territorio e al recupero qualitativo ed energetico del patrimonio edilizio e dei tessuti urbani esistenti’.

Ministro Mario Catania“Per salvare i terreni agricoli dalla cementificazione, dobbiamo smettere di costruire ex novo e riqualificare quanto è già stato edificato. Dobbiamo orientare i nostri sforzi verso il riuso del patrimonio edilizio che già abbiamo, come le periferie urbane, mettendolo in sicurezza e ristrutturandolo. Si tratta di una sfida fondamentale non solo per il futuro della città di Roma, ma anche dell’intero Paese che è stato deturpato in modo irreversibile da un’edilizia che ha rovinato anche il paesaggio. Per arrestare questo fenomeno che ha delle dimensioni davvero allarmanti, come emerso dal rapporto realizzato dal Mipaaf e divulgato lo scorso 24 luglio durante il convegno ‘Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione’, presenterò in Consiglio dei Ministri un disegno di legge che ho già illustrato durante il convegno. L’obiettivo di questa norma è appunto valorizzare i suoli agricoli e limitare il fenomeno della cementificazione su tutto il territorio nazionale. Al momento stiamo raccogliendo, da parte di tutti i soggetti interessati, suggerimenti e proposte per implementarlo. Larga parte del mondo agricolo e delle associazioni ambientaliste hanno espresso fin da subito un forte apprezzamento per questo progetto che, per essere realizzato, deve poter contare sul contributo e l’adesione di tutti”.

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In arrivo una legge per limitare il consumo di suolo agricolo – Obiettivo: tutelare le aree agricole, il paesaggio e l’ambiente. Finanziamenti e detrazioni Irpef per il recupero dei nuclei abitati rurali di Rossella Calabrese

31/07/2012 – Valorizzare le aree agricole, tutelare il paesaggio e l’ambiente, limitare il consumo di suolo, promuovere uno sviluppo equilibrato delle aree urbanizzate e delle aree rurali. Sono questi i punti fondamentali di una proposta di legge presentata dal Ministro delle Politiche agricole Mario Catania.

L’azione principale del ddl è quella di fissare con un decreto l’estensione massima di superficie agricola edificabile sul territorio nazionale, tenendo conto dell’estensione e della localizzazione dei terreni agricoli rispetto alle aree urbane, dell’estensione del suolo già edificato, dell’esistenza di edifici inutilizzati, dell’esigenza di realizzare infrastrutture e opere pubbliche e della possibilità di ampliare quelle esistenti, invece che costruirne di nuove. La superficie agricola edificabile verrebbe ripartita tra le diverse Regioni e tra i Comuni.

Un apposito Comitato avrà il compito di monitorare il consumo di superficie agricola sul territorio nazionale e il mutamento di destinazione d’uso dei terreni agricoli, e di realizzare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un Rapporto sul consumo di suolo in ambito nazionale.

Il ddl prevede, inoltre, il divieto per i terreni agricoli che hanno ricevuto aiuti di Stato o comunitari, di cambiare ladestinazione agricola per dieci anni dall’ultima erogazione, pena una multa da 5.000 a 50.000 euro e la demolizione delle opere eventualmente costruite.

L’articolo 4 attribuisce priorità nella concessione difinanziamenti statali e regionali in materia edilizia ai Comuni e alle Province che recuperano i nuclei abitati rurali, con la ristrutturazione degli edifici esistenti e la conservazione ambientale del territorio. La stessa priorità varrà per i privati, singoli o associati, che intendano recuperare edifici nei nuclei abitati rurali.

I lavori di ristrutturazione e restauro, se subordinati al permesso di costruire, possono beneficiare di una riduzione del contributo di costruzione e di una detrazione Irpef del 50% fino ad un massimo di spesa di 350.000 euro. (altro…)

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