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Posts Tagged ‘co2’

Capitolo 1) Prologo – Il boomerang degli ecosistemi distrutti

L’epidemia del coronavirus ha percorso il globo intero in poche settimane. Allo stesso modo, la crisi climatica genera a catena correnti troppo impetuose per navigarle con le mappe del giorno per giorno. L’anidride carbonica accumulata in atmosfera ci consente di riscrivere oggi il destino della terra con le nostre stesse mani. Le denunce di Greta Thunberg nei summit internazionali, le analisi del climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli, le riflessioni dell’accademico e portavoce dell’Alleanza per lo sviluppo sostenibile Enrico Giovannini.

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https://italianostrasiena.wordpress.com/2020/07/13/la-spirale-del-clima-di-igor-stagliano-rai-1-12-luglio-ore-23-40/

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da LA NAZIONE SIENA mer, 28 gen 2015

NoTrivellaCO2

di ROMANO FRANCARDELLI
DOPO TANTE battaglie contro le trivelle per l’estrazione della CO2 ( anidride carbonica ) dal sottosuolo nei terreni di Certaldo, San Gimignano e Barberino, finalmente la lunga «guerra» è stata vinta. Arriva il «no» da parte della giunta regionale alla realizzazione di due pozzi esplorativi nel comune di Certaldo, San Gimignano e Barberino. I tre sindaci Giacomo Bassi per le torri, Giacomo Cucini di Certaldo e Giacomo Trentanovi di Barberino parlano di vittoria. «Una grande soddisfazione, dicono all’unisono dopo la riunione collegiale di ieri mattina, per tutta la Valdelsa. Scelta giusta che tutela il territorio e lo sviluppo sostenibile, frutto di lavoro serio e partecipato». «Siamo soddisfatti continuano i tre primi cittadini che la Regione, come anticipato dal presidente Enrico Rossi nei giorni scorsi, abbia risposto con un no alla richiesta di estrazione di CO2, confermando quanto aveva già deciso con la delibera di giunta 756 del 9 settembre 2014». Ricordano anche che «la presa di posizione di ieri della Giunta regionale è la conclusione di un lungo percorso che ha visto i comuni e le comunità locali protagoniste.

CertadoTrivelle

«In questi anni abbiamo assistito alle prese di posizione unanimi dei nostri consigli comunali che, in rappresentanza dei cittadini, si sono espressi in modo contrario. Abbiamo prodotto studi commissionati a tecnici e Università che hanno evidenziato le criticità del progetto. Non sono mancate le tensioni, ma come amministrazioni comunali siamo certi di avere sempre mantenuto un atteggiamento corretto e istituzionale nei confronti di tutte le parti interessate. Rivendichiamo un lavoro politico per dare ascolto alle comunità locali traducendo le esigenze in azioni amministrative: questo lavoro ha fatto emergere una netta contrarietà politica e seri dubbi da un punto di vista tecnico sulla fattibilità del progetto. Prendiamo atto con soddisfazione dello stop che la Regione Toscana ha messo non tanto ad un progetto, ma al concetto stesso di estrazione di anidride carbonica, optando invece per il recupero dell’anidride dai processi geotermici». I «I nostri ringraziamenti, chiude la nota, vanno al Presidente Enrico Rossi e alla Giunta regionale toscana, ai consiglieri che si sono occupati della vicenda e più vicini al territorio Empolese Valdelsa e Valdelsa Senese, ai consigli comunali, a tutti coloro che nel territorio si sono adoperati per sensibilizzare e informare su queste tematiche, a partire dal Comitato per la salute in Valdelsa per un rinnovato sviluppo sostenibile della Valdesa tutta».

LA NAZIONE SIENA mer, 28 gen 2015

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da LA NAZIONE SIENA 15 gen 2015

NoTrivelleCertaldo

co2 - 1I SINDACI di Certaldo Giacomo Cucini, di Barberino Giacomo Trentanovi e di San Gimignano Giacomo Bassi hanno partecipato ieri alla Conferenza dei servizi tecnica in Regione nell’ambito del procedimento di valutazione di impatto ambientale sulla richiesta di ricerca di Co2 proposta dalla società Lifenergy. «La nostra contrarietà al progetto è ampiamente supportata, oltre che da valutazioni politiche, anche da solidi elementi tecnici. Sulla base quindi del recente pronunciamento della giunta regionale in merito alla volontà di NON procedere ad ulteriori concessioni per l’estrazione di Co2 dal sottosuolo, confidiamo che la Regione esprima fin da subito il proprio parere NEGATIVO anche al progetto di ricerca».

da LA NAZIONE SIENA 15 gen 2015

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L’estrazione di CO2 a Certaldo non placa il dibattito.  Torna a parlare il professor Andrea Spini, ora nel PD e prima nei Malcontenti, con una riflessione sul recente affidamento dell’incarico da parte del Comune di Certaldo all’Università di Bologna:

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Sicuramente si tratta di combinazioni astrali imperscrutabili per cui gli effetti che ne derivano appaiono altrettanto singolari e incomprensibili. Di cosa parliamo? Del recente affidamento (da parte dell’Amministrazione Comunale di Certaldo) all’Ateneo bolognese dello studio degli effetti della CO2 sull’area “S.Paolo”: 33000 euro + IVA con scadenza 31 dicembre 2016. Non è passato molto tempo dal Consiglio Comunale aperto tenuto sullo stesso argomento, durante il quale la Giunta Comunale dichiarò al popolo convenuto nell’occasione che non poteva sostenere una spesa di 2-3.000 euro per accertamenti preventivi alle decisioni da assumere in merito.

Cosa è accaduto nel giro di sessanta giorni? Non lo sappiamo. Apprendiamo dai giornali che la maggioranza (meno uno) giocando in solitaria – gli altri gruppi consiliari erano usciti – ha approvato con nove voti la convenzione con Alma Mater.

Sono felice per i colleghi bolognesi, un po’ meno come cittadino di Certaldo. Dopo averla trascinata per mesi in assoluto silenzio, quando è “scoppiata” pubblicamente la faccenda della CO2 ha sortito l’incredibile effetto di mettere d’accordo tutti – forze politiche e gran parte dei cittadini – nel rifiuto dell’estrazione della CO2.

Ma anche questo poco importerebbe: una Giunta Comunale è legittimata a prendere decisioni, anche impopolari, se confortata dalle conoscenze adeguate all’oggetto del contendere. Si è, però, esplicitamente detto – da parte della Giunta – che tali competenze non erano rinvenibili all’interno dell’organico comunale, per cui sarebbe stato necessario l’intervento di esperti esterni dato che anche l’ARPAT, ovvero  l’organo regionale specifico per le questioni ambientali, sembra esserne sprovvista.

E così si giunge ad oggi. Domanda: ma non sarebbe stato meglio stipulare questa convenzione al momento della richiesta di Lifenergy? Visto l’attuale impegno di spesa è un po’ difficile credere che siano saltati fuori all’improvviso.

Temo, in realtà, che la cosa sia molto più semplice: si è deciso di procedere, nonostante tutto e tutti, ma non si ha il coraggio di dirlo apertamente. Scusate l’ingenuità, ma non dipende proprio da questo modo di agire il sempre maggior “distacco” dei cittadini dalla politica? Scherzavo: è colpa delle congiunzioni astrali.

Fonte: Andrea Spini, professore associato di scienze politiche e sociali dell’Università di Firenze

da: GoNews – 03-12-2013

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Ecco qualche foto e un articolo sul CO2 party a Certaldo sabato.  Ci credete che vogliono ESTRARRE CO2 dal sottosuolo?  Altri cercano di mettere CO2 sotto terra … il mondo e’ impazzito!

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co2

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15 novembre 2012 estrazione anidride carbonica in Valdelsa 002

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logo italia nostra nazionaleItalia Nostra

Consiglio Regionale della Toscana

Al dott. Giuseppe Chiappuella

Alle sezioni toscane di Italia Nostra

Come ci hanno segnalato, con preoccupazione, gli amici di Mediavaldarno, si vuole estrarre CO2 dal sottosuolo del Chianti e della Val d’Elsa.

Una pratica che sembra contraddire sia le indicazioni della comunità scientifica internazionale, per cui l’aumento di CO2 nell’atmosfera è causa diretta dell’aumento dei gas serra, sia i conseguenti impegni presi con il Protocollo di Kyoto, intesi a contenere la produzione di gas climalteranti o con la riduzione diretta della  generazione di anidride carbonica o con il suo “sequestro”, naturale (per mezzo del “verde”) o geologico (per mezzo delle tecnologie CCS).

Già nel 2001, l’Amministrazione Comunale di Barberino Val d’Elsa aveva negato l’estrazione di CO2 in un’area confinante con il Comune di Certaldo, e nel 2007 il Consiglio Regionale aveva bocciato analoga richiesta per il comune di Montespertoli, richiesta che la Giunta Regionale aveva già approvato.

A proposito di “estrazioni”, si deve considerare che il carbonio presente nel suolo è una delle più grandi riserve di carbonio esistenti in natura: più di due volte maggiore di quello presente nell’aria e più di tre volte di quello trattenuto nella vegetazione. È stato calcolato che una perdita di anidride carbonica pari solo all’1% di quella presente nei suoli europei avrebbe lo stesso effetto di 100 milioni di automobili.

L’estrazione, poi, dovrebbe essere sottoposta a continui e severi controlli: fughe incontrollate di anidride carbonica da sacche naturali hanno avuto in passato effetti letali di massa per inquinamento dell’aria o della falda freatica. Concreti, poi, sono i rischi geologici e di instabilità del terreno.

Il problema non è quello di aumentare l’anidride carbonica, ma, al contrario, quello di diminuirla.

Sotto tutti gli aspetti. (altro…)

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CERTALDO. Un nuovo progetto per cercare di sfruttare a fini industriali l’anidride carbonica che si trova nel sottosuolo della Valdelsa. Dopo la concessione mineraria ottenuta una decina di anni fa dalla Sol a Baccaiano di Montespertoli, adesso è lo studio tecnico IdroGeo Engineering & Consulting del geologo ed ex assessore certaldese Alessandro Murratzu a chiedere alla Regione, per conto di un imprenditore della zona, l’autorizzazione ad effettuare studi e ricerche finalizzati a questo tipo di attività. Il territorio coinvolto nel progetto si trova al confine tra il comune di Certaldo e quello di Ulignano. L’impresa per conto della quale lavora la IdroGeo Engineering & Consulting vorrebbe inserirsi tra le attività produttive della zona industriale Stallacce e San Galgano sfruttando appunto il gas che potrebbe venire dal pozzo profondo quattrocento metri che verrebbe scavato tra Certaldo e Ulignano.

Industria ed energia pulita. Il progetto prevede la possibilità di sfruttare l’anidride carbonica per la conservazione dei cibi per l’industria agroalimentare e la produzione di acqua e bibite gassate. Se inoltre ci saranno i requisiti si cercherà di sfruttare il terreno anche per produrre energia elettrica, come una vera e propria fonte rinnovabile. Ci sarà tempo fino al 19 maggio per poter presentare osservazioni in Regione. Dopodiché il progetto potrebbe prendere quota.Il cuore della Valdelsa. L’area interessata è di circa 45 ettari, per una lunghezza massima di un chilometro e 150 metri e una larghezza di mezzo chilometro. È una località, quella di Stallacce e San Galgano, che tra l’altro è famosa anche per il fatto che il ciclista Gino Bartali vi si fermò durante un Giro D’Italia per dissetarsi. Un’area industriale dove c’è una media densità antropica, con fabbriche sparse ad uso residenziale ed artigianale.
Il carotaggio. Il piccolo capanno industriale che contiene all’interno un pozzo con un tubo regolato da alcune valvole: così apparirà la zona in cui verrà effettuato il carotaggio, sempreché ovviamente dalla Regione arriverà il via libera. La ricerca sul terreno per capire la situazione dovrebbe durare circa due mesi, poi si potrà avere un quadro completo delle potenzialità effettivamente sfruttabili del sottosuolo. Se dovessero essere confermate le ipotesi più ottimistiche, ovvero se dal terreno effettivamente fosse garantita una quantità di anidride carbonica rilevante, allora si potrebbe pensare anche di sfruttare il gas per produrre energia elettrica, un sistema pulito, che attualmente ha pochi precedenti al mondo (solo negli Stati Uniti questo tipo di energia rinnovabile ha avuto finora qualche applicazione concreta).Gas e acqua. Non solo: secondo altri studi, promossi anni fa dall’Eni, a seicento metri di profondità, il suolo della Valdelsa potrebbe presentare caratteristiche tali da poter immaginare di sfruttare l’acqua termale che vi scorre sotto. Proprio questa zona, infatti, era già stata oggetto di studio nel passato da parte dell’Elsa gas e della Sol che hanno così accumulato conoscenze e documentazioni giudicate molto interessanti dal geologo Murratzu, che perciò ha deciso di puntare su questo progetto che potrebbe offrire opportunità davvero interessanti sia dal punto di vista produttivo che energetico.Proteste in vista. Il progetto, che prevede un investimento iniziale di cinquantamila euro, adesso è in stand by, in attesa che scada il termine fissato per il 19 maggio. Ovviamente, se dalla carta l’iniziativa dovesse diventare qualcosa di concreto, non mancheranno gli ostacoli. La Valdelsa, sia sul versante empolese che su quello senese, è nota infatti anche per le battaglie ecologiste promosse da comitati che in passato si sono battuti contro i tentativi di imprese legate allo sfruttamento dell’anidride carbonica. Basta ricordare il caso della Sol che ottenne una concessione mineraria in località Baccaiano.

«Nessun pericolo». Alessandro Murratzu vuole però subito rassicurare la popolazione: «Lavoriamo a grandi profondità nel sottosuolo con un gas che si forma naturalmente, noi lo convogliamo, grazie a pozzi e valvole, affinché non fuoriesca, quindi non ci sono pericoli né per gli esseri umani né per gli animali. Siamo pronti – conclude Murratzu – a dare spiegazioni a tutti i cittadini e se nasceranno comitati ci faremo trovare pronti».

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