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3 Cittadella dello sport- INS_Blogi

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dal Corriere di Siena 10 Settembre 2015

L’articolo pubblicato. Clicca sotto per leggere.

3 Cittadella dello sport-CorrSienai

Qui gli articoli precedenti del 2015:

Siena – Cittadella dello Sport. Risposta dell’ex assessore Anna Marson

Siena – ITALIA NOSTRA: “Cancellate la cittadella dello sport dal territorio comunale”

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Corriere_di_Siena_20_gennaio_2013_Cittadella_dello_Sport_001

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“Paesaggi Sensibili”

Settimana Nazionale di Italia Nostra

19 – 24 ottobre 2011

 

“Paesaggi AGRARI e sviluppo sostenibile 

SCHEDA  

IL PAESAGGIO SCELTO

Comune di Siena  :  75,256 ettari di campagna intatta, tra il Colle di Malamerenda ad ovest e il podere di  Borgo Vecchio ad est, a circa 5 Km dalla Porta Romana; da qui, il Colle di Malamerenda si raggiunge velocemente percorrendo la Via Cassia verso sud in direzione di Roma. ll Regolamento Urbanistico di Siena, approvato dal Comune il 24 gennaio 2011 e pubblicato il 6 aprile sul Bollettino Ufficiale Regionale Toscano, prevede in quest’area la cosiddetta “Cittadella dello Sport”, erroneamente detta dell’Arbia.

In realtà, Isola d’Arbia si trova più a sud, e rappresenta una delle tre zone del Comune di Siena escluse dai vincoli paesaggistici, in quanto ospita alcuni stabilimenti produttivi: da qui l’equivoco nell’ informativa al pubblico, perchè i cittadini pensano che la Cittadella venga costruita a Isola d’Arbia, quindi senza consumo di terreno agrario.

In realtà, 75 ettari di terreno agrario verranno completamente impermeabilizzati, tra infrastrutture e superficie coperta, che ammonta a 86.385 metri quadrati.

     

LOCALITÀ / TOPONIMO (anche dialettale)

Colle di Malamerenda e  Fattoria di Borgovecchio, distanti fra loro 1 chilometro e 250, compresi tra il fiume Arbia ad est e il torrente Tressa a ovest. La via  Francigena, itinerario culturale europeo, per un lungo tratto unidirezionale sud-nord con la Cassia, ne diverge all’altezza della Chiesa di Malamerenda, per attraversare in direzione est l’area oggetto dell’intervento; ebbene, questo tratto di attraversamento verrà eliminato, per essere sostituito da una strada asfaltatata di 11 metri di larghezza, che lambisce il piccolo Cimitero della Chiesa secolare. 

LE MOTIVAZIONI DELLA SCELTA

La zona è tutelata paesaggisticamente ai sensi della legge  n. 1497/39 per effetto del D.M. 16/01/1974, che recita “ la zona predetta ha notevole interesse pubblico, perché costituisce, dal punto di vista dell’intervento dell’uomo, una naturale continuazione della campagna senese più prossima al centro storico”; si tratta , cioè, proprio della campagna senese raffigurata nel famosissimo affresco di Ambrogio Lorenzetti “Gli effetti del Buon Governo” situato nel Palazzo Pubblico di Siena.

Inoltre, rientra nella “buffer zone”,  zona-cuscinetto, individuata  nel 1995 dall’UNESCO quando

inserì il centro storico di Siena nella lista del patrimonio mondiale. Per definire i confini della “buffer zone”, veniva fatto riferimento ai confini che delimitano le zone a vincolo paesaggistico del Comune di Siena, le quali rappresentano l’85% del territorio comunale.  E’ chiaro che la “buffer zone” necessita di essere protetta insieme al centro storico, che è stato inserito nella lista UNESCO proprio perché mirabilmente inserito nella campagna circostante.

La Fattoria di Borgo vecchio è classificata dal PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) fra le emergenze dei Beni Architettonico-Storici, ma l’Amministrazione Provinciale di Siena , in data 20.09.2005, ha espresso parere favorevole alla riperimetrazione dell’area di pertinenza, ottenendone un forte riduzione, al fine di consentire l’approvazione del nuovo stadio, adottata con deliberazione del Consiglio Comunale del 27.09.2005. Infatti, il progetto del nuovo megastadio per 20.000 persone, che rappresenta il fiore all’occhiello della Cittadella dello Sport, è stato commissionato dall’amministrazione comunale quattro anni prima dell’approvazione del nuovo Regola mento Urbanistico che ne contiene la previsione.

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COMUNICATO  STAMPA

Siena, 16 giugno 2011. – Sul Corriere Fiorentino del 18 maggio, nei commenti alle elezioni in Toscana, si legge che il neosindaco di Siena Franco Ceccuzzi “parte da alcuni NO alle linee della vecchia amministrazione: NO allo sviluppo a sud della Città, la cosiddetta Siena 2, la Città dell’Arbia, pensata nel piano strutturale dal suo predecessore Cenni, e NO al nuovo stadio in periferia”.

Sul Corriere di Siena del 12 maggio era uscito un articolo dal titolo: “La programmazione di Ceccuzzi – Consumo zero del territorio”; e l’ex sindaco di Siena prof. Mauro Barni, sostenitore della candidatura di Ceccuzzi, sempre sul Corriere (5 maggio), aveva dichiarato: ” La ipotesi di una megalopoli gemmata a sud è oggi impraticabile”. Nel suo programma elettorale, Franco Ceccuzzi aveva scritto: “Il perdurare della crisi economica e le minori risorse disponibili portano alla scelta di non realizzare il nuovo impianto a Isola d’Arbia”. Ma, mentre Ceccuzzi scriveva il suo programma,  il sindaco uscente convocava una riunione di Giunta per deliberare il contrario. Infatti, il 3 maggio, a pochi giorni dalle elezioni, la Giunta uscente è riuscita ancora a riunirsi per deliberare un atto di indirizzo politico-amministrativo, che chiede alle strutture comunali: 1- di adoperarsi in tutti i modi per acquisire i terreni del nuovo stadio; 2- di invitare gli aventi interesse a individuare il soggetto “anche appositamente raggruppato”, per realizzare il nuovo stadio a Borgo Vecchio; 3- di valutare i programmi di attuazione “tenendo conto del preminente interesse pubblico alla realizzazione dell’impianto…e della necessità di recuperare le spese sostenute per la progettazione dell’intervento”. E’ come se l’Autorità politica uscente non si fidasse del successore e ordinasse agli uffici comunali di concludere la questione: ma l’assurdo è che si deve costruire per riprendere le spese della  progettazione!

Il progetto del nuovo stadio per 20.000 persone in località Borgo Vecchio, deliberato dal Consiglio Comunale nel 2005, rappresenta il fiore all’occhiello della “Cittadella dello Sport”, ATI n.7, contenuta nel Regolamento Urbanistico approvato il 24 gennaio 2011. Contro il Regolamento Urbanistico Italia Nostra aveva presentato osservazioni, e  anche la Regione Toscana aveva chiesto di “riconsiderare l’impianto progettuale dell’ATI 7 allo scopo di assicurare uno sviluppo insediativo coerente con le prescrizioni del PIT [Piano di Indirizzo Territoriale], soprattutto per quanto attiene alla salvaguardia…..della città policentrica toscana e del paesaggio”. La “Cittadella dello Sport”, viene chiamata erroneamente dell’Arbia, ma in realtà Isola d’Arbia, zona industriale con diversi capannoni abbandonati, si trova più a sud e non ha niente a che vedere con l’area oggetto dell’intervento; quest’ultima  interessa più di 75 ettari di campagna intatta, a neanche 5 chilometri da Porta Romana, ed è tutelata paesaggisticamente ai sensi della legge 1497/39 per effetto del Decreto Ministeriale del 16/01/1974, che recita: “ [La zona] ha notevole interesse pubblico, perché costituisce, dal punto di vista dell’intervento dell’uomo, una naturale continuazione della campagna senese più prossima al centro storico”: ebbene, si tratta proprio della campagna senese raffigurata nel celebre affresco di Ambrogio Lorenzetti del Palazzo pubblico di Siena, “Gli effetti del Buon Governo”.  L’area rientra anche nella “buffer zone”, zona cuscinetto, individuata nel 1995 dall’UNESCO quando iscrisse il centro storico di Siena nella lista del patrimonio mondiale con  queste parole: “L’intera città di Siena, costruita intorno a Piazza del Campo, fu progettata come un capolavoro che si fonde nel paesaggio circostante”. Compresa fra il fiume Arbia e il torrente Tressa, è delimitata dal Colle di Malamerenda a ovest e il podere di Borgo Vecchio a est. La Via Francigena, per un lungo tratto unidirezionale sud-nord con la via Cassia, ne diverge all’altezza della Chiesa di Malamerenda, per attraversare in direzione est l’area oggetto dell’intervento; nel progetto, questo tratto di Francigena è sostituito da una strada asfaltata di 11 metri di larghezza. 75 ettari di terreno agrario intatto verrebbero completamente asfaltati e cementificati, per un totale di superficie coperta che ammonta a 86.385 metri quadrati.

Italia Nostra chiede alla nuova giunta di non dare seguito alla delibera del 3 maggio e di adottare ogni provvedimento idoneo a scongiurare non solo la costruzione dello Stadio, ma dell’intera Cittadella dello Sport.

Italia Nostra sezione di Siena

  la Presidente  Lucilla Tozzi

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