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La Nazione Siena – 25 Luglio 2015

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La Nazione Siena – 25 Luglio 2015

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Sabato 26 maggio, a partire dalle ore 9:00 si è svolta, presso il Centro Congressi di Casole d’Elsa, Via Casolani 32, una giornata di studio sull’economia del paesaggio e sullo sviluppo sostenibile del territorio casolese indetta da varie associazioni, tra le quali Italia Nostra di Siena (vedi locandina)
Nel corso della mattina sono stati presentati studi e risultati sul valore ambientale, economico e culturale del paesaggio, con la presentazione di  alcune valutazioni economiche sull’impatto che i potenziali impianti geotermici potranno avere sui valori immobiliari, e sulle possibilità di sviluppare una agricoltura virtuosa ed è stato  il potenziale impatto ambientale della geotermia, sia sul territorio di Casole d’Elsa che sui comuni limitrofi.
Nel pomeriggio si è svolta,  invece,  una tavola rotonda tra cittadini, amministratori, politici, e tecnici sul tema dell’interesse collettivo energetico e l’interesse collettivo legato al paesaggio, all’agricoltura e al turismo.

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L’articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana dice che

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

C’è scritto anche nella fascia laterale di questo blog, la difesa dell’art.9 è l’obiettivo principale dell’associazione.

L’articolo nove della Costituzione mette sullo stesso piano la cultura, la ricerca scientifica e tecnica, il paesaggio e le opere d’arte, ma a dispetto della limpida chiarezza della norma, la nostra storia (il patrimonio storico e artistico), il nostro territorio (il paesaggio) e il nostro futuro (la ricerca scientifica e tecnica) non vengono considerati nello stesso modo.

Qualche giorno fa un uomo ha danneggiato la fontana del Moro in piazza Navona, a Roma, ed è stato arrestato per il gesto vandalico. L’uomo ha cercato di spiegare il motivo del suo gesto con le parole: “Volevo attirare l’attenzione a causa di problemi personali che ho avuto per vicende con la magistratura. Ma sono rimasto sorpreso quando nessuno dei passanti mi ha fermato”, alternando momenti di lucidità a stati confusionali.

Tutti sanno di subire un danno personale quando una splendida opera d’arte del Bernini viene danneggiata. E nessuno cercherebbe di minimizzare l’accaduto dicendo che in fondo la mutilazione della Pietà di Michelangelo, tanti anni fa, era un evento peggiore. Nella distruzione del patrimonio artistico non vi può essere una scala con un meglio o un peggio.
Lo stesso ragionamento si dovrebbe applicare agli scempi del paesaggio, almeno secondo la costituzione, eppure si sente minimizzare uno scempio paesaggistico con argomenti che non verrebbero utilizzati per l’arte.
Si dice, per esempio, che “Monticchiello è peggio di san Severo“, come se questo fosse un argomento plausibile, e senza pensare che nessuno accetterebbe le stesse parole per la fontana del Bernini.

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 Alcuni attivi soci di Italia Nostra residenti a Casole d’Elsa, sono riusciti ad ottenere che il dottor Migliavacca, giornalista della prestigiosa rivista Bell’Italia, dedicata all’ambiente ed al territorio e soprattutto alla loro conservazione, visitasse in questi giorni il Comune di Casole d’Elsa.

Al territorio ed alle caratteristiche di Casole verrà dedicato un ampio servizio corredato da numerose fotografie nel prossimo numero di Aprile. Dovrebbero essere almeno 8 pagine più una sezione suppletiva di altre 3 dedicate a tradizioni gastronomiche ed ospitalità sul territorio casolese.

L’iniziativa è partita da Prof. Dario Conte ed è stata supportata sul territorio dal sig.Varno Spinelli di Monteguidi,  da Roberto Fortini e Roberto D’Autilia per l’Associazione Casole Nostra e Italia Nostra di Siena

Nel percorso di accompagnamento del giornalista sono stati ullustrati gli aspetti peculiari di un ambiente unico in Toscana, tanto bello quanto fragile e da sorvegliare attentamente.   Segnaliamo che il Sindaco di Casole, Piero Pii che, dopo aver incontrato in Piazza Lucchetti il dottor Migliavacca insieme con il nostro Roberto Fortini, si è fatto carico di un’apertura “straordinaria” del Museo e della consegna di materiale importante per la realizzazione del servizio.

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Sul blog di CasoleNostra è apparso un post che solleva delicati interrogativi; ItaliaNostra di Siena si limita a segnalarlo, lasciando a tutti i lettori interessati trarre le proprie considerazioni:

Sabato, 19 febbraio 2011 – Il Cemento che Tiene Unite le Liste Civiche

Sul sito www.impegnopersiena.com si legge:

Aumentano gli indagati: il “sistema Siena” alle prese con la questione morale
Sabato 19 Febbraio 2011
Premessa: siamo garantisti per tutti fino all’ultimo grado di giudizio. Però leggiamo i giornali e qualche riflessione viene da fare.
Leggiamo sul Corriere di Siena del 16 febbraio 2011 a pag. 3: “Caccia, 29 indagati in Provincia – Abuso, falso e peculato: comandante e vice sospesi dall’attività”. Questi 29 indagati si aggiungono ai 16 indagati per la procedura di privatizzazione per l’aeroporto di Ampugnano, ai 31 indagati per il buco di bilancio dell’Università e per l’elezione del rettore, ecc. ecc. Insomma, Siena città, con annessa Provincia, sembra avere un buon numero di indagati. Il silenzio assordante di Bezzini, Ceccuzzi e Cenni si fa sentire, anche perché gli indagati appartengono almeno in parte a quel Partito Democratico che fa della trasparenza un baluardo del codice etico previsto dallo statuto del partito stesso.

Poi però, di seguito, sullo stesso sito si legge:

A Casole le liste civiche locali scoprono la loro grande forza
Sabato 19 Febbraio 2011
Grande successo, di partecipazione e di contenuti, all’incontro interprovinciale delle liste civiche tenutosi a Casole d’Elsa, in palazzo Pretorio, il 17 febbraio 2011. Ha fatto gli onori di casa il sindaco di Casole, Piero Pii, eletto da una lista civica locale.Numerosi gli interventi dei rappresentanti di liste civiche nate e cresciute in provincia di Siena ed anche nella vicina provincia di Pisa, ovunque facendo registrare lusinghieri successi, e sempre più spesso anche vincendo le elezioni. In provincia di Siena è accaduto a Casole d’Elsa e a Pienza, nella vicina Val di Cecina pisana è accaduto a Volterra, Pomarance e Castelnuovo Val di Cecina. (…) Dal riuscito incontro è scaturita la costituzione di una Federazione Civica, che si propone, attraverso iniziative mirate e coordinate, di dare maggior forza all’azione politica delle singole liste civiche locali.

Non una parola sul fatto che il sindaco di Casole, a capo della lista civica che faceva gli onori di casa, quella stessa mattina era stato rinviato a giudizio in un procedimento penale per il quale aveva già oblato altri reati. Non una parola sul fatto che la variante appena adottata dal sindaco Pii è stata definita “un concentrato di mala urbanistica toscana“.

E’ eticamente corretto scrivere del “silenzio assordante di Bezzini, Ceccuzzi e Cenni” e poi parlare di “lusinghieri successi” quando i propri membri (ancorché innocenti fino all’ultimo grado) vengono rinviati a giudizio?
E’ moralmente corretto mostrare grande sensibilità per la cementificazione di Siena, mentre ci si allea con chi devasta il paesaggio rurale per mezzo di una variante da terzo mondo?
Molti cittadini cominciano a domandarsi se il cemento che tiene unite le liste civiche non sia qualcosa di più di una semplice metafora.

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SIENA – Il terremoto scoppiò nel 2007, ne parlarono tutti. Un caso di abuso edilizio nel cuore della Toscana di vaste proporzioni e per di più con la complicità, almeno questa l’accusa, del Comune di Casole che aveva regolarmente rilasciato le concessioni edilizie. Tutto cominciò quando il pm Mario Formisano mise gli occhi sul borgo di san Severo, allora in fase di edificazione. Appariscente per tipologia architettonica e anche per gli annessi e connessi, la colata di cemento, come fu definita dagli ambientalisti, occupava una intera collina a breve distanza dal paese di Casole. Un bel numero di palazzine per 54 appartamenti, frutto del recupero di un vecchio podere: San Severo appunto. Nacque subito il sospetto che si trattasse di una moltiplicazione “dei pani e dei pesci” e in effetti, dalle verifiche fatte in fase di indagine, emerse un abuso edilizio per almeno 5000 metri cubi. Insomma un caso clamoroso che si portò dietro sei avvisi di garanzia e una estensione delle indagini a macchia d’olio che costrinsero all’apertura di altri fascicoli, a catena, uno dopo l’altro. Al punto che Casole si assunse ben presto la fama della sede di una delle più grosse speculazioni edilizie degli ultimi anni in Toscana.

Ville nel bosco Dopo San Severo fu la volta delle Vigne, un complesso edilizio edificato nel bosco della Selva sulle spoglie di un antico podere mezzadrile: da una casa con porcilaia erano spuntate dozzine di villetta di ottima fattura architettonica. Nuove indagini, per giungere alla conclusione che non solo erano stati gonfiati i volumi ma che era stata deturpata una porzione di bosco: nove avvisi di garanzia in questo caso.
Un terremoto, destinato dunque a far crollare quelle case definite abusive dalla magistratura e nel frattempo mettere in ginocchio ditte costruttrici, imprenditori, società immobiliari e gli stessi acquirenti, alcuni dei quali avevano già pagato il preliminare di acquisto.

La soluzione Per San Severo si è trovata una soluzione che ha portato al completo dissequestro del lotto: il comune ha approvato un nuovo piano di recupero che ha riportato sulla correttezza le volumetrie edificabili con conseguente demolizione dell’eccedenza e oggi, nonostante gli atti vandalici che hanno distrutto parte del costruito durante la lunga fase dei sigilli, i costruttori sono in procinto di terminare le palazzine e procedere alla vendita. Tutto sanato? Quasi.

L’aspetto penale Resta da superare l’aspetto penale e ieri mattina il procedimento di San Severo riunito a quello delle Vigne è approdato dal Gup. Il giudice Monica Gaggelli ha optato per un rinvio, sebbene l’avvocato difensore di tre (dei sei) imputati per san Severo, di cui due coinvolti anche nel procedimento per le Vigne, abbia chiesto il patteggiamento. Il Gup ha accolto la richiesta di rito abbreviato per gli assistiti dell’avvocato Paolo Emilio Falaschi che ha consigliato ai suoi clienti la linea difensiva più “accomodante”, diciamo, così come ha fatto il difensore dell’imputato belga coinvolto nel caso le Vigne.

Parte civile Per tutti gli altri coinvolti invece, il giudice dovrà decidere sul rinvio a giudizio o archiviazione, ma lo farà il prossimo 26 novembre, data in cui è stata fissata la prima udienza. L’impedimento di ieri mattina che ha portato a fissare una nuova data è legato alla richiesta di costituzione di parte civile dell’associazione ambientalista Casole Nostra per la quale è stata presentata un’eccezione: l’associazione si è formalmente costituita dopo l’accertamento del del reato e dunque potrebbe non essere ammessa. In questo caso la parte civile sarà sostenuta direttamente da Italia Nostra.

Demolizione? Ci si chiede a questo punto che fine faranno le villette delle Vigne, ancora sotto sequestro e se, come per San Severo si possa arrivare ad un dissequestro dopo demolizione parziale. Per il momento questa ipotesi sembra bloccata dal fatto che non è stato ancora chiesto al Comune di Casole un nuovo piano di recupero e dunque in teoria resta più probabile, in caso di accertamento del reato, la totale demolizione.

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Il Blog di CasoleNostra (www.casolenostra.org) in un suo recente post sottolinea “che il sindaco di Casole d’Elsa e l’assessore all’urbanistica non sembra abbiano commentato sui giornali, sul sito del comune o su quello dell’associazione Pensarecomune, questo importante intervento del Corpo Forestale dello Stato, come invece solo pochi giorni fa, in situazione analoga, aveva fatto il sindaco di Fiesole.     Un comportamento difficile da comprendere per i cittadini che, con il sindaco di Fiesole, ritengono che “Quando la demolizione sarà finita, avremo tutti vinto una battaglia più grande.”   Italia Nostra, da parte sua, non può che concordare su questa semplice quanto necessariamente impietosa analisi, constatando l’esistenza di Sindaci e…. Sindaci.   Non può sfuggire – ad esempio – la differenza tra il modus operandi di un Sindaco-Eroe come Angelo Vassallo a Pollica e quella di un Sindaco qualsiasi , sempre per esempio, come è Piero Pii a Casole d’Elsa [cfr l’articolo di De Magistris]

Si sono ultimate le operazioni di demolizione delle opere edilizie abusive in località Podere San Michele – Anche a San Severo si sono conclusi i lavori di demolizione dei volumi risultati illeciti.

Si sono concluse le operazioni di demolizione delle opere edilizie abusive realizzate in località Podere San Michele, in Comune di Casole d’Elsa. Tali interventi erano stati avviati nella primavera di questo anno, in conseguenza del provvedimento di dissequestro, condizionato alla demolizione, emesso dall’Autorità Giudiziaria e sotto il controllo esecutivo del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato competente per territorio, il quale ha provveduto a verificare tutte le fasi della demolizione, compreso il corretto smaltimento in discarica autorizzata del materiale di risulta.

Si ricorderà, infatti, che nel corso del mese di febbraio 2008 erano state poste sotto sequestro una serie di opere edilizie in località Podere San Michele, in quanto realizzate in difformità e/o in assenza del permesso di costruire e senza aver ottenuto l’autorizzazione ai fini del vincolo paesaggistico. I reati ipotizzati dalla Autorità Giudiziaria erano stati quelli di edificazione abusiva, violazione al vincolo ambientale ed abuso d’ufficio, il tutto in contrasto con le previsioni degli stessi atti di pianificazione territoriale del Comune di Casole d’Elsa.

Come a suo tempo ampiamente documentato dagli organi di stampa, medesima sorte hanno già avuto gli interventi abusivi realizzati in località San Severo, sempre nel territorio del Comune di Casole d’Elsa, dove, in conseguenza del provvedimento di dissequestro emesso nei primi mesi del corrente anno, e considerata la complessità degli interventi, l’attività di demolizione si è protratta fino a questa estate. Anche in questa circostanza, infatti, i volumi abusivi sono stati completamente rimossi ed è stato ripristinato lo stato dei luoghi, con ricostituzione dell’originaria conformazione del versante, mediante il riempimento con terreno vegetale dell’invaso idrico della capacità di oltre 20.000 metri cubi che era stato abusivamente realizzato.   Dal sito sienafree.it

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