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Biomasse a Monticiano. Renovo: “Benefici per il territorio”
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Continuano le preoccupazioni dei cittadini. Intervista a Stefano Arvati, Presidente di Renovo.

Monticiano (Siena). Il progetto di impianto a biomasse della Renovo Energy SPA a Monticiano al
confine con il comune di Chiusdino e relativa Abbazia di San Galgano, continua a far discutere. Il
Sindaco della cittadina, Sandra Becucci, ribadisce che non c’è nessun caso Monticiano, mentre il
Comitato “Ambiente e Salute” di Monticiano ha raccolto numerosissime firme per contestare il
progetto e continua a chiedere spiegazioni. Stefano Arvati, Presidente della Renovo Energy, in
questa intervista, risponde ad alcune domande.
Sul sito della Renovo si legge che: “ RENOVO S.p.A. nasce nel 2007 in seno alla
holdingfinanziaria Fingest S.p.A., che fa capo alla famigliamantovana Arvati,con l’obiettivo di
sviluppare progetti diproduzione di ENERGIA da fonti rinnovabili (FER) checoncorrano al
raggiungimento degli obiettivi nazionali esovranazionali di riduzione di CO2e rendano praticabile
unosviluppo locale che sia ambientalmente e paesaggisticamente sostenibile”.
Tra i partners di Renovo: “ il Gruppo Cooperativo Cgm, Legambiente, think tank come Symbola –
Fondazione per le Qualità Italiane, SDA Bocconi, Politecnico di Milano e Università della Tuscia,
consorzi nazionali come Rilegno e CONAI, partner tecnici come AT Ambiente e Dante. O. Benini
& Partners” (altro…)

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RAPOLANO TERME. Le operazioni di rilevamento erano cominciate giovedì (9 Gennaio), a seguito delle numerose segnalazioni di preoccupazione riguardanti il torrente Bestina. Sul posto erano giunti i tecnici del dipartimento ARPAT (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) di Siena accompagnati dagli operatori della Polizia Municipale di Asciano e di Rapolano Terme per verificare il livello di inquinamento del torrente e capirne le possibili cause.

Nel pomeriggio di ieri (10 Gennaio) è poi arrivata l’ufficialità dall’ARPAT: il torrente Bestina, che attraversa il centro abitato di Asciano per poi confluire nel fiume Ombrone, è inquinato. La causa sarebbe da attribuirsi ad un uso scellerato del digestato, ossia il risultato della fermentazione di materiale organico utilizzato per la produzione di biogas. Questo materiale, secondo i tecnici dell’ARPAT, sarebbe stato impropriamente distribuito sui terreni che circondano il torrente. La provenienza di questo digestato, invece, sarebbe da imputare all’impianto a biogas per la produzione elettrica del Comune di Rapolano Terme, in località Sentino.

Ma il danno ambientale potrebbe non essere limitato al solo torrente Bestina. Secondo i tecnici, che durante la loro ispezione nel territorio in questione hanno potuto constatare anche la presenza di alcuni pesci morti in prossimità delle zone di ristagno dell’acqua, questa cattiva conduzione della pratica agronomica ha comportato l’infiltrazione attraverso il terreno di una parte del digestato. Andando a raggiungere la sottostante falda acquifera, il pericolo di inquinamento potrebbe riguardare anche la zona di ricarica della sorgente Cornacchia ed un’altra sorgente nelle vicinanze. Per questo motivo ed in via precauzionale, sono state immediatamente scollegate dalla rete acquedottistica idropotabile del Comune di Asciano fino a quando non verrà esclusa questa ulteriore ipotesi di inquinamento.

Al momento, sono in corso gli interventi per il recupero del digestato ancora ristagnante nei campi e sui fossi circostanti, arginati per evitare ulteriori dispersioni; gli interventi sono coadiuvati dagli operatori del Dipartimento ARPAT di Siena e della Polizia Municipale di Asciano e Rapolano Terme, nonché dai tecnici dell’Acquedotto del Fiora che monitorano l’evoluzione dell’inquinamento sulle due sorgenti.

da Il CittadinoOnline –

 Diego Fionda

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 Da un estratto del sito di Coll’energia (www.coll’energia.com) “la provincia di Siena e in particolare il comune di Colle di Val d’Elsa potranno diventare un punto di riferimento per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Negli spazi adiacenti alla cristalleria RCR nel comune colligiano, è (infatti in programma la realizzazione di una centrale dedicata alla produzione e all’utilizzo di un bio-liquido (olio di pirolisi), un fluido termovettore derivato dal trattamento di biomasse legnose secche e pulite. La costruzione dell’impianto è promossa da RCR con l’ausilio di Industria e Innovazione, suo azionista di rilievo, tramite una società appositamente creata che è stata chiamata Coll’Energia. L’impianto che a regime dovrebbe garantire una potenza installata di 12,8 MW è basato su una tecnologia innovativa che garantisce un basso impatto ambientale e consente di produrre più energia utilizzando meno biomassa. L’impianto sarà in grado di produrre circa 100.000.000 KWh annui, con un impiego di circa 85 mila tonnellate di biomassa vegetale prevalentemente vergine. Dal 50% al 60% dell’elettricità prodotta potrà alimentare i forni di RCR abbassando significativamente i costi di produzione, con un risparmio per RCR significativo”.

Pur non avendo ancora a disposizione il progetto esecutivo dell’impianto, è opportuno fare alcune riflessioni su quanto è possibile conoscere in generale dalla letteratura scientifica sulle varie fasi del processo.

 La produzione di energia avviene in 6 fasi:

 1) Taglio – raccolta – trasporto legno sul luogo della lavorazione;

2) Produzione  del cippato una sorta di truciolo;

3) Essiccazione del legno,

4) Produzione dell’olio con la pirolisi  (RTP: Rapid Thermal Process) a 510°C, in assenza completa di ossigeno, utilizzando per questo sabbia sopra il cippato;

5) Stoccaggio

6) Combustione dell’olio derivato dalla pirolisi e conseguenze azione dei due motori diesel per sviluppare energia meccanica in modo da azionare un generatore di corrente.

 Analizziamo le  6 fasi:

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Il soggetto proponente è la Società Coll’Energia Srl, partecipata al 30% da R.C.R. Cristalleria Italiana e al 70% da Industria e Innovazione Spa

La domanda per la realizzazione dell’ impianto per la produzione di un bio-liquido (olio di pirolisi) ottenuto da biomasse è stata presentata al Comune di Colle di Val d’Elsa, quella  per la costruzione e l’esercizio di un modulo di generazione di energia elettrica con potenza nominale di circa 12,8 MW elettrici alimentato dall’olio di pirolisi prodotto con le biomasse, è stata presentata alla Provincia di Siena

 L’investimento viene motivato con l’obbiettivo di consentire alla cristalleria RCR consistenti economie di spesa per l’energia e nel contempo di presentarsi sul mercato con caratteristiche innovative e ambientalistiche che consentirebbero di fare acquisire un valore aggiunto al proprio prodotto.

 L’area in cui dovrebbero essere ubicati gl’impianti è in località Catarelli, adiacente alla cristalleria RCR, ed è già classificata dal Regolamento Urbanistico come produttiva, per cui, sotto questo aspetto, l’intervento risulterebbe ammissibile. L’insediamento verrebbe realizzato in piano mediante il raccordo con un terrapieno dell’area digradante verso il fiume Elsa. Le due parti dell’impianto verrebbero separate da un muro di contenimento di circa 7 metri di altezza. Gl’impianti avrebbero mediamente circa 15 metri di altezza, con due camini alti circa 30 metri.

 Saremmo di fronte a realizzazioni rilevanti che, naturalmente, si aggiungerebbero allo stabilimento  attuale della cristalleria R.C.R. , incrementando in maniera sensibile gli aspetti edificatori e d’impatto visivo e ambientale dell’area.

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BIOMASSE A COLLE: RISCHI AMBIENTALI E PER LA SALUTE

Occorrono tecnici indipendenti per valutare la pericolosità della centrale

Il Comitato Raccontiamolagiusta ritiene che i recenti articoli apparsi sulla stampa locale che riportano la nota di Coll’Energia meritino alcune riflessioni.

La prima riflessione riguarda la “bollatura”  che ci è stata fatta di “aprioristicamente contrari” alla realizzazione della centrale. Vorremmo ricordare che ad essere contrario non è soltanto il Comitato ma gli strumenti di programmazione a cui fa riferimento il territorio valdelsano. In particolare il Piano Energetico Provinciale che prevede solo 10 Mw di potenza elettrica derivata da biomasse SU TUTTO IL TERRITORIO PROVINCIALE e con impianti possibilmente prossimi ad 1 Mw. L’altro strumento di programmazione CONTRARIO è il piano strutturale del Comune che prevede espansioni industriale nell’area RCR solamente se destinate alla produzione di cristallo.

A questo punto la domanda dovrebbe essere rovesciata: perché una società privata può mettere in discussione tali strumenti di programmazione votati dai consigli provinciali e comunali?

La seconda riflessione riguarda i processi di produzione del “bioliquido” ed i suo relativo utilizzo. Ebbene la pirolisi (ed in particolare la pirolisi  RTP che verrebbe usata nell’impianto) è un processo a tecnologia avanzata che “trasforma” la biomassa legnosa per mezzo del calore in assenza di ossigeno. I risultati finali sono la produzione di carbone (char),  gas di varia composizione e  formazione di olio di pirolisi (miscela molto complessa di composti chimici). Durante il processo vi è produzione di numerose sostanze potenzialmente pericolose per la salute che dovranno essere eliminate dai sistemi di abbattimento.

Teniamo in mente un dato (tra i pochi fatti conoscere dall’azienda): dai camini dell’impianto di pirolisi ed essiccazione del legno, usciranno oltre 40.000 metri cubi all’ora di emissioni dannose contenenti ossidi di zolfo e di azoto e polveri sottili.

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Approvazione unanime per le due mozioni presentate nella seduta di giovedì 30 giugno
Dal sito sienafree.it

Consiglio comunale compatto nella richiesta di un piano energetico comunale e nella contrarietà al progetto di realizzazione di una centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica presentato dalla società Coll’Energia.

E’ questa la posizione emersa nella seduta di ieri, giovedì 30 giugno che ha visto l’approvazione unanime della mozione presentata da tutti i gruppi consiliari – Pd, Sel, Pdl, Fli, lista civica “Insieme per Colle”, Gruppo indipendente, Udc e Prc – per chiedere alla giunta di avviare, con una concertazione di area, la redazione di un piano di azioni all’insegna della sostenibilità e della promozione delle energie rinnovabili. Unanimità anche per la mozione che era stata presentata da tutti i gruppi consiliari, ad eccezione di Prc (che ha poi votato a favore del testo), che impegna la giunta a far valere, nel rispetto della normativa per le procedure di Valutazione di impatto ambientale (Via), di competenza della Provincia, la posizione negativa del consiglio comunale al progetto di realizzazione di un impianto a biomasse per la produzione di energia elettrica con potenza di 12,8 MW presentato dalla società Coll’Energia. Alla discussione sui due punti hanno assistito alcuni rappresentanti del Comitato “Raccontiamola giusta”, che hanno consegnato al sindaco 450 firme a sostegno della petizione popolare contro la centrale a biomasse e che si aggiungono alle 750 consegnate nei giorni scorsi.
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BASTA CHIACCHIERE !!! LA CITTA’ CHIEDE AZIONI CONCRETE PER FERMARE LA CENTRALE A BIOMASSE
A COLLE

Il progetto della centrale a biomasse da 12,8 MW ha iniziato l’iter di approvazione!
Tutte le forze politiche che governano la città (PD, SEL, Rifondazione) dichiarano la loro opposizione, ma non fanno cenno alla petizione popolare presentata.
Insieme alle centinaia di cittadini che l’hanno sottoscritta e continuano a sottoscriverla, ci domandiamo il motivo di questo allarmante silenzio.

In che modo Comune e Provincia pensano di dare concretezza alle contrarietà espresse? Limitandosi a chiedere che la società proponente lo ritiri, rinunciando unilateralmente ad un affare di decine di milioni di euro?
Senza l’adozione di concreti atti amministrativi di salvaguardia, le dichiarazioni dei nostri amministratori sono “CHIACCHIERE”, che servono solo a far perdere tempo ad una reale opposizione al progetto e SPIANANO LA STRADA ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO ECOMOSTRO .

La legittima aspettativa della cittadinanza è che coloro che ci rappresentano intraprendano invece tutte le azioni di loro competenza per bloccare ORA il progetto della centrale, senza ulteriori indugi.

RIBADIAMO QUINDI CON FORZA L’ ASSOLUTA NECESSITÀ CHE NEL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE (30 GIUGNO 2011) VENGA ACCOLTA LA PETIZIONE POPOLARE SOTTOSCRITTA DA 750 CITTADINI TRAMITE IL COMITATO RACCONTIAMOLAGIUSTA, E CHIEDIAMO A TUTTE LE FORZE POLITICHE DI APPROVARE UN ATTO AMMINISTRATIVO DI SALVAGUARDIA DELLA CITTÀ (percorso già seguito dal Comune di Lucignano –AR).

Ogni ritardo sarà interpretato come un’ intollerabile ed irresponsabile contraddizione con le dichiarazioni di contrarietà: L’AMMINISTRAZIONE E TUTTI I PARTITI CHE LA SOSTENGONO SARANNO RESPONSABILI DI FRONTE ALLA CITTÀ DEL PROSEGUIMENTO DEL PERCORSO DEL PROGETTO E DI UNA SUA FUTURA EVENTUALE APPROVAZIONE.

ASSEMBLEA PUBBLICA MARTEDI’ 28 GIUGNO ORE 21,00 AL CIRCOLO DEL TENNIS DELLA BADIA

IL COMITATO RACCONTIAMOLAGIUSTA

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tozziL’Associazione Italia Nostra sezione di Siena esprime preoccupazione per il grande impiego che si sta facendo degli impianti ad alta temperatura, che sono inquinanti e vanno contro il protocollo di Kyoto, servano essi per trattare i rifiuti o le biomasse.

Gli impianti ad alta temperatura per le biomasse, che bruciano paglia e granaglie, vengono proposti come una conquista, ma la centrale a biomasse di Gallina, senza i certificati verdi,  non risulta economicamente conveniente. Sarebbe più semplice dare i certificati verdi agli agricoltori che tritano e interrano la paglia, perché questa operazione migliorerebbe la fertilità del suolo e contribuirebbe al risparmio energetico. Prima di approvare l’impianto a biomasse, si dovevano mettere a confronto le possibili alternative più rispettose dell’ambiente, e i cittadini dovevano essere coinvolti nella scelta. 

Si danno finanziamenti pubblici per impianti così discussi, mentre  il nostro ottimo grano, uno dei migliori del mondo, viene venduto a prezzi infimi che non compensano neppure i costi di produzione. Si ricorre in modo sempre più massiccio al grano di importazione, che risulta non solo di qualità inferiore, ma spesso infestato da parassiti e da funghi, contaminato da veleni, talvolta  radioattivo;  non si considera il costo ambientale dei trasporti.

La perdita dell’autonomia alimentare è una grossa sconfitta per la nostra nazione, che viene a trovarsi nella condizione di dipendere in tutto e per tutto dagli altri Paesi.

Se il nostro grano non vale più niente, anche i terreni agrari non varranno più niente: la speculazione edilizia metterà gli occhi addosso a questi terreni , che verranno abbandonati, e poi venduti per essere urbanizzati con sempre nuove costruzioni, spesso inutilizzate.

Abbiamo letto sul Corriere di Siena del 22 u.s. la presa di posizione del  Comune di Castiglion d’Orcia e della stessa Provincia.

Siamo rimasti sconcertati da alcune affermazioni. Questi Enti hanno scritto di ritenere “non appropriato partecipare a iniziative programmate da altri soggetti senza un preventivo coinvolgimento delle istituzioni”: ebbene, a noi risulta che, al contrario,  i rappresentanti del Comitato si siano recati nei vari Comuni della Valdorcia per parlare con i Sindaci e con gli Assessori.  

 Si scrive che “sulla bontà della tipologia di questi impianti si sono espressi favorevolmente associazioni ambientaliste”; non certo Italia Nostra, né a livello nazionale né locale.

Leggiamo che “ In un paese <normale> la fiducia deve essere riposta sulle istituzioni preposte alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e non su soggetti che esprimono considerazioni frutto di opinioni personali più o meno interessate”; ma quali interessi si pensa che abbiano i cittadini,  se  non quelli della tutela della salute e del territorio? Quanto alla fiducia nelle Istituzioni, questa  non può essere accordata  a priori, senza le verifiche che ogni cittadino ha diritto di chiedere e di ottenere.

 

Siena,  25 ottobre 2009

 

                                                                   Italia Nostra, sezione di Siena

                                                                   La Presidente Lucilla Tozzi

                                                                   Il Consigliere Laura Comi, medico ufficiale sanitario

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tozzi

In primo piano il Presidente Provinciale di Italia Nostra di Siena, Prof.ssa Lucilla Tozzi; a fianco, sulla destra, il Consigliere membro del Direttivo Provinciale, Dott.ssa Laura Comi

Sono medico ufficiale sanitario e Consigliere del Direttivo della sezione di Siena di Italia Nostra, e nel portarvi i saluti della Presidente Lucilla Tozzi, esprimo le preoccupazioni della nostra Associazione per il grande impiego che si sta facendo degli impianti ad altissima temperatura, che vanno contro il protocollo di Kyoto, servano essi per trattare i rifiuti o le biomasse.

 Gli impianti ad alta temperatura per le biomasse, che bruciano anche le granaglie, vengono proposti come una conquista; la centrale a biomasse di Gallina è stata  presentata  come possibilità di guadagno per gli agricoltori; senza i certificati verdi, l’impianto non risulterebbe economicamente conveniente. Si sta facendo una politica di disincentivazione del nostro ottimo grano, uno dei migliori del mondo, venduto a prezzi infimi che non compensano neppure i costi di produzione.

Si ricorre in modo sempre più massiccio al grano di importazione, che risulta non solo di qualità inferiore, ma spesso infestato da parassiti e da funghi, contaminato da veleni, talvolta  radioattivo;  non si considera il costo ambientale dei trasporti.

In questo modo la nostra terra, vocata all’agricoltura, viene penalizzata; e la perdita dell’autonomia alimentare è una grossa sconfitta per la nostra nazione, che viene a trovarsi nella condizione di dipendere in tutto e per tutto dagli altri Paesi.

Se il nostro grano non vale più niente, anche i terreni agrari non varranno più niente: la speculazione edilizia metterà gli occhi addosso a questi terreni , che verranno abbandonati, e poi venduti per essere urbanizzati con sempre nuove costruzioni, spesso inutilizzate.

Abbiamo letto proprio ieri sul Corriere di Siena la presa di posizione del  Comune di Castiglion d’Orcia e della stessa Provincia.

Siamo rimasti sconcertati da alcune affermazioni. Questi Enti “ritengono non appropriato partecipare a iniziative programmate da altri soggetti senza un preventivo coinvolgimento delle istituzioni”: ebbene, a noi risulta che, al contrario,  i rappresentanti del Comitato si siano recati nei vari Comuni della Valdorcia per parlare con i Sindaci e con gli Assessori.  

 Si scrive che “sulla bontà della tipologia di questi impianti si sono espressi favorevolmente associazioni ambientaliste”; non certo Italia Nostra, né a livello nazionale né locale.

 E inoltre: “Il progetto in corso di realizzazione sarà fornito di abbattitori e catalizzatori che elimineranno ulteriormente le emissioni”: ma quanto costeranno le operazioni di controllo? Non sarebbe più semplice usare i certificati verdi per aiutare finanziariamente gli agricoltori che tritano la paglia lasciandola nei campi?

Leggiamo che “ In un paese <normale> la fiducia deve essere riposta sulle istituzioni preposte alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e non su soggetti che esprimono considerazioni frutto di opinioni personali più o meno interessate”; ma quali interessi si pensa che abbiano i cittadini,  se  non quelli della tutela della salute e del territorio? Quanto alla fiducia nelle Istituzioni, questa  non può essere accordata  a priori, senza le verifiche che ogni cittadino ha diritto di chiedere e di ottenere.

 Gli Amministratori, rifiutando di partecipare all’incontro proposto dal Comitato, escludono di fatto ogni dialogo non solo con i cittadini, ma, ciò che è più grave, con gli studiosi e gli esperti  in cui questi cittadini ripongono la loro fiducia 

Italia Nostra ringrazia i relatori e il Comitato organizzatore.

 

 Siena, 23 ottobre 2009

 

                                                                          Italia Nostra, sezione di Siena

                                                                          Il Consigliere Laura Comi

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