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Posts Tagged ‘BioMasse’

Da Redazione OK!mugello lunedì 14 set 2015

CentraleBiomasseMugello

L’Unione Montana dei Comuni del Mugello ha negato all’Associazione Italia Nostra la possibilità di partecipare alla Conferenza dei Servizi che questa mattina (lunedì 14) alle 11 dovrà esaminare la richiesta di costruire la controversa centrale a biomasse a Petrona. Ecco la nota, indignata, che riceviamo direttamente da Italia Nostra*:
*Italia Nostra Sez. Firenze
Clicca sotto per leggere.

CentraleBiomasseMugelloTesto

http://www.okmugello.it/mugello/biomasse-italia-nostra-esclusa-dalla-conferenza-ed-e-polemica/

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SienaFree.it – Mercoledì 25 Febbraio 2015 18:34

SalviamoAbbaziaSGalgano

La millenaria Abbazia a cielo aperto di San Galgano (Chiusdino-Siena), un gioiello unico nella campagna senese, deve difendersi dal progetto per la realizzazione, nelle immediate vicinanze, (nel comune di Monticiano) di una centrale a biomasse. Per fermare il progetto e salvare questo importante monumento, meta di un incessante flusso turistico, sono state fatte petizioni popolari, ricorsi al Tar e mobilitazioni varie.
Adesso a difesa dell’Abbazia arriva anche la canzone “Dichiaro Le Latrine Patrimonio dell’Unesco”, del cantautore Nicola Costanti, due volte premiato al Tenco. Si tratta di un brano provocatorio, corrosivo, ferocemente ironico. “Ho avuto la fortuna di suonare in questa Abbazia ed è stato amore a prima vista. È un luogo speciale, carico di suggestioni, uno scrigno di bellezza e di memoria. Si parla tanto di Pil e di debito pubblico – aggiunge Costanti – ma non tuteliamo adeguatamente ciò che potrebbe risolvere anche molti problemi economici. Con la cultura si mangia eccome. Basterebbe valorizzare e non mortificare il nostro immenso patrimonio artistico e trasformarlo in una risorsa-industria”.
Una canzone, quella di Costanti, per parlare della bellezza insultata, sfregiata, abbandonata. La bellezza da salvare: dalla stupidità, dalla miopia, dalla cementificazione selvaggia, dalla speculazione edilizia, dagli attacchi a cui, paradossalmente, viene sottoposta in un Paese che ha nel patrimonio artistico la sua più grande ricchezza.
“Con la canzone, come del resto con  il videoclip che abbiamo girato, ho voluto mettere in evidenza i controsensi e il rapporto strano che la classe politica ha con il Patrimonio Artistico: i nostri politici da una parte fanno a gara nel fare dichiarazioni di sensibilità verso la bellezza e dall’altra permettono operazioni di sfregio verso  la stessa. L’ironia è la miglior chiave di lettura per raccontare tutto questo. Mi appello al buonsenso e alla sensibilità delle parti in causa affinché individuino, per la centrale a biomasse prevista nelle vicinanze di San Galgano, una localizzazione alternativa che non offenda e  il nostro patrimonio. Se continuiamo ad accostare ciminiere a luoghi d’arte va a finire che un giorno qualcuno si alzerà e dichiarerà le latrine patrimonio dell’Unesco”.
Videoclip Salviamo l’Abbazia di San Galgano dalla centrale biomasse:
https://www.youtube.com/watch?v=HPORZt-Qy1Q

SienaFree.it – Mercoledì 25 Febbraio 2015 18:34

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da Il Cambiamento – di Massimo Nardi – 2 Ottobre 2014

“Gli impianti a biomasse emettono inquinanti e quindi vìolano platealmente la norma che prevede di mantenere buona la qualità dell’aria nell’ambiente, laddove lo sia, e migliorarla negli altri casi. Per questo tali impianti sono illegali”. Il chimico Federico Valerio va all’attacco e ribadisce: “Non è questa la strada”.

biomassaCentrale

Vi ricordate il dossier di Nomisma? La società di ricerca in campo energetico e ambientale affermava in quel documento che le biomasse risultano più inquinanti del gasolio, oltre che del gpl e del metano. Ma c’è chi lo ripete da molto più tempo ed è rimasto per lo più inascoltato. Si tratta del chimico Federico Valerio, già membro della Società Italiana Chimici e di Medici per l’Ambiente e Responsabile scientifico dell’Osservatorio Salute – Ambiente istituito dal Comune di Genova. Valerio ha diretto per anni il Dipartimento di chimica ambientale dell’Istituto Tumori di Genova e sull’argomento la sa molto lunga, più di molti altri. Lo abbiamo intervistato.

Dottor Valerio, lei si definisce scienziato preoccupato. Perché?
«Il concetto deriva dalla “Union of Concerned Scientists”, che è un’associazione internazionale di scienziati e ricercatori in tema ambientale, che si occupa, da qui il termine inglese, di tematiche ambientali e di salute. Ma allo stesso tempo, il termine “concerned” significa anche preoccupazione, perché di fronte ai continui allarmi e disastri ambientali si fa poco o nulla per prevenirli e risolverli totalmente. E la storia delle biomasse rientra in questa mia preoccupazione».
Qual è la situazione dei rifiuti in Italia e della loro gestione?
«Le nuove tendenze derivano dalla raccolta differenziata, che permette di recuperare i rifiuti e di immetterli in nuovi cicli produttivi, evitando così gli sprechi e creando altresì nuovi posti di lavoro. Ormai tutti quanti abbiamo capito che la strada da percorrere è questa, per cui la discarica da una parte o l’inceneritore dall’altro, dove spesso converge tutto senza differenziare, sono scelte antiche e sorpassate. L’Italia in questo senso ha accusato forti ritardi rispetto al resto d’Europa». 
Come mai l’Italia è lenta nel cambiare? E’ una questione politica o prettamente tecnica? 
«Sicuramente è politica, basti pensare a questa anomalia tutta italiana. Non tutti sanno che nelle tasse previste per l’elettricità, c’è una voce (Componente A3), pari al 7% del valore della bolletta, che copre i costi per la promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili e assimilate. Ovvero quel 7% viene destinato anche alle biomasse, che beneficiano così di un vero e proprio finanziamento statale. Tutte queste centrali, inceneritori compresi, esistono perchè permettono affari sicuri, grazie agli incentivi quindicennali generosamente regalati loro, con i “certificati verdi”, certificati pagati da tutti gli italiani, con l’apposita tassa fissata sulla bolletta della luce».

(altro…)

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Raccogliamo firme per evitare questo ennesimo gesto sconsiderato nei confronti del nostro patrimonio culturale, storico e paesaggistico.
Il Comune di Monticiano (Si) ha previsto la realizzazione di una centrale a biomasse nel territorio comunale, nelle vicinanze dell’Abbazia di San Galgano.

Il complesso composto dall’Abbazia di San Galgano e dalla limitrofa Cappella di Montesiepi è uno dei più suggestivi della provincia di Siena, e della Toscana in generale, e costituisce un indiscusso patrimonio culturale ed artistico di rilevanza nazionale. L’impianto suddetto sarebbe ben visibile dall’Abbazia di San Galgano e potrebbe quindi compromettere il valore estetico dei monumenti e del paesaggio circostante, recando un grave danno agli abitanti della zona, ai numerosi turisti e visitatori e di conseguenza anche alle strutture turistico-ricettive. Il comitato ”Ambiente e Salute di Monticiano” ha scritto una petizione al Sindaco, raccogliendo cinquecento firme, per richiedere la sospensione del progetto e per approfondire la valutazione sull’impatto ambientale.

Per firmare::  http://www.petizioni24.com/no_alla_centrale_a_biomasse_a_san_galgano

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Domenica 18 maggio si svolgerà ad Assisi per la seconda volta il convegno dei comitati No Biogas e No Biomasse e nel pomeriggio la “Marcia per la salute, l’aria, il cibo, l’acqua, la terra puliti” indetta dal Coordinamento Nazionale TERRE NOSTRE.

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Ecco l’appello che i promotori dell’iniziativa del 18 maggio rivolgono alle associazioni, ai coordinamenti ai comitati, ai singoli per l’adesione e la partecipazione alla marcia di Assisi del 18 maggio.
Il 18 maggio si terrà ad Assisi la seconda Marcia per la salvaguardia della salute, per l’aria, il cibo, l’acqua, la terra pulita che avrà per tema principale l’opposizione alla proliferazione degli impianti a biomasse e a biogas individuata come minaccia attuale, insidiosa e diffusa capillarmente sul territorio.
L’appuntamento di Assisi rappresenta una tappa importante nella crescita di un movimento spontaneo contro la corsa alla realizzazione di centrali a biomasse e biogas, all’eolico selvaggio, all’incenerimento dei rifiuti, al persistente massiccio utilizzo di pesticidi e altre forme vecchie e nuove di nocività ambientale. In Umbria si ritroveranno comitati provenienti da tutta Italia uniti dall’obiettivo di proteggere l’ambiente, la salute, l’agricoltura anche dalle speculazioni della green economy.
La crescita senza regole di impianti a biomasse e al biogas rappresenta oggi una delle principali emergenze sul fronte della tutela
della salute e dell’ambiente. Contrastarla significa agire allo snodo dei principali problemi ecologici e sociali del nostro tempo: quello della gestione dei rifiuti (che con le biogas e le biomasse assume la dimensione di uno smaltimento diffuso e incontrollabile), della (altro…)

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Vivere le Crete - Incontro su impianti a biomasse e impatti su ambiente e salute umana

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staccioli sulle biomasse – clicca per leggere

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