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da Italia Nostra Nazionale

 

ChiMangiaLeApuaneClicca sopra l’immagine per scaricare il bollettino in pdf (7MB)

“Chi mangia le Alpi Apuane?”

“Il tema del governo dei bacini marmiferi e dell’influenza che le nuove tecnologie estrattive hanno sul territorio conta decenni di dibattito. Già nel 1976 Italia Nostra aveva dedicato a questo tema un convegno con l’intento di contribuire ‘ad arginare un’aggressione del territorio da tutti giudicata allarmante’ osservando che ‘se i pubblici poteri sono immobili, ben si muovono i cavatori: sbranano i campi, divorano gli alvei, inghiottono le colline con le ruspe e le macinano nei frantoi… mentre nella foresta legislativa non si trovano le disposizioni essenziali per moderare gli eccessi in un settore produttivo insostituibile, ma pieno di insidie per l’assetto del territorio’. Da allora, sono passati quasi quarant’anni durante i quali gli attori che tempo fa si aggiravano nello scenario di una delle nostre più meravigliose ricchezze, costituite da un patrimonio capace di raccontare milioni secoli di storia naturale, decine di secoli di intelligenza del lavoro e talento d’arte, hanno perso ogni identità. Al posto di persone, oggi a coltivare le Alpi Apuane ci sono le imprese, le aziende, le multinazionali che non hanno alcun rapporto con il territorio inteso come ‘elemento ….

qui per continuare la lettura: http://www.italianostra.org/?p=44830

 

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‘Bene piano paesaggistico Toscana, approvarlo senza modifiche’

(ANSA) – FIRENZE, 25 GIU – “C’e’ un disastro che incombe sulle Alpi Apuane se continuera’ la politica degli scavi che si e’ affermata nel corso degli ultimi anni. Le Apuane sono uno dei gioielli italiani e rischiamo di farle fuori con estrazioni di marmo che raggiungono i 4 milioni di tonnellate all’anno. Questo significa compiere un disastro storico, ecologico e culturale e chiediamo a istituzioni, politica e associazioni di fermare questo disastro ambientale”. Lo ha detto il professor Asor Rosa parlando con i giornalisti in un incontro della Rete dei comitati per la difesa del territorio dal titolo ‘La distruzione delle Apuane e’ a rischio il Piano del paesaggio toscano’. Proprio sul piano paesaggistico, che la prossima settimana sara’ in discussione in Consiglio regionale come integrazione al Pit (Piano di indirizzo territoriale), Rosa ha spiegato che questo “rappresenta uno dei rari esempi in cui le scelte della Regione coincidono con le richieste e istanze del mondo ambientalista. In questo caso dunque per noi la scelta e’ molto semplice e chiediamo che il Consiglio toscano approvi senza modifiche il piano paesaggistico presentato dall’assessorato all’urbanistica”. Per Rosa “questo rappresenterebbe un freno rilevante al lavoro di distruzione delle Apuane contro il quale noi ci battiamo. Appoggiamo quella parte delle istituzioni toscane che sembra muoversi per il meglio”.(ANSA).

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Verrà un giorno in cui le Alpi Apuane saranno come i dinosauri: sparite. Con la differenza che dovremo spiegare ai nostri figli che siamo stati noi a distruggere un pezzo straordinario del nostro territorio e della nostra vita. Parlare delle Apuane vuol dire descrivere – attraverso un caso estremo, e dunque più comprensibile – la situazione di tutto ciò che la Costituzione chiama «paesaggio e patrimonio storico e artistico della nazione». Le Apuane sono cancellate da una industria che crea sempre meno occupazione; sono cancellate in violazione delle leggi vecchie e nuove….. [cliccare sull’articolo per ingrandirlo]

ApuaneLeRuspeCancellanoMonti

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Il problema delle cave di “marmo” [alcune di fatto di carbonato di calcio] esiste anche nella Montagnola Senese dove operano ben due impianti per frantumare il marmo.  Le cave che mirano al carbonato di calcio sono 100 volte piu’ grandi delle cave coltivate dalle due ditte che mirano al marmo ornamentale.
apuane 1
LA DISTRUZIONE DELLE APUANE
È A RISCHIO IL PIANO DEL PAESAGGIO TOSCANO
Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze
via Folco Portinari, 5
mercoledì 25 giugno, ore 11.30
 
La Rete dei comitati per la difesa del territorio convoca una Conferenza stampa per informare sul livello elevatissimo di distruzione del territorio delle Apuane, bene paesaggistico e culturale senza pari in Italia e in Europa, e per attirare l’attenzione sulle difficoltà che incontrano in questa fase iprovvedimenti di legge in materia territoriale e ambientale nell’ambito della regione Toscana, segnatamente il Piano Paesaggistico.
Apre la Conferenza stampa: Mauro Chessa (Presidente della Rete)
Illustra il tema: Paolo Baldeschi ( professore della Facoltà di Architettura di Firenze e membro della Giunta della Rete);
Interviene: Eros Tetti (Comitato “Salviamo le Apuane” e membro della Giunta della Rete)
Conclude: Alberto Asor Rosa
Durante la Conferenza stampa saranno proiettate eloquenti immagini delle distruzioni in atto sulle Apuane.
 
Sono stati invitati a partecipare il Presidente Enrico Rossi e gli assessori regionali competenti.
 info: Nino Criscenti 335 8310641 – Sergio Morozzi 327 8353356
Un Piano di Alternativo per le Alpi Apuane ad un anno dal Terremoto.
Un incontro per dare speranza e futuro a chi vuol vivere le Apuane salvaguardandole.
Salviamo le Apuane si ritrova di nuovo a Casola in Lunigiana ad un anno dal Terremoto, l’incontro  è per continuare dal basso la costruzione di un Piano Alternativo di Sviluppo per le Alpi Apuane duramente devastate dall’escavazione del Marmo e del Carbonato di calcio.
Oggi sui vari territori stiamo incontrando tante realtà che sono in moto per cercare di costruirsi un futuro sulle nostre montagne, purtroppo però il territorio e l’economia sono tenute in scacco dalla monocultura del marmo, invasiva e devastante per sua natura, tanto da non poter convivere facilmente con altre attività umane.
A fronte delle poche centinaia di occupati, crediamo fermamente che il nostro territorio possa sviluppare molti più posti di lavoro con economie durevoli che possano cioè svilupparsi in sintonia con l’ambiente ed il paesaggio senza distruggerli in modo irreversibile.
Sarà un incontro che prosegue, dopo il partecipatissimo convegno di primavera a Lucca, il percorso intrapreso dal movimento in questi anni, Salviamo le Apuane infatti non solo denuncia le estreme condizioni ambientali del nostro territorio, non solo si preoccupa di fare proposte alternative ma si impegna direttamente nella costruzione delle proposte presentate. L’unica via possibile per cambiare è produrre qualcosa che rimpiazzi ciò che ormai ci va stretto, quel qualcosa in questo caso è una nuova economia, un nuovo sistema solidale che faccia ritornare a vivere in pieno equilibrio nel paesaggio.
Il nostro movimento è costantemente in prima linea sui territori apuani per poter rendere speranza e forza alle nostre popolazioni e contrastare non solo la devastazione ma anche il progressivo abbandono.
Si festeggerà con questo incontro anche i quattro anni dal primo incontro pubblico del movimento dove fu redatta la famosa “Carta delle Apuane”. Con Salviamo le Apuane si è aperta di fatto una nuova fase per la difesa del territorio, portando la questione Apuane al primo posto nel dibattito politico, su alcuni delle maggiori testate europee e avviando un processo partecipato dal basso cose mai successa prima, questo è solo l’inizio del nostro lavoro che non molleremo perchè per noi apuani è a rischio il nostro futuro in questi luoghi che ci ospitano da millenni.
Un momento importante per le Alpi Apuane e per le comunità che ci vivono, un altro passo sul sentiero che ci conduce ad una ripresa della nostra terra e della nostra cultura.
Di seguito il programma:
Casola in Lunigiana 21 Giugno 2014 ore 15:00 
Presso la sala consiliare del municipio
Saluti istituzionali
Lettura della Carte delle Apuane
Giovani di Assoc. Aeliante
Introduzione Mauro Chessa
Presidente ReTe dei comitati per la difesa del Territorio – Sul disastro Apuane
Giorgio Pizziolo
La Bioregione Apuana come ambito dello sviluppo economico-sociale alternativo
Fabio Baroni
Il Piano di Sviluppo Economico Integrato delle Apuane. La prima proposta.
Eros Tetti
Un piano di promozione per le Apuane
A seguire interventi dei vari portatori di interesse 
Con preghiera di diffusione.

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