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Posts Tagged ‘Alberto Asor Rosa’

 

Quando si scrive di politica … quando io scrivo di politica, mantengo sempre, per quanto mi riesce,un atteggiamento di dubbio formale e sostanziale. Sì, è così, mi sembra che sia così, però … Delle affermazioni e conclusioni contenute in questo articolo sono invece assolutamente certo. Verrebbe voglia di dire: allarme, cittadini, sono in pericolo la vostra esistenza e il vostro futuro, e quelli dei vostri figli. Levate la testa prima che sia troppo tardi. Mi riferisco agli atteggiamenti e alle promesse che il governo Renzi dispensa a piene mani in materia di ripresa economica e, contestualmente, di ambiente, territorio, beni culturali, paesaggi italiani.

Non c’è in giro il minimo straccio di piano industriale. Ma in compenso c’è, a quanto sembra, un piano ormai pensato ed elaborato, anche nei suoi particolari dispositivi di attuazione, per quanto riguarda il già troppo martoriato volto del nostro paese, cui si continua a ricorrere, in mancanza di altro, tutte le volte in cui si deve dare l’impressione di rimettere in movimento la macchina. Qui il più spregiudicato nuovismo coincide con il più arretrato vecchismo: come, per l’appunto, rischia di essere sempre più naturale in questo nuovo contesto.

Il discorso potrebbe, anzi dovrebbe, essere assai lungo. Io invece mi limiterò a disegnare una traccia del possibile, anzi, ormai facilmente prevedibile percorso che ci sta davanti. Bisogna infatti, in questo caso più che in altri, essere pronti a prevenire, piuttosto che aspettare, come sempre più spesso accade, che i giochi siano fatti. Le mie fonti sono esclusivamente quelle parlamentari (dibattito, decreti legge e disegni legge, ecc.) e quelle rappresentate dalla grande stampa d’informazione: le une e le altre, mi pare, attendibili.

Si leggano, ad esempio, se ancora non lo si è fatto, gli articoli apparsi recentemente in rapida successione su “la Repubblica”. (altro…)

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‘Bene piano paesaggistico Toscana, approvarlo senza modifiche’

(ANSA) – FIRENZE, 25 GIU – “C’e’ un disastro che incombe sulle Alpi Apuane se continuera’ la politica degli scavi che si e’ affermata nel corso degli ultimi anni. Le Apuane sono uno dei gioielli italiani e rischiamo di farle fuori con estrazioni di marmo che raggiungono i 4 milioni di tonnellate all’anno. Questo significa compiere un disastro storico, ecologico e culturale e chiediamo a istituzioni, politica e associazioni di fermare questo disastro ambientale”. Lo ha detto il professor Asor Rosa parlando con i giornalisti in un incontro della Rete dei comitati per la difesa del territorio dal titolo ‘La distruzione delle Apuane e’ a rischio il Piano del paesaggio toscano’. Proprio sul piano paesaggistico, che la prossima settimana sara’ in discussione in Consiglio regionale come integrazione al Pit (Piano di indirizzo territoriale), Rosa ha spiegato che questo “rappresenta uno dei rari esempi in cui le scelte della Regione coincidono con le richieste e istanze del mondo ambientalista. In questo caso dunque per noi la scelta e’ molto semplice e chiediamo che il Consiglio toscano approvi senza modifiche il piano paesaggistico presentato dall’assessorato all’urbanistica”. Per Rosa “questo rappresenterebbe un freno rilevante al lavoro di distruzione delle Apuane contro il quale noi ci battiamo. Appoggiamo quella parte delle istituzioni toscane che sembra muoversi per il meglio”.(ANSA).

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Alberto Asor Rosa

La difesa del territorio e del paesaggio, condizione irrinunciabile di
una nuova fase della civiltà umana

(Conferenza tenuta il 9 novembre 2012 nel salone dei Cinquecento in
Palazzo Vecchio in Firenze, nell´ambito delle manifestazioni
organizzate dalla Fondazione Florens)

1. Prima di entrare – o tentare di entrare nel merito – devo fare due
precisazioni. Innanzi tutto: l´affermazione perentoria, che
costituisce il titolo di questa conferenza, se intesa nei suoi termini
più generali, corrisponde ormai al “comune sentire” di masse
sempre più estese di persone. Non varrebbe la pena di parlarne,come io
sono in grado di fare, in termini generali e generici.

In secondo luogo: a trattare nel modo più conveniente tale tema
potrebbero esser chiamati al posto mio specialisti di vario ordine e
diversa natura, attingendo senza sforzo all´immensità, complessità
e ricchezza delle competenze che su questo tema nel frattempo si è
formata (l´ultimo esempio a mia conoscenza è il bel volumetto Il
territorio bene comune, curato da Alberto Magnaghi, che appunto nella
cultura toscana affonda precisamente le sue radici).

Accostando l´una all´altra queste due precisazioni, ne verrà di
conseguenza che quella che sto per pronunciare dovrà intendersi, più
che come una lectio magistralis, come una lectio minimalis. Con
qualche vantaggio, forse. Accanto ad alcune non inutili precisazioni
terminologiche e linguistiche, mi adopererò a ragionare soprattutto
sulle conseguenze che l´attacco all´ambiente e al territorio
comporta per la società e per l´uomo generalmente intesi, – cioè
per noi, e cioè per voi che mi ascoltate (o mi leggete). Più un
elenco di problemi che una serie ordinata di proposte, dunque. Una
lectio che non vuole insegnare niente a nessuno che già non sappia per
conto suo, ma additare dei punti dolenti del sistema in cui viviamo.

Dolenti: è il termine esatto. Perché di questo oggi sì tratta: anche
se non lo volessimo, anche per chi non lo vuole, anche per chi si
rifiuta ostinatamente di aprire gli occhi e di volerlo insieme con gli
altri, ciò che accade intorno a noi ci colpisce, anzi ci ferisce tutti.
(altro…)

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 Soggetto: Fwd: [ReTe dei Comitati:236] [Blog della ReTe] Convegno   sull’ AMIATA E GEOTERMIA
 Le Istituzioni non c’erano – Le riflessioni di Alberto Asor Rosa pubblicate anche dal Corriere della Sera del 11 febbraio 2011

 5 febbraio U.s.

Si è svolto ad Abbadia S.Salvatore un appassionante e partecipato CONVEGNO sul tema: “L’ Amiata e la geotermia”. Ho avuto il privilegio di concluderlo, sintetizzando al massimo la ricca discussione in questo modo: oltre a problemi ambientali e paesistici più generali (che in una visione più ampia andrebbero  anch’ essi affrontati), lo sfruttamento geotermico dell’ area dell’Amiata sembra porre due problemi assai gravi:
   1) L’abbassamento del livello,e possibile e relativo inquinamento, del bacino idrico di cui l’Amiata è prezioso depositario;
   2) la pericolosità  delle emissioni per la salute dei cittadini della  zona.
  

Sul primo punto non appaiono esserci ragionevoli dubbi: gli stessi  tecnici regionali, presenti al Convegno, lo hanno ammesso molto onestamente e illustrato. Qualche differenza di valutazione si  manifesta invece a proposito della portata di tale abbassamento: attribuibile in ogni caso all’uso di tale riserva da parte delle centrali geotermiche.

Sul secondo punto il contrasto invece è aperto.

Il Presidente Rossi, come sempre cortese e disponibile, ha dichiarato, intervenendo, che i 43.000 abitanti di queste aree (vi comprende anche la zona geotermica a nord) hanno un livello di salute in linea con la Toscana, che ha un livello di salute tra i migliori del mondo (“la Repubblica”, 6 febbraio). Non pare che tale affermazione sia fondata, almeno per la parte che riguarda l’Amiata. I tecnici della Regione, che io ho ascoltato al Convegno, hanno parlato anche loro di un eccesso di morti “statisticamente significativo” nella zona in questione rispetto al resto al resto della Toscana; e i medici di base, presenti in gran numero, hanno avuto al proposito accenti molto preoccupati. I medici dell’ARS, tuttavia, sostengono che la geotermia non c’entra per niente; e per spiegare il fenomeno, chiamano in causa una categoria che si definisce “stili di vita” pregressi delle medesimi popolazioni categoria che io, da ignorante, avrei definito più letteraria che scientifica.

Come che sia (se potessi insisterei molto su questo “come che sia”),  il mio ragionamento, che è anche lo stesso che ho ascoltato dalla grande maggioranza degli intervenuti al Convegno, spesso di alto livello scientifico, è il seguente: non bastano dei ragionevoli dubbi  (e ce ne sono a iosa) sull’uno come sull’altro punto, – insomma,  sull’insieme dell’emergenza in questione, – per mettere in discussione una strategia economica fondata, come del resto è ovvio, sul raggiungimento del massimo profitto e per ridurre progressivamente lo sfruttamento geotermia invece di prevederne, come sta accadendo, il suo allargamento?

Questa è la domanda che rivolgiamo agli amministratori toscani. Lo avremmo fatto anche ad Abbadia se qualcuno di loro si fosse fatto vivo a discutere con gli scienziati e i cittadini presenti. Nella mia esperienza questa latitanza si ripete in maniera sistematica in tutte le preziose occasioni di dibattito e di confronto che i Comitati mettono in piedi. In compenso, il giorno dopo, dai bureaux del potere, roventi comunicati di scomunica e di riprovazione, del resto in sintonia con i contemporanei e trionfanti comunicati ENEL. Non è l’ ennesima riprova che, anche laddove sarebbe più lecito aspettarsi il contrario, politica e società, politici e popolo marciano ormai su due binari paralleli e incomunicabili?
 Alberto Asor Rosa
   
   —
   Postato da ReTe dei comitati su [2]Blog della ReTe il 2/11/2011

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‘Urbanistica, miglioreremo la legge regionale’

Repubblica — 06 giugno 2010   pagina 5   sezione: FIRENZE

È IL momento del disgelo fra Regione e Rete dei comitati. L’ assessore all’ urbanistica Anna Marson ha declinato l’ invito di Asor Rosa a partecipare alla conferenza su ambiente, paesaggio e territorio in corso ieri all’ Affratellamento per discutere della “vertenza toscana” (da Bagnaiaa Talamone, dalla Tav al corridoio tirrenico). Ma ha inviato un messaggio ai promotori: «La vostra iniziativa è di grande interesse. Dobbiamo approfondire insieme alla giunta regionale le linee programmatiche sul governo del territorio prima di poterne discutere in modo soddisfacente». Linee che Marson ha comunque voluto anticipare, partendo dalla revisione della legge del 2005 e del Pit, gli strumenti in mano alla Regione, «per assicurare un corretto ed efficace rapporto tra i piani strutturali di medio e lungo periodo e i regolamenti urbanistici che dovrebbero corrispondere al mandato del sindaco». Altri interventi riguarderanno disciplina paesaggistica, cartografia, energie rinnovabili. Quanto alla Rete, l’ assessore ha detto: «Ritengo essenziale il suo contributo critico per monitorare gli esiti e sollecitare politiche pubbliche da parte delle istituzioni, Regione innanzitutto». Con l’ obiettivo di «fare della Toscana un caso significativo di buon governo del territorio».

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Comitati contro il Pd: facce nuove in Regione per salvare il territorio – Asor Rosa presenta un documento per i candidati: «Servono regole che i Comuni non possano cambiare casualmente»

Uno statuto, una «carta costituzionale per il territorio», una legge più rigida che possa garantire il rispetto del valore del paesaggio e di alcuni precisi principi per il rispetto dell’ambiente. Alberto Asor Rosa e la Rete dei comitati per la difesa del territorio hanno steso un documento e lo hanno indirizzato a tutti i candidati alle elezioni regionali. «Con amarezza dobbiamo constatare che non c’è stata risposta e questi temi non hanno toccato che marginalmente la campagna elettorale— sottolinea il critico letterario Asor Rosa — Vorremmo porre all’attenzione la necessità di avere uno statuto che non sia sottoposto a variazioni casuali da parte dei Comuni».

Il professore e la Rete hanno presentato ieri pomeriggio a Firenze un documento di 14 pagine e accanto ad Asor Rosa c’era anche l’urbanista Paolo Baldeschi. «La difficile situazione economica dei Comuni da una parte, la tendenza degli imprenditori a investire dall’industria all’edilizia portano a a un consumo di territorio inaccettabile — spiega Baldeschi— Le leggi regionali in difesa del paesaggio ci sono, c’è il Piano di indirizzo territoriale, ma l’amministrazione ha dato in materia di urbanista deleghe totali ai Comuni che non hanno ora una grossa forza di difesa». Continua Baldeschi: «La tutela deve essere qualcosa di unificato: si può permettere che a Fiesole si faccia in un modo a Impruneta si costruisca in un altro e a Sesto in un terzo modo ancora? C’è anche un altro problema: non si può lasciare che i Comuni possano autocertificare la conformità al piano territoriale: servirebbe un organismo terzo che controlli». La Rete dei comitati spinge per il processo di partecipazione: «Non ci può essere solo una superficiale consultazione: se un cittadino fa le suo osservazioni al regolamento urbanistico al Comune e poi è la stessa amministrazione comunale a decidere, allora è una partecipazione priva di significato?». «Da queste elezioni ci aspettiamo una svolta— dice invece Claudio Greppi— servono altre persone a gestire l’urbanistica, a partire dall’assessore regionale, Riccardo Conti. Quattro anni fa quando si sono formati i comitati, i politici ci corteggiavano, da un po’ di tempo non ci parlano quasi più».

Baldeschi legge un tratto del programma di Enrico Rossi e si augura che si tratti di una svista: «”I Toscani hanno necessità di tutelare territorio come fattore di sviluppo turistico e del settore agroalimentar”: queste le sole ragioni? — si chiede Baldeschi — c’è anche un inciso “ma allo stesso tempo hanno bisogno di produrre lavoro e ricchezza”. Noi crediamo che il nostro paesaggio abbia valore di per sé e che per prendere decisioni di sviluppo ecosostenibile e per l’adozione di energie rinnovabili servano valutazioni strategiche precise. Si deve poter controllare l’ecobusiness».

Fonte Corriere Fiorentino

Notizie correlate:

  1. Regionali, Asor Rosa scrive a Enrico Rossi (e agli altri candidati): “Necessario cambiare”
  2. Asor Rosa, Cervellati e De Lucia con De Zordo contro il Piano strutturale
  3. Asor Rosa: “Voto De Zordo perché difende l’ambiente”
  4. Questa Italia di cemento. Di Alberto Asor Rosa.
  5. Asor Rosa: ‘Un luogo aperto a sinistra’

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Alberto Asor Rosa

“Elezioni regionali, Asor Rosa: il territorio escluso dalla campagna elettorale” ; La denuncia del professore a nome della Rete dei comitati. Due mesi fa abbiamo presentato ai candidati di tutti gli schieramenti un documento molto articolato: nessuno si è fatto vivo [ di Gaia Rau]

Il territorio escluso dalla campagna elettorale. E´ la denuncia lanciata da Alberto Asor Rosa a nome della rete dei comitati. «Due mesi fa – spiega – abbiamo presentato ai candidati di tutti gli schieramenti un documento molto articolato sulla politica del territorio, urbanistica e dei beni culturali in Toscana. Non abbiamo avuto alcuna risposta, né puntuale né interlocutoria». In quel documento i comitati chiedono «che tutta la legislazione regionale sul territorio e sull´ambiente assuma una valenza di carta costituzionale». Si parla di un vero e proprio «statuto del territorio, che non sia suscettibile delle variazioni casuali e talvolta non disinteressate dei Comuni e delle istituzioni periferiche». E´ richiesto inoltre un maggior coinvolgimento dei cittadini, un rilancio della pianificazione di area vasta e più conformità fra i vari livelli di pianificazione. «Nelle ultime settimane abbiamo assistito a una vera e propria battaglia per la Costituzione – spiega Asor Rosa – Il popolo viola è sceso in piazza a Roma in nome degli articoli 1, 3 e 21. Ecco, noi pensiamo che a questo catalogo vada affiancato l´articolo 9, che sancisce la difesa del territorio come patrimonio della nazione. Ma si tratta di un articolo sfuggito all´attenzione dei promotori e, da anni, dell´intera classe politica, salvo poche eccezioni».

Fonte Repubblica

Qui il documento integrale

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