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Posts Tagged ‘Abbattimenti’

da ISiena 13 Novembre 2015 di David Busato

StopTaglioVegetazioneRive_Nov2015L’iniziativa rivolta al Governatore della Toscana, ai Sindaci e al Consorzio Bonifica, lanciata da Gas Il Melograno.

Siena. Pulizia delle rive dei fiumi. Negli ultimi giorni attorno all’argomento si è scatenato un acceso dibattito. Stampa e media locali se ne sono occupati diffusamente. C’è  chi ha parlato non di pulizia, ma di distruzione illogica, chiamando in causa il termine bellico tristemente famoso di “Coventrizzazione”. Da pochi giorni su Chang.Org una petizione chiede di porre fine a tutto questo

La petizione è su Change.org

PER FIRMARE LA PETIZIONE CLICCA QUI

Nella petizione si legge: “Stop alla distruzione della vegetazione lungo le rive dei fiumi della provincia di Siena. GAS IL MELOGRANO Associazione SIENA. “Negli ultimi anni fossi, torrenti e fiumi della provincia di Siena sono stati oggetto di un’intensa attività di taglio della vegetazione riparia da parte delle autorità preposte.

Soltanto negli ultimi tre anni in ben 50 km dei fiumi Ombrone ed Arbia e relativi affluenti, maestosi sanissimi alberi autoctoni di oltre trenta metri, con tronchi anche di un metro, ontani, pioppi, salici che trattenevano le sponde dall’erosione delle piene e contribuivano alla depurazione delle acque sono stati abbattuti; al loro posto sono state lasciate, nelle migliore delle ipotesi, un arbusto ogni svariate decine di metri, giovani piante di robinia, essenza alloctona e invasiva, assolutamente inadatta al sostegno delle sponde……

Per tutto l’articolo: http://www.i-siena.it/cronaca/stop-alla-distruzione-della-vegetazione-lungo-la-rive-dei-fiumi-della-provincia-di-siena-la-petizione-su-change-org/6059

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Manifestazione a difesa dei tigli di Piazza Bartolomeo Scala

da La Nazione Siena del 1 Novembre 2015

«Pianteremo mille alberi in un anno» Svolta green per Canocchi: ecco il piano

I DETTAGLI non sono ancora noti, ma quello annunciato dal sindaco di Colle Paolo Canocchi al consiglio comunale è di sicuro il più imponente piano di rinverdimento dell’area urbana da molti decenni a questa parte, forse da sempre: mille nuovi alberi in un anno.
E’ questa la cifra annunciata dal primo cittadino, in risposta a un’interrogazione del Movimento 5Stelle che chiedeva lumi sull’attuazione della legge nazionale nota come «un albero per ogni neonato». Una legge del 1992, conosciuta anche come «Legge Rutelli», che, tranne una piccola e parziale eccezione nel 2004, il Comune di Colle non ha mai osservato, ma che, a partire dal 2016, conoscerà una potente accelerazione. Con una ‘variazione sul tema’: non sarà, infatti, la messa a dimora di mille piccoli alberelli, ognuno con la targhetta che riporta il nome del bambino a cui è dedicato, ma un’operazione più grande, dove gli alberi avranno, parole testuali, «dimensioni idonee per poter parlare di rinverdimento».
OPERAZIONE utile per una città in cui, negli ultimi vent’anni, l’abbattimento di piante d’alto fusto ha assunto proporzioni ragguardevoli. Basti ricordare i casi, ognuno col suo seguito di polemiche e proteste, del taglio dei tanti alberi del viale di Le Grazie che, in doppio filare, in estate formavano quasi un tunnel di 300 metri; o quelli, anche più numerosi, del viale di Vallibuona, di viale della Rimembranza (ognuno dei quali, in origine, era dedicato ad un caduto colligiano della Grande Guerra), di Bacìo, dell’ex residenza sociale, dell’area sportiva di La Badìa, per finire a quello, il più ‘rumoroso’ di tutti, dei pini e del cedro del Libano di piazza Sant’Agostino. «Ogni albero costerà 180 euro – ha spiegato Canocchi – e se riusciremo, come è nostra intenzione, a ripetere l’operazione anche negli anni successivi, Colle avrà fatto molto di più che piantare un albero per ogni neonato». Grandi alberi protagonisti anche della seconda parte della seduta di consiglio, quando si è parlato della riqualificazione di piazza Scala e di alberi monumentali. Rispondendo, anche in questo caso, a iniziative dei 5Stelle, la giunta si è impegnata a far sì che i grandi tigli della piazza, a difesa dei quali c’è già stata una manifestazione ed è in corso una petizione, siano tutelati anche se, in termini giuridici, non possono essere definiti monumentali.

da La Nazione Siena del 1 Novembre 2015 di Alessandro Vannetti

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03 Ottobre 2015

A Casole d’Elsa continua la commedia sulla demolizione dell’abuso edilizio “Le Vigne” . Tutto rimandato al 9 ottobre p.v. – Cittadini “onesti” abbiate fiducia, nonostante le rassicurazioni che ci vogliono dare, se qualcuno pensa di rimandare per NON fare si sbaglia di grosso!

OrdinLeVigneVilla

ComuneLeVigne

Alcuni precedenti articoli sull’argomento:

Casole d’Elsa – AGGIORNAMENTO DEMOLIZIONE LE VIGNE……….

Lottizzazione Le Vigne – Casole d’Elsa: quando la demolizione?

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da La Nazione Siena 01 Ottobre 2015

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Significativo anche l’aumento dei reati ambientali, nei quali è compresa, tanto per fare un esempio,  anche la gestione rifiuti. Oggi siamo a 238 contro i 121 di dodici mesi fa.
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AbusiEdiliziAumento2015

da La Nazione Siena 01 Ottobre 2015

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da La Nazione 26 Settembre 2015

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TigliColle2015

TigliColleProtesta

da La Nazione 26 Settembre 2015

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13 Settembre 2015

Proprio ai margini di una delle più antiche strade dell’Etruria che congiungeva la Lucumonia di Chiusi con Volterra/Fiesole attraverso Monastero d’Ombrone, S. Gusmè, Monteluco, Montegrossi, in località Fonte Chiusi (toponimo etrusco) vegetava quasi sulla sommità di Monte Muro a circa 800m di altitudine un patriarca vegetale secolare. Un abete bianco autoctono (Abies Alba Mill.) di circa 40m di altezza, diametro alla base 150cm, età circa 150 anni, in ottime condizioni vegetative.

GiganteAbbattuto

La sua maestosa chioma verde scuro svettava sulla vegetazione dominata e si poteva scorgere da km di distanza. Si tratta certamente di una delle ultime piante dei nuclei relitti sull’Appennino e su contigui rilievi dopo l’ultima glaciazione avvenuta 3 milioni di anni fa.

Infatti, dopo i vari raffreddamenti climatici durante i quali la vegetazione migrava verso sud alla ricerca di adeguate condizioni di vita, nei periodi catatermici (aumento della temperatura) si verificavano spostamenti di ritorno della stessa verso nord. Però alcuni nuclei di piante dopo l’ultima glaciazione rimasero in loco: in Toscana, ad esempio, celebre è la riserva naturale di Campolino (Abetone) nucleo relitto della specie abete rosso (Picea excelsa Mill.) ma esistono altri piccoli nuclei di abete bianco interessanti (Massa Trabaria) ed in Calabria vari popolamenti di Abies alba.

In tale quadro la pianta di abete bianco rivestiva una notevole importanza di carattere genetico-forestale e storico per le vicende della vegetazione italiana talchè il centro per la biodiversità di Pieve S. Stefano l’aveva presa in considerazione per un eventuale programma di ricerche definendola preliminarmente PIANTA PLUS, ovvero con caratteristiche fenotipiche superiori nell’ambito della specie: le piante dei nuclei relitti presentano normalmente maggiore resistenza alle avversità ambientali, possedendo quasi intatta la “variabilità genetica” del Postglaciale.

Non a caso alcune amministrazioni forestali europee per i propri rimboschimenti di abete bianco prelevano seme dalla Calabria attraverso il centro per la biodiversità di Pieve S. Stefano (AR) e cioè da “aree rifugio” della specie durante le complesse fasi delle glaciazioni. Queste provenienze si dimostrano resistenti anche alle piogge acide.

GiganteAbbattutoCeppa

Purtroppo la sagoma di abete bianco non svetta più sulla sommità di Monte Muro: una rapida ricerca ha dimostrato ciò che si temeva, cioè che di recente è stata tagliata. Non solo, la grossa ceppaia residua era stata accuratamente coperta con terra ed abbondante frascame. Per quale motivo si è occultata la ceppaia? La pianta era fuori dal taglio forestale in corso? La legge forestale regionale prescrive, nell’ambito di tagli, il rilascio di piante monumentali o che lo diverranno. La pianta stava per essere segnalata al comune di Gaiole in Chianti, che ha avviato un censimento delle piante di interesse storico-botanico esistenti nel proprio territorio. Segnaleremo un’altra pianta della stessa specie non lontano dalla precedente più o meno coetanea anche se non possiede le caratteristiche fenotipiche.

Il centro per la biodiversità di Pieve S. Stefano (AR), se vuole, può condurre le indagini scientifiche sulle numerose piante nate dalla disseminazione naturale del grande abete ed anche su quella dell’altro coetaneo vicino abete. Il Corpo Forestale dello Stato potrebbe dare “un’occhiata” sui tagli dei monti del Chianti e sui disastrosi esboschi, tagli aventi per scopo la sostituzione di conifere esotiche, ma che lasciano molto perplessi sulle modalità tecniche per cui potrebbe esistere il pericolo del ritorno alle superfici cespugliate del 1929, rimboschite in base alla legge n. 3267 del 1923.

Adriano Gradi
Già prof. Ordinario di tecnologia del legno ed utilizzazioni forestali
Università di Padova, facoltà di Agraria
Corso di laurea di scienze forestali ed ambientali

Per tutto l’articolo in PDF clicca qui sotto
https://italianostrasiena.files.wordpress.com/2015/09/ilgiganteabbattuto1.pdf

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da La Nazione Siena – 01 Settembre 2015

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Italia Nostra Sez. di Siena, su sollecitazione dei cittadini, ha già espresso alcuni mesi fa il suo fermo NO agli abbattimenti dei tigli, scrivendo sia al Sindaco di Colle Val D’Elsa che alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Siena, Grosseto e Arezzo, ma NON ricevendo alcuna risposta in merito.

da La Nazione Siena – 01 Settembre 2015

UN PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA PREVEDE GLI ABBATTIMENTI

TUTTI in difesa degli alberi. Colle si sta mobilitando per impedire il taglio dei cinque grandi tigli di piazza Bartolomeo Scala (che per i colligiani è «Piazza Nova») minacciati da un progetto di riqualificazione che prevede la loro eliminazione. 

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da La Nazione Siena – 01 Settembre 2015

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Addetti del CFS in azione durante il sequestro del complesso immobiliare de Le Vigne a Casole d'Elsa

Addetti del CFS in azione durante il sequestro del complesso immobiliare de Le Vigne a Casole d’Elsa

Nuovo rinvio per esaminare la perizia al 1 ottobre 2015… poi ci sarà un nuovo rinvio… poi un altro…e un altro e via di questo passo…

RIFLESSIONE: come si legge nell’ordinanza il Comune è parte in causa nella richiesta danni (e. 6.500.000,00) da parte della proprietà ed è lo stesso Comune che deve dare parere per tutti questi rinvii…. la Giustizia che cosa complessa ed a volte incomprensibile…… ma noi continuiamo a vigilare e rendere pubbliche notizie che l’Amministrazione di Casole si guarda bene di divulgare… alla faccia della TRASPARENZA che loro con orgoglio continuano a sbandierare ad ogni occasione!!!

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si legge nell’ordinanza ….

…..Vista la richiesta inoltrata dal C.T.U.,….. nella quale si legge: (…) premesso che in data 23/3/15 …. chiese una proroga a codesto Comune in modo che le demolizioni non venissero effettuate prima del 30 luglio 2015, che la bozza della perizia è stata inviata alle parti il 15 luglio e che le parti hanno 30 giorni per fare le loro osservazioni, che il legale di parte attrice, con pec del 28/7/15, ha richiesto se fosse possibile l’invio al Comune di un’ulteriore richiesta di proroga dell’esecuzione delle demolizioni non essendo ancora scaduto il termine per le eventuali osservazioni dei ctp da cui potrebbe sorgere l’esigenza di un nuovo sopralluogo sul posto, che un consulente tecnico di parte ha fatto rilevare che il periodo del mese di agosto, salvo verifica, sarebbe soggetto a sospensione processuale e quindi al prolungamento dei termini per le osservazioni, (…) chiede che venga concessa un’ulteriore proroga dei termini di demolizione fissati nell’ordinanza comunale in oggetto, in modo che le demolizioni non vengano effettuate prima del 30 settembre 2015. (…) Ritenuto opportuno accogliere la richiesta di proroga dei termini di inizio delle opere di demolizione nei termini richiesti dal C.T.U……. in considerazione della non conclusione della consulenza tecnica attivata nel …. presso il Tribunale di Siena e quindi di prorogare al 1 ottobre 2015 il termine per l’inizio delle opere di demolizione,….

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Altro articolo per saperne di più:
https://italianostrasiena.wordpress.com/2010/09/19/iniziato-liter-giudiziario-per-san-severo-e-le-vigne-quindici-imputati-sonia-maggi-sul-corriere-di-siena-sabato-18-settembre-2010/

 

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La Nazione Siena – 21 Luglio 2015
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La Nazione Siena – 21 Luglio 2015

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Altro articolo sulla Fabbrichina

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da La Repubblica Firenze – 11 luglio 2015 di ERNESTO FERRARA

Accusati di turbativa d’asta, abuso d’ufficio e danneggiamento del patrimonio arboreo. Il Comune: “Colpa di vent’anni di mala gestione, ma siamo già al lavoro”

AlberoTagliatoKeep calm & lavorare sodo. La magistratura apre un’inchiesta sulla gestione del verde in città e nel registro degli indagati finiscono 7 fra tecnici e dirigenti del Comune per reati come turbativa d’asta, falso, abuso d’ufficio e danneggiamento del patrimonio arboreo ma il giorno dopo la risposta di Palazzo Vecchio è più che serafica: “Sereni. Fiducia nella magistratura. Continuiamo a lavorare”, è la linea che il sindaco Dario Nardella espone al mattino in giunta davanti ai suoi assessori compresa la responsabile ambiente, Alessia Bettini.

La Procura contesta ditte amiche, scarsa manutenzione e poche ripiantumazioni? Il Comune ribatte accusando vent’anni di mala  amministrazione dal ’90 in poi, Renzi escluso (“Abbiamo trovato alberi marci”) e annunciando una specie di “New Deal” per gli alberi che sarebbe già in corso: da 6 anni si piantano 600-1.000 nuovi alberi l’anno, quest’anno saranno 2.590, pure le ceppe saranno rimosse e smaltite e da ottobre si proverà a rispettare la legge Rutelli che dice un albero ogni nuovo nato con un sistema georeferenziato che assegnerà a ogni bebè il “suo” albero nel certificato di nascita. Pure i dipendenti sono stati aumentati nell’ultimo anno del 10% arrivando a 90 tra tecnici e operai mentre i fondi per la manutenzione sono cresciuti di 900 mila euro rispetto al 2014 arrivando a 2 milioni coi giardini delle scuole, rivendicano gli uffici. Quanto alle ditte ricorrenti negli affidamenti diretti, Palazzo Vecchio ricorda che ne sono state utilizzate una ventina diverse negli ultimi anni, che mai nessun organo controllore ha contestato appalti e gare. E laddove la Procura nota che per gli abbattimenti fatti con somma urgenza manca il permesso della Soprintendenza il Comune risponde che con l’ente il dialogo è impostato “a proficua collaborazione” e che “la nevicata del 2010 e gli eventi del 2014 e 2015 hanno dimostrato la pericolosità di centinaia di alberi che sono stati abbattuti o potati per ragioni di pubblica sicurezza senza arrecare danni più gravi di quelli che avrebbero potuto”. Secondo
Palazzo Vecchio il lavoro impostato dalla giunta Renzi in poi è migliorabile ma buono. È dal 1990 al 2009 che va rintracciato “quel deficit di manutenzione che ha prodotto un patrimonio arboreo fatto di oltre 75 mila alberi estremamente fragile e inadatto, servirebbero almeno 3.000 abbattimenti l’anno”, sostiene il Comune. La Procura contesta appalti frazionati artificiosamente? Palazzo Vecchio ribatte che è il Decreto del Fare di Monti a disciplinarli.

da La Repubblica Firenze – 11 luglio 2015 di ERNESTO FERRARA

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