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23 Marzo 2016

pieve s vittoria ingresso

Pieve di Santa Vittoria – Ingresso

SARTEANO -Una delle tre chiese romaniche del territorio di Sarteano, la Pieve di Santa Vittoria, “la Pieve vecchia”, versa in condizioni drammatiche. Situata subito fuori le mura lungo la via etrusca per Chiusi, con le disposizioni del Granduca Leopoldo l° fu trasformata in cimitero alla fine del ‘700 e sempre in base a quelle leggi, le fu tolto il tetto. Restano oggi le mura perimetrali e il presbiterio, oltre al bel portale con architrave e stipite decorati da bassorilievi. Sembra fosse un antico tempio pagano ma i prima dati certi la fanno risalire al Duecento. Oggi è in pericolo di crollo: delle tre absidi quella centrale è oggi talmente disastrata che il Comune ha provveduto recentemente ad avvolgerla in grandi teli di plastica per prevenire la caduta di pietre. Durante l’estate nella chiesa scoperchiata si tengono concerti e altri spettacoli all’aperto.

La Soprintendenza di Siena è stata da tempo messa al corrente della situazione . Verso la metà del secolo scorso vi aveva fatto grossi lavori, anche nel tentativo di rintracciarne la cripta. Furono tolte tutte le sovrastrutture cimiteriali e tolte le colonne portanti delle navate. La cripta non fu trovata, e gli affreschi rimasero ancor più alle intemperie. In seguito la Soprintendenza provvide a staccarli e dopo un restauro conservativo, ora sono conservati nella chiesa di S.Francesco, nel centro storico di Sarteano.

Inutile sottolinearne ancora l’importanza artistica e storica e l’estrema urgenza del salvataggio dell’abside quasi in rovina. Italia Nostra è intervenuta presso il responsabile della curia vescovile di Montepulciano e presso il Sindaco del paese per sollecitare la sopravvivenza di questa che è una delle più antiche pievi del territorio senese.

di Maria Vera Cresti per Italia Nostra Siena

pieve s vittoria interno

Pieve di Santa Vittoria – Interno

  Abside s vittoria

Pieve di Santa Vittoria – Abside

ParticolareCripta

Interno dell’Abside

 

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da Corriere di Siena 19 Marzo 2016

Clicca sotto per leggere

RipaOrciaMarzo2016

da Corriere di Siena 19 Marzo 2016

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da Repubblica.it 17 Marzo 2016

Sabato mobilitazione degli ambientalisti per fermare l’asfalto tra Capalbio e Grosseto. Il tracciato rischia di passere tra vigneti, oliveti, agriturismi: minacciato uno dei paesaggi più belli d’Italia

di ANTONIO CIANCIULLO

SalviamoMaremmaMarzo2016

ROMA – Ricomincia il braccio di ferro sull’autostrada che dovrebbe attraversare la Maremma. Per sabato è stato organizzato un convegno all’auditorium di Orbetello per lanciare la mobilitazione contro l’ultimo tratto contestato, quello che va da Capalbio a Grosseto. All’appuntamento promosso da Italia Nostra hanno aderito Legambiente , Fai, Wwf e molti comitati locali. Tra gli interventi previsti quelli di Ferdinando Imposimato e Tomaso Montanari.

“Per Capalbio sembra sia già pronto un piano estremamente dannoso: tutta la bellezza del territorio ne verrebbe compromessa e il paese sarebbe separato dal mare”, accusa Nicola Caracciolo, presidente onorario di Italia Nostra. “Per Orbetello, che ha un territorio delicatissimo danneggiato dall’ultima alluvione che ha fatto dei morti e distrutto una scuola, la minaccia è di far passare l’autostrada all’interno, come e dove non si sa, ma certo con un impatto ambientale molto alto vista la qualità del paesaggio che verrebbe brutalizzato. Si rischia di distruggere una delle zone d’Italia in cui l’economia, tra turismo e agricoltura di qualità, funziona”.

Per comprendere la posta in gioco conviene fare un passo indietro. Dell’autostrada tirrenica si comincia a parlare nel 1982 con il piano decennale…..

Il resto dell’articolo qui:

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/03/17/news/maremma_autostrada_convegno-135701060/

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A Radicondoli in data 10 marzo 2016, alla notizia che Stefano Boco, ex senatore dei verdi ed ora presidente di Magma Energy Italia, società industriale titolare del progetto geotermico Mensano, sarebbe andato dal sindaco di Radicondoli ad annunciare l’inizio dei lavori, i cittadini hanno deciso di farsi sentire e dire “basta”.

Il paese di Radicondoli è sede storica di ben sette centrali Enel quindi conosce bene la geotermia, sa cosa comporterebbe la nascita di nuove centrali.

Numerose famiglie che vivono e lavorano nel territorio rurale rimasto integro e non occupato dagli impianti geotermici, hanno investito in un tipo di economia rispettosa dell’ambiente. Numerosi sono oggi gli agriturismi frequentati da clienti provenienti da ogni parte del mondo.

I cittadini si oppongono a questi nuovi progetti che dall’alto si vogliono imporre al territorio e ritengono che siano incompatibili con l’economia che a Radicondoli si è andata sempre più sviluppando.

Per questi motivi cittadini di tutte le età si sono ritrovati di buon mattino in piazza sotto le finestre del Comune con striscioni, tamburi e fischietti , il sindaco è solidale con loro perchè consapevole dei problemi che i nuovi insediamenti di Magma Energy – Graziella Green Power causerebbero al territorio. Il paese finora ha saputo far convivere la geotermia con altre economie presenti , come il turismo e l’agricoltura, ora però rischia di veder distrutto l’attuale delicato equilibrio e di vedersi trasformare in un grande ed esteso distretto industriale di tipo speculativo.
“Ci si chiede perché in Toscana si voglia distruggere un’economia, una ricchezza, una storia costruita nei secoli che solo pochi paesi al mondo hanno, a favore di impianti industriali impattanti e sperimentali che in questo momento storico non sono neppure indispensabili”.

le cittadine ed i cittadini di Radicondoli

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Dal Corriere della Sera 12 Marzo 2016

“…. Italia Nostra, in una nota informale: «Tutte le opere d’arte prodotte dal 1946 ai giorni nostri, non sono più protette dalla normativa di tutela e in particolare sono libere di uscire in forma definitiva e non rintracciabile dal territorio della Repubblica. Potrebbero uscire senza fare mai più ritorno, e senza una tracciabilità certa, tutti i capolavori dell’arte italiana e del design degli Anni 50, attualmente invece protetti….”

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Dal Corriere della Sera 12 Marzo 2016

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No alle nuove trivelle, cittadini solidali col sindaco

da gonews 10 marzo 2016

Stamani alla notizia che Stefano Boco, ex senatore dei verdi ed ora presidente di Magma Energy Italia società industriale titolare del progetto geotermico Mensano, sarebbe andato dal sindaco di Radicondoli ad annunciare l’inizio dei lavori, i cittadini compatti hanno detto basta. Il paese di Radicondoli che conosce bene la geotermia essendo sede storica di ben sette centrali Enel si oppone con determinazione a questi nuovi progetti piovuti dall’alto perchè incompatibili col tipo di economia rispettosa dell’ambiente su cui hanno investito le famiglie che vivono e lavorano nel territorio rurale rimasto integro. Cittadini di tutte le età si sono ritrovati sotto le finestre del sindaco, solidale con loro e consapevole dei problemi che i nuovi insediamenti di Magma Energy – Graziella Green Power causerebbero al territorio. Il paese che finora ha saputo far convivere la geotermia con altre …..
Tutto l’articolo sotto su gonews
Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/03/10/no-alle-nuove-trivelle-cittadini-solidali-col-sindaco/

PER SAPERNE DI PIU’ SULLA GEOTERMIA ELETTRICA
https://italianostrasiena.wordpress.com/2016/02/29/parliamo-di-geotermia-e-produzione-elettrica/

Interessante video sulla manifestazione:

 

 

ColleNienteTagliTigli

ColleNienteTagliTigli_Testo

Clicca qui per firmare la petizione

 

da Change.org – niente tagli ai tigli  – Marzo 2016

Per saperne di più:
https://italianostrasiena.wordpress.com/2015/09/02/colle-val-delsa-salviamo-i-tigli-dalle-motoseghe/

 

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