Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano,un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco.
“Cosa credi di fare?” , chiese il leone al colibrì.
“Vado a spegnere l’incendio!” , rispose il piccolo volatile.
“Con una goccia d’acqua?” disse allora il leone al colibrì, con un sogghigno di derisione.
Ma il colibrì, proseguendo il volo, rispose risoluto: “Io faccio la mia parte!”
Vorrei perciò dare corso ad una serie di post orientata a conoscere e ad approfondire la problematica degli incendi boschivi e delle loro ripercussioni sul patrimonio ambientale e paesaggistico
Spero così di fare la mia parte, come il colibrì, e dare un mio piccolissimo contributo al problema degli incendi , segnalando anche, se del caso, inefficienze e malfunzionamenti della macchina organizzativa.
Un esperto del settore mi ha fatto molto riflettere quando , parlando con lui, mi ha detto più o meno queste parole “quando un incendio fa notizia vuol dire che è un incendio sfuggito al controllo….. allora, forse, qualcosa non ha funzionato come doveva”
Iniziamo allora a definire il concetto di Incendio e di Triangolo del Fuoco.
Danni da incendi
cfr http://www.ricercaforestale.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=476
Per poter comprendere quali possano essere gli effetti causati dal passaggio del fuoco, è necessario prima soffermarsi su alcune definizioni.
Secondo quanto stabilito dall’ art. 2 della, Legge Quadro 21 novembre 2000, n. 353, si intende per Incendio boschivo, un fuoco con suscettività ad espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate poste all’interno delle predette aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree.
Vale altresì la definizione data dagli esperti di settore: “Viene definito incendio boschivo una combustione che si propaghi in un bosco e che sia vasta, diffusibile, difficile da spegnere. L’incendio viene considerato come boschivo anche se non riguarda rigidamente aree coperte da bosco, ma incolti, cespugliati, pascoli o altre coperture vegetali.”
Affinché un incendio possa svilupparsi sono necessari quegli elementi che costituiscono il cosiddetto “triangolo del fuoco“:
Il combustibile, il comburente e il calore concorrono al fenomeno della combustione.
A seconda di come si propaga il fuoco e di quale piano vegetazionale viene coinvolto, l’incendio boschivo può essere diversificato nelle seguenti tipologie:
Incendio radente - (www.regione.piemonte.it/montagna/incendi)
È il tipo di incendio che si sviluppa nel sottobosco, bruciando la lettiera, i cespugli, le erbe ed i detriti morti; si può diffondere anche in formazioni cespugliose nei prati e nei pascoli.
Incendio di chioma - (www.regione.piemonte.it/montagna/incendi)
Le fiamme si estendono alle chiome degli alberi, propagandosi dalla cima di un albero all’altro. Interessa in particolar modo i boschi di conifere.
Incendio sotterraneo - (www.regione.piemonte.it/montagna/incendi)
Quando le fiamme si sviluppano all’interno della lettiera e dell’humus, nello strato organico che copre il suolo minerale.
Incendio non boschivo.
si parla di incendio non boschivo nel caso in cui un fuoco che, pur producendo danni all’ambiente rurale e al territorio, si estende su aree diverse da quelle forestali e non possiede la suscettività ad interessare dette aree
L’insieme dei provvedimenti normativi e delle attività operative di qualsiasi genere volte a prevedere, prevenire ed a contrastare il verificarsi e il propagarsi del fuoco a carico di formazioni vegetali boscate, cespugliate, prato-pascolive, tracciano le diverse fasi della Protezione dagli incendi boschivi
In tale contesto i “danni da incendio” rappresentano gli effetti che il passaggio di un incendio boschivo genera a carico dei differenti comparti ambientali, particolarmente la vegetazione, ma anche il suolo, gli organismi animali, l’atmosfera, il paesaggio.
