In data 03/01 è stato organizzato da Amiatabenicomuni, ad Arcidosso, l´incontro “GEOTERMIA e AMIATA attualità e futuro” con A. Borgia, vulcanologo, professore universitario che da anni si batte al fianco dei comitati amiatini contro i progetti di espansione della geotermia nella zona. Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un primo resoconto dell’incontro, redatto da Elena Zwe e giratoci dal socio Ugo Manetti
“In macchina, che Gianni ha guidato instancabilmente per ore, Marina, Alessandro (cobas), Ugo (casolenostra) e io (radicondoli municipio nuovo).
Siamo arrivati al tramonto in questo bel paese circondato da un panorama davvero gratificante per i nostri occhi, dalla Val d´Orcia, bellissima, in poi, è stato tutto un commento sulla bellezza e magia di questi posti.. e salta subito agli occhi e alla mente l´ottusita´ contenuta nei progetti faraonici di espansione della geotermia ad alta entalpia vuoi come distruzione di un paesaggio che è la vera ricchezza di questo territorio, vuoi come un sinistro presagio di veleni e morte, “morte a norma”, come la ha definita un cittadino intervenuto sui “vagheggi” della regione che non si decide a stabilire i limiti di tossicità delle emissioni, nonostante i numerosi studi e pubblicazioni sul tema, nonostante il comprovato aumento di patologie anche mortali nella popolazione, parliamo di tonnellate di emissioni contenenti acido solfidrico, arsenico, ammoniaca, mercurio, anidridi e altro ancora, nell´aria e a ricaduta sul suolo, nonostante la tossicità dell´acqua contenente livelli altissimi di arsenico. 3
Famiglie intere hanno dovuto abbandonare le case in prossimità dei pozzi a causa delle emissioni tossiche. La sala consiliare è gremita, i cittadini della zona sono avvezzi ormai da quasi vent´anni alle lotte e alla vigilanza, apre il professor Borgia, vulcanologo da sempre al fianco dei Comitati ambientalisti amiatini che lottano contro la Geotermia e l’ENEL, interessantissimo quanto allarmante il suo intervento per quanto riguarda le falde acquifere, i suoi studi sulla comunicazione tra quelle calde profonde, che sono oggetto di estrazione del vapore e quelle più in superficie, patrimonio idrico e riserva di approvvigionamento umano destinata a diminuire drasticamente, infatti, dai grafici esposti dal professore, si vede chiaramente l´andamento parallelo delle falde in relazione all´attività estrattiva, più estrai, più il livello delle falde scende. Non manca un forte accento di polemica, poiché pur facendo parte della commissione preposta a valutare l´impatto della geotermia vista la sua competenza in materia (ora insegna all´università di Berkeley materie inerenti proprio alla geotermia), e pur avendo presentato studi e ricerche che attestano la pericolosità di tale attività, per altro successivamente confermate da studi delle università di Siena e Firenze, vuoi per le falde e le emissioni, vuoi per il movimento delle terre argillose sottostanti gli impianti (rischio tellurico e franoso), da parte delle amministrazioni locali c´è sempre stato un “negare l´evidenza”, non tenere in considerazione, e successivamente un´”estromissione” vera e propria di Borgia dalla commissione. I cittadini chiedono un suo reintegro immediato, in quanto tecnico che rappresenta i comitati.
Seguono vari interventi, ora in forte polemica con le amministrazioni, ora “accorati” di difesa di un ambiente splendido a vocazione turistica e produttiva di prodotti di alta qualità (olio, castagne) e della sua popolazione, c´è chi propone l´utilizzo di una geotermia “sostenibile” mirata alle attività termali, serricoltura ecc…
Interviene anche il sindaco che assicura di non voler prendere decisioni in merito all´espansione degli impianti fino a quando non ci saranno i dati degli studi (per altro pagati con le tasche dei cittadini che continuano a dichiararsi contrari) di “sostenibilità”, che adesso si chiama “rischio accettabile” in quanto a seconda del rischio ambientale (che comprende anche la salute), le amministrazioni locali vengono “risarcite” quantificando lo stesso in denaro!!!.
Spero di essermi ricordata abbastanza, e sicuramente ci saranno imprecisioni, ma aggiungerei alcune riflessioni personali: quante volte abbiamo ormai visto piccoli comuni, provincie, regioni spendere centinaia e centinaia di euro pubblici per studi, consulenze, commissioni per verificare quanti veleni, quanta deturpazione, quanto pericolo e chi più ne ha piu ne metta possiamo “accettare” in cambio di soldi, meglio dire di briciole che mettono toppe momentanee nei bilanci gestiti da politici cui è difficile guardare al futuro in un ottica di salvaguardia e valorizzazione anche economica del territorio?
In quest´ottica miope la “crisi” del nostro tempo non è che un´alibi perfetta, un cavallo di troia che “autorizza” i Comuni, e ribadisco per poche briciole, e se non loro le Regioni (vedi legge 35), ad aprire la porta alle multinazionali e ai poteri interessati allo sfruttamento senza condizioni dei nostri territori.
Elena Z.
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